Le interviste di VirusilGiornaleonline

Intervista a 

F r a n c o  F r a t t i n i 

deputato F.I. Presidente Com. Servizi Informazioni Sicurezza di Stato 

Il Pacchetto Sicurezza

Onorevole Frattini a che punto è il pacchetto sicurezza?

Ottima domanda. A che punto è? Non siamo più nella "stagione emergenziale", dunque il Governo ritiene di non doversene occupare. Al prossimo gesto efferato, speriamo che non accada, che coinvolga commercianti o poliziotti, vedrà che qualche esponente della sinistra tornerà allo slogan "pacchetto sicurezza subito". Ma anche quando il pacchetto venisse affrontato dal Parlamento, il documento sarebbe per noi interamente da ripensare: non contiene disposizioni per la prevenzione, il controllo del territorio, o strumenti operativi per avvicinare ai cittadini i presidi istituzionali a tutela della sicurezza.

Qual è a suo avviso la strada da percorrere?

La questione va affrontata con sistematicità e programmazione. Esattamente tutto il contrario di quanto abbiamo visto fare finora e cioè la sola logica emergenziale che non risolve i problemi, ma ha il solo scopo di ampliare le cose sui giornali e di accrescere il già provato senso di insicurezza nei cittadini. E, inoltre, è bene chiarire ancora una volta che il contrasto alla criminalità non deve avere bandiera partitica, ma deve fondarsi su una volontà comune.

Entrando nel dettaglio, quali sono i nodi da sciogliere?

Tre sono, sinteticamente, i filoni fondamentali per affrontare la questione sicurezza:

1. Innanzitutto il livello locale, ovvero il controllo del territorio. È fortissima l’esigenza di dare un ruolo principale agli enti territoriali in una materia finora di esclusiva competenza statale. Occorre quindi attuare un vero decentramento dei presidi della polizia di stato, istituendo anche le figure dei vigili e dei giudici di quartiere con profonda conoscenza del territorio di riferimento. Il tutto per creare anche un rapporto più proficuo ed efficiente con i cittadini.

2. Il livello nazionale, ovvero una seria e impegnativa definizione delle tematiche e delle priorità nel contrasto al crimine, creando quindi una sorta di cabina di regia con funzioni di indirizzo e programmazione della sicurezza, anche in relazione ai nuovi e più forti poteri degli enti locali.

3. Il terzo è il livello internazionale, attraverso un raccordo con le istituzioni sovranazionali, ma anche con il coraggio di mettere in discussione le politiche di aiuto e cooperazione con quei paesi da cui proviene il flusso criminale, salvo un impegno forte (che finora è mancato) a bloccare la criminalità.

Cosa ne pensa dei decreti di riordino delle forze dell’ordine?

Che in realtà non "riordinano" le forze dell’ordine e rappresentano una promessa mancata. Un parto lunghissimo che ha portato alla approvazione di decreti che non solo non affrontano i problemi della base, ma aggiungono ambiguità e conflitti al vertice. Si è fatto qualcosa per i carabinieri, nulla invece salvo a peggiorare la situazione preesistente per la polizia di Stato.

Inoltre gli stanziamenti sono di gran lunga inferiori a quelli da noi proposti e, in ogni caso, non sono certo sufficienti alla copertura di tutto quello che le forze di polizia richiedono da anni e con ragione. Non basta infatti concludere un contratto che doveva essere siglato da più di un anno, ma occorre pensare ed attuare un ammodernamento profondo delle forze di polizia.

Da dove si deve cominciare?

Innanzitutto dallo sganciamento del comparto sicurezza dal pubblico impiego, decisione che giudico necessaria e improcrastinabile. E, tra l’altro, non si tratta di una proposta della sola opposizione: il Governo ha preso solennemente di fronte al Parlamento circa un anno fa l’impegno a procedere in questa direzione.

Ma, evidentemente, si trattava e si tratta solo di parole.

Servono quindi interventi finanziari con stipendi legati anche alle funzioni svolte, a cominciare da quelle più pericolose-, ma anche e soprattutto strumenti per la valorizzazione della categoria: da un vero ed effettivo coordinamento per evitare sovrapposizioni e disfunzioni al rinnovo dei mezzi, armamenti e dotazioni di alta tecnologia per dare alle forze di polizia almeno armi pari nella lotta alla criminalità.