Opinioni
e giudizi dei lettori di Virus su
'Oriana Fallaci con
"la rabbia e l'orgoglio"
è ancora tra noi'
Scrivici
anche tu
Sì a Oriana Fallaci senatore a vita, è grande esempio di coraggio umano e politico.
Oriana Fallaci è sicuramente tra le personalità
più meritevoli di rappresentare il popolo italiano al Parlamento
e perciò diciamo sì con forza alla proposta espressa dal
Direttore di Panorama Carlo Rossella letta sul quotidiano
Libero.
Il
coraggio umano e politico della Signora Fallaci merita di
essere premiato a livello istituzionale e di essere esempio
e sprone non solo alle cittadine ed ai cittadini italiani,
ma oltreoceano, nel mondo. In un panorama umano e politico
troppo spesso convenzionale ed ipocrita, una figura
come la Fallaci darebbe forza e coraggio necessario alla
politica anche per attuare quelle riforme che vediamo riproposte
ogni giorno e sempre ricacciate in gola ai legittimi promotori.
Oriana Fallaci incarnerebbe sicuramente un simbolo di vera
democrazia che in questo paese si stà pericolosamente offuscando.
Auspichiamo perciò che Presidente della Repubblica e Parlamento
prendano quanto prima in esame questa giusta proposta, che
viene da un cittadino, finalmente. Giuliana Olcese, portavoce
Movimento Riforme.
Carissima Giuliana, è vero che Oriana Fallaci <è grande
esempio di coraggio umano e politico>
ma la sua candidatura mi lascia perplesso.
La nomina di un senatore a vita dovrebbe
trovare tutti consenzienti - a destra e
a sinistra - e, nel caso della Fallaci,
tale consenso mi sembra tutt'altro che scontato. Molti lo avvertirebbero
come una legittimazione dell'anti-islamismo. Nel passato, sono
stati insigniti del laticlavio personaggi eminenti della vita
culturale non per
i loro meriti oggettivi di studiosi
ma per essere diventati simboli di parte e di una parte assurta
a espressione di quanto di meglio abbia prodotto il nostro paese.
Penso a uno dei miei maestri più cari, Norberto
Bobbio. Venne fatto senatore non per i
suoi magistrali studi di filosofia del diritto, di filosofia
politica, di storia delle idee politiche (che pochi conoscono)
ma perché
era diventato
(se ne ignora la ragione, alla luce dei suoi dichiarati e complessi--ma
umanamente comprensibili-rapporti col fascismo..) il simbolo
della Torino di Gobetti, dell'azionismo liberalcomunista,
dell'Italia intransigente e palle del genere.
Il suo
collega di Facoltà, Luigi Firpo, uno dei più grandi rinascimentalisti
del secondo Novecento, non venne neppure preso in
considerazione, nonostante la donazione della sua immensa biblioteca
(che gli americani avrebbero voluto acquistare, vent'anni fa,
al modico prezzo di cinque miliardi...) al Comune di Torino.
Ma il nome di Firpo non era associato alla retorica resistenziale
(anzi, all'epoca del linciaggio contro De Felice, fu uno dei pochissimi che lo difesero, sfidado
le ire funeste degli intellettuali di regime..)
Non vorrei che la Fallaci diventasse il pretesto di una
revanche della destra (liberale e occidentalista) contro i suoi
nemici di ieri e di oggi. La nostra dev'essere una cultura delle
istituzioni e, come tale, deve guardarsi bene dall'imitare quanti
abbiamo sempre profondamente criticato e disprezzato. Un cordiale
saluto dc.
Sul "Sì a Oriana Fallaci senatore a vita,
è grande esempio di coraggio umano e politico"
non penso proprio che alla signora
Fallaci possa interessare una cosa simile, lei è e rimarrà un
cittadino italiano e non vorrà sicuramente confondersi tra la
folla dei politici che lei ritiene e scrive essere "Beceri e Voltagabbana!".
P.F.
Giustissima osservazione Signor P.F.
Ma comunque fa bene ed è sano
dichiararsi a favore. Poi la Fallaci la conosciamo e l'ammiriamo
anche perchè non è omologata ne' omologabile. Ma i cittadini è
bene che condividano l'idea che la Fallaci meriti un riconoscimento
ed un ruolo istituzionale. Non accettandolo, la Fallaci sarebbe
ancora più esemplare, e perciò, bisogna darle proprio la chance
di rifiutare. Non siamo così ingenui .... Cordiali saluti dal
Movimentoriforme.
Grazie per avere risposto e comunque non intendevo dare
dell'ingenuo a nessuno.
Ad Oriana Fallaci invece il Nobel per la schiettezza e il
coraggio con "Rabbia e orgogòlio" Flavio!
Riguardo alla richiesta dell'Olcese per Oriana fallaci,
la
trovo giusta e doverosa - così com'era giusta quella
di eleggere la Bonino a presidente della repubblica- Vittorio
Baccelli.
Pur essendo d'accordo con la Fallaci,
non Vi sembra che di
senatori a vita ce ne siano anche troppi? Non sarebbe il caso
invece di sfoltire un po' di poltrone?
Piero Nicchi.
Sfoltire sì! Eccome!!!!!!!!!!!!!
Ma proprio con la Fallaci,
ammalata di cancro, vogliamo cominciare?
Che
ne dice di fare un'eccezione?
Grazie per averci scritto
e continui a farlo, pubblicheremo la sua domanda e la sua
risposta e l'avvertiremo.
Saluti cordiali dal
Movimentoriforme.
Non voglio pensare ai piagnistei "buonisti" della sinistra
antiamericana che certamente insorgerebbe perfino contro
Ciampi e
porterebbe sindacati&no-global in piazza contro la candidatura Fallaci
senatore a vita! E non voglio immaginare i fiumi d'inchiostro
delle omologate e malinconiche Maraini,
degli spocchiosi Terzani e compagnia
lugubre cantante i salmi sinistrorsi e fondamentalisti degli
"intellettuali", da poltrona,
di lotta e di sinistra. Si Salvi chi può!!!!!!!!!!
Caro Movimentoriforme, permettimi di dissentire
sulla
tua idea di vedere Oriana Fallaci in Parlamento.
Ti dico ciò per due precisi motivi: 1) Oriana
Fallaci non mi piace affatto per
ciò che scrisse sulla guerra. 2) Io credo che in democrazia
non debbano esistere senatori a vita, retaggio monarchico
e credo di poter
dire anti-popolare. Gli eletti "vanno eletti" e non cooptati
a priori!!! Cuccu44 sempre per la democrazia!!!!
