1. Maometto ha scritto al Prof. Guarini
Corrispondenze dei Sensi e Visioni sul fattore Allah tra Maometto e Ruggero Guarini
Caro dottor Guarini, fidati informatori mi hanno appena assicurato che anche voi, come del resto tutti gli infedeli, continuate caparbiamente a rifiutarvi di ammettere che i fantastici ragazzi-bomba che oggi si immolano a grappoli per la causa della Palestina e dell'Islam sono dei veri martiri. Sembra infatti che siate convinto che essi siano soltanto dei bravi figlioli disposti a farsi saltare in aria, insieme al maggior numero possibile di ebrei, per un solo banale motivo: assicurare alle proprie famiglie il gruzzoletto con cui i loro capi compensano il loro sacrificio. Anzi temo che non escludiate che siano solo dei poveri automi ammaestrati dai loro istruttori. Insomma non volete riconoscere il loro rango celeste. E perciò vi illudete di poter decifrare il senso delle loro imprese evitando ogni allusione ad Allah. Errore, grave errore. Ve lo dice uno che di Allah, come sapete, è l'unico profeta autorizzato. E che perciò ha il dovere di spiegarvi quanto segue.
Il sublime slancio suicidario e pluriassassino, immolazionista e stragista, autosacrificale e pantoclastico di questi miei intrepidi atleti non può essere - come la vostra povera animuccia di infedele preferisce immaginare - il prodotto di banali suggestioni, manipolazioni e circonvenzioni umane. Può essere solo l'effetto di soffi e influssi divini. Nello studio del fenomeno non si può dunque ignorare il famoso fattore A, ossia la diretta influenza di Allah sulle anime dei suoi figli.
Se si esclude questo fattore, si sarebbe costretti ad ammettere che fra la nobile specie dei miei giovani sterminatori (questi cherubini votati a quella forma estrema di oblazione che è il suicidio ecatombale) e la squallida categoria degli allocchi comuni (la cui attitudine al sacrificio si esprime di solito al massimo nel commovente proposito di farsi spennare da qualche ciarlatano) non c'è alcuna differenza sostanziale. Ne conseguirebbe, cioè, che i miei audaci aquilotti al tritolo, plasmati e addestrati alla fede e alla gloria nelle mie nobili scuole coraniche, appartengono alla stessa famigliola ornitologica di quei pacifici polli che dalle vostre parti, educati al culto del denaro e dei facili guadagni, preferiscono farsi raggirare dai volgari Califfi della truffa e del raggiro. Persino quelle sciocche gallinelle votate al culto della Bellezza che si lasciano incitare, dai loro consiglieri dietologici, a imprese anch’esse vagamente terroristiche, e talora persino suicidarie, come la guerra santa per la conquista di un corpo agile, snello e voluttuoso, essendo anch'esse creature incapaci di intendere e di volere, e quindi pronte a immolarsi sugli altari dei loro idoli, sarebbero, in effetti, sorelle o almeno cugine dei miei impavidi angioletti della morte. Il che potrebbe indurmi a sospettare che i tanti vostri ignobili poeti e pensatori che mi hanno dipinto come un fanatico e un impostore (il perfido Dante, l'infame Voltaire, il turpe Schopenhauer, l'odioso Burckhardt, la fatua Fallaci - e innumerevoli altri miei detrattori e schernitori) non avrebbero tutti i torti. Ma voi credete davvero che potrei pronunciare una tale bestemmia? Non lo sapete che, se lo facessi, Allah mi getterebbe nel fuoco eterno della "gahan-nam", ovverossia geenna, che è il nome del nostro inferno?
Un affettuoso saluto dal vostro gentile ma inflessibile Maometto.

2. Guarini, amico di Giuliana D'Olcese, amabile napoletano e molto coltivato critico del Mondo & le sue Pompe, risponde al suo appello a Nanni Moretti: "A' Morettiiiiii!!!!! A colpi di fallo, Art.18, Giustizia. Sul Cav. gira aria de stanca....  dai retta"
Chico&Chica: Contributo del Prof. Guarini ai Girotondi
Girotondi napoletani - di Ruggero Guarini
 
Il ritorno dei girotondi sta producendo effetti incoraggianti anche nella nostra città. Lo rivela un indizio minimo ma eloquente. Giovedì mattina molti girotondini napoletani, per poter partecipare alla manifestazione nazionale per la libertà dell'informazione, dopo aver constatato che gli organizzatori del loro movimento non avevano mantenuto l'impegno di noleggiare dei pullmann, sono riusciti ugualmente a raggiungere Roma con mezzi propri. Tanta passione merita di essere premiata.
