2. Guarini, amico di Giuliana
D'Olcese, amabile napoletano e molto coltivato critico del Mondo &
le sue Pompe, risponde al suo appello a Nanni Moretti: "A' Morettiiiiii!!!!! A colpi di fallo, Art.18, Giustizia. Sul Cav. gira aria de stanca....
dai retta"
Chico&Chica: Contributo del
Prof. Guarini ai Girotondi
Girotondi napoletani - di Ruggero
Guarini
Il ritorno dei girotondi
sta producendo effetti incoraggianti anche nella nostra città.
Lo rivela un indizio minimo ma eloquente. Giovedì mattina molti girotondini
napoletani, per poter partecipare alla manifestazione nazionale per la libertà
dell'informazione, dopo aver constatato che gli organizzatori del loro movimento
non avevano mantenuto l'impegno di noleggiare dei pullmann, sono riusciti
ugualmente a raggiungere Roma con mezzi propri. Tanta passione merita di essere
premiata.
Cosa che mi accingo a fare rivelando
loro che le origini di quella simpatica forma di gioco e di lotta che si chiama
appunto "girotondo", lungi dal risalire, come abitualmente
si crede, ai primi trastulli infantili dell’umanità, rimanda addirittura ai
costumi degli scimpanzé. Questa scoperta si deve a un insigne studioso tedesco,
il professor Wolfgang Köhler, che in un suo celebre libro
("La mentalità delle scimmie")
raccontò come un bel giorno due simpatici scimpanzé, un certo Chico
e una certa Chica, membri entrambi di un gruppo del quale egli stava
osservando da un pezzo il comportamento, inventarono di botto, proprio sotto
i suoi occhi, un gioco che consisteva nel girare in tondo come dervisci, e
che fu subito appreso da tutti i loro compagni. "Qualsiasi gioco cui partecipassero
due di essi" scrive il Köhler "poteva trasformarsi in questo "gioco della trottola", che sembrava esprimere un culmine
di schietta e generosa joie de vivre. La rassomiglianza a una danza umana
si faceva davvero sorprendente quando le rotazioni erano rapide o quando Chico, ad esempio, allargava orizzontalmente le braccia mentre
girava in tondo. Chico e Chica - che per tutto quell’anno mostrarono di preferire
quel gioco a qualsiasi altro sollazzo - univano talvolta alle rotazioni un
movimento in avanti, e in questo modo avanzavano sul terreno roteando lentamente
attorno al proprio asse". Il racconto prosegue osservando che presto l'intero
gruppo dei suoi scimpanzé si unì a Chico e a Chica per partecipare
con loro alla creazione di girotondi sempre più raffinati. Finché un giorno
inventarono, per caso, niente meno che la "danza intorno
al palo". Le cose andarono esattamente così:
"Durante un girotondo due di loro si
accapigliarono e ruzzolarono vicino a un palo. Si rialzarono, ripresero a
girare e i loro movimenti diventarono più regolari. Incominciarono infatti
a descrivere un cerchio di cui quel palo era il centro.
Allora tutti gli altri, uno dopo l'altro,
si unirono a loro, e incominciarono a girare in gruppo, molto ordinatamente,
intorno al palo. Inoltre mutò anche la natura dei loro movimenti: essi non
camminavano più ma andavano di corsa, appoggiandosi di regola con maggior
forza su un piede, mentre con l'altro toccavano appena il terreno. Si sviluppa,
in questo modo, una specie di ritmo, ed essi tendono a tenere il tempo l'uno
con l'altro". L'elemento più
stupefacente, in questa descrizione, è naturalmente quel palo centrale, che è un'evidente prefigurazione
dell'albero cosmico o asse del mondo di cui parlano
le antiche religioni.
Non meno sorprendente è tuttavia l'accelerazione
vorticosa che la danza subisce intorno al palo, giacché anch'essa altro in
effetti non è che una nobile espressione di quell'anelito al capogiro, al
rapimento e all'estasi che anche presso gli umani viene spesso incoraggiato
da tanti rituali collettivi vagamente orgiastici.
Non solo ludica e
mistica ma squisitamente preumana è dunque la vera passione del girotondino?
Il libro in cui il Kohler, discorrendo dei costumi degli scimpanzé,
espose anche la sopra citata teoria sull'origine del girotondo, si intitola
"La mentalità delle scimmie". E dovrebbe incoraggiare
tutti i girotondini, napoletani a non, a smetterla di sospettare in cuor loro
di essere un caso di infantilismo politico.
E possibilmente ad
ammettere di essere un caso di maturità zoologica.
L'appello accorato che ha commosso il Prof.
