"DEVOLUTION?", MOVIMENTO
RIFORME: NON C'E' TRIPPA PER BOSSI,
QUELLO NON
VUOLE E MAMMA NEMMENO... COME FAREMO...
Premesso che le notizie sullo slittamento
all'autunno della legge sulla Devolution si susseguono quotidianamente e
che il Consiglio dei Ministri ha siglato un patto da cui sono state
cancellate alcune riforme basilari come il Federalismo fiscale
e, per Bossi, l'mportante
modifica della Costituzione richiesta a gran voce oltre che
l'abolizione dei reati
d'opinione, vorremmo fare qualche pacata
considerazione in merito.
A stretto
'giro' dalla nomina dei ministri del Governo Berlusconi e
dall'insediamento al Governo della CDL, noi
del Movimento per le Riforme, trasversale alle diverse espressioni
politiche, scrivemmo così al Ministro delle Riforme, e del Federalismo,
Bossi: 'Occasione storica di reale democrazia da non
perdere'.
Tutti leggiamo, seguiamo, chi con
passione e consapevolezza di cio' che realmente significano eventi e parole, chi
meno e con meno o quasi nessuna conoscenza delle cose di cui si discetta
confusionando, spesso ad arte, che pero', anche se sbadati e sopratutto
'volentieri' non informati a dovere, sono argomenti di riforme che
incideranno profondamente sull'economia di vita dei cittadini
italiani, sulla democrazia, interna al popolo, sulla spesa pubblica, sul
controllo di questi sui tributi che pagano, sulle
decisioni che una società evoluta, matura e democratica dev'essere chiamata ad
indicare e a decidere, e tante altre questioni di cui anche se nessuno ne
scrive e ne parla, ('ad hoc'), non stiamo qui a tediare chi ci
legge.
Ma vediamo, con occhio di
normali cittadini, non di iniziati, che nonostante variopinti proclami
in buona fede,
e altri in menissimo buona
fede, la questione 'Devolution' sta diventando, come il
conflitto d'interessi, una vecchia cara 'leggenda
metropolitana'. Subisce freni e ritardi 'istituzionali', s'ingarbuglia
tra dichiarazie, contro dichiarazie e riunioni ripetute&corrette,
federalismi solidali o egoisti (mentre il federalismo è federalismo o
non è federalismo, e mentre istituzioni di seconda e terza fila, e cittadini consapevoli, da troppo tempo ormai, aspettano
la riforma in senso federalista dello Stato. Vera: con tutto
ciò che il federalismo si porta dietro, piaccia o, non piaccia, ai
confusionatori autorevoli e meno autorevoli, in libera circolazione che
certo di tutto si preoccupano tranne che del reale benessere
democratico dei governati.
Per intenderci, parliamo
del Federalismo vero, democratico, di reale cultura e tradizione
culturale, anche italiana (nessuno scrive o parla di Cattaneo o Don
Sturzo tanto per restare in casa o di un Prudhom se ci
punge vaghezza di qualche giretto esterofilo) che non è certo, pur
presentando innovazioni burocratiche ed amministrative apprezzabili, il
cosiddetto 'federalismo-riformetta' varato dalla ex maggioranza
dell'Ulivo al Senato che ci apprestiamo a
votare in autunno e che potremo votare favorevolmente per una sola
ragione: strategica.
Che a vittoria già ora intascata
dall'opposizione, stante il meccanismo particolare che regola questo
referendum, la maggioranza si trovi con il pungolo del 'superamento in
curva' dell'opposizione il cui federalismo, nulla ha a
che vedere con il Federalismo reale, quello con la F
maiuscola.
E' un federalismo che, oltre a lacune
come la non istituzione della Camera, o Senato, delle
Autonomie, (non delle Regioni) come il federalismo fiscale ecc
ecc, tiene a conservare le clientele, l'accentramento dei
poteri alle Regioni (istituite nei recenti anni 70 e che certo non è che
abbiano dato prove brillanti tranne rari e recentissimi casi sporadici) i
bacini elettorali poveri e conservatori (non per colpa loro intendiamoci, ma per
instillata ignoranza, sempre 'ad hoc') e tenere assieme quanto
è strettamente legato agli interessi di lobby di potere centralista, partiti,
grandi associazionismi e corporazioni sociali e sindacali. (non è un caso, nè un
mistero, infatti, che sono questi e queste i nemici del
Federalismo)
Il vero Federalismo