Opinioni e giudizi dei lettori di Virus su
'Oriana Fallaci
con "la rabbia e l'orgoglio" è ancora tra noi'

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Sì a Oriana Fallaci senatore a vita, è grande esempio di coraggio umano e politico.
Oriana Fallaci è sicuramente tra le personalità più meritevoli di rappresentare il popolo italiano al Parlamento e perciò diciamo sì con forza alla proposta espressa dal Direttore di Panorama Carlo Rossella letta sul quotidiano Libero.
Il coraggio umano e politico della Signora Fallaci merita di essere premiato a livello istituzionale e di essere esempio e sprone non solo alle cittadine ed ai cittadini italiani, ma oltreoceano, nel mondo. In un panorama umano e politico troppo spesso convenzionale ed ipocrita, una figura come la Fallaci darebbe forza e coraggio necessario alla politica anche per attuare quelle riforme che vediamo riproposte ogni giorno e sempre ricacciate in gola ai legittimi promotori.
Oriana Fallaci incarnerebbe sicuramente un simbolo di vera democrazia che in questo paese si stà pericolosamente offuscando. Auspichiamo perciò che Presidente della Repubblica e Parlamento prendano quanto prima in esame questa giusta proposta, che viene da un cittadino, finalmente. Giuliana Olcese, portavoce Movimento Riforme.
 
Carissima Giuliana, è vero che Oriana Fallaci <è grande esempio di coraggio umano e politico>
ma la sua candidatura mi lascia perplesso. La nomina di un senatore a vita dovrebbe trovare tutti consenzienti - a destra
e a sinistra - e, nel caso della Fallaci, tale consenso mi sembra tutt'altro che scontato. Molti lo avvertirebbero come una legittimazione dell'anti-islamismo. Nel passato, sono stati insigniti del laticlavio personaggi eminenti della vita culturale non per i loro meriti oggettivi di studiosi ma per essere diventati simboli di parte e di una parte assurta a espressione di quanto di meglio abbia prodotto il nostro paese. Penso a uno dei miei maestri più cari, Norberto Bobbio. Venne fatto senatore non per i suoi magistrali studi di filosofia del diritto, di filosofia politica, di storia delle idee politiche (che pochi conoscono) ma perché
era diventato (se ne ignora la ragione, alla luce dei suoi dichiarati e complessi--ma umanamente comprensibili-rapporti col fascismo..) il simbolo della Torino di Gobetti, dell'azionismo liberalcomunista, dell'Italia intransigente e palle del genere.
Il suo collega di Facoltà, Luigi Firpo, uno dei più grandi rinascimentalisti del secondo Novecento, non venne neppure preso in considerazione, nonostante la donazione della sua immensa biblioteca (che gli americani avrebbero voluto acquistare, vent'anni fa, al modico prezzo di cinque miliardi...) al Comune di Torino. Ma il nome di Firpo non era associato alla retorica resistenziale (anzi, all'epoca del linciaggio contro De Felice, fu uno dei pochissimi che lo difesero, sfidado le ire funeste degli intellettuali di regime..) Non vorrei che la Fallaci diventasse il pretesto di una revanche della destra (liberale e occidentalista) contro i suoi nemici di ieri e di oggi. La nostra dev'essere una cultura delle istituzioni e, come tale, deve guardarsi bene dall'imitare quanti abbiamo sempre profondamente criticato e disprezzato. Un cordiale saluto dc. 
 
Sul "Sì a Oriana Fallaci senatore a vita, è grande esempio di coraggio umano e politico"
non penso proprio che alla signora Fallaci possa interessare una cosa simile, lei è e rimarrà un cittadino italiano e non vorrà sicuramente confondersi tra la folla dei politici che lei ritiene e scrive essere "Beceri e Voltagabbana!". P.F.
 
Giustissima osservazione Signor P.F.
Ma comunque fa bene ed è sano dichiararsi a favore. Poi la Fallaci la conosciamo e l'ammiriamo anche perchè non è omologata ne' omologabile. Ma i cittadini è bene che condividano l'idea che la Fallaci meriti un riconoscimento ed un ruolo istituzionale. Non accettandolo, la Fallaci sarebbe ancora più esemplare, e perciò, bisogna darle proprio la chance di rifiutare. Non siamo così ingenui .... Cordiali saluti dal Movimentoriforme.
 
Grazie per avere risposto e comunque non intendevo dare dell'ingenuo a nessuno.
Ad Oriana Fallaci invece il Nobel per la schiettezza e il coraggio con "Rabbia e orgogòlio" Flavio!
 
Riguardo alla richiesta dell'Olcese per Oriana fallaci,
la trovo giusta e doverosa - così com'era giusta quella di eleggere la Bonino a presidente della repubblica- Vittorio Baccelli.
 
Pur essendo d'accordo con la Fallaci,
non Vi sembra che di senatori a vita ce ne siano anche troppi? Non sarebbe il caso invece di sfoltire un po' di poltrone?
Piero Nicchi.
 
Sfoltire sì! Eccome!!!!!!!!!!!!!
Ma proprio con la Fallaci, ammalata di cancro, vogliamo cominciare?
Che ne dice di fare un'eccezione?
Grazie per averci scritto e continui a farlo, pubblicheremo la sua domanda e la sua risposta e l'avvertiremo.
Saluti cordiali dal Movimentoriforme. 
 
Non voglio pensare ai piagnistei "buonisti" della sinistra
antiamericana che certamente insorgerebbe perfino contro Ciampi e porterebbe sindacati&no-global in piazza contro la candidatura Fallaci senatore a vita! E non voglio immaginare i fiumi d'inchiostro delle omologate e malinconiche Maraini, degli spocchiosi Terzani e compagnia lugubre cantante i salmi sinistrorsi e fondamentalisti degli "intellettuali", da poltrona, di lotta e di sinistra.  Si Salvi chi può!!!!!!!!!!
 
Caro Movimentoriforme, permettimi di dissentire
sulla tua idea di vedere Oriana Fallaci in Parlamento. Ti dico ciò per due precisi motivi: 1) Oriana Fallaci non mi piace affatto per ciò che scrisse sulla guerra. 2) Io credo che in democrazia non debbano esistere senatori a vita, retaggio monarchico e credo di poter dire anti-popolare. Gli eletti "vanno eletti" e non cooptati a priori!!! Cuccu44 sempre per la democrazia!!!!
 