Guarini:
A' Morettiii! A colpi di fallo,
Art.18, Giustizia. Sul Cav. gira
aria de stanca..... dai retta
A
proposito di Art.18, Giustizia, Media, Falli e monnezza. Perchè Moretti
e i suoi girotondi non si occupano del Referendum sull'Art.18, di carcerati,
di Falli&Media
e di monnezza tanto per alternare i casi giudiziari del Cavalier Berlusconi,
che sta in alto e il ciel l'aiuta, con casi ben più drammatici che stanno
allo sprofondo delle patrie galere? E perchè Moretti non si occupa della
monnezza che ricopre la sua amata Roma? A More' e facce respirà aria de
disgrazzie de popolo e non sempre ste rotture de palle su li potenti! Nun
se possono più senti' ste storie sul Cavalier Berlusconi, gira aria de stanca, e
va a finì che a nessuno più gliene potrà fregà dde' meno.
Te diamo qua 5 belle occasioni de girotonda' come te pare tra Giustizzia,
Giustizzia co' la G maiuscola, e altre,
falle tue. (Chi conoscere l'email di Nanni Moretti è pregato di
recapitargliela).
Federica
Cattaneo, C.G.I.L. mi scrive: "La democrazia si difende con la partecipazione".
Sì, Federica Cattaneo ha ragione, condanno
da sempre che l'Istituto Referendario, unica "arma" Costituzionale,
politica e sociale a disposizione del popolo per deliberare, venga cinicamente
e spudoratamente usato a meri fini politici di parte, ad usum delfini, or
da questo or da quello, che inducono a farne disattendere la partecipazione
popolare. Sono decisamente per il NO al Referendum sull'Art.18 e ritengo gli
effetti del SI' disastrosi per il Paese, quindi, voterò NO. Ritengo inammissibile, però, la "COPERTA" fin qui stesa sul Referendum da Governo e maggioranza.
La Democrazia si difende, e la si fa difendere, con la partecipazione
come dichiara qua la Cattaneo e come, se pur con argomentazioni
diverse, ha scritto Paolo Mieli sul Corsera:
- Referendum
articolo 18. Nel nostro Paese avvengono grandi trasformazioni
sociali, politiche e istituzionali e bisogna che crescita civile, politica
e sociale avvengano e si realizzino con la piena partecipazione dei cittadini.
Partecipazione è non sottrarsi alle grandi questioni, prima e più importante è
l'affermazione dei diritti del lavoro -la libertà, dignità di donne
e uomini che lavorano- su cui si fonda la Costituzione (articoli 1,
3. 4). Oggi questi diritti non sono di tutti e sono oggetto di un pesante
attacco: la delega sul mercato del lavoro rende la precarietà stabile soprattutto
per i giovani, elimina la contrattazione collettiva e rende superfluo il
sindacato, mentre si sta per approvare la delega che riduce l'applicazione
dell'articolo 18. Il referendum del 15-16 giugno è l'unico strumento, nell'attuale
situazione politico-parlamentare, per impedire questa frana dei diritti
del lavoro e per aprire una stagione nuova che abbia al centro la libertà
e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori come condizione di cittadinanza,
di relazioni sociali fondate sul reciproco riconoscimento, per una società
più giusta e più civile.
Non sottrarti, partecipa per il tuo interesse. Federica
Cattaneo.
Un amico napoletano
appassionato di politica e informazione mi ha scritto:
Processo
Sme: Cosa c'è
dietro lo stralcio della posizione di Silvio Berlusconi? Guardiamo
i fatti.
- Silvio Berlusconi è criticato perché non partecipa e non depone alle
sedute del processo Sme che lo vede coinvolto.
La sinistra, coadiuvata da qualche
fine commentatore di cose giudiziarie, strepita: un simile comportamento
da parte di un presidente del Consiglio è quasi un segnale di mancato
riconoscimento dell'autorità giudiziaria.
- Berlusconi decide di accontentare costoro e va in Tribunale a deporre.
Anzi, fa di più. Si rende disponibile a continuare la sua difesa, compatibilmente
con gli impegni governativi. - La sinistra esplode indignata, non
vorrebbe più il premier a deporre in televisione mentre si difende
dalle accuse. Vedere il premier rispondere a pesanti accuse
di corruzione in aula era un piatto succulento e irrinunciabile
che, però, si è dissolto. Berlusconi ha trasformato il patibolo
in un megafono per la propria difesa, per entrare nelle case degli italiani
nel modo più efficace possibile: difendendosi e contrattaccando.
- Berlusconi si rende disponibile a deporre il 23 maggio, ovvero all'antivigilia
della tornata elettorale delle amministrative.
Vita e Pecoraro Scanio si appellano
all'Autorithy, al presidente della Rai e addirittura a Confalonieri,
chiedendo che gli fosse messo il bavaglio, oscurando le riprese televisive.