Cosa che mi accingo a fare rivelando loro che le origini di quella simpatica forma di gioco e di lotta che si chiama appunto "girotondo", lungi dal risalire, come abitualmente si crede, ai primi trastulli infantili dell’umanità, rimanda addirittura ai costumi degli scimpanzé. Questa scoperta si deve a un insigne studioso tedesco, il professor Wolfgang Köhler, che in un suo celebre libro ("La mentalità delle scimmie") raccontò come un bel giorno due simpatici scimpanzé, un certo Chico e una certa Chica, membri entrambi di un gruppo del quale egli stava osservando da un pezzo il comportamento, inventarono di botto, proprio sotto i suoi occhi, un gioco che consisteva nel girare in tondo come dervisci, e che fu subito appreso da tutti i loro compagni. "Qualsiasi gioco cui partecipassero due di essi" scrive il Köhler "poteva trasformarsi in questo "gioco della trottola", che sembrava esprimere un culmine di schietta e generosa joie de vivre. La rassomiglianza a una danza umana si faceva davvero sorprendente quando le rotazioni erano rapide o quando Chico, ad esempio, allargava orizzontalmente le braccia mentre girava in tondo. Chico e Chica - che per tutto quell’anno mostrarono di preferire quel gioco a qualsiasi altro sollazzo - univano talvolta alle rotazioni un movimento in avanti, e in questo modo avanzavano sul terreno roteando lentamente attorno al proprio asse". Il racconto prosegue osservando che presto l'intero gruppo dei suoi scimpanzé si unì a Chico e a Chica per partecipare con loro alla creazione di girotondi sempre più raffinati. Finché un giorno inventarono, per caso, niente meno che la "danza intorno al palo". Le cose andarono esattamente così:
"Durante un girotondo due di loro si accapigliarono e ruzzolarono vicino a un palo. Si rialzarono, ripresero a girare e i loro movimenti diventarono più regolari. Incominciarono infatti a descrivere un cerchio di cui quel palo era il centro.
Allora tutti gli altri, uno dopo l'altro, si unirono a loro, e incominciarono a girare in gruppo, molto ordinatamente, intorno al palo. Inoltre mutò anche la natura dei loro movimenti: essi non camminavano più ma andavano di corsa, appoggiandosi di regola con maggior forza su un piede, mentre con l'altro toccavano appena il terreno. Si sviluppa, in questo modo, una specie di ritmo, ed essi tendono a tenere il tempo l'uno con l'altro". L'elemento più stupefacente, in questa descrizione, è naturalmente quel palo centrale, che è un'evidente prefigurazione dell'albero cosmico o asse del mondo di cui parlano le antiche religioni.
Non meno sorprendente è tuttavia l'accelerazione vorticosa che la danza subisce intorno al palo, giacché anch'essa altro in effetti non è che una nobile espressione di quell'anelito al capogiro, al rapimento e all'estasi che anche presso gli umani viene spesso incoraggiato da tanti rituali collettivi vagamente orgiastici.
Non solo ludica e mistica ma squisitamente preumana è dunque la vera passione del girotondino?
Il libro in cui il Kohler, discorrendo dei costumi degli scimpanzé, espose anche la sopra citata teoria sull'origine del girotondo, si intitola "La mentalità delle scimmie". E dovrebbe incoraggiare tutti i girotondini, napoletani a non, a smetterla di sospettare in cuor loro di essere un caso di infantilismo politico.
E possibilmente ad ammettere di essere un caso di maturità zoologica.
 
L'appello accorato che ha commosso il Prof. Guarini:
A' Morettiii! A colpi di fallo, Art.18, Giustizia. Sul Cav. gira aria de stanca..... dai retta
A proposito di Art.18, Giustizia, Media, Falli e monnezza. Perchè Moretti e i suoi girotondi non si occupano del Referendum sull'Art.18, di carcerati, di Falli&Media e di monnezza tanto per alternare i casi giudiziari del Cavalier Berlusconi, che sta in alto e il ciel l'aiuta, con casi ben più drammatici che stanno allo sprofondo delle patrie galere? E perchè Moretti non si occupa della monnezza che ricopre la sua amata Roma? A More' e facce respirà aria de disgrazzie de popolo e non sempre ste rotture de palle su li potenti! Nun se possono più senti' ste storie sul Cavalier Berlusconi, gira aria de stanca, e va a finì che a nessuno più gliene potrà fregà dde' meno. Te diamo qua 5 belle occasioni de girotonda' come te pare tra Giustizzia, Giustizzia co' la G maiuscola, e altre, falle tue. (Chi conoscere l'email di Nanni Moretti è pregato di recapitargliela).