Mi associo
con grande piacere alla proposta
di eleggere Oriana Fallaci Senatore
a vita e la sottoscrivo. Anna Torraco.
Grazie gent.ma
Dr.a
Giuliana
mi fa piacere che Lei sottolinei la mancanza d'ipocrisia della Fallaci, viviamo
ed è vero in un mondo dove i non ipocriti sono
quasi sempre schiacciati, lo prova statisticamente
il mio dossier www.ricordati.com/privato/index.htm in cui denuncio una situazione d'ipocrisia generalizzata delle istituzioni
senza ottenere alcuna risposta da nessuno dei
destinatari privilegiati che Lei potrà visionare
visitando il dossier. Neppure io vivo nell'ipocrisia
anche se non pretendo di diventare senatore ma
soltanto di vivere. La ringrazio anticipatamente
se troverà il tempo di scorrere l'epistolario
dello scrittore cancellato perché non ipocrita.
cordiali saluti Giampiero Labbate.
Sono d'accordo
con Fallaci senatore a vita:
Riforme.
NIENTE DI PIU' INFAME HO SENTITO
NEGLI ULTIMI 50 ANNI Gastone
Losio.
Perchè, Emma
Bonino ci farebbe schifo?
Scherzi
a parte, vorrei sapere in quale gruppo
andrebbe ad infilarsi l'Oriana; vista la presentazione
di Rossella penso che andrebbe a Forza Italia.
Ma poi, Giuliana cara, pensi che Oriana abbia
fatto del male per meritarsi un posto in questo
senato?
Va bene
che "senatores boni viri", ma perchè cacciare
Oriana nella "mala bestia"? Un abbraccio. Fausto.
Ma se la proposta su Oriana Fallaci venisse accolta,
dopo
le cose che ha scritto sul mondo musulmano,
si tratterebbe del primo senatore a vita
razzista della storia della Repubblica italiana.
Grazie per l'attenzione. Gianluca Cicinelli,
caporedattore Radio Città Futura 97. info@radiocittafutura.it
Oriana
Fallaci "la rabbia e
l'orgoglio".
Il famoso
articolo-lettera che la Fallaci scrisse al direttore del Corsera, Ferruccio
de Bortoli, "La rabbia e
l'orgoglio" che è
uscito in questi giorni in un volume edito
da Rizzoli, è su Virus
nella sezione 'Filosofie&Archeologie di attualità', assieme alle prime lettere pervenuteci al riguardo e che saranno
via via aggiornate, e lo si può scaricare.
Sarebbe interessante ri-suscitare un
dibattito - (anche alla luce dello sconcertante video-audio di bin Laden trasmesso dalle TV di tutto il mondo, che
è possibile rivedere e riascoltare anche su Virus, e delle future azioni
militari eventuali, vedi Somalia, prospettate ultimamente da Bush) - dibattito già ampiamente avvenuto anche
sul nostro forum on line ai tempi
in cui quell'articolo suscitò tanto
clamore, e reazioni contrastantissime, che
si possono leggere in uno dei link numerati -
sull'argomento che tanto appassionò
carta stampata e internet.
La Fallaci
nel suo libro sostiene che l'Occidente, anche se per ora ha vinto in Afghanistan, deve continuare la guerra
perchè non soccombano la sua
libertà e la sua civiltà sotto l'estremismo e il fanatismo religioso e terrorista dell'Islam che certo non si
fermeranno davanti alla sconfitta odierna ne' davanti alla eventuale presa
di bin Laden.
Cordiali
saluti da VirusilGiornaleonline grato se farai girare questa prefazione
al dibattito.www.virusilgiornaleonline.com
A proposito di Oriana Fallaci. Fra un Terzani e un Biloslavo....
Cronache di guerra dal lontanissimo Afghanistan i nostri grandi quotidiani ce ne ammanniscono di tutti i tipi.
Abbiamo riletto due paginate di Tiziano Terzani sul Corrierone ed un effervescente Fausto Biloslavo sul Il Giornale.
Una considerazione da addetto ai lavori sull'esondazione di undicimila battute del primo è d'obbligo: perchè Terzani non si limita a descrivere i fatti cui è presente? Perché ammannisce i suoi sermoni terzomondisti dove osa mettere sullo stesso piano gli USA assaliti dal folle miliardario saudita bin Ladden e le vittime civili del regime sanguinario dei Talebani? Regime che, col pretesto dell'integralismo islamico, ha calpestato il diritto alla vita delle donne perchè tali, ha proibito la musica, affamato la popolazione finanziandosi col commercio di droghe: tutto queste cose il candido Terzani non le ha ancora scoperte? In fondo il buon Terzani dovrebbe ricordarsi che scrive per il pubblico del più venduto quotidiano nazionale, e non per il periodico dei comboniani Nigrizia, o come press agent del suo amico Gino Strada di "Emergency", il presenzialista che non deve chiedere mai (da dove vengono certe offerte per i suoi fantastici ospedali afgani: pecunia non olet, soprattutto se d'origine ... arcoresca, vero "compagno" dott.?) Elogio incondizionato, invece, per Biloslavo: in un quotidiano dove i sermoni, da padre Baget Bozzo a Guzzanti neo senatore del collegio di Brescia, sono la regola, fa piacere leggere pagine di scarna cronaca, alla Egisto Corradi. Se c'è uno che potrebbe darne di lezioni sul conflitto afgano, potrebbe essere l'inviato di Mediaset e del Giornale: nel 1990 fu incarcerato, in isolamento per otto mesi, dal regime filo-sovietico! Conclusioni: facile capire perchè corazzate del giornalismo - Repubblica in primis - vengono acquistate poco, e lette fino in fondo ancora meno, dalla 'plebe' italica! Se si limitassero a scrivere fatti, e lasciassero perdere il moralismo un tanto al chilo da spargere su cervelli già provati da una scuola violentata dai padri del '68 e dal lavoro quotidiano, non invertirebbero il trend negativo di vendite? Vs. affezionatissimo Renato Tubére.
Che sia io l'Islam?
Oriana Fallaci è stato uno dei pochissimi fra i nostri inviati a non sottrarsi alle prime linee. Non vuol dire che tutto ciò che ha scritto o detto sia frutto di una mente eccelsa, né che tutto quello che ha visto sia stato raccontato da una penna sensibile e arguta.
