LA LIBERTA' DI STAMPA
 
"Fare della libertà di stampa una categoria della libertà di mestiere equivale a difenderla uccidendola prima della difesa; infatti non tolgo forse a una determinata natura la sua libertà, se pretendo che sia libera secondo il modo di un'altra natura?"
"
Ogniqualvolta viene respinta una forma particolare di libertà, è respinta la libertà stessa, ed essa può condurre solo una
vita apparente, in quanto diventa poi puramente casuale la scelta del soggetto su cui la mancanza di libertà esercita la sua violenza".
Questa "robetta" l'ha scritta Karl Marx. In questi giorni stiamo assistendo alla radiazione dall'albo dei giornalisti di Vittorio Feltri, chiusura di siti/server (giudicati con quale competenza?) da parte della magistratura, diffida al sito il Nuovo.it perchè non ha aderito allo sciopero dei giornalisti...A proposito di stampa in Rete, mi scuso pubblicamente, sia io che la nostra redazione, con Punto-Informatico www.punto-informatico.it, il quotidiano in Internet che più apprezzo e del quale spesso sposo le opinioni. Non citare la fonte (cioè loro), com'è successo a me nell'ultima news-letter è grave, soprattutto quando si tratta di referenti storici come PI, argh!!! Sono già vestito di sacco e cosparso di cenere.
A tal proposito riprendo e vi propongo un articolo che il quotidiano ha pubblicato ieri che mi trova pienamente d'accordo e sul quale invito tutti a riflettere:
http://punto-informatico.it/pi.asp?i=34148 Non è un argomentuccio qualunque, e i segnali sono preoccupanti.
Ne va della libertà della rete. Mi chiedo: qual'è il sito che non fa informazione? Tutti i siti - secondo l'ordine dei giornalisti - andrebbero pertanto iscritti al tribunale competente territorialmente e dovrebbero avere un direttore responsabile iscritto all'ordine? Meditare/allarmare: quando si cerca di imbavagliare la libertà in rete non c'è nulla di buono!!!
Soprattutto se contemporaneamente, Ansa http://www.ansa.it/settori/internet/20001204165031726646.html
Secondo la Federcomin, (federazione di Confindustria che raggruppa circa un migliaio di aziende del settore) mancano 100mila tecnici per la net economy in Italia e mezzo milione in Europa. Purtroppo il Gap si accentuerà nel nostro Paese
nei prossimi anni fino ad arrivare a  15mila unità nel 2002. Non sarebbe questa la vera emergenza di cui occuparsi?
Vi invito a lasciare i vostri commenti direttamente nel sito dedicato alle mie newsletters:
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Un cordiale saluto dal vostro Uno Puntozero.
P.S. Io non sono iscritto all'ordine, ma il mio direttore "irresponsabile" che dimentica di citare la fonte, si.
Quasi quasi lo licenzio, tanto in Rete il lavoro non manca :-) Se vuoi leggere le newsletter precedenti clicca qui: http://www.unopuntozero.com/news Il testo contenuto in questa e-mail può essere scambiato solo se lasciato intatto al 100% e con la citazione della fonte "Uno Puntozero (c) 1999/2000 - www.unopuntozero.com
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