Mi associo con grande piacere alla proposta
di eleggere Oriana Fallaci Senatore a vita e la sottoscrivo. Anna Torraco.
 
Grazie gent.ma Dr.a Giuliana
mi fa piacere che Lei sottolinei la mancanza d'ipocrisia della Fallaci, viviamo ed è vero in un mondo dove i non ipocriti sono quasi sempre schiacciati, lo prova statisticamente il mio dossier
www.ricordati.com/privato/index.htm in cui denuncio una situazione d'ipocrisia generalizzata delle istituzioni senza ottenere alcuna risposta da nessuno dei  destinatari privilegiati che Lei potrà visionare visitando il dossier. Neppure io vivo nell'ipocrisia anche se non pretendo di diventare senatore ma soltanto di vivere. La ringrazio anticipatamente se troverà il tempo di scorrere l'epistolario dello scrittore cancellato perché non ipocrita. cordiali saluti Giampiero Labbate.
 
Sono d'accordo con Fallaci senatore a vita:
Riforme.

NIENTE DI PIU' INFAME HO SENTITO NEGLI ULTIMI 50 ANNI Gastone Losio.
 
Perchè, Emma Bonino ci farebbe schifo?
Scherzi a parte, vorrei sapere in quale gruppo andrebbe ad infilarsi l'Oriana; vista la presentazione di Rossella penso che andrebbe a Forza Italia. Ma poi, Giuliana cara, pensi che Oriana abbia fatto del male per meritarsi un posto in questo senato?
Va bene che "senatores boni viri", ma perchè cacciare Oriana nella "mala bestia"? Un abbraccio. Fausto.
 
Ma se la proposta su Oriana Fallaci venisse accolta,
dopo le cose che ha scritto sul mondo musulmano, si tratterebbe del primo senatore a vita razzista della storia della Repubblica italiana. Grazie per l'attenzione. Gianluca Cicinelli, caporedattore Radio Città Futura 97. info@radiocittafutura.it

Oriana Fallaci "la rabbia e l'orgoglio".
Il famoso articolo-lettera che la Fallaci scrisse al direttore del Corsera, Ferruccio de Bortoli, "La rabbia e l'orgoglio" che è uscito in questi giorni in un volume edito da Rizzoli, è su Virus nella sezione 'Filosofie&Archeologie di attualità', assieme alle prime lettere pervenuteci al riguardo e che saranno via via aggiornate, e lo si può scaricare.
Sarebbe interessante ri-suscitare un dibattito - (anche alla luce dello sconcertante video-audio di bin Laden trasmesso dalle TV di tutto il mondo, che è possibile rivedere e riascoltare anche su Virus, e delle future azioni militari eventuali, vedi Somalia, prospettate ultimamente da Bush) - dibattito già ampiamente avvenuto anche sul nostro forum on line ai tempi in cui quell'articolo suscitò tanto clamore, e reazioni contrastantissime, che si possono leggere in uno dei link numerati - sull'argomento che tanto appassionò carta stampata e internet.
La Fallaci nel suo libro sostiene che l'Occidente, anche se per ora ha vinto in Afghanistan, deve continuare la guerra perchè non soccombano la sua libertà e la sua civiltà sotto l'estremismo e il fanatismo religioso e terrorista dell'Islam che certo non si fermeranno davanti alla sconfitta odierna ne' davanti alla eventuale presa di bin Laden.
Cordiali saluti da VirusilGiornaleonline grato se farai girare questa prefazione al dibattito.www.virusilgiornaleonline.com

A proposito di Oriana Fallaci. Fra un Terzani e un Biloslavo....
Cronache di guerra dal lontanissimo Afghanistan i nostri grandi quotidiani ce ne ammanniscono di tutti i tipi.
Abbiamo riletto due paginate di Tiziano Terzani sul Corrierone ed un effervescente Fausto Biloslavo sul Il Giornale.
Una considerazione da addetto ai lavori sull'esondazione di undicimila battute del primo è d'obbligo: perchè Terzani non si limita a descrivere i fatti cui è presente? Perché ammannisce i suoi sermoni terzomondisti dove osa mettere sullo stesso piano gli USA assaliti dal folle miliardario saudita bin Ladden e le vittime civili del regime sanguinario dei Talebani? Regime che, col pretesto dell'integralismo islamico, ha calpestato il diritto alla vita delle donne perchè tali, ha proibito la musica, affamato la popolazione finanziandosi col commercio di droghe: tutto queste cose il candido Terzani non le ha ancora scoperte? In fondo il buon Terzani dovrebbe ricordarsi che scrive per il pubblico del più venduto quotidiano nazionale, e non per il periodico dei comboniani Nigrizia, o come press agent del suo amico Gino Strada di "Emergency", il presenzialista che non deve chiedere mai (da dove vengono certe offerte per i suoi fantastici ospedali afgani: pecunia non olet, soprattutto se d'origine ... arcoresca, vero "compagno" dott.?) Elogio incondizionato, invece, per Biloslavo: in un quotidiano dove i sermoni, da padre Baget Bozzo a Guzzanti neo senatore del collegio di Brescia, sono la regola, fa piacere leggere pagine di scarna cronaca, alla Egisto Corradi. Se c'è uno che potrebbe darne di lezioni sul conflitto afgano, potrebbe essere l'inviato di Mediaset e del Giornale: nel 1990 fu incarcerato, in isolamento per otto mesi, dal regime filo-sovietico! Conclusioni: facile capire perchè corazzate del giornalismo - Repubblica in primis - vengono acquistate poco, e lette fino in fondo ancora meno, dalla 'plebe' italica! Se si limitassero a scrivere fatti, e lasciassero perdere il moralismo un tanto al chilo da spargere su cervelli già provati da una scuola violentata dai padri del '68 e dal lavoro quotidiano, non invertirebbero il trend negativo di vendite? Vs. affezionatissimo Renato Tubére.
 