Se si consente di presentare Enzo Biagi come uno dei tre o quattro giornalisti italiani più grandi del XX secolo, alla Fallaci si può annettere il ruolo di maggior inviato di guerra italiano. Non mi scomporrei se le dessero il Nobel o le Grolle d'Oro.
Il suo articolo La rabbia e l'orgoglio, sui rapporti fra "mondo occidentale" e Islam, deve il suo scalpore alla presunzione di aver parlato con franchezza, seppure alcune affermazioni abbiano già una storia nel nostro paese. Quanto si ergea a difesa di un sistema di vita che condivido nascita mi trova consenziente. Lo stesso discorso del presidente del consiglio Berlusconi, sulle identiche questioni sollevate dalla Fallaci, benché assai maldestro, non mi ha scandalizzato. Riconosco che la difesa della mia ordinaria vita per giunta del tutto intrinseca alla povertà - comporta la difesa da molte di quelle cose che per nascita condivido,
e dunque capita che mi debba difendere dal governo o che mi trovi a commentare bruscamente gli articoli dei giornali.
Mi chiedo contro chi si muovano gli autori e di chi si ergano a paladini. Con chi se la prende la Fallaci sembrerebbe chiaro, ma quel che ho letto è stato un tono di voce. Ciò va accettato come un gran bel risultato giornalistico. Non è da tutti farsi udire sulle pagine scritte, ma non è che la merda scaldi il culo più della cacca quando viene urlata. Lo sa bene la signora Fallaci, e da brava scrittrice cosparge un po' di spray lirico per elevare i toni e mitigare la puzza quando rammenta ciò cui va l'insigne patrocinio: "è l'Italia che sognavo da ragazzina, quando fui congedata dall'Esercito Italiano-Corpo Volontari della Libertà, ed ero piena di illusioni. Un'Italia seria, intelligente, dignitosa, coraggiosa, meritevole di rispetto. E quest'Italia, un'Italia che c'è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca. Guai a chi me la ruba, guai a chi me la invade". In altre parole dice che le sue pedine, le sue torri, i suoi alfieri li schiererebbe a difendere un'Italia bombardata. Evidentemente è chi la bombarda a far la differenza. La brava giornalista vorrebbe imporre a un mondo complesso e confuso il disordine che ha conosciuto in gioventù, al punto di preferire una Via Aurea bombardata con proiettili benedetti dai diritti dell'uomo piuttosto di vederla percorsa da qualche straccione che parla una lingua esotica. Del resto non fu il feroce Saladino a chiamare in Italia Carlo VIII, ma lo Sforza, non furono Nasser o Gheddafi a deturparla, ma i suoi governanti, nessuno dei quali si è mai genuflesso in direzione della Mecca.
Che sia io l'Islam? Carlo Romano.
Ciao Virus,
io sono una catastrofe assoluta, cosa
vuoi farci. Quello che sto tentando di fare è qualcosa che, me ne
rendo ben conto è assolutamente impossibile
oltre che inutile: cambiare il corso della storia. La storia sta dicendo
che stiamo per entrare in una guerra tremenda
contro l'Islam. In guerra si muore. Può toccare
a me, a te, a miei figli, ai tuoi figli.
Prima
delle guerre sono sempre tutti entusisti. Dopo tutti si chiedono come hanno
fatto a essere tanto fessi.
La
guerra ci sarà, caro Virus, (come tu stai
cercando disperatamente di anticipare e far capire
con l'apertura "ante" di questa rubrica sul libro della Fallaci cosa che non facesti
quando uscì il famoso e discusso articolo ma ti limitasti a pubblicarlo senza commenti e chiudendo Virus all'assalto di tanti opinionisti che sui loro giornali
non "potevano" esprimersi).
Perchè
secondo te qui ci sono venuti sì a leggere, ma non a scrivere..... tanti
cronisti e
opinionisti?
Perchè secondo te tantissimi normali lettori leggono sì questa
rubrica ma poi pochi scrivono?
Il fatto è che questi ultimi,
i lettori, cercano di esorcizzare e allontare dal conscio il fantasma della
guerra che si sta insinuando in noi attraverso le mezze frasi della stampa... dei politici... della tv,
dei telegiornali.... come ci fosse una segreta parola d'ordine di
"preparare" le
popolazioni.
Nel mondo moriranno
(moriremo) in tanti, civili, militari, bambini, giovani, vecchi.
E gli sbracciamenti
scomposti di questa povera deficiente ammiratrice tua per evitarlo sono
assolutamente inutili.
Ciononostante.
Ciononostante, caro Virus. Tua. Piera Graffer http://www.logisma.it
Cara Oriana Fallaci,
ma perchè "ci" dividono tra guerrafondai e pacifisti?
come sempre
del popolo italiano se ne occupa, e lui si
affida supino,...... la propaganda.
Di questo o di quello.
Ma santo iddio, ci si pongono solo
e sempre 'offerte speciali', e accettazioni, di propaganda popolare,
populista, e popolana fatte per l'accalappiacani e niente fatta per
l'individuo, la persona, l'identità, la cultura ed il rispetto di ciascuno.
Tu,
cara Oriana Fallaci, non sei tenera con i nostri politici
ma lo sei, da quanto leggo sul tuo "La rabbia e
l'orgoglio", con la gens italiana, con i cittadini,
con la cultura ricca di geni dell'antichità, come architetti, poeti,
scrittori, artisti, umanisti ecc ecc.
Ma le vedi, le leggi, le senti nell'aria
di questo paese le reazioni-non reazioni e l'impermeabilità sconfortante a
cui si sono ridotti i cittadini italiani
tranne quei soliti noti che si arrabattono, schifati e ignorati dal circuito
della stampa, a lanciare i loro allarmi, le
loro grida di dolore inascoltati? E ti rendi conto della miseria
e della faziosità dei soliti noti 'pacifisti' da
corteo e marce di regime strumentalizzati, (e contenti in quanto sempre e
comunque in cerca di un padrone dirigista), dai partiti in crisi di rigetto?
Perchè per servire questo, o quel padrone,
tutti si uniformano e si appecoronano al pernsiero unico di questo o di quello
che a turno ci comanda? Ma tu Oriana Fallaci ce la hai presente l'italianità di oggi?
Non vorrei che tu lontana dalla
tua patria terra provassi degli struggimenti e idealizzassi un
popolo che scivola, contento, nella mediocrità pur di assecondare la
sua pigrizia morale mista al mero interesse per le cose di tutti i giorni
senza mai piu' avere aneliti per le
cose, almeno, della domenica. Non arrivo a dire la parola fatidica:
ideali.
