Le interviste di Virus ilGiornaleonline
Stefania Craxi, sposata con tre figli, una lunga attività
professionale alle spalle come produttrice televisiva, sta lavorando per
costruire una casa politica comune per socialisti, laici, radicali, liberali,
repubblicani e uomini liberi.
Non le sembra che i partiti siano già troppi?
Sì, e questo dovrebbe far riflettere chi si era illuso che il maggioritario potesse semplificare la geografia politica del nostro Paese.
Il progetto sul quale sto ragionando insieme ad alcuni amici
tende a ridurre il numero dei partiti, non ad aumentarlo.
Pensa a una federazione che
metta insieme i partiti della cosiddetta area laica?
No, penso a un soggetto politico nuovo, che non sia la somma dei partiti esistenti o in via di formazione.
Non un addizione, ma una sintesi di istanze, programmi e obiettivi che possa ottenere il consenso dei votanti e dei militanti.
E' un appello rivolto al popolo dei laici, non un accordo
di vertice fra i dirigenti.
È un progetto molto ambizioso, che richiede un percorso lungo e complesso
Certamente. Se in politica si vogliono raggiungere risultati
importanti, occorre coraggio e lavoro. Molto lavoro, e molto coraggio. Parecchie
persone mi dicono che i tempi sono stretti ed è impossibile dar vita a un
soggetto nuovo di qui alla prossima primavera, quando ci saranno le elezioni.
Rispondo che è importante mettere in moto un processo: le elezioni sono
un passaggio (forse obbligato), ma non sono il traguardo finale. Possono
essere l avvio: nell immediato possiamo costruire l impalcatura; il partito
verrà dopo.
Alcuni dirigenti socialisti
(De Michelis, Martelli, Bobo Craxi) stanno lavorando per il congresso costitutivo
del nuovo Psi. È già convocato il congresso per il 19 gennaio. Lei è contro
il nuovo partito?
Ha semplicemente la sensazione che il lavoro avviato
con encomiabile generosità da alcuni compagni per ricostruire il Partito
socialista non sia adeguato all entità dello scontro elettorale ormai imminente.
E più ancora agli scenari futuri con i quali dovrà inevitabilmente
misurarsi chi voglia veramente fare politica. Ma è chiaro che se non si
riuscirà a costruire un movimento più ampio, il mio voto andrà ai compagni
socialisti.
Insieme
con Giovanni Negri lei ha inviato una lettera a tutti i parlamentari per
sollecitare un impegno personale di ciascuno per costituire la Commissione
d inchiesta su Tangentopoli e il finanziamento della politica. Ha ricevuto
risposte?
Sì. Stanno arrivando. Vorrei chiarire, ancora una volta,
che il mio obiettivo non è soltanto quello di riabilitare la figura politica
di mio padre, che è stato un grande statista, e che non è mai stato né un
corrotto né un corruttore. L obiettivo è quello di restituire verità al
nostro Paese, presupposto indispensabile per ridare alla politica il primato
che le spetta, per sottrarla al clima di ricatti che ha soffocato ogni dibattito,
ogni progetto, ogni programma, ogni prospettiva.
Dove immagina
debba collocarsi il nuovo soggetto politico al quale sta lavorando?
Una premessa: ho sempre detto che sono contraria al maggioritario
e favorevole al proporzionale. Il maggioritario impone alleanze che in
certi casi possono anche apparire innaturali. È chiaro che, con questo
sistema elettorale, non possiamo allearci con una sinistra come quella che
ci ha governato in questi anni: che è illiberale, giustizialista, alleata
dei poteri forti, succube delle procure della repubblica. Come socialista
non posso allearmi con i persecutori del partito di mio padre, con quelli
che hanno costretto all esilio Bettino Craxi, con i responsabili della
sua morte. So, tuttavia, che da Forza Italia e dai suoi alleati nella Casa
delle Libertà ci dividono le valutazioni su molti temi fondamentali. Credo
che il centrodestra debba riequilibrarsi dando spazio alla voce dei laici,
dei socialisti e dei riformisti: Il nuovo soggetto politico dovrebbe svolgere
questa funzione. Ma credo anche che il Paese necessita di una pacificazione
nazionale che abbia come presupposto la verità, in modo che si possa dar
vita alla Terza Repubblica che rimetta l Italia sul cammino della modernizzazione
e dell integrazione politica con l Europa.
A chi lancia
il suo appello?
Ai socialisti, in primo luogo, ma anche ai repubblicani,
ai liberali, agli amici di Pololaico. Quando parlo dei socialisti, mi riferisco
anche ai compagni dello Sdi, che vivono in una condizione di pesantissima
difficoltà all interno del centrosinistra. Credo che su un programma di
riforme e di progresso sia possibile ritrovare con loro un terreno d intesa.
Sto lavorando in questa direzione.
Qual è,
in concreto, il suo obiettivo elettorale?
Non ho obiettivi concreti, se con questa espressione si intende una previsione in termini di voti o in termini di seggi.
Ripeto: ho in testa un progetto politico, non un comitato
elettorale. Mi piace parlare di idee e di programmi, non di percentuali.
Nei prossimi giorni sarà pronta una bozza programmatica. Sono pronta a discuterne
il contenuto con tutti i possibili alleati, aperta ai contributi e agli
arricchimenti di tutti. Organizzeremo dei convegni proprio allo scopo di
discutere i programmi e le idee, che sono molto più importanti delle liste
e delle candidature.