- Il Tribunale di Milano, allora, ritiene eccessivo attendere 7 giorni
per ascoltare il presidente del Consiglio. Decide lo stralcio della
sua posizione dal processo. Il 23 maggio non si terrà il suo show nell'aula
del Tribunale. Troppo inconsistenti le accuse? Troppo pericoloso far
parlare Berlusconi? Non lo possiamo dire, ma la sinistra è stata ancora
una volta accontentata dai giudici. Ne prendiamo atto. Paolo
Carotenuto - Napoli.
Da una amica romana,
psicoterapeuta,
ricevo:
A colpi di fallo,
sì il fallo, proprio il fallo.
RAI 3, il 17
maggio, il tg nazionale, ore 19,
ha mostrato una scatola di preservativi blu-celeste
con su scritto
<<NO
AI DS DIFENDITI>> e ci ha comunicato che questa confezione
fa parte dello stock dei gadget in dotazione ai candidati di Forza Italia.
Signori di FORZA ITALIA,
per favore, basta con la volgarità! Che lo vogliate o
no l'Italia è ancora un Paese di persone oneste, lavoratrici,
generose e colte.
NOI CITTADINI ABBIAMO IL DIRITTO DI NON ESSERE OFFESI.
Ed offendete la nostra sensibilità quando per raccattarvi qualche voto
non guardate in faccia a nessuno e approfittate, speculate volgarmente
di quanto vi è di più sacro e inviolabile: il dolore. Invece di preoccuparvi
della cosa pubblica ci state dimostrando che «il cinismo non ha fondo».
La notizia non si può commentare, perché qualsiasi parola non farebbe
che aggiungere squallore allo squallore. Noi squallidi non siamo, non
parafrasiamo, non facciamo inutili calembour, non facciamo greve ironia
e speculazione su una malattia, l'AIDS, dalle conseguenze disastrose e
generatrice di grande sofferenza fisica e morale in chi ne è affetto e
in chi ama la persona che ne è affetta. Però visto che il gadget esiste
ci chiediamo chi sarà il destinatario di cotanta volgarità.
Se è un uomo, viene messo in guardia
dal non avere rapporti con una diessina, ma può stare tranquillo che questo
difficilmente potrebbe avvenire, a meno che non si tratti di uno stupratore.
Se è una donna allora attenta alla legge sull'adescamento.
Che stima hanno i candidati di
Forza Italia per i loro probabili elettori! E se i DS sono un nemico che
fa ribrezzo perché adornarne l'organo che è il distintivo del macho italiano
o tombeur de femmes come il Cav. ama definirsi? Il fallo, come tutti sanno,
è delicato, se lo si maltratta potrebbe fallire. Ma non è questo il luogo
per ironizzare, ma è il luogo per farci urlare con quanto fiato abbiamo
che siamo stanchi di queste dimostrazioni di amoralità indegne di un Paese
civile, perché siamo un Paese civile che come tale è indignato. Prego
inoltrare ad Associazioni ed amici. Segr. di Redazione Periodico Giustizia
e Libertà.
Un avvocato mi ha scritto da Napoli: Su Dorigo la scure del sistema giudiziario e della
stampa.
Il detenuto Paolo
Dorigo è in sciopero della fame dal 5/5/03. In una lettera ad Alessandro
Mantovani de Il Manifesto -inevasa- Dorigo scrive: "Sono stupefatto,
come mai un giornale come il vostro, che dedica tanta attenzione agli Usa
ed ai loro carcerati, con
tanto di notizie su Nessuno tocchi Caino, non ha dato considerazione a quanto
mi stà capitando, tanto più che c'è un giochetto dei servizi per corrompere
chi mi stà vicino (ma l'avvocato Trupiano non lo compra nessuno) e tantomeno
compagni e strutture di movimento e tanti altri che mi esprimono solidarietà.
So che qualcuno specula sulle mie presunte depressioni, in realtà questo
è uno scandalo coperto dalla sinistra, cioè dalla mancata notizia della
mia protesta del 4.1.96 quando mi detti fuoco rischiando di morire...".
Il perchè è di facile comprensione: tutti, sinistra inclusa, temono che
pubblicizzando Dorigo, si possano pubblicizzare le B.R. Non comprendere
come si possa definire Dorigo un brigatista rosso, e non già un combattente
per il comunismo, o un prigioniero politico comunista, come egli stesso
si firma. Ancor più indecifrabile è la chiusura nei confronti di chi, per
espressa decisione del Consiglio d'Europa, dovrebbe ottenere automaticamente
la revisione del processo, una volta accertato (decisione interinale
CEDU) che nei suoi confronti non furono applicate le norme sul giusto processo.