Che sia io l'Islam?
Oriana Fallaci è stato uno dei pochissimi fra i nostri inviati a non sottrarsi alle prime lineeNon vuol dire che tutto ciò che ha scritto o detto sia frutto di una mente eccelsa, né che tutto quello che ha visto sia stato raccontato da una penna sensibile e arguta.
Se si consente di presentare Enzo Biagi come uno dei tre o quattro giornalisti italiani più grandi del XX secolo, alla Fallaci si può annettere il ruolo di maggior inviato di guerra italiano. Non mi scomporrei se le dessero il Nobel o le Grolle d'Oro.
Il suo articolo La rabbia e l'orgoglio, sui rapporti fra "mondo occidentale" e Islam, deve il suo scalpore alla presunzione di aver parlato con franchezza, seppure alcune affermazioni abbiano già una storia nel nostro paese. Quanto si ergea a difesa di un sistema di vita che condivido nascita mi trova consenziente. Lo stesso discorso del presidente del consiglio Berlusconi, sulle identiche questioni sollevate dalla Fallaci, benché assai maldestro, non mi ha scandalizzato. Riconosco che la difesa della mia ordinaria vita per giunta del tutto intrinseca alla povertà - comporta la difesa da molte di quelle cose che per nascita condivido,
e dunque capita che mi debba difendere dal governo o che mi trovi a commentare bruscamente gli articoli dei giornali. 
Mi chiedo contro chi si muovano gli autori e di chi si ergano a paladini. Con chi se la prende la Fallaci sembrerebbe chiaro, ma quel che ho letto è stato un tono di voce. Ciò va accettato come un gran bel risultato giornalistico. Non è da tutti farsi udire sulle pagine scritte, ma non è che la merda scaldi il culo più della cacca quando viene urlata. Lo sa bene la signora Fallaci, e da brava scrittrice cosparge un po' di spray lirico per elevare i toni e mitigare la puzza quando rammenta ciò cui va l'insigne patrocinio: "è l'Italia che sognavo da ragazzina, quando fui congedata dall'Esercito Italiano-Corpo Volontari della Libertà, ed ero piena di illusioni. Un'Italia seria, intelligente, dignitosa, coraggiosa, meritevole di rispetto. E quest'Italia, un'Italia che c'è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca. Guai a chi me la ruba, guai a chi me la invade". In altre parole dice che le sue pedine, le sue torri, i suoi alfieri li schiererebbe a difendere un'Italia bombardata. Evidentemente è chi la bombarda a far la differenza. La brava giornalista vorrebbe imporre a un mondo complesso e confuso il disordine che ha conosciuto in gioventù, al punto di preferire una Via Aurea bombardata con proiettili benedetti dai diritti dell'uomo piuttosto di vederla percorsa da qualche straccione che parla una lingua esotica. Del resto non fu il feroce Saladino a chiamare in Italia Carlo VIII, ma lo Sforza, non furono Nasser o Gheddafi a deturparla, ma i suoi governanti, nessuno dei quali si è mai genuflesso in direzione della Mecca.
Che sia io l'Islam? Carlo Romano.

Ciao Virus,
io sono una catastrofe assoluta, cosa vuoi farci. Quello che sto tentando di fare è qualcosa che, me ne rendo ben conto è assolutamente impossibile oltre che inutile: cambiare il corso della storia. La storia sta dicendo che stiamo per entrare in una guerra tremenda contro l'Islam. In guerra si muore. Può toccare a me, a te, a miei figli, ai tuoi figli. 
Prima delle guerre sono sempre tutti entusisti. Dopo tutti si chiedono come hanno fatto a essere tanto fessi.
La guerra ci sarà, caro Virus, (come tu stai cercando disperatamente di anticipare e far capire con l'apertura "ante" di questa rubrica sul libro della Fallaci cosa che non facesti quando uscì il famoso e discusso articolo ma ti limitasti a pubblicarlo senza commenti e chiudendo Virus all'assalto di tanti opinionisti che sui loro giornali non "potevano" esprimersi). 
Perchè secondo te qui ci sono venuti sì a leggere, ma non a scrivere..... tanti cronisti e opinionisti?
Perchè secondo te tantissimi normali lettori leggono sì questa rubrica ma poi pochi scrivono?
Il fatto è che questi ultimi, i lettori, cercano di esorcizzare e allontare dal conscio il fantasma della guerra che si sta insinuando in noi attraverso le mezze frasi della stampa... dei politici... della tv, dei telegiornali.... come ci fosse una segreta parola d'ordine di "preparare" le popolazioni.
Nel mondo moriranno (moriremo) in tanti, civili, militari, bambini, giovani, vecchi.
E gli sbracciamenti scomposti di questa povera deficiente ammiratrice tua per evitarlo sono assolutamente inutili. 
Ciononostante. Ciononostante, caro Virus. Tua. Piera Graffer http://www.logisma.it  

Cara Oriana Fallaci, ma perchè "ci" dividono tra guerrafondai e pacifisti?
come sempre del popolo italiano se ne occupa, e lui si affida supino,...... la propaganda. Di questo o di quello.
Ma santo iddio, ci si pongono solo e sempre 'offerte speciali', e accettazioni, di propaganda popolare, populista, e popolana fatte per l'accalappiacani e niente fatta per l'individuo, la persona, l'identità, la cultura ed il rispetto di ciascuno.
Tu, cara Oriana Fallaci, non sei tenera con i nostri politici ma lo sei, da quanto leggo sul tuo "La rabbia e l'orgoglio", con la gens italiana, con i cittadini, con la cultura ricca di geni dell'antichità, come architetti, poeti, scrittori, artisti, umanisti ecc ecc. 
Ma le vedi, le leggi, le senti nell'aria di questo paese le reazioni-non reazioni e l'impermeabilità sconfortante a cui si sono ridotti i cittadini italiani tranne quei soliti noti che si arrabattono, schifati e ignorati dal circuito della stampa, a lanciare i loro allarmi, le loro grida di dolore inascoltati? E ti rendi conto della miseria e della faziosità dei soliti noti 'pacifisti' da corteo e marce di regime strumentalizzati, (e contenti in quanto sempre e comunque in cerca di un padrone dirigista), dai partiti in crisi di rigetto?
Perchè per servire questo, o quel padrone, tutti si uniformano e si appecoronano al pernsiero unico di questo o di quello che a turno ci comanda? Ma tu Oriana Fallaci ce la hai presente l'italianità di oggi?
Non vorrei che tu lontana dalla tua patria terra provassi degli struggimenti e idealizzassi un popolo che scivola, contento, nella mediocrità pur di assecondare la sua pigrizia morale mista al mero interesse per le cose di tutti i giorni senza mai piu' avere aneliti per le cose, almeno, della domenica. Non arrivo a dire la parola fatidica: ideali.
Insomma, per dirla con Cerulli, uno degli opinionist di Virus, (grazie a dio tutti anticonformisti e coraggiosi), che cosa, in questa Italia, è scorrettezza? Un tuo grande ammiratore scoraggiato e amareggiato. Francesco Acampora, Napoli.
 
