Legge Internet-editoria: Chiti diceva corbellerie per avere i voti
 
Che ne dice il Ministro Gasparri?
 
di Vincenzo Donvito presidente ADUC, Associazione per i diritti di utenti e consumatori www.aduc.it
 
Applicata in pieno per chiudere un sito: Dove sono le Sirene dell'allora Sottosegretario Vannino Chiti?
E cosa ne dice il Ministro delle Comunicazioni? Il sito Internet eretico.com è stato sequestrato dall'autorità giudiziaria
a giugno, ma solo ora sono note le motivazioni giuridiche. Il sito poteva piacere o meno (cercava di mettere alla berlina, con linguaggio e immagini truci, la religione cattolica romana), essere giudicato pro o contro questa o quell'altra morale, e, forse, c'era una sfilza di reati del codice penale (tutti d'opinione, e quindi di per sè discutibili) utilizzabili a sequestralo.
Ma non è un caso che, invece, si è utilizzata la legge 62/2001 sull'editoria, passata mesi fa nonostante ci fosse detto, da più parti, che per essere applicata occorrevano i regolamenti attuativi. Invece, è stata subito messa in pratica dai magistrati di Latina che, hanno definito il sito come prodotto editoriale, e quindi con gli stessi diritti e doveri di quanto previsto per la stampa dalla legge del 1948. Chissà cosa ci dirà l'allora sottosegretario all'Editoria, on. Vannino Chiti, che tanto si sgolò a suo tempo per dire che la legge sull'editoria era una cosa, mentre i siti di informazione non periodica,
o non riconducibili a prodotti editoriali che già operavano nell'informazione cartacea e radiotelevisiva, erano un'altra cosa. Abbiamo sempre sottolineato che l'on.Chiti diceva corbellerie sapendo di dirle, solo per farsi bello davanti alla mssiccia contestazione cresciuta in Internet grazie al capofila "punto-informatico.it", e anche perchèper le elezioni, faceva opera di "raccatto voti" in ogni dove. La legge era ed è chiara, e i giudici di Latina, senza orpelli o pruriti politici, la hanno applicata come di dovere.
Il problema è la legge, e non tanto quella sull'editoria, ma proprio quella sulla stampa, la 47/1948, che obbliga, per fare informazione, ad avere un direttore responsabile iscritto all'Ordine dei giornalisti. Infatti la legge sull'editoria è solo un compromesso tra governo, opposizione ed editori per meglio spartirsi i contributi pubblici dell'editoria e che, ai margini ha inserito questo aspetto. Invece il macigno è quello che già esisteva e che ha trovato occasione per esprimersi nella vicenda di Latina. Cosa ne pensa il ministro delle Comunicazioni? Saprà essere al di sopra delle parti, soprattutto perchè
si tratta di riconoscere il diritto di chi, come il sito eretico.com, parla male di quei valori che lui ad ogni angolo difende?
Diciamo che questo è un vero e proprio banco di prova per il ministro Maurizio Gasparri.