Federica Cattaneo, C.G.I.L. mi scrive: "La democrazia si difende con la partecipazione".
Sì, Federica Cattaneo ha ragione, condanno da sempre che l'Istituto Referendario, unica "arma" Costituzionale, politica e sociale a disposizione del popolo per deliberare, venga cinicamente e spudoratamente usato a meri fini politici di parte, ad usum delfini, or da questo or da quello, che inducono a farne disattendere la partecipazione popolare. Sono decisamente per il NO al Referendum sull'Art.18 e ritengo gli effetti del SI' disastrosi per il Paese, quindi, voterò NO. Ritengo inammissibile, però, la "COPERTA" fin qui stesa sul Referendum da Governo e maggioranza. La Democrazia si difende, e la si fa difendere, con la partecipazione come dichiara qua la Cattaneo e come, se pur con argomentazioni diverse, ha scritto Paolo Mieli sul Corsera:
Referendum articolo 18. Nel nostro Paese avvengono grandi trasformazioni sociali, politiche e istituzionali e bisogna che crescita civile, politica e sociale avvengano e si realizzino con la piena partecipazione dei cittadini. Partecipazione è non sottrarsi alle grandi questioni, prima e più importante è l'affermazione dei diritti del lavoro -la libertà, dignità di donne e uomini che lavorano- su cui si fonda la Costituzione (articoli 1, 3. 4). Oggi questi diritti non sono di tutti e sono oggetto di un pesante attacco: la delega sul mercato del lavoro rende la precarietà stabile soprattutto per i giovani, elimina la contrattazione collettiva e rende superfluo il sindacato, mentre si sta per approvare la delega che riduce l'applicazione dell'articolo 18. Il referendum del 15-16 giugno è l'unico strumento, nell'attuale situazione politico-parlamentare, per impedire questa frana dei diritti del lavoro e per aprire una stagione nuova che abbia al centro la libertà e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori come condizione di cittadinanza, di relazioni sociali fondate sul reciproco riconoscimento, per una società più giusta e più civile.
Non sottrarti, partecipa per il tuo interesse. Federica Cattaneo.
Un amico napoletano appassionato di politica e informazione mi ha scritto:
Processo Sme: Cosa c'è dietro lo stralcio della posizione di Silvio Berlusconi? Guardiamo i fatti.
- Silvio Berlusconi è criticato perché non partecipa e non depone alle sedute del processo Sme che lo vede coinvolto.
La sinistra, coadiuvata da qualche fine commentatore di cose giudiziarie, strepita: un simile comportamento da parte di un presidente del Consiglio è quasi un segnale di mancato riconoscimento dell'autorità giudiziaria.
- Berlusconi decide di accontentare costoro e va in Tribunale a deporre. Anzi, fa di più. Si rende disponibile a continuare la sua difesa, compatibilmente con gli impegni governativi. - La sinistra esplode indignata, non vorrebbe più il premier a deporre in televisione mentre si difende dalle accuse. Vedere il premier rispondere a pesanti accuse di corruzione in aula era un piatto succulento e irrinunciabile che, però, si è dissolto. Berlusconi ha trasformato il patibolo in un megafono per la propria difesa, per entrare nelle case degli italiani nel modo più efficace possibile: difendendosi e contrattaccando.
- Berlusconi si rende disponibile a deporre il 23 maggio, ovvero all'antivigilia della tornata elettorale delle amministrative.
Vita e Pecoraro Scanio si appellano all'Autorithy, al presidente della Rai e addirittura a Confalonieri, chiedendo che gli fosse messo il bavaglio, oscurando le riprese televisive. - Il Tribunale di Milano, allora, ritiene eccessivo attendere 7 giorni per ascoltare il presidente del Consiglio. Decide lo stralcio della sua posizione dal processo. Il 23 maggio non si terrà il suo show nell'aula del Tribunale. Troppo inconsistenti le accuse? Troppo pericoloso far parlare Berlusconi? Non lo possiamo dire, ma la sinistra è stata ancora una volta accontentata dai giudici. Ne prendiamo atto. Paolo Carotenuto - Napoli. 