Insomma, per dirla con Cerulli, uno degli opinionist di Virus, (grazie a dio tutti anticonformisti e coraggiosi), che
cosa, in questa Italia, è scorrettezza? Un tuo grande ammiratore scoraggiato e amareggiato. Francesco
Acampora, Napoli.
Preg.mo Virus (speriamo che sia di quelli buoni)
Grazie di
esistere e Grazie per lo spazio che ci dedichi. Cosa di grande gioia
è trovare tanta gente disposta a scrivere per
il mio e nostro divertimento. E informazione. Percio'
scrivere su e per Virus è
sacrosanto.
Oggi, ma anche ieri, non
considerare L'Islam un pericolo reale è
veramente comico.
Contro tutte le pance piene
di cretini che parlano solo perché la madre non li ha abortiti prima,
per colpa della legge
Sono con la
Fallaci al 100%. Movimento Liberale
Liberista Libertario, Dott. Angelo Emanuele Rossi E-Mail-Italco@libero.it
Fallaci, una
folle, che tra le righe
di ciò che scrisse,
non fa altro
che essere a favore della guerra. Ma io
sono contrario a questa guerra inutile e sanguinaria.
Si certo, i Talibani
sono stati sconfitti, in Afghanistan, ma altrove vivono e continuano
nella loro opera. L'estremismo si vince solo
con la fermezza della diplomazia. Con la fermezza delle politiche di
contrasto, ottima ad esempio quella che blocca o chiude i conti dei
terroristi. Ma soprattutto con l'intervento diretto dell'ONU. Invece, la cara Fallaci lo
dica, c'è un unico mandante reale, l'alleanza anglo-americana. E poi tutti i
satelliti da parata come l'Italia. No, cari amici, no! Credetemi non parlo
ne' da uomo di sinistra, ne da pacifista a tutti i costi. Ma da ragazzo
di 30 anni che nella sua breve esistenza ha capito una cosa: che la
pace si conquista solo con la pace! Forse sarò un idealista, ma credo
in quello che dico. Ed allora, tanto per finire, sono contrario ad un
allargamento del conflitto. Sarebbe solo una scusa per chiudere vecchi
conti, tra cui quello con l'Irak!
Ciao e avanti così! Walter Lanaro.
Oriana Fallaci & l'Islam? La penso esattamente come la Fallaci:
Ha avuto il coraggio
di affermare in diretta e sulle rovine fumanti delle Due Torri che quello
in corso è un vero e proprio scontro tra
Civiltà, come sempre accaduto nella Storia dell'Umanità.
Oscurantismo, tirannia autoritaria, contro la democrazia e la libertà
del Mondo. Nella Globalizzazione, preludio al rimescolamento delle
razze e delle culture, che non ha trovato un'espressione prevalente
nel costruire la Dinamica del Terzo Millennio, non si può, per ora, permettere
piena integrazione nelle Società occidentali a forze che mescolano la legge
del taglione con la religione, e che in nome di quella religione, nelle
strutture più fanatiche, vogliono sottomettere l'intera umanità alle proprie
volontà bigotte e illibertarie. Abbiamo già avuto abbastanza dittature, nell'Europa
Mediterranea, e dobbiamo liberarci definitivamente dei "Poteri
Forti" antidemocratici che sopravvivono in una Burocrazia tiranneggiante,
senza dover rischiare anche il sovvertimento "democratico" della Società liberale.
Sì, ciò potrebbe accadere con libere
elezioni qualora il numero degli immigrati islamici superasse quello dei residenti
naturali di una Nazione.
Chi entra in Europa dovrebbe sottoscrivere un
Patto di Adesione alla Democrazia, considerandola
Forma di Governo Elementare e Prioritario su tutti
gli altri possibili, altrimenti venga rispedito nei paesi di origine, a sopravvivere
sotto l'Ordinamento dei Mullah. Riguardo all'Europa, sarebbe ora che si svegliasse
dal torpore che la affligge, abituata com'è stata, ad essere difesa dagli Stati Uniti durante la
Guerra Fredda. Ed a comprendere che è giunta una
nuova Era, di cui una Vera Europa Unita anche politicamente, non solo monetariamente,
dovrebbe essere Protagonista, almeno alla pari con gli U.S.A. Dimostrando al mondo di essere capace di fare da sè
e di riuscire a risolvere i problemi che la affliggono, iniziando a Riformarsi
velocemente ed a dotarsi di sistemi economici, legali, fiscali, di polizia ed
esercito unici e comuni, semplici ed efficaci.
In caso
contrario, statene certi, vinceranno loro. Francesco Martin cittadino
europeo.
Lettera ad
una fondamentalista d’Occidente.
Nient'affatto cara Oriana, non sei
altro che una fondamentalista dell'Occidente.
Per di più rampante e rabbiosa come tutti
i neofiti. Non sei una whasp. Non
sei doc. Nemmeno bostoniana. Per
te il sangue dei giardini di Sanaya era sangue infetto, terrorista. Tu prendi
in giro la memoria di quei giovani che si gettarono come kamikaze con
dei camion imbottiti di tritolo contro i marines, sempre a Beirut. Ma tu nella
Beirut bombardata dalla cannoniera della Uss Navy New Jersey con ordigni da
una tonnellata e mezzo, non c'eri. Tu sei venuta a Beirut soltanto per intervistare
il tuo Sharon.
Il Grande Macellaio.
E il tuo fondamentalismo occidentalista è tanto più ripugnante quanto
più tu - proto-azionista - lo servi come una mistura sincretica della
cultura europea e di quella - che ami - d'oltreAtlantico. Una fondamentalista
razzista, per di più. Proprio di quel razzismo negriero che predica
la globalizzazione e, come suo corollario, l'invasione degli immigrati.
Che, se sporcano, sono da lapidare,
se invece diventano bravi schiavi nelle catene di montaggio, sono bene
accetti perché parte integrata nel progresso della tua civiltà. Con
la più profonda disistima, Ugo Gaudenzi, giornalista non pentito, di
Rinascita.
Fallaci?
Mi dispiace che tanta passione sia andata sprecata.
Mi dispiace
che la signora Fallaci reagisca come dei terroristi vorrebbero farla
reagire, come vorrebbero che noi tutti/e
reagissimo. Mi dispiace che la Fallaci
tratti le questioni di fede riducendole a costume, nel passo in cui
parla della superiorità delle chiese cattolico-romane di fronte alle
chiese protestanti, oltre che alle sinagoghe e alle moschee.
