Lettera aperta agli On.
Silvio Berlusconi e Francesco Rutelli
La Newsletter di Uno Puntozero
http://www.unopuntozero.com
Nelle
e-mail di decine di migliaia di
abbonati che vivono nel Mondo Veloce
Gentile On.
Berlusconi, mi rivolgo inizialmente a lei, dopo l'ennesima
"sparata" su Internet della signora
Barbara Palombelli.
Intervenuta ad un forum organizzato dalla Federazione Nazionale della
Stampa, ha dichiarato che per certificare la qualità dell'informazione
su Internet ci vorrebbe "Un marchio di qualita', come per il vino o la mozzarella
doc per evitare di restare soli nel nostro lavoro''.
Grazie a Dio altri interventi hanno
inquadrato nelle giuste dimensioni il problema definendo impossibile, se non
pericoloso, pensare di catalogare la proposta informativa della rete.
L'intervento più lucido è stato quello di Roberto
D'Agostino, secondo cui molto semplicemente "la Rete
non si può normare perché non ha un centro. Non ha né Cologno Monzese né Saxa
Rubra". (A proposito: quante "lezioni di grande giornalismo" sta dando ai
professionisti dei media tradizionali il sito www.dagospia.com, con la
scusa del Gossip?).
La Costituzione, come ricordato tante
volte da insigni giuristi, non menziona mai la professione giornalistica.
Menziona invece la libertà di stampa che,
dice all'articolo 21, non è soggetta ad autorizzazioni o censure.
Per il Popolo della Rete si tratta di una
questione molto importante, per la quale attendiamo risposte concrete dalla
coalizione che risulterà vincitrice alle prossime elezioni
politiche.
All'Onorevole Francesco Rutelli vorrei ricordare
quanto diceva Marx: "Fare della libertà di stampa una categoria
della libertà equivale a difenderla uccidendola". Ho l'impressione che
sua moglie, la giornalista
Palombelli, appartenga a quello che io chiamo "Mondo lento", nel senso di passato, superato e
inadeguato alle esigenze del nuovo "Mondo veloce".
In rete
l'informazione non si paga, se non per poche e
fallimentari eccezioni, se ne fruisce liberamente secondo i
propri gusti e le proprie scelte. Soprattutto con pochi clic si può verificare
la fonte dell'informazione, formarsi una propria
idea e riconoscere le bufale.
Io sono
solo un giovane di trent'anni, ho speso 10 anni della mia vita a studiare e
approfondire le logiche del web e oggi,
da piccolo editore, ho fatto degli
investimenti in un'ottica di collaborazione con la rete stessa, dando voce a
tutti con ParlamentOnline (www.ParlamentOnline.com). Inoltre questa mia Newsletter arriva
periodicamente ad almeno 50 mila abbonati.
Secondo la Signora Palombelli i
contenuti di ParlamentOnline e della
Newsletter potrebbe essere "viziati"
e inattendibili perchè non sono
iscritto all'ordine dei giornalisti e quindi non posso avere il
"bollino blu" come le banane?
Tutto ciò è
grave, ma lo è ancora di più perchè è solo l'ultimo episodio di una
catena di inziative "scellerate" avanzate dall'attuale e dal
precedente governo che frenano lo sviluppo di Internet anziché incentivarlo.
Due esempi illuminanti:
Giuliano
Amato, sei mesi fa nella dichiarazione programmatica del suo governo,
presentando un progetto predisposto dal sottosegretario all'Innovazione
Stefano Passigli (che in un delirio
inquisitorio, voleva addirittura regolamentare le
registrazioni dei domini "punto
com"!) aveva lanciato uno slogan che sembrava aprire una prospettiva
concreta d'innovazione: un computer per ogni studente.
Microsoft Italia
avrebbe fornito i computer e le principali società del settore i software, le
banche avrebbero finanziato a condizioni favorevoli l'acquisto e l'Autorità per
la Comunicazione avrebbe dovuto studiare come assicurare un collegamento a
Internet a prezzi modici. Risultato ad oggi 6 novembre: dei 600 mila computer
promessi non ne è arrivato nessuno.
Pietro Folena e Stefano
Passigli hanno presentato a Roma www.sapere-occupazione-reddito.it:
Sembra che grazie al sito, i ragazzi
italiani dai 18 ai 20 anni avranno la possibilità di ottenere una carta di
credito fino a 10 milioni di lire in tre anni, da restituire in cinque, purché
li investano in hardware o software (40%), collegamenti telefonici (20%) e
formazione a distanza (40%).
Questa la proposta che sta alla base del sito
dall'indirizzo impronunciabile, realizzato su iniziativa dei Ds, che per tre mesi sarà interattivo on-line.
Pietro Folena ha spiegato che "l'iniziativa offrirà ai ragazzi
l'opportunità di un canale di dialogo via internet con le aziende".
Verificheremo quanto ci viene promesso, chat in diretta comprese, ma esistono
tutti i presupposti perchè l'iniziativa finisca in un nulla di fatto come la
precedente. Mi auguro che il futuro governo sappia cogliere e supportare
adeguatamente l'opportunità unica che Internet rappresenta sia per lo sviluppo
generale dell'Italia che per l'occupazione.
Sempre più persone utilizzano
Internet per informarsi ignorando la TV. Cosa cerchino gli utenti delle rete nei
siti informativi sul web è ovvio: cercano un'informazione nuova, punti
di vista indipendenti dai grandi apparati economici politici ed
editoriali, cercano infine "la scelta", la
possibilità, connaturata con la struttura stessa della rete Internet, di
accedere in prima persona ai contenuti senza che qualcuno li abbia
preselezionati e giudicati attendibili al loro posto.
Ai tempi di Internet l'attendibilità
diventa una ricerca individuale non più demandabile a terzi.
Ho in fase di
realizzazione numerose iniziative, tra le quali una scuola che ha l'obiettivo di
formare in quattro mesi giovani in grado di rispondere alle attuali esigenze
della Net-economy. Lo sviluppo tecnologico
della Rete in Italia non si favorisce con 10 milioni a testa da spendere in
Hardware e Software (ne basterebbero meno di due), ma finanziando un progetto
serio di alfabettizzazione informatica e di adeguamento professionale delle
risorse umane, preziosissime per stare al passo del Mondo
Veloce.
Alla Rete serve un governo con le idee chiare,
che la liberi da burocrazia, lacci e laccioli e
"venditori di fumo" e che fornisca gli strumenti sia
legislativi che strutturali affinché le nuove realtà imprenditoriali come
la mia