Preg.mo Virus (speriamo che sia di quelli buoni)
Grazie di esistere e Grazie per lo spazio che ci dedichi. Cosa di grande gioia è trovare tanta gente disposta a scrivere per il mio e nostro divertimento. E informazione. Percio' scrivere su e per Virus è sacrosanto.
Oggi, ma anche ieri, non considerare L'Islam un pericolo reale è veramente comico.
Contro tutte le pance piene di cretini che parlano solo perché la madre non li ha abortiti prima, per colpa della legge
Sono con la Fallaci al 100%. Movimento Liberale Liberista Libertario, Dott. Angelo Emanuele Rossi E-Mail-Italco@libero.it

Fallaci, una folle, che tra le righe di ciò che scrisse,
non fa altro che essere a favore della guerra. Ma io sono contrario a questa guerra inutile e sanguinaria.
Si certo, i Talibani sono stati sconfitti, in Afghanistan, ma altrove vivono e continuano nella loro opera. L'estremismo si vince solo con la fermezza della diplomazia. Con la fermezza delle politiche di contrasto, ottima ad esempio quella che blocca o chiude i conti dei terroristi. Ma soprattutto con l'intervento diretto dell'ONU. Invece, la cara Fallaci lo dica, c'è un unico mandante reale, l'alleanza anglo-americana. E poi tutti i satelliti da parata come l'Italia. No, cari amici, no! Credetemi non parlo ne' da uomo di sinistra, ne da pacifista a tutti i costi. Ma da ragazzo di 30 anni che nella sua breve esistenza ha capito una cosa: che la pace si conquista solo con la pace! Forse sarò un idealista, ma credo in quello che dico. Ed allora, tanto per finire, sono contrario ad un allargamento del conflitto. Sarebbe solo una scusa per chiudere vecchi conti, tra cui quello con l'Irak!
Ciao e avanti così! Walter Lanaro.

Oriana Fallaci & l'Islam? La penso esattamente come la Fallaci
Ha avuto il coraggio di affermare in diretta e sulle rovine fumanti delle Due Torri che quello in corso è un vero e proprio scontro tra Civiltà, come sempre accaduto nella Storia dell'Umanità. Oscurantismo, tirannia autoritaria, contro la democrazia e la libertà del Mondo. Nella Globalizzazione, preludio al rimescolamento delle razze e delle culture, che non ha trovato un'espressione prevalente nel costruire la Dinamica del Terzo Millennio, non si può, per ora, permettere piena integrazione nelle Società occidentali a forze che mescolano la legge del taglione con la religione, e che in nome di quella religione, nelle strutture più fanatiche, vogliono sottomettere l'intera umanità alle proprie volontà bigotte e illibertarie. Abbiamo già avuto abbastanza dittature, nell'Europa Mediterranea, e dobbiamo liberarci definitivamente dei "Poteri Forti" antidemocratici che sopravvivono in una Burocrazia tiranneggiante, senza dover rischiare anche il sovvertimento "democratico" della Società liberale.
Sì, ciò potrebbe accadere con libere elezioni qualora il numero degli immigrati islamici superasse quello dei residenti naturali di una Nazione. Chi entra in Europa dovrebbe sottoscrivere un Patto di Adesione alla Democrazia, considerandola Forma di Governo Elementare e Prioritario su tutti gli altri possibili, altrimenti venga rispedito nei paesi di origine, a sopravvivere sotto l'Ordinamento dei Mullah. Riguardo all'Europa, sarebbe ora che si svegliasse dal torpore che la affligge, abituata com'è stata, ad essere difesa dagli Stati Uniti durante la Guerra Fredda. Ed a comprendere che è giunta una nuova Era, di cui una Vera Europa Unita anche politicamente, non solo monetariamente, dovrebbe essere Protagonista, almeno alla pari con gli U.S.A. Dimostrando al mondo di essere capace di fare da sè e di riuscire a risolvere i problemi che la affliggono, iniziando a Riformarsi velocemente ed a dotarsi di sistemi economici, legali, fiscali, di polizia ed esercito unici e comuni, semplici ed efficaci.
In caso contrario, statene certi, vinceranno loro. Francesco Martin cittadino europeo.
 
Lettera ad una fondamentalista dOccidente.
Nient'affatto cara Oriana, non sei altro che una fondamentalista dell'Occidente.
Per di più rampante e rabbiosa come tutti i neofiti. Non sei una whasp. Non sei doc. Nemmeno bostoniana. Per te il sangue dei giardini di Sanaya era sangue infetto, terrorista. Tu prendi in giro la memoria di quei giovani che si gettarono come kamikaze con dei camion imbottiti di tritolo contro i marines, sempre a Beirut. Ma tu nella Beirut bombardata dalla cannoniera della Uss Navy New Jersey con ordigni da una tonnellata e mezzo, non c'eri. Tu sei venuta a Beirut soltanto per intervistare il tuo Sharon.
Il Grande Macellaio. E il tuo fondamentalismo occidentalista è tanto più ripugnante quanto più tu - proto-azionista - lo servi come una mistura sincretica della cultura europea e di quella - che ami - d'oltreAtlantico. Una fondamentalista razzista, per di più. Proprio di quel razzismo negriero che predica la globalizzazione e, come suo corollario, l'invasione degli immigrati.
Che, se sporcano, sono da lapidare, se invece diventano bravi schiavi nelle catene di montaggio, sono bene accetti perché parte integrata nel progresso della tua civiltà. Con la più profonda disistima, Ugo Gaudenzi, giornalista non pentito, di Rinascita.
 