Mi dispiace che il discorso
della signora Fallaci non cerchi il dialogo, ma lo scontro. Mi dispiace
che nei confronti di un tale scritto non si possa dialogare, ma la
reazione prima è di difendersi e la seconda è di ignorarlo. Mi dispiace
che la signora Fallaci individui anche dei punti interessanti per
la discussione che, però, non vuole. Mi dispiace che chi condivideva
le opinioni della signora Fallaci, anche prima di leggere il suo sfogo,
ha taciuto, a scapito di una maggior comprensione della situazione.
Mi dispiace che lo sfogo della
signora Fallaci sia diventato un libro da regalare a Natale.
Mi dispiacerebbe molto se qualcuno/a
me lo regalasse. Peter Ciaccio, peterciaccio@yahoo.com Roma.
Meno
male che c'è Oriana! Senza
rigatoni con la "pajata".
Avevo
letto d'un fiato la sua lettera-articolo; e già pensavo ai "bacchettoni"
buonisti che l'avrebbero redarguita
ma non scalfita.
E infatti, in fregola
di notorietà di riporto, hanno fatto la fila sul Corriere
col vetero armamentario senza lasciarvi traccia.
Lo
straordinario successo del suo intervento dimostra che Oriana
Fallaci ha colto nel segno.
Certe parole vengono
sempre al momento opportuno. Non se ne poteva più di "letterine"
a Gesù bambino. Rileggo ora il libro arricchito da una prefazione
non meno rivelatrice e appassionata. Ci ritrovo il sangue
toscano dealla mia famiglia. Altro che ipocrisia gesuitica.
Un pugno in faccia ai farisei. Le delizie dell'Islam?
Accomodatevi. Ci si sente come "liberati",
anche le idee non derivate dall'oratorio o dal terzomondismo
militante hanno finalmente "corso legale". Sincerità e passione;
e indignazione per il cinismo codardo di questo Paese. Giusto
orgoglio e rispetto per i meriti storici dell'America: e che esempio di forza morale! Qui la fazione, i
mediocri distinguo da paese dei campanelli; là la compattezza
d'un popolo che si ritrova unito davanti alla tragedia. E' lo "spirito" dell'America. Noi contentiamoci della bruschetta e dei
rigatoni con la "pajata".
Romano
Bracalini. Libero.
Vista la stupidità di questa mail su:
Oriana
Fallaci "la rabbia e l'orgoglio" scrivici la tua opinione,
Vista
la stupidità di questa Re:
mail, possiamo affermare che non c'è limite al peggio.
Caro Alessi.
Stupidità per
stupidità, sarà meglio la "nostra stupidità" che si astiene dallo spurgare veleni militonti
e dare giudizi; ma si limita ad
esporre solo l'invito a dire la propria
su un fatto di grande attualità ed interesse pubblico.
Stupidità sì, quella di pensare
che c'è qualcuno di qualificato,
ancora in possesso delle facoltà di ragionare, in
un verso o in un altro, essendo non ossessivamente di parte
ma di esporre semplicemente le proprie idee. Qualunque
esse siano.
Non latrati e ululii alla
luna......... pur di spurgare vecchi
merletti&nuoviveleni. Caro kataweb. Virus.
Gentile Virus, massimo
rispetto.
Oriana Fallaci è stata quello che
io avrei sempre voluto essere: il
coraggio, la passione politica,
l'impegno a tutto tondo.
Avrei voluto essere con lei in Messico, quando la
polizia ha massacrato gli studenti e l'ha quasi uccisa.
La
mia ammirazione per lei non cade, anche adesso - adulta
ed incazzata - che non sono d'accordo con lei.
Massimo rispetto. Questa Italia non la merita, e lei lo sa.
saluti Claudia Costantini.
La
rabbia e... Chi
scrive con il cuore (e non dove la porta il cuore!!!)
è
sempre da apprezzare. Oriana può dire ciò che noi soltanto pensiamo.
Negare che, quando
vediamo alcuni extracomunitari (non tutti naturalmente)
pisciare sotto i portici delle nostre città (a
me a Padova capita spessissimo) siamo in preda a rabbia.... vuol
dire essere falsi. Grazie Fallaci.
Gigi Bignotti,
il Gazzettino.
"La
rabbia e l'orgoglio"
articolo. Mi è piaciuto molto anche il
libro della Fallaci
(mica
come quella noiosetta perbenino della Dacia
Maraini), soprattutto quando ricorda il grande
anarchico Armando Borghi, esiliato a New York nel 1925. Mauro Suttora
Milano.
Ma 'Colleghi&colleghe' del Corsera che fanno, dormono?
qui su questo indovinato
forum oggi vediamo Mauro Suttora ma fusse che fusse
che la grande "Collega" d'oltreoceano........ stesse sulle
palle al CDR del
Corsera?
Anonimo fiorentino de La Nazione- Firenze. (orgoglioso
conterraneo della Fallacissima internazionale,
anzi mondiale).
Accogliamo
l'invito
e vi inoltriamo l'articolo
da noi pubblicato a caldo. Salve
Rinascita.
"Lettera ad una fondamentalista
d'Occidente". -Quotidiano Rinascita del 3 ottobre 2001-
Signor
Direttore, tra Oriana Fallaci e Giuliano Cazzola.
Tra Giuliano Cazzola che le crisse "Direttore,
le scrivo mentre è in atto il secondo attacco", e quanto scrive Oriana
Fallaci, non ne condivido il
poco senso critico. Nell'epopea dei popoli vi sono momenti di entusiasmo
e di chiarezza e momenti di ambiguità e
rimozione. Ammiro certi atteggiamenti dell'America e dell'Inghilterra, due grandi nazioni,
ma non dimentico da dove vengono e
dove vogliono andare. Il passato colonialista dell'Inghilterra non
si può cancellare vivendo nel
presente.
E così il passato,
invasivo e prepotente dell'America, anche nel secolo terminato,
nei riguardi degli altri popoli.
Non dimentico nulla, dal massacro
dei pellerossa alla politica di appoggio dei governi più antidemocratici
del pianeta, certo
più biechi dei biechi
governi stalinisti, la strumentalizzazione dei fondamentalismi nella logica
della guerra fredda.
