Internet-e-mail: "Provvedimenti" da Regime Cinese

SENTENZA NAPSTER E SENTENZA SPAM PROVE GENERALI DEL NUOVO ORDINE MONDIALE O ULTIMI COLPI DI CODA
 
DEL DIRITTO DECREPITO LEGATO AL TERRITORIO?
 
Sentenza Napster e decisione del Garante italiano della Privacy: due momenti della stessa faccia triste, lugubre e decrepita. Da una parte il trionfo del diritto d'autore come fatto obbligato e non libera scelta, dall'altra la distruzione del concetto e della pratica della comunicazione postale. Un mondo della comunicazione e della valorizzazione dell'ingegno caratterizzati da una parte con una sorta di Siae mondiale (orrore!!!) che tutto controlla e
tutto impone, dall'altra la trasmissione  postale concepita a circoli chiusi, a clan precostituiti, dove per entrare bisogna sottostare a regole che sono la negazione del principio stesso di comunicazione postale; regole ovviamente imposte dall'autorità e non dal singolo (se ricevo una lettera tradizionale inattesa, denuncio chi me l'ha spedita? O forse gli scrivo
di non inviarmene piu'? Perchè dev'essere altrimenti con le E-mail?) 
Una prospettiva che, alle sue estreme conseguenze, può portare alla chiusura di Internet, cioè alla sua trasformazione così com'è oggi  nella Repubblica Popolare Cinese o negli Emirati Arabi Uniti.
Siamo di fronte a poteri ben definiti territorialmente, concepiti per esercitare il loro comando e la loro influenza su specifiche zone che, dal 1800, sono state chiamate nazioni, e che, confrontandosi con la loro negazione e il loro superamento, invece
di mostrare interesse e curiosità a questa rivoluzione per meglio crescere insieme, serrano le fila e sfoderano tutte le loro
più becere armi, facendo male -e questo è l'aspetto tragicomico della vicenda- proprio a quegli stessi principi di buon diritto e libertà dell'individuo a cui dicono di ispirarsi: un buon metodo di distruggere se stessi con i propri mezzi. 
Internet, infatti, sentenza Napster e "sentenza" Rodotà volenti o nolenti, ne esce indenne da questi colpi, perchè non potrà mai essere messa in una gabbia: è come lo spirito dell'individuo libero che, nei momenti in cui viene colpito per fiaccarlo, si rafforza e trova nuova energia e più forti motivazioni per esercitare il suo diritto.
Ci chiudono l'Italia? Ci chiudono la California e gli Usa? Peccato per loro, perchè ci sarà sempre uno Stato 
nel mondo o una piattaforma libera in mezzo al mare dove metteremo i nostri server e i nostri siti che accoglieranno la libera comunicazione di musica e di lettere. Questo, i nostri legislatori non lo hanno considerato?
Nel grigiore dei loro polverosi manuali di diritto di due secoli fa, non hanno fatto caso al nuovo diritto che avanza e si afferma con la pratica. Internet è come la scoperta del Genoma: non può essere messa al servizio di questa o quella parte, cioè di questo o quel diritto, ma è uno strumento in cui tutti debbono potere attingere con la regola del solo diritto possibile, quello dell'atoregolamentazione tra gli individui navigatori che, proprio perchè tali, non possono appartenere
a questa o quella nazione e muoversi con le frontiere, i passaporti e le dogane.
Vincenzo Donvito presidente Aduc, Ass. diritti utenti e consumatori
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