Fallaci? Mi dispiace che tanta passione sia andata sprecata.
Mi dispiace che la signora Fallaci reagisca come dei terroristi vorrebbero farla reagire, come vorrebbero che noi tutti/e reagissimo. Mi dispiace che la Fallaci tratti le questioni di fede riducendole a costume, nel passo in cui parla della superiorità delle chiese cattolico-romane di fronte alle chiese protestanti, oltre che alle sinagoghe e alle moschee.
Mi dispiace che il discorso della signora Fallaci non cerchi il dialogo, ma lo scontro. Mi dispiace che nei confronti di un tale scritto non si possa dialogare, ma la reazione prima è di difendersi e la seconda è di ignorarlo. Mi dispiace che la signora Fallaci individui anche dei punti interessanti per la discussione che, però, non vuole. Mi dispiace che chi condivideva le opinioni della signora Fallaci, anche prima di leggere il suo sfogo, ha taciuto, a scapito di una maggior comprensione della situazione.
Mi dispiace che lo sfogo della signora Fallaci sia diventato un libro da regalare a Natale.
Mi dispiacerebbe molto se qualcuno/a me lo regalasse. Peter Ciaccio, peterciaccio@yahoo.com Roma.

Meno male che c'è Oriana! Senza rigatoni con la "pajata".
Avevo letto d'un fiato la sua lettera-articolo; e già pensavo ai "bacchettoni" buonisti che l'avrebbero redarguita ma non scalfita.
E infatti, in fregola di notorietà di riporto, hanno fatto la fila sul Corriere col vetero armamentario senza lasciarvi traccia.
Lo straordinario successo del suo intervento dimostra che Oriana Fallaci ha colto nel segno.
Certe parole vengono sempre al momento opportuno. Non se ne poteva più di "letterine" a Gesù bambino. Rileggo ora il libro arricchito da una prefazione non meno rivelatrice e appassionata. Ci ritrovo il sangue toscano dealla mia famiglia. Altro che ipocrisia gesuitica. Un pugno in faccia ai farisei. Le delizie dell'Islam? Accomodatevi. Ci si sente come "liberati", anche le idee non derivate dall'oratorio o dal terzomondismo militante hanno finalmente "corso legale". Sincerità e passione; e indignazione per il cinismo codardo di questo Paese. Giusto orgoglio e rispetto per i meriti storici dell'America: e che esempio di forza morale! Qui la fazione, i mediocri distinguo da paese dei campanelli; là la compattezza d'un popolo che si ritrova unito davanti alla tragedia. E' lo "spirito" dell'America. Noi contentiamoci della bruschetta e dei rigatoni con la "pajata".
Romano Bracalini. Libero.
 
Vista la stupidità di questa mail su:
Oriana Fallaci "la rabbia e l'orgoglio" scrivici la tua opinione,
posso affermare che non c'è limite al peggio. Così come mi ha già risposto il Vs. signor emiliotoscani@hotmail.com. kataweb
 
Vista la stupidità di questa Re: mail, possiamo affermare che non c'è limite al peggio. Caro Alessi.
E chi è il signor emiliotoscani@hotmail.com ?
Stupidità per stupidità, sarà meglio la "nostra stupidità" che si astiene dallo spurgare veleni militonti e dare giudizi; ma si limita ad esporre solo l'invito a dire la propria su un fatto di grande attualità ed interesse pubblico.
Stupidità sì, quella di pensare che c'è qualcuno di qualificato, ancora in possesso delle facoltà di ragionare, in un verso o in un altro, essendo non ossessivamente di parte ma di esporre semplicemente le proprie idee. Qualunque esse siano.
Non latrati e ululii alla luna......... pur di spurgare vecchi merletti&nuoviveleni. Caro kataweb. Virus.
 
Gentile Virus, massimo rispetto.
Oriana Fallaci è stata quello che io avrei sempre voluto essere: il coraggio, la passione politica, l'impegno a tutto tondo.
Avrei voluto essere con lei in Messico, quando la polizia ha massacrato gli studenti e l'ha quasi uccisa.
La mia ammirazione per lei non cade, anche adesso - adulta ed incazzata - che non sono d'accordo con lei.
Massimo rispetto. Questa Italia non la merita, e lei lo sa. saluti Claudia Costantini.
 
La rabbia e... Chi scrive con il cuore (e non dove la porta il cuore!!!)
è sempre da apprezzare. Oriana può dire ciò che noi soltanto pensiamo.
Negare che, quando vediamo alcuni extracomunitari (non tutti  naturalmente) pisciare sotto i portici delle nostre città (a me a Padova capita spessissimo) siamo in preda a rabbia.... vuol dire essere falsi. Grazie Fallaci.
Gigi Bignotti, il Gazzettino.
 
"La rabbia e l'orgoglio" articolo. Mi è piaciuto molto anche il libro della Fallaci
(mica come quella noiosetta perbenino della Dacia Maraini), soprattutto quando ricorda il grande anarchico Armando Borghi, esiliato a New York nel 1925. Mauro Suttora Milano.
 
Ma 'Colleghi&colleghe' del Corsera che fanno, dormono?
qui su questo indovinato forum oggi vediamo Mauro Suttora ma fusse che fusse che la grande "Collega" d'oltreoceano........ stesse sulle palle al CDR del Corsera?
Anonimo fiorentino de La Nazione- Firenze. (orgoglioso conterraneo della Fallacissima internazionale, anzi mondiale).
 
Accogliamo l'invito e vi inoltriamo l'articolo da noi pubblicato a caldo. Salve Rinascita.
"Lettera ad una fondamentalista d'Occidente". -Quotidiano Rinascita del 3 ottobre 2001-

Signor Direttore, tra Oriana Fallaci e Giuliano Cazzola.
Tra Giuliano Cazzola che le crisse "Direttore, le scrivo mentre è in atto il secondo attacco", e quanto scrive Oriana Fallaci, non ne condivido il poco senso critico. Nell'epopea dei popoli vi sono momenti di entusiasmo e di chiarezza e momenti di ambiguità e rimozione. Ammiro certi atteggiamenti dell'America e dell'Inghilterra, due grandi nazioni, ma non dimentico da dove vengono e dove vogliono andare. Il passato colonialista dell'Inghilterra non si può cancellare vivendo nel presente. 
E così il passato, invasivo e prepotente dell'America, anche nel secolo terminato, nei riguardi degli altri popoli. 
Non dimentico nulla, dal massacro dei pellerossa alla politica di appoggio dei governi più antidemocratici del pianeta, certo più biechi dei biechi governi stalinisti, la strumentalizzazione dei fondamentalismi nella logica della guerra fredda. 
Logica di cui, tutti, abbiamo responsabilità. La politica inglese e americana è improntata a mera e pragmatica conservazione degli interessi economici-commerciali, il resto è subordinato. La storia del dopoguerra 39-45, e precedente, lo grida, con videnza banale. Non si rivanghino i grandi ideali che muovono la politica americana e inglese: non ci sono più ideali, oggi - fortuna o danno, non saprei, perché in nome degli ideali avvengono i peggiori massacri, quando gli ideali colludono con altri fini (il cristianesimo fu la religione dell'odio e del sangue, ma non per colpa del cristianesimo) - anche se di ideali non si può fare a meno. Manca la voglia di confronto - non la voglia di giocare alla guerra. Morto Bin Laden, ne sorgeranno altri, e li costruiranno gli stessi americani. Chi ragiona con le armi in mano ha una mentalità che non ha futuro, non vede oltre il presente. Diamo un taglio a questa prosopopea e stiamo coi piedi per terra. Per quanto mi riguarda: "non voglio riuscire ad essere come loro". Studio CFR.
 