Logica di cui, tutti,
abbiamo responsabilità. La politica inglese
e americana è improntata a mera e pragmatica conservazione degli
interessi economici-commerciali, il resto è subordinato. La
storia del dopoguerra 39-45, e precedente, lo grida, con
videnza banale. Non si rivanghino
i grandi ideali che muovono la politica americana e inglese: non
ci sono più ideali, oggi - fortuna o danno, non saprei, perché
in nome degli ideali avvengono i peggiori massacri, quando gli
ideali colludono con altri fini (il cristianesimo fu la religione
dell'odio e del sangue, ma non per colpa del cristianesimo) -
anche se di ideali non si può fare a meno. Manca la voglia di confronto - non la
voglia di giocare alla guerra. Morto Bin Laden, ne sorgeranno altri, e li
costruiranno gli stessi americani. Chi ragiona con le armi
in mano ha una mentalità che non ha futuro, non vede
oltre il presente. Diamo un taglio a
questa prosopopea e stiamo coi piedi per terra. Per quanto
mi riguarda: "non voglio riuscire ad essere
come loro". Studio CFR.
Il coraggio di Oriana Fallaci é un esempio che deve farci riflettere.
Grazie delle vostre mail, naturalmente
la faró "girare", come
sempre. Il vostro dibattito
sull'argomento lo trovo interessante e vario
nelle risposte. Per me,
giornalista italiana all'estero,
il quadro illustrato della situazione dalla
Oriana Fallaci é assolutamente preciso e concreto. Dall'estero si puó giudicare con obbiettivitá e
competenza, cosa che non riscontro nei commenti di chi seduto
"da casa" si permette di replicare con ignoranza
e spreco inutili di parole. Nella lettera aperta
di Oriana tutto é, purtroppo, matematicamente vero! Solo su un punto non sono daccordo
quando dice "Se le donne sono sottomesse ed indossano (lo) chador é colpa loro che non si ribellano". Su
questo tema replicheró pubblicamente tra qualche mese, quando termineró
il mio libro dedicato appunto alla situazione
internazionale delle donne. Avendo costituito una associazione
che si chiama "Donne in Europa" nel 1992
a Baden-Baden. Fanno parte di questo gruppo donne di tutte
le nazioni residenti in Europa e guarda caso la Presidente é
una ebrea. E... bando alle presunzioni per
una volta ho deciso anch'io di uscire allo "scoperto", raccontando le realtá delle donne, conoscendone appieno le problematiche,
la psicologia ec... essendo, prima di essere giornalista, una ostetrica
che ha svolto il suo lavoro in Italia per 12
anni. Il mio doppio lavoro mi porta oggi a delle
riflessioni, contribuendo con la mia esperienza ad un
lavoro di utilitá per la comprensione reale della donna stessa. Oggi
il mio lavoro é rivolto esclusivamente al giornalismo,
all'estero, lontana dalla patria, quella patria
che oggi non é assolutamente in grado di contribuire allo
sviluppo europeo, perché come dice Oriana, sono troppo presi dalle "lotte private interne". Il coraggio di Oriana Fallaci
é un esempio che deve farci riflettere. IL RISPETTO
questo LE dobbiamo. IL RISPETTO! Grazie. Gabriella Zimmer.
Caro Direttore, su
Oriana Fallaci "La rabbia
e l'orgoglio" è ancora tra noi.
Sono Stefano Spadoni, autore di "New York Terrorismo e antrace:
cronache da una città che vuole tornare a vivere"
pubblicato da Rizzoli, proprio come
il libro della Fallaci, ma uscito una settimana
prima. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano i vostri lettori
dei due libri che parlano della stessa situazione e scritti da due
persone che entrambe vivono negli USA.
Cordiali
saluti e complimenti per l'iniziativa. Stefano Spadoni.
l'Oscar della volgarità lo darei a una giovane scrittora
di nome Silvia Ballestra.
Nel replicare sull'"Unità"
alle quattro paginate di Oriana Fallaci sull'11 settembre di New York e la guerra inevitabile
"La rabbia e l'orgoglio",
questa Ballestra ha inventato un fantoccio da sputacchiare: «Oriana
Bin Laden». Ma anche a destra c'è stata
qualche condanna senza appello. Su "Libero", Alberto Mingardi è andato
giù duro: «Odio, violenza presunzione...
Mi ha disgustato quel pezzo tronfio ed esagitato,
quel morte agli infedeli urlato con intollerante laicità da
una dispensatrice di odio». Caspita!, mi son detto, non sarà
mica vero? Poi ho ragionato con calma: nelle paginate della
Fallaci, da leggere tutte d'un
fiato e indimenticabili, ci sono cose che condivido e altre
no. Ma se rifiuto, per esempio, la voglia di guerra santa
contro l'Islam, perché devo respingere
il resto? È una qualità del grande giornalismo (grande pure
per schiettezza, coraggio, faziosità onesta) quella di dividere
i lettori. Anche i propri lettori. Anche i più fiduciosi:
quelli che si aspettano da te un "sì" e invece ti sentono
dire "no". È a questo punto che scatta, dovrebbe scattare,
la piccola magia che trasforma la delusione e il dissenso
in voglia di riflettere. Ossia di provare a leggere dentro
te stesso per scoprire che cosa ci trovi.
È quello che ho tentato di fare dopo la traversata
sul terreno non facile della rabbia e dell'orgoglio di Oriana, che esporrò su Virus
nei prossimi giorni. E' un appuntamento con voi lettori a cui
tengo molto. Cordialmente Paolo Mossetti. gmosse@tin.it
ORIANA FALLAH. Diavolo di una donna!
Continua la polemica virtuale con la grande scrittrice. Nulla
da eccepire, credo però che la cosa vada
presa con un po' più di
leggiadria. Alcuni commenti sono esilaranti, come quello
dell'inarrivabile Aldo Busi: - Arrivato
a metà della prima pagina alla
frase - "Perchè credi che martedì mattina il mio subconscio abbia
avvertito quell'inquietudine, quella sensazione di pericolo" - ho provato invidia concettuale e stilistica, il che in me è
sempre una sorta di pietas unita alla meraviglia di come
tanta
gente riesca a sbarcare il lunario, e mi sono impantanato
e poi arenato. Meglio correre a vendemmiare nella zona del
Valpolicella - Allora, perchè non rileggere il Testo
Sacro della Fallah per trovarci qualche perla? Io
per esempio ho trovato questa: "Alle guerre, inoltre, ho
sempre visto roba che scoppia. Che esplode a ventaglio.
E ho sempre udito un gran fracasso. Quelle due torri, invece,
non sono esplose. La prima è implosa, ha inghiottito se
stessa. La seconda s'è fusa, s'è sciolta.
Per il calore
s'è sciolta proprio come un panetto di burro messo sul fuoco. E
tutto è avvenuto, o m'è parso, in un silenzio di tomba.
