L'importante, in
ogni caso, č che il popolo non
sappia, non decida
di Fausto Cerulli
Si uccidono cosė
anche i referendum Come si annulla un referendum, anche se a promuoverlo non
sono i Radicali.
Mai sentito un silenzio cosė assordante
come quello che circonda il popolo chiamato alle urne il 7 ottobre: a furia di
gridare al lupo al lupo ogni volta che si parlava di Referendum. Per via che erano il virus di Pannella, la carie con cui i radicali minavano
la dentocrazia parlamentare. Adesso anche
l'Ulivo, che dovrebbe richiamare le pecore belanti di
dolore per la sconfitta elettorale per riportarle all'ovile di una mezzavittoria
referandaria (perchč č tutta roba loro, il Referendum
e prima la legge sul federalismo sfornata a governo quasi mezzo
stramazzato) cammina sul velluto del silenzio; e manda avanti i redivivi Pajetta
a incasinare il parlamento: che lo stanno
riducendo a quello che voleva il signor Duce, una
sorta di bivacco per manipoli multipelle. Cosė, se qualcuno si faceva venire in
mente quella data del 7 ottobre, adesso č pieno di 11 settembre, di rogatorie
irrogabili, di chiacchiericcio. Ha ragione Vittorio
Feltri, quando dice che le norme sulle rogatorie e quelle sui bilanci
sono norme importanti, ma il Berlusca poteva
aspettare, mica č grano che casca, magari č grana che non spunta.
Quindi, mentre aspettiamo l'attacco
americano ed i giornali non sanno pių come spiegare che l'attacco non attacca,
mentre assistiamo alla boxe in parlamento che manco ai tempi della Legge Truffa, il referendum del 7 ottobre sfuma come
sfumano
le carovane nella polvere di questo finto
Far West. L'importante, in ogni caso, č che il popolo
non sappia che potrebbe decidere qualcosa che lo riguarda; ci mancherebbe pure
questa, che il popolo decida di decidere senza ascoltare i messia delle Botteghe Oscure o Botteghe Azzurre
ma sempre botteghe, dei partiti delle
segreterie.