 Il coraggio di Oriana Fallaci é un esempio che deve farci riflettere.
Grazie delle vostre mail, naturalmente la faró "girare", come sempre. Il vostro dibattito sull'argomento lo trovo interessante e vario nelle rispostePer me, giornalista italiana all'estero, il quadro illustrato della situazione dalla Oriana Fallaci é assolutamente preciso e concreto. Dall'estero si puó giudicare con obbiettivitá e competenza, cosa che non riscontro nei commenti di chi seduto "da casa" si permette di replicare con ignoranza e spreco inutili di parole. Nella lettera aperta di Oriana tutto é, purtroppo, matematicamente vero! Solo su un punto non sono daccordo quando dice "Se le donne sono sottomesse ed indossano (lo) chador é colpa loro che non si ribellano". Su questo tema replicheró pubblicamente tra qualche mese, quando termineró il mio libro dedicato appunto alla situazione internazionale delle donne. Avendo costituito una associazione che si chiama "Donne in Europa" nel 1992 a  Baden-Baden. Fanno parte di questo gruppo donne di tutte le nazioni residenti in Europa e guarda caso la Presidente é una ebrea. E... bando alle presunzioni per una volta ho deciso anch'io di uscire allo "scoperto", raccontando le realtá delle donne, conoscendone appieno le problematiche, la psicologia ec... essendo, prima di essere giornalista, una ostetrica che ha svolto il suo lavoro in Italia per 12 anni. Il mio doppio lavoro mi porta oggi a delle riflessioni, contribuendo con la mia esperienza ad un lavoro di utilitá per la comprensione reale della donna stessa. Oggi il mio lavoro é rivolto esclusivamente al giornalismo, all'estero, lontana dalla patria, quella patria che oggi non é assolutamente in grado di contribuire allo sviluppo europeo, perché come dice Oriana, sono troppo presi dalle "lotte private interne". Il coraggio di Oriana Fallaci é un esempio che deve farci riflettere. IL RISPETTO questo LE dobbiamo. IL RISPETTO! Grazie. Gabriella Zimmer.
 
Caro Direttore, su Oriana Fallaci "La rabbia e l'orgoglio" è ancora tra noi.
Sono Stefano Spadoni, autore di "New York Terrorismo e antrace: cronache da una città che vuole tornare a vivere"
pubblicato da Rizzoli, proprio come il libro della Fallaci, ma uscito una settimana prima. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano i vostri lettori dei due libri che parlano della stessa situazione e scritti da due persone che entrambe vivono negli USA.
Cordiali saluti e complimenti per l'iniziativa. Stefano Spadoni.
 
l'Oscar della volgarità lo darei a una giovane scrittora di nome Silvia Ballestra.
Nel replicare sull'"Unità" alle quattro paginate di Oriana Fallaci sull'11 settembre di New York e la guerra inevitabile
"La rabbia e l'orgoglio", questa Ballestra ha inventato un fantoccio da sputacchiare: «Oriana Bin Laden». Ma anche a destra c'è stata qualche condanna senza appello. Su "Libero", Alberto Mingardi è andato giù duro: «Odio, violenza presunzione...
Mi ha disgustato quel pezzo tronfio ed esagitato, quel morte agli infedeli urlato con intollerante laicità da una dispensatrice di odio». Caspita!, mi son detto, non sarà mica vero? Poi ho ragionato con calma: nelle paginate della Fallaci, da leggere tutte d'un fiato e indimenticabili, ci sono cose che condivido e altre no. Ma se rifiuto, per esempio, la voglia di guerra santa contro l'Islam, perché devo respingere il resto? È una qualità del grande giornalismo (grande pure per schiettezza, coraggio, faziosità onesta) quella di dividere i lettori. Anche i propri lettori. Anche i più fiduciosi: quelli che si aspettano da te un "sì" e invece ti sentono dire "no". È a questo punto che scatta, dovrebbe scattare, la piccola magia che trasforma la delusione e il dissenso in voglia di riflettere. Ossia di provare a leggere dentro te stesso per scoprire che cosa ci trovi.
È quello che ho tentato di fare dopo la traversata sul terreno non facile della rabbia e dell'orgoglio di Oriana, che esporrò su Virus nei prossimi giorni. E' un appuntamento con voi lettori a cui tengo molto. Cordialmente Paolo Mossetti. gmosse@tin.it
 
 
ORIANA FALLAH. Diavolo di una donna!
Continua la polemica virtuale con la grande scrittrice. Nulla da eccepire, credo però che la cosa vada presa con un po' più
di leggiadria. Alcuni commenti sono esilaranti, come quello dell'inarrivabile Aldo Busi: - Arrivato a metà della prima pagina alla frase - "Perchè credi che martedì mattina il mio subconscio abbia avvertito quell'inquietudine, quella sensazione di pericolo" - ho provato invidia concettuale e stilistica, il che in me è sempre una sorta di pietas unita alla meraviglia di come
tanta gente riesca a sbarcare il lunario, e mi sono impantanato e poi arenato. Meglio correre a vendemmiare nella zona del Valpolicella - Allora, perchè non rileggere il Testo Sacro della Fallah per trovarci qualche perla? Io per esempio ho trovato questa: "Alle guerre, inoltre, ho sempre visto roba che scoppia. Che esplode a ventaglio. E ho sempre udito un gran fracasso. Quelle due torri, invece, non sono esplose. La prima è implosa, ha inghiottito se stessa. La seconda s'è fusa, s'è sciolta.
Per il calore s'è sciolta proprio come un panetto di burro messo sul fuoco. E tutto è avvenuto, o m'è parso, in un silenzio di tomba. Possibile? C'era davvero, quel silenzio, o era dentro di me?". Epico. Da far accapponare la pelle dai brividi.
Peccato che alle prime righe Lei aveva detto che l'audio del suo televisore non funzionava! Diavolo di una donna!
Avresti potuto evitarti tutte queste sconvolgenti sensazioni semplicemente chiamando il tecnico sotto casa! Aldo Vincent.
 