Possibile? C'era davvero, quel silenzio, o era dentro di me?". Epico.
Da far accapponare la pelle dai brividi.
Peccato
che alle prime righe Lei aveva detto che l'audio del suo
televisore non funzionava! Diavolo di una donna!
Avresti
potuto evitarti tutte queste sconvolgenti sensazioni semplicemente
chiamando il tecnico sotto casa! Aldo Vincent.
Oriana
esageri!
Cari
amici di Virus, Oriana Fallaci
ha dato voce allo sdegno di numerosi italiani verso il
pacifismo cosiddetto d'accatto.
Che cos'è? E' l'irraggionevole
posizione di coloro che, malgrado le terribili immagini mostrate
dalle TV di mezzo mondo, mettono
sullo stesso piano aggressore ed aggrediti dello scorso 11 settembre.
Il molto illustre ex compagno
nonchè dott. chirurgo Gino Strada,
unico essere umano a possedere il dono dell'ubiquità, visto che
contemporaneamente opera in Afghanistan e partecipa a forum, convegni,
premiazioni dei suoi amici della famigerata cricca
Mediaset-Smemoranda, ne è l'esempio
più lampante! Oggi l'uscita del libro della Fallaci testimonia l'astio di un'importante addetta ai lavori
del mondo della comunicazione contro i sofisti del "Nè con Bush, nè con bin Laden":
ma io condivido solo quello! Secondo me il suo manifesto contro
l'Islam in nome delle vittime delle Twin
Towers e della civiltà occidentale non rappresenta che
una sua opinione strettamente personale. Se tutti la pensassero
come l'Oriana nazionale, ci sarebbero omicidi e stragi tutti
i giorni nella nostra modestissima - ma inter-razziale - Italietta
del XXI secolo!
Le religioni inquinano
le coscienze, se usate a scopo moralistico: le guerre
si fanno per ben altri motivi, a maggior ragione quella
attuale ai crudeli Talebani,
cara la mia Fallaciona!!! Renato Tubere renato_tubere@hotmail.com
Il
No alla pena di morte vale anche per Osama Bin Laden?
Quale
giustizia, quale sorte per
i terroristi di Al Qaeda, una
volta catturati e messi in condizione di non nuocere?
Il 'no' alla pena
di morte vale anche per Osama Bin
Laden e per i responsabili degli attacchi su
New York e Washington?
E' facile mobilitarsi per
Safiya Hussaini, la donna nigeriana, madre di una bambina
di un anno, condannata alla lapidazione da
una corte islamica per un rapporto sessuale fuori dal matrimonio.
Farlo per Bin Laden è più difficile
perchè è un assassino responsabile di oltre 3.000 morti innocenti... non suscita buoni sentimenti. Ma
è proprio in questi casi che si decide se si è a favore o contro
la pena di morte. Alla Camera dei Deputati è depositata da oltre
un mese una mozione per la moratoria delle esecuzioni capitali
che chiede, tra l'altro, di vietare l'estradizione anche di
terroristi nei paesi dove viene praticata la pena di morte ma,
con l'emergenza terrorismo, di questa mozione ci si è dimenticati,
non viene messa all'ordine del giorno.
Nessuno tocchi
Caino, Partito Radicale, Elisabetta Zamparutti.
Carissimi, Oriana Fallaci "La rabbia e l'orgoglio" sì, è ancora
tra noi.
Come giustamente voi dite il video di Bin Laden può riaprire il
dibattito sull'atteggiamento che l'occidente deve tenere verso la cultura
Islamica. Quella discussione che anche le provocazioni della Fallaci avevano portato all'attenzione del grande pubblico.
L'impatto mediatico del documento è stato forte. Non lo si può negare. Fin
dall'inizio tutti hanno condannato il terrorismo ma qualche dubbio sulle
reali responsabilità di Bin Laden qualcuno lo
esprimeva lo stesso.
Dopo il video, a prescindere
dall'orientamento tenuto nei confronti della guerra, tutti i protagonisti
dei dibattici condannano il terrorismo con più convinzione. In generale
i toni nei confronti dei terroristi sono diventati più duri. L'emotività
mediatica sta modificando i nostri atteggiamenti verso il mondo Arabo? Oppure
il documento del video va interpretato come la reale espressione della natura
del terrorismo Islamico? Vita non profit ha tenuto a lungo aperto un forum
sull'argomento.
Forse ora ci sono
davvero nuovi elementi ed è possibile reimpostare la discussione. Paolo
Ceravolo Vita non profit online.
De fallacia humana:
Oriana? Nesun nemico poco onore.
Oriana Fallaci ha
scritto la sua, ed ha preteso che fosse anche la nostra; diimenticando quello
che scriveva contro gli
Usa quando
i militari greci travestiti da marines le ammazzarono il compagno comunista.
Adesso si è vestita anche
lei da marine, il che mi ricorda quel libro intitolato 'Vestivamo alla marinara'. Oriana scrive e pensa meglio;
ma per essere Fallaci non può andare esente da fallacia, anche perchè non è l'Immacolata concezione.
All'età sua, rispettabile e rispettata,
dovrebbe aver capito che il mondo non si divide in buoni occidentali e perfidi
medio ed est oreintali; e che à la guerre comme à la guerre: ammesso e non
concesso che bin Laden abbia fatto la rivoluzione
urbanistica di Manhattan, non credo che George Bush si
sia deciso a scatenare la fine del mondo per stanare un terrorista: che tra
l'altro è stato strapagato dalla Cia quando combatteva
contro i russi. Bush ha diversi sassolini nelle
scarpe: l'Irak, l'Iran, la Libia; deve riscattare
una elezione che ha fatto ridere questo e l'altro mondo; e come tutti i veri democratici dipende anche da chi fabbrica
le armi e mica le può tenere in magazzino.
Non dico che gli Usa abbiano inventato bin Laden;
dico che gli è cascato come una ciliegina sulla torta; e se non ci fosse stato
l'avrebbero inventato. Non mi sento di essere un fondamentalista islamico,
anche se ho un po' di barba; ma non mi sento neppure di abboccare al fondamentalismo
cafone made in Usa.
Per questo Oriana
ha fatto bene a scrivere quello che ha scritto: ottimo scoop letterario,
un best-seller sicuro per Natale: ma non stiamo ad incensarla, ed a belare come pecore al suo richiamo pastorale: Oriana,
tutto sommato e a parte qualche fallacia, è intelligente; e credo che non
possa piacerle il coro unanime di consensi; nesun nemico, in fondo, poco onore.
