Cyberlibertà, alla faccia dell'Europa unita!!!
Decidere di non decidere
non ha ammazzato la posta elettronica
di Vincenzo Donvito presidente
dell'Aduc
Il Parlamento Eruopeo ha deciso di
non decidere su alcune regole per l'invio di E-mail
pubblicitarie. In settembre aveva rinviato ma ieri, di fronte
al sistema opt-in (l'invio solo a chi ne fa esplicita richiesta) e
all'opt-out (sospensione a chi ne fa
esplicita richiesta), ha usato il salvagente per tutto ciò su cui
non riesce a trovare un accordo: ogni Stato nazionale faccia come crede. Alla
faccia dell'Europa unita alla soglia dell'euro! Rispetto alla
ventilata approvazione del sistema
opt-in, è evidente che noi preferiamo questa situazione: l'invio di
pubblicità solo a chi ne fa richiesta, sarebbe come se, per mettere
un foglio pubblicitario in una
cassetta postale nel portone di un palazzo, ogni operatore dovesse
avere prima il consenso
del proprietario di quella cassetta,
o se qualunque call-center, prima di telefonare dovesse chiedere esplicito
consenso a farlo. Il preambolo per
relegare alla serie B la posta elettronica, non consentendo di fare con
questo sistema ciò che è lecito per tutti gli altri: campanello di
allarme a un ridimensionamento dell'E-mail, quasi come "mezzo
dorato", regno conquistato
di una presunta privacy, e quindi
meritevole anche di una tassa (questo mentre in Usa -causa allarme antrace-
lo stesso Governo invita a fare uso solo di posta
elettronica).
L'obbligo dell'opt-in può venire in mente solo a chi ha un concetto e una pratica
statica della Rete, dove tutto deve
rimanere fermo al sistema "chiamata telefonica
/ pagamento a tempo di connessione", per cui scaricare tanta posta costa
di più: sistema che, nonostante le limitazioni
del monopolista dell'ultimo miglio e della banda larga e il continuo
tentennare dell'Autorità Tlc che non sblocca la situazione, non potrà non
essere superato, con quei collegamenti che (come l'Adsl) non sono a tempo,
ma a contratto per un uso 24 ore su 24. Per il momento, meglio così.
Avremmo preferito un colpo di intelligenza del Parlamento Europeo, magari
decidendo di non decidere perchè, in materia, non ci possono essere regole
italiane o europee, in quanto nessuno impedisce ad una azienda di farsi
pubblicità inviando messaggi E-mail da un provider delle isole Vanuatu
(Oceania) che sottostà al diritto e alle leggi di quel Paese. Sarebbe stato
un segnale non secondario negli intricati, difficili e impossibili metodi
di normare Internet. Ma il Parlamento Europeo ha preferito lavarsene le
mani e quindi soldi, persone, traduttori, spostamenti (tutto ciò che è
connesso ai costi economici della tenuta di diverse sessioni in commissione
a Bruxelles e plenarie a Strasburgo), non sono serviti a nulla. Ci sarà
un momento in cui i salvagenti degli Stati nazionali non
ci saranno più, e ognuno, specie
un Parlamento, sarà responsabile delle sue azioni? Lo
auspichiamo, a rischio di norme che non ci piacciono, ma di fronte a
un interlocutore preciso e con precisi poteri e capacità di decidere.
Bruxelles - Mi piace inviarVi la lettera che
assieme a colleghi europarlamentari italiani,
ho spedito ai direttori
delle reti Rai.
Con viva preghiera di
diffusione, con i miei più cordiali saluti, Gianni Pittella,
europarlamentare.
Cari Direttori, al
crescere progressivo del ruolo delle istituzioni europee, e del Parlamento
Europeo, non è seguita adeguata attenzione da parte dell'informazione italiana.
Anche la RAI, eccetto la finestra di "Giorni d'Europa", (trasmessa in orari
proibitivi) non ha offerto una veicolazione efficace del lavoro parlamentare che
ha espresso ed esprime, spesso proprio ad opera di deputati italiani, risultati
e posizioni di tutto rilievo. L'opinione pubblica è pressoché priva di una fonte
informativa utile, essenziale per seguire le dinamiche europee che incidono
nella vita di tutti i cittadini con la legislazione comunitaria e la
programmazione delle risorse. Maggiore attenzione, come quella assicurata al
Parlamento Italiano, darebbe anche ai cittadini la possibilità di un giudizio
sereno e critico, ma consapevole, sul lavoro dei propri rappresentanti, com'è
fondamentale che sia in democrazia. Noi Deputati europei ci sentiamo in dovere
di chiedere un Vostro intervento affinché si inserisca, nella prossima
programmazione televisiva, una specifica trasmissione che segua più da vicino le
vicende del Parlamento Europeo. Sappiamo di trovare in Voi interlocutori attenti
e sensibili, e quindi confidiamo in un positivo riscontro.
Con viva cordialità, Gianni
Pittella, Generoso Andria; Paolo Bartolozzi; Guido
Bodrato; Massimo Carraro; Luciano Emilio Caveri; Luigi
Cocilovo; Marco Formentini; Nino Gemelli; Fiorella
Ghilardotti: Pietro Paolo Mennea; Luisa Morgantini; Pasqualina
Napoletano; Giorgio Napolitano; Giuseppe Nisticò; Guido
Podestà; Giorgio Ruffolo; Mariotto G. B. L. Segni; Bruno
Trentin; Franz Turchi; Gianni Vattimo.