Oriana esageri!
Cari amici di Virus, Oriana Fallaci ha dato voce allo sdegno di numerosi italiani verso il pacifismo cosiddetto d'accatto.
Che cos'è? E' l'irraggionevole posizione di coloro che, malgrado le terribili immagini mostrate dalle TV di mezzo mondo, mettono sullo stesso piano aggressore ed aggrediti dello scorso 11 settembre.
Il molto illustre ex compagno nonchè dott. chirurgo Gino Strada, unico essere umano a possedere il dono dell'ubiquità, visto che contemporaneamente opera in Afghanistan e partecipa a forum, convegni, premiazioni dei suoi amici della famigerata cricca Mediaset-Smemoranda, ne è l'esempio più lampante! Oggi l'uscita del libro della Fallaci testimonia l'astio di un'importante addetta ai lavori del mondo della comunicazione contro i sofisti del "Nè con Bush, nè con bin Laden": ma io condivido solo quello! Secondo me il suo manifesto contro l'Islam in nome delle vittime delle Twin Towers e della civiltà occidentale non rappresenta che una sua opinione strettamente personale. Se tutti la pensassero come l'Oriana nazionale, ci sarebbero omicidi e stragi tutti i giorni nella nostra modestissima - ma inter-razziale - Italietta del XXI secolo!
Le religioni inquinano le coscienze, se usate a scopo moralistico: le guerre si fanno per ben altri motivi, a maggior ragione quella attuale ai crudeli Talebani, cara la mia Fallaciona!!!  Renato Tubere renato_tubere@hotmail.com 
 
Il No alla pena di morte vale anche per Osama Bin Laden?
Quale giustizia, quale sorte per i terroristi di Al Qaeda, una volta catturati e messi in condizione di non nuocere?
Il 'no' alla pena di morte vale anche per Osama Bin Laden e per i responsabili degli attacchi su New York e Washington?
E' facile mobilitarsi per Safiya Hussaini, la donna nigeriana, madre di una bambina di un anno, condannata alla lapidazione da una corte islamica per un rapporto sessuale fuori dal matrimonio. Farlo per Bin Laden è più difficile perchè è un assassino responsabile di oltre 3.000 morti innocenti... non suscita buoni sentimenti. Ma è proprio in questi casi che si decide se si è a favore o contro la pena di morte. Alla Camera dei Deputati è depositata da oltre un mese una mozione per la moratoria delle esecuzioni capitali che chiede, tra l'altro, di vietare l'estradizione anche di terroristi nei paesi dove viene praticata la pena di morte ma, con l'emergenza terrorismo, di questa mozione ci si è dimenticati, non viene messa all'ordine del giorno.
Nessuno tocchi Caino, Partito Radicale, Elisabetta Zamparutti.
 
CarissimiOriana Fallaci "La rabbia e l'orgoglio" , è ancora tra noi.
Come giustamente voi dite il video di Bin Laden può riaprire il dibattito sull'atteggiamento che l'occidente deve tenere verso la cultura Islamica. Quella discussione che anche le provocazioni della Fallaci avevano portato all'attenzione del grande pubblico.
L'impatto mediatico del documento è stato forte. Non lo si può negare. Fin dall'inizio tutti hanno condannato il terrorismo ma qualche dubbio sulle reali responsabilità di Bin Laden qualcuno lo esprimeva lo stesso.
Dopo il video, a prescindere dall'orientamento tenuto nei confronti della guerra, tutti i protagonisti dei dibattici condannano il terrorismo con più convinzione. In generale i toni nei confronti dei terroristi sono diventati più duri. L'emotività mediatica sta modificando i nostri atteggiamenti verso il mondo Arabo? Oppure il documento del video va interpretato come la reale espressione della natura del terrorismo Islamico? Vita non profit ha tenuto a lungo aperto un forum sull'argomento.
Forse ora ci sono davvero nuovi elementi ed è possibile reimpostare la discussione. Paolo Ceravolo Vita non profit online.
 
De fallacia humana: Oriana? Nesun nemico poco onore.
Oriana Fallaci ha scritto la sua, ed ha preteso che fosse anche la nostra; diimenticando quello che scriveva contro gli
Usa quando i militari greci travestiti da marines le ammazzarono il compagno comunista.
Adesso si è vestita anche lei da marine, il che mi ricorda quel libro intitolato 'Vestivamo alla marinara'. Oriana scrive e pensa meglio; ma per essere Fallaci non può andare esente da fallacia, anche perchè non è l'Immacolata concezione.
All'età sua, rispettabile e rispettata, dovrebbe aver capito che il mondo non si divide in buoni occidentali e perfidi medio ed est oreintali; e che à la guerre comme à la guerre: ammesso e non concesso che bin Laden abbia fatto la rivoluzione urbanistica di Manhattan, non credo che George Bush si sia deciso a scatenare la fine del mondo per stanare un terrorista: che tra l'altro è stato strapagato dalla Cia quando combatteva contro i russi. Bush ha diversi sassolini nelle scarpe: l'Irak, l'Iran, la Libia; deve riscattare una elezione che ha fatto ridere questo e l'altro mondo; e come tutti i veri democratici dipende anche da chi fabbrica
le armi e mica le può tenere in magazzino. Non dico che gli Usa abbiano inventato bin Laden; dico che gli è cascato come una ciliegina sulla torta; e se non ci fosse stato l'avrebbero inventato. Non mi sento di essere un fondamentalista islamico, anche se ho un po' di barba; ma non mi sento neppure di abboccare al fondamentalismo cafone made in Usa.
Per questo Oriana ha fatto bene a scrivere quello che ha scritto: ottimo scoop letterario, un best-seller sicuro per Natale: ma non stiamo ad incensarla, ed a belare come pecore al suo richiamo pastorale: Oriana, tutto sommato e a parte qualche fallacia, è intelligente; e credo che non possa piacerle il coro unanime di consensi; nesun nemico, in fondo, poco onore. Fausto Cerulli.
 
