Virus'Scorrettissimo'
'Politicamente Scorretto'
 
Vigliacco. Ignobile. Stupido. Non vi sono altre parole
 
di Carlo Stagnaro
 
Vigliacco. Ignobile. Stupido. Non vi sono altre parole per descrivere il modo in cui Claudio Risè è stato aggredito, svillaneggiato, lapidato. Impiccato a parole mai dette. E poi, dopo l'aggressione, il silenzio, il muro di gomma, nessuna spiegazione per carità, figuriamoci le scuse. E' facile immaginare il casino che sarebbe scoppiato se fosse successo il contrario, se fosse stato Risè
ad attaccare Gad Lerner. Ma questa è un'ipotesi puramente scolastica. Perché lo psicanalista milanese non è né vigliacco, né ignobile né stupido. Se ti deve contestare te lo dice in faccia e lo fa con argomenti sensati, condivisibili o no ma sensati.
Non ti attribuisce cose che non hai mai pensato, non lo fa dal megafono di una televisione quando tu non sei invitato, quando ti stai facendo un transatlantico di affaracci tuoi e l'ultima cosa che ti viene in mente è che un tale ti sta prendendo a pietrate dal suo palcoscenico mediatico. Risè, naturalmente, ha querelato Gad Lerner per il suo comportamento, per le sue affermazioni false, per la leggerezza con cui questi ha scagliato frasi pesanti come macigni. Ma una querela non lava l'offesa: che coinvolge, sebbene indirettamente, anche il povero Riccardo Paradisi, autore dell'intervista "incriminata" e persona seria e preparata - e a modo. Tanto più che, si sa, se va bene i giudici si pronunceranno tra vent'anni o giù di lì. Non è dallo Stato che verrà il sostegno.
Non può andare così.
Lo Stato nasce con la truffa, l'inganno e l'omertà e non ci si può aspettare che punisca la truffa, l'inganno e l'omertà - o, almeno, non che lo faccia volentieri e con solerzia. L'aiuto, il salvagente può e deve giungere da quella che viene ipocritamente definita "società civile" da coloro che si credono più civili degli altri e invece sono solo dei poveri fessi che parlano al vento.
C'è da augurarsi che la scorrettezza di Lerner gli torni indietro come un boomerang: che i telespettatori smettano di guardarlo, che i lettori smettano di leggerlo, che i cittadini boicottino le testate di cui è collaboratore e da cui pontifica e bastona chiunque, a suo parere, abbia commesso il terribile crimine di aver espresso un pensiero diverso dal suo. Intendiamoci: nascere ebrei non è né una colpa né un merito. E' un caso, come nascere polacchi o svedesi o tedeschi o americani. Come essere biondi o mori, avere gli occhi azzurri o marroni. In alcuni periodi storici quel "caso" ha rappresentato senza dubbio una fonte di disgrazie, in altri momenti no. Ma in nessun modo questo autorizza a fustigare un gentiluomo come Claudio Risè con l'unica intenzione di togliersi dalla scarpa un sassolino o di parlar male di un intellettuale di cui non si condividono - ed è legittimo - alcuni punti di vista. www.forces.org/stagnaro