Da una amica romana, psicoterapeuta, ricevo: A colpi di fallo, sì il fallo, proprio il fallo.
RAI 3, il 17 maggio, il tg nazionale, ore 19, ha mostrato una scatola di preservativi blu-celeste con su scritto
<<NO AI DS DIFENDITI>> e ci ha comunicato che questa confezione fa parte dello stock dei gadget in dotazione ai candidati di Forza Italia.
Signori di FORZA ITALIA, per favore, basta con la volgarità! Che lo vogliate o no l'Italia è ancora un Paese di persone oneste, lavoratrici, generose e colte.
NOI CITTADINI ABBIAMO IL DIRITTO DI NON ESSERE OFFESI.
Ed offendete la nostra sensibilità quando per raccattarvi qualche voto non guardate in faccia a nessuno e approfittate, speculate volgarmente di quanto vi è di più sacro e inviolabile: il dolore. Invece di preoccuparvi della cosa pubblica ci state dimostrando che «il cinismo non ha fondo». La notizia non si può commentare, perché qualsiasi parola non farebbe che aggiungere squallore allo squallore. Noi squallidi non siamo, non parafrasiamo, non facciamo inutili calembour, non facciamo greve ironia e speculazione su una malattia, l'AIDS, dalle conseguenze disastrose e generatrice di grande sofferenza fisica e morale in chi ne è affetto e in chi ama la persona che ne è affetta. Però visto che il gadget esiste ci chiediamo chi sarà il destinatario di cotanta volgarità.
Se è un uomo, viene messo in guardia dal non avere rapporti con una diessina, ma può stare tranquillo che questo difficilmente potrebbe avvenire, a meno che non si tratti di uno stupratore. Se è una donna allora attenta alla legge sull'adescamento.
Che stima hanno i candidati di Forza Italia per i loro probabili elettori! E se i DS sono un nemico che fa ribrezzo perché adornarne l'organo che è il distintivo del macho italiano o tombeur de femmes come il Cav. ama definirsi? Il fallo, come tutti sanno, è delicato, se lo si maltratta potrebbe fallire. Ma non è questo il luogo per ironizzare, ma è il luogo per farci urlare con quanto fiato abbiamo che siamo stanchi di queste dimostrazioni di amoralità indegne di un Paese civile, perché siamo un Paese civile che come tale è indignato. Prego inoltrare ad Associazioni ed amici. Segr. di Redazione Periodico Giustizia e Libertà.
Un avvocato mi ha scritto da Napoli: Su Dorigo la scure del sistema giudiziario e della stampa.
Il detenuto Paolo Dorigo è in sciopero della fame dal 5/5/03. In una lettera ad Alessandro Mantovani de Il Manifesto -inevasa- Dorigo scrive: "Sono stupefatto, come mai un giornale come il vostro, che dedica tanta attenzione agli Usa ed ai loro carcerati,
con tanto di notizie su Nessuno tocchi Caino, non ha dato considerazione a quanto mi stà capitando, tanto più che c'è un giochetto dei servizi per corrompere chi mi stà vicino (ma l'avvocato Trupiano non lo compra nessuno) e tantomeno compagni e strutture di movimento e tanti altri che mi esprimono solidarietà. So che qualcuno specula sulle mie presunte depressioni, in realtà questo è uno scandalo coperto dalla sinistra, cioè dalla mancata notizia della mia protesta del 4.1.96 quando mi detti fuoco rischiando di morire...". Il perchè è di facile comprensione: tutti, sinistra inclusa, temono che pubblicizzando Dorigo, si possano pubblicizzare le B.R. Non comprendere come si possa definire Dorigo un brigatista rosso, e non già un combattente per il comunismo, o un prigioniero politico comunista, come egli stesso si firma. Ancor più indecifrabile è la chiusura nei confronti di chi, per espressa decisione del Consiglio d'Europa, dovrebbe ottenere automaticamente la revisione del processo, una volta accertato (decisione interinale CEDU) che nei suoi confronti non furono applicate le norme sul giusto processo. Eppure l'articolo 111 della Costituzione, -per Dorigo non vale?