Fausto Cerulli.
Occidente &
Islam: Guerra di religione?
Il Circolo "Terzo Millennio" di A.N.
organizza mercoledì 19 dicembre ore 18.00 presso il Teatro S.Carlino di
C.so Matteotti
a Brescia, il dibattito: "OCCIDENTE
& ISLAM: GUERRA DI RELIGIONE ?" Negli ultimi mesi, ma soprattutto in
seguito al massacro delle torri gemelle a New York, si sono registrati una
moltitudine di interventi apparsi sui giornali italiani.
Quello celebratissimo di Oriana Fallaci, piuttosto che gli articoli di Ida Magli la quale sostiene che il mondo islamico lavora
da anni per la conquista dell'occidente;
mentre Furio Colombo mette sullo stesso piano le parole pronunciate da Bush e da
Bin Laden e Franco
Cardini esorta a capire le ragioni dell'Islam. Infine Baget Bozzo che sostiene che non si può pensare l'Islam senza
pensare il Cristianesimo come suo avversario originario, e ancora il Cardinal Biffi preoccupato per l'invasione islamica
in corso. A dibattere su questi punti,
invitati: Renato Farina (Vicedirettore di "Libero"), Lucio Lami (Giornalista
Inviato Speciale), Alberto Mingardi (Editorialista di "Libero"), A. Marzo
Magno (Responsabile esteri del "Diario").
Per il circolo "Terzo Millennio" Ugo
Zanardini.
Cari Virus, Come potrei non aver letto il pezzo che mi
segnalate?
Sono completamente
d'accordo con la Fallaci, anche se
il discorso ha tanti e tali risvolti che meriterebbe ulteriori e più
ampi spazi. Io alla Fallaci
ho anche scritto una lettera, ma è stata gestita dal Corriere della
Sera e chissà che fine avrà fatto.
In ogni modo, se vi sta bene, non
mancherà occasione per scambiare qualche altra parola tra noi.
Vi saluto, Spot.
Io
direi di smetterla con questo rinnovo d'immagine per la Fallaci;
ci sono cose più importanti che
richiedono attenzione e dispendio di energie. Di Volontà.
Di azione!
Non mi sta per niente bene che la voltagabbana Fallaci
abbia tutti questi onori; basta con questi fiumi di parole... parole...
parole... Perchè in questo Paese dobbiamo mitizzare i "pennivendoli"?
Perchè la Fallaci, ancora e solo oggi... solo perchè non c'è più Montanelli?
Quale Accademia delle Arti e delle Lettere ci impone questi "cattedratici", questi Nobel dell'incoerenza?
Possibile che gli italiani debbano pendere dalle labbra
di una Fallaci, di un Biagi,
per non parlare dell'epopea Cederna e Montanelli.... I giornalisti facciano
i giornalisti; di politici ne abbiamo già troppi e tra gli "intellettuali" addirittura anneghiamo.
Chiedo rispetto totale ed assoluto per i "veri" giornalisti; quelli
che non diventeranno mai ricchi e famosi. Per quelli che diventano noti solo perchè vengono ammazzati! Basta! E' ora di passare all'azione, ognuno
di noi, giornalista e non. Cerchiamo di essere propositivi, di pensare
con la nostra testa, di non seguire una corrente per essere "in". Siamo
tutti opinionisti quando c'è
la partita della squadra del cuore; perchè non esserlo
e non difendere i nostri ideali quando è in gioco la nostra umanità, la
nostra stessa identità? Marina Salvadore (che proprio
nun ve regge più!!!) Marina Salvadore marina.di.partenos@libero.it
La Fallaci
è una sporca fascista razzista,
spero che le bombe intelligenti che i suoi soldatini
stanno sganciando sugli Afgani possa
colpirla direttamente nel culo.
Cordialmente Gianni Gallina.
Ora, la signora
Fallaci riscopre l'arcitalianità.
Lo aveva già fatto
Malaparte, che di scrittura carnale - e coinvolgente, sia dato atto a
entrambi -, non era da meno e di viaggi perigliosi pel mondo, neppure. Umorali,
ostici, bastiancontrari, toscani. Come quell'altro, il Montanelli, cui toccò in
sorte in fin di vita d'essere esibito tra i tortellini delle feste e adorato
dalla "sinistra" - anche qui non ci facciamo una gran figura - in cerca di padri
pellegrini - the Founding Fathers, direbbe la signora. A dio piacendo la patria
- sciatta vile codarda - che la signora vuole riscattare non è la nostra,
eppure, che strano, molte delle cose che ha in uggia la signora sfastidiano
anche noi.
E non solo noi: c'è un movimento intero,
ci sono decine di migliaia di persone che giorno per giorno cercano
disperatamente
di rendere migliore questo suolo e la sua
gente. Quasi scavando con unghie tra le macerie di un sistema, tanto più odioso
quanto più inutile, e senza essere
chiamati heroes. Hai visto mai si trattasse di rovesciare il punto di vista sul
mondo?
A dio piacendo. Insciallah. Lanfranco
Caminiti.
Mamma mia.
Io, mi sto sempre più rendendo conto di
quanto il sistema ci abbia rovinati. Anche io adoravo Alekos Panagulis.
Poi avevo letto pure altri libri della
Fallaci da piccinina. E mi piaceva il modo *sentimentale*, insomma femminile, di narrare.
Tutto lì. La sua *evoluzione* io non
l'avevo più seguita. Ok, demolito altro mito (mi scrissero un tempo che si
mitizza per
ignoranza). Non solo, ma in parte è proprio vero. Marinella.
1. Condivido quanto afferma la
Fallaci;
e personalmente sono molto preoccupato
per la presenza anche in italia di molti maomettani, compresi quelli moderati.
Scusate, ma proprio non sopporto l'Islam.
2. 'Immoderatori
fallaci'. L'altro giorno è passata a salutarmi una mia amica marocchina di nome
Kabira, le ho chiesto: -
ma sei sempre maomettana? - lei ha alzato gli occhi al cielo, ha tirato un
sospiro poi molto piano ha sussurrato un - si -.
Al che le ho detto - ma cerchi sempre marito? Ancora gli
occhi al cielo e poi - si' -. - E io - vuoi un consiglio? Parati il culo!
Cerca un ebreo! - lei ha riflettuto qualche minuto, e poi mi ha detto:
- e un ebreo qui, dove lo trovo? Vittorio Baccelli.
Why am I getting this crap from
you?