Occidente & Islam: Guerra di religione?
Il Circolo "Terzo Millennio" di A.N. organizza mercoledì 19 dicembre ore 18.00 presso il Teatro S.Carlino di C.so Matteotti
a Brescia, il dibattito: "OCCIDENTE & ISLAM: GUERRA DI RELIGIONE ?" Negli ultimi mesi, ma soprattutto in seguito al massacro delle torri gemelle a New York, si sono registrati una moltitudine di interventi apparsi sui giornali italiani.
Quello celebratissimo di Oriana Fallaci, piuttosto che gli articoli di Ida Magli la quale sostiene che il mondo islamico lavora
da anni per la conquista dell'occidente; mentre Furio Colombo mette sullo stesso piano le parole pronunciate da Bush e da
Bin Laden e Franco Cardini esorta a capire le ragioni dell'Islam. Infine Baget Bozzo che sostiene che non si può pensare l'Islam senza pensare il Cristianesimo come suo avversario originario, e ancora il Cardinal Biffi preoccupato per l'invasione islamica
in corso. A dibattere su questi punti, invitati: Renato Farina (Vicedirettore di "Libero"), Lucio Lami (Giornalista Inviato Speciale), Alberto Mingardi (Editorialista di "Libero"), A. Marzo Magno (Responsabile esteri del "Diario").
Per il circolo "Terzo Millennio" Ugo Zanardini.
 
Cari Virus, Come potrei non aver letto il pezzo che mi segnalate?
Sono completamente d'accordo con la Fallaci, anche se il discorso ha tanti e tali risvolti che meriterebbe ulteriori e più ampi spazi. Io alla Fallaci ho anche scritto una lettera, ma è stata gestita dal Corriere della Sera e chissà che fine avrà fatto.
In ogni modo, se vi sta bene, non mancherà occasione per scambiare qualche altra parola tra noi. Vi saluto, Spot.
 
Io direi di smetterla con questo rinnovo d'immagine per la Fallaci;
ci sono cose più importanti che richiedono attenzione e dispendio di energie. Di Volontà. Di azione!
Non mi sta per niente bene che la voltagabbana Fallaci abbia tutti questi onori; basta con questi fiumi di parole... parole... parole... Perchè in questo Paese dobbiamo mitizzare i "pennivendoli"? Perchè la Fallaci, ancora e solo oggi... solo perchè non c'è più Montanelli? Quale Accademia delle Arti e delle Lettere ci impone questi "cattedratici", questi Nobel dell'incoerenza?
Possibile che gli italiani debbano pendere dalle labbra di una Fallaci, di un Biagi, per non parlare dell'epopea Cederna e Montanelli.... I giornalisti facciano i giornalisti; di politici ne abbiamo già troppi e tra gli "intellettuali" addirittura anneghiamo.
Chiedo rispetto totale ed assoluto per i "veri" giornalisti; quelli che non diventeranno mai ricchi e famosi. Per quelli che diventano noti solo perchè vengono ammazzati! Basta! E' ora di passare all'azione, ognuno di noi, giornalista e non. Cerchiamo di essere propositivi, di pensare con la nostra testa, di non seguire una corrente per essere "in". Siamo tutti opinionisti quando c'è
la partita della squadra del cuore; perchè non esserlo e non difendere i nostri ideali quando è in gioco la nostra umanità, la nostra stessa identità? Marina Salvadore (che proprio nun ve regge più!!!) Marina Salvadore marina.di.partenos@libero.it
 
La Fallaci è una sporca fascista razzista,
spero che le bombe intelligenti che i suoi soldatini stanno sganciando sugli Afgani possa colpirla direttamente nel culo.
Cordialmente Gianni Gallina.
 
Ora, la signora Fallaci riscopre l'arcitalianità.
Lo aveva già fatto Malaparte, che di scrittura carnale - e coinvolgente, sia dato atto a entrambi -, non era da meno e di viaggi perigliosi pel mondo, neppure. Umorali, ostici, bastiancontrari, toscani. Come quell'altro, il Montanelli, cui toccò in sorte in fin di vita d'essere esibito tra i tortellini delle feste e adorato dalla "sinistra" - anche qui non ci facciamo una gran figura - in cerca di padri pellegrini - the Founding Fathers, direbbe la signora. A dio piacendo la patria - sciatta vile codarda - che la signora vuole riscattare non è la nostra, eppure, che strano, molte delle cose che ha in uggia la signora sfastidiano anche noi.
E non solo noi: c'è un movimento intero, ci sono decine di migliaia di persone che giorno per giorno cercano disperatamente
di rendere migliore questo suolo e la sua gente. Quasi scavando con unghie tra le macerie di un sistema, tanto più odioso
quanto più inutile, e senza essere chiamati heroes. Hai visto mai si trattasse di rovesciare il punto di vista sul mondo?
A dio piacendo. Insciallah. Lanfranco Caminiti.
 
Mamma mia.
Io, mi sto sempre più rendendo conto di quanto il sistema ci abbia rovinati. Anche io adoravo Alekos Panagulis.
Poi avevo letto pure altri libri della Fallaci da piccinina. E mi piaceva il modo *sentimentale*, insomma femminile, di narrare.
Tutto lì. La sua *evoluzione* io non l'avevo più seguita. Ok, demolito altro mito (mi scrissero un tempo che si mitizza per
ignoranza). Non solo, ma in parte è proprio vero. Marinella.
 
1. Condivido quanto afferma la Fallaci;
e personalmente sono molto preoccupato per la presenza anche in italia di molti maomettani, compresi quelli moderati.
Scusate, ma proprio non sopporto l'Islam.
2. 'Immoderatori fallaci'. L'altro giorno è passata a salutarmi una mia amica marocchina di nome Kabira, le ho chiesto: -
ma sei sempre maomettana? - lei ha alzato gli occhi al cielo, ha tirato un sospiro poi molto piano ha sussurrato un - si -.
Al che le ho detto - ma cerchi sempre marito? Ancora gli occhi al cielo e poi - si' -. -  E io - vuoi un consiglio? Parati il culo!
Cerca un ebreo! - lei ha riflettuto qualche minuto, e poi mi ha detto: - e un ebreo qui, dove lo trovo? Vittorio Baccelli.
Why am I getting this crap from you?