Eppure l'articolo 111 della Costituzione, -per Dorigo non vale?- recita:
"La giurisdizione si attua mediante il giusto processo". La legge non
è uguale per tutti? Lo Stato italiano poteva adeguarsi fino al 30/10/002 al
deliberato CEDU ma è volutamente inadempiente. (ciò è di dominio pubblico
e del Capo dello Stato che è il Capo della Magistratura). Dopo
una mole impressionante di istanze inoltrate al Magistrato di Sorveglianza
di Spoleto, ove Dorigo è detenuto, nell'ultima egli ha chiesto una sospensione
dell'esecuzione della pena, anche di 30 giorni, o, in mancanza, gli
arresti ospedalieri per poter effettuare accertamenti impossibili in alcun
centro diagnostico interno a struttura penitenziaria, e ciò per appurare
la presenza di corpi estranei nell'encefalo. Le lastre dell'ultima R.M.N.
sono sparite!!! Così come non è stato indicato al radiologo lo scopo di
tale esame che, è bene ricordarlo, è stato fatto solo fino sotto al naso...
Eppure, il 4/5 scorso è emerso su LA7-STARGATE, che è possibile introdurre sofisticati
ed impercettibili strumenti nel cervello per il controllo mentale con microchips
elettronici, Mk Ultra. La notizia l'ha data l'ex Presidente USA Clinton. Chi insinua
che Dorigo stà recitando, perchè si ostina a non concedergli gli accertamenti richiesti
alla presenza del suo legale e dei suoi medici di fiducia? O si ha paura
di scoperchiare i coperchi? Pretendiamo chiarezza, e ciò nell'interesse
di tutti, anche di chi vuole annientare psicologicamente Dorigo. O forse
i "Signori del no" non si rendono conto che così facendo ne fanno un
martire indipendentemente dalla sua idea politica? Dorigo, ora, ha
bisogno di solidarietà, di cure e di un nuovo processo, ma soprattutto di
"informazione". Dorigo, a differenza degli stragisti di Bologna, non ha
ucciso. Quelli sono liberi. Non è forse una vergogna per i Signori
della "certezza della pena" a senso unico? Avv.Vittorio Trupiano. lista.trupiano@tin.it
Ho
ricevuto questo comunicato da Maurizio Turco, Presidente
dei deputati radicali al Parlamento europeo:
Turco inizia un digiuno
di dialogo con l'On. Salvatore Cuffaro,
Presidente della Regione Sicilia perché sia assicurato in tempi certi
la soluzione del problema sanitario nelle carceri siciliane.
Maurizio Turco Presidente deputati
radicali al Parlamento europeo, dal 17/5 ha iniziato un digiuno di
dialogo con Salvatore Cuffaro
Presidente della Regione Sicilia perché sia assicurata in tempi certi
la soluzione del problema sanitario nelle carceri siciliane.
Turco scrive al Presidente Cuffaro che "l'emergenza sanitaria nelle
carceri, in particolare siciliane, ha raggiunto livelli di inciviltà
non sopportabili". Ricorda che la popolazione penitenziaria in
Sicilia è detenuta in "26 istituti con capienza regolamentare di 4.264
detenuti che, al 31/12 '02, ne ospitavano 5.935, di cui 5.167 cittadini
che in libertà erano residenti in Sicilia e, quindi, la cui assistenza
sanitaria era già a carico della Regione Sicilia. Siamo quindi di fronte
ad una dimensione del problema compatibile non solo con le finanze regionali
ma anche con le strutture sanitarie territoriali". Turco ritiene
che "solo con uno straordinario urgente sforzo si può rispettare
non solo la Costituzione ma le stesse leggi" e chiede al Presidente Cuffaro
di predisporre in 10 giorni uno scadenzario per l'attuazione degli atti
necessari a: - integrare il Servizio Sanitario Nazionale con il Servizio
Sanitario Penitenziario; - assicurare la gratuità dei farmaci; - derogare
alle normative vigenti, in un oggettivo stato di necessità, per consentire
al personale infermieristico presso gli ospedali di prestare opera
presso i penitenziari; e di accertare se è garantito.
In caso contrario garantire da subito
che: - il personale sanitario dei penitenziari disponga del ricettario
regionale per l'acquisto di farmaci in urgenza; - i farmaci interferonici
e antiretrovirali siano disponibili gratuitamente; - sia applicata anche
ai detenuti la copertura farmaceutica per il periodo immediatamente successivo
alla dimissione dal ricovero ospedaliero regolamentata con Circolare 25/9/02,
n.1095 dell'Assessore alla Sanità. Turco accompagna questa richiesta
"con un digiuno di dialogo affinché il passare delle ore sia scandito
da una iniziativa di amicizia e fiducia nel fatto che Lei prenderà
in tempi certi le misure necessarie a superare questa situazione
insopportabile per detenuti, Direzioni, agenti di Polizia
Penitenziaria e insopportabile per le istituzioni".