- recita: "La giurisdizione si attua mediante il giusto processo". La legge non è uguale per tutti? Lo Stato italiano poteva adeguarsi fino al 30/10/002 al deliberato CEDU ma è volutamente inadempiente. (ciò è di dominio pubblico e del Capo dello Stato che è il Capo della Magistratura). Dopo una mole impressionante di istanze inoltrate al Magistrato di Sorveglianza di Spoleto, ove Dorigo è detenuto, nell'ultima egli ha chiesto una sospensione dell'esecuzione della pena, anche di 30 giorni, o, in mancanza, gli arresti ospedalieri per poter effettuare accertamenti impossibili in alcun centro diagnostico interno a struttura penitenziaria, e ciò per appurare la presenza di corpi estranei nell'encefalo. Le lastre dell'ultima R.M.N. sono sparite!!! Così come non è stato indicato al radiologo lo scopo di tale esame che, è bene ricordarlo, è stato fatto solo fino sotto al naso... Eppure, il 4/5 scorso è emerso su LA7-STARGATE, che è possibile introdurre sofisticati ed impercettibili strumenti nel cervello per il controllo mentale con microchips elettronici, Mk Ultra. La notizia l'ha data l'ex Presidente USA Clinton. Chi insinua che Dorigo stà recitando, perchè si ostina a non concedergli gli accertamenti richiesti alla presenza del suo legale e dei suoi medici di fiducia? O si ha paura di scoperchiare i coperchi? Pretendiamo chiarezza, e ciò nell'interesse di tutti, anche di chi vuole annientare psicologicamente Dorigo. O forse i "Signori del no" non si rendono conto che così facendo ne fanno un martire indipendentemente dalla sua idea politica? Dorigo, ora, ha bisogno di solidarietà, di cure e di un nuovo processo, ma soprattutto di "informazione". Dorigo, a differenza degli stragisti di Bologna, non ha ucciso. Quelli sono liberi. Non è forse una vergogna per i Signori della "certezza della pena" a senso unico? Avv.Vittorio Trupiano. lista.trupiano@tin.it
Ho ricevuto questo comunicato da Maurizio Turco, Presidente dei deputati radicali al Parlamento europeo: Turco inizia un digiuno di dialogo con l'On. Salvatore Cuffaro, Presidente della Regione Sicilia perché sia assicurato in tempi certi la soluzione del problema sanitario nelle carceri siciliane.
Maurizio Turco Presidente deputati radicali al Parlamento europeo, dal 17/5 ha iniziato un digiuno di dialogo con Salvatore Cuffaro Presidente della Regione Sicilia perché sia assicurata in tempi certi la soluzione del problema sanitario nelle carceri siciliane. Turco scrive al Presidente Cuffaro che "l'emergenza sanitaria nelle carceri, in particolare siciliane, ha raggiunto livelli di inciviltà non sopportabili". Ricorda che la popolazione penitenziaria in Sicilia è detenuta in "26 istituti con capienza regolamentare di 4.264 detenuti che, al 31/12 '02, ne ospitavano 5.935, di cui 5.167 cittadini che in libertà erano residenti in Sicilia e, quindi, la cui assistenza sanitaria era già a carico della Regione Sicilia. Siamo quindi di fronte ad una dimensione del problema compatibile non solo con le finanze regionali ma anche con le strutture sanitarie territoriali". Turco ritiene che "solo con uno straordinario urgente sforzo si può rispettare non solo la Costituzione ma le stesse leggi" e chiede al Presidente Cuffaro di predisporre in 10 giorni uno scadenzario per l'attuazione degli atti necessari a: - integrare il Servizio Sanitario Nazionale con il Servizio Sanitario Penitenziario; - assicurare la gratuità dei farmaci; - derogare alle normative vigenti, in un oggettivo stato di necessità, per consentire al personale infermieristico presso gli ospedali di prestare opera presso i penitenziari; e di accertare se è garantito.
In caso contrario garantire da subito che: - il personale sanitario dei penitenziari disponga del ricettario regionale per l'acquisto di farmaci in urgenza; - i farmaci interferonici e antiretrovirali siano disponibili gratuitamente; - sia applicata anche ai detenuti la copertura farmaceutica per il periodo immediatamente successivo alla dimissione dal ricovero ospedaliero regolamentata con Circolare 25/9/02, n.1095 dell'Assessore alla Sanità. Turco accompagna questa richiesta "con un digiuno di dialogo affinché il passare delle ore sia scandito da una iniziativa di amicizia e fiducia nel fatto che Lei prenderà in tempi certi le misure necessarie a superare questa situazione insopportabile per detenuti, Direzioni, agenti di Polizia Penitenziaria e insopportabile per le istituzioni".