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I N T E R V I S T A  
alla  
Senatrice Marida Dentamaro 
Relatrice del progetto di legge sul conflitto di interessi in esame al Senato  

La redazione di Virus ilGiornaleonline

Conflitto d'Interessi. Dichiarazione della senatrice Marida Dentamaro, relatrice della relativa legge in esame al Senato
"Niente Guerra Santa tra Polo e Centrosinistra" 
 
Il centro sinistra presenta all aula di Palazzo Madama una proposta di disciplina del conflitto di interessi sulla quale è stata raggiunta un intesa faticosa, ma solida.
Il placet dato da Parisi prima dell ultima seduta della Commissione Affari Costituzionali del Senato, l adesione del candidato vicepremier Piero Fassino alle soluzioni elaborate dalla maggioranza, l atteggiamento costantemente mantenuto dal Governo attraverso il Ministro Maccanico, alcuni richiami fatti dallo stesso Francesco Rutelli, fanno prevedere che la coalizione dell Ulivo sarà compatta di fronte all opposizione preannunciata dai gruppi della Casa delle libertà, che hanno reagito dando segni di difficoltà sul piano politico. Il centro destra si attendeva forse una soluzione tranchante del tipo ineleggibilità o incompatibilità e si era preparato a una guerra santa in difesa del martire Berlusconi. La maggioranza ha scritto invece delle regole di civiltà giuridica che, senza penalizzare nè diritti politici nè diritto di proprietà o di impresa, hanno l unico obiettivo di rimuovere il conflitto di interessi, da tutti condiviso almeno a parole, utilizzando strumenti efficaci a tal fine, a differenza del testo a suo tempo approvato dalla Camera dei deputati.
Tanto efficaci, verrebbe da aggiungere, che il Polo protesta a voce alta, grida all attentato a Berlusconi, ma non può seriamente brandire l arma della persecuzione (e quindi dell ostruzionismo parlamentare).
Salvo a non voler ammettere apertamente di puntare, in realtà, al mantenimento di una situazione che sarebbe eufemistico definire di privilegio: una immensa concentrazione di poteri, tanto inquietante quanto inconcepibile per una moderna democrazia occidentale. Ma, a quel punto, i giochi sarebbero scoperti.

Senatrice Dentamaro, che cosa ha pensato quando Massimo Villone, Presidente della Commissione Affari Costituzionale del Senato, le ha proposto l'incarico di relatrice sul conflitto di interessi ?
Che avesse preso un colpo di sole, oppure che qualcuno lo avesse assoldato per tendermi un tranello ... scherzo, naturalmente. In realtà, ho pensato subito alle grandissime difficoltà che mi si prospettavano; ma le sfide non mi hanno mai spaventata, anzi mi attraggono quanto più sono rischiose. 
E quindi ....
E quindi ho accettato subito, anche perchè ho ricordato un episodio del mio passato di studente universitaria, quando il conflitto di interessi in quel caso tra società di capitali e suoi amministratori fu la domanda decisiva dell'esame di diritto commerciale, sostenuto con un professore che era il terrore degli studenti e che invece mi attribuì un bel trenta.
Chissà che il conflitto di interessi non mi porti fortuna anche oggi e magari, insieme a me, ne porti al centrosinistra, alla democrazia, al Paese. 
Ritiene davvero che la questione sia così importante per la democrazia e per il Paese? 
Mi scusi, questa è una domanda che proprio non mi aspettavo.
Quanto alla democrazia, è nelle cose che l'attivazione di circuiti perversi tra potere economico-mediatico e potere politico non può che condurre in breve tempo all'esclusione dal secondo di chiunque non detenga saldamente il primo; le istituzioni potrebbero così essere asservite all'interesse privato e al profitto di singoli o di ristretti gruppi di interesse in mancanza pressochè totale di controlli e bilanciamenti. Pensi che democrazia! Quanto al Paese, non sono certo io a parlarne e nemmeno il centrosinistra; il problema è stato posto molto seriamente dall'Unione Europea e dalla comunità internazionale, sia in vista di comuni obiettivi di qualità delle democrazie e dei sistemi istituzionali, sia per ragioni che riguardano, nell'economia globalizzata, il funzionamento del mercato. Sono infatti evidenti gli effetti distorsivi della concorrenza che si determinano quando chi detiene una posizione dominante in un settore chiave dell'economia sia anche al governo di un Paese e si trovi, ad esempio, a dover aggiudicare concessioni di enorme rilevanza, scegliendo fra i suoi stessi concorrenti interni e stranieri o addirittura partecipando egli stesso, attraverso le proprie società, alla gara; oppure partecipi a gare in uno Stato con il quale intrattiene normalmente, in qualità di capo o di membro del Governo, strette relazioni diplomatiche, economiche, commerciali, ecc.. Insomma, non è solo una questione di immagine, che pure è importante perchè i cittadini continuino a credere nella democrazia; si tratta di salvaguardia sostanziale della posizione internazionale di un Paese, tanto che recentemente l'Assemblea Generale del Consiglio d'Europa ha approvato una raccomandazione invitando tutti gli Stati membri a legiferare in materia di conflitto di interessi, oltre che di prevenzione della corruzione. 

Quindi, Senatrice, questa legge s'ha da fare. Ma come mai è ferma in Senato da oltre due anni?
Forse perchè al centrosinistra conviene non approvarla per continuare ad agitare contro Berlusconi l'arma del conflitto di interessi?  
Guardi, la legge s'ha da fare, ma per bene. Il testo approvato dalla Camera non funziona per niente, sarebbe la classica foglia di fico, ma l'opposizione lo ha difeso ad oltranza mentre nella maggioranza qualcuno si è impuntato su soluzioni radicali di dubbia costituzionalità e di difficile praticabilità politica. In assenza di un compromesso alto, di accordo per una soluzione equilibrata, è stato meglio che finora non se ne sia fatto nulla. Ma continuare così, ne sono fermamente convinta, non serve a nessuno: non a Berlusconi, perchè in Europa e forse anche oltre gli sguardi sono puntati sulla sua situazione, come lo stesso Cavaliere ben sà; non al centrosinistra, perchè quell'arma è già ampiamente spuntata e lo sarebbe sempre più in futuro. La maggioranza ha avuto, nel corso di tutta la legislatura, i numeri per approvare la legge; se questo non accadrà la responsabilità sarà come minimo condivisa con l'opposizione che si attestata finora su soluzioni inadeguate. 
E tuttavia si ha l'impressione che nel Paese la sensibilità a questo argomento non sia così forte e diffusa.  
Se il tema viene circoscritto -impropriamente- alla figura di Berlusconi, in molti italiani scatta quel meccanismo più o meno inconscio di desiderio-identificazione per il quale ciascuno tende a difendere il modello dell'uomo di successo, arrivato tanto in alto da sentirsi invincibile: il sè stesso dei propri sogni. Ma per il comune cittadino si tratta, appunto, solo di sogni! In compenso, sapesse quanti mi scrivono per incoraggiarmi, segnalando grandi e piccoli casi di conflitto di interessi. Se ciascuno si guardasse attorno con calma, scoprirebbe che il rischio di uso strumentale delle istituzioni per interessi privati si nasconde dietro ogni angolo. Si pensi a ciò che accadrebbe, ad esempio, se il Senatore Agnelli fondasse un suo partito personale con il quale assumesse poi la guida del Governo, ad ogni decisione riguardante l'industria pesante, i trasporti, le autostrade, i carburanti, i rapporti con i Paesi produttori di petrolio .... 
Che ne pensa il Segretario del suo partito, Onorevole Mastella, che del Governo Berlusconi è stato ministro nel 1994?  
Premesso che sarebbe giusto chiederlo a lui, posso dire che è assai consapevole della gravità del problema e della necessità di risolverlo, forse proprio per averlo toccato con mano. Appena gli dissi dell'incarico ricevuto mi raccontò l'episodio, poi "confessato" a Repubblica, della seduta di Consiglio dei Ministri in cui, dovendosi decidere di una concessione telefonica, si allontanarono per incompatibilità Berlusconi, Letta, Ferrara, Previti, fino a quando rimasero in "tre fessi" e decisero a favore di De Benedetti, suscitando così qualche reazione del Cavaliere. 
E allora? 
E allora ho pensato che il fatto davvero strano è che di questo episodio non si sia saputo nulla per sei anni.
Ha ragione, cioè, l'Onorevole Martino di Forza Italia quando dice che la vera garanzia contro il conflitto di interessi sta nella trasparenza, nell'essere il Governo sotto gli occhi di tutti; occorre dunque che alle decisioni sia assicurato il massimo, appunto, della trasparenza e della pubblicità. 
Senatrice, scenda più nel dettaglio degli interventi che ritiene indispensabili sul testo Camera
Occorre che il cosiddetto blind trust -ossia la gestione separata dei beni che determinano il potenziale conflitto di interessi- sia realmente, assolutamente separata ed indipendente dal titolare dei beni stessi; che ogni violazione di questo principio sia severamente sanzionata; che sia assicurata l'assoluta indifferenza, dal punto di vista fiscale, della costituzione del blind trust, che non deve comportare nè vantaggi nè penalizzazioni per alcuno degli interessi in gioco, pubblici e privati. 
Dopo questo incarico, conferitole sia dalla maggioranza che dall'opposizione, persino da alcune alte cariche dello Stato, le sono venuti molti apprezzamenti di sue presunte doti di competenza, serietà e sopratutto equilibrio. Non sarà captatio benevolentiae?
E, in conclusione: ce la farà, Senatrice Dentamaro? 
Captatio o no, per me va bene; un po' di sano narcisismo aiuta sempre.
Una cosa non hanno detto, ma la dico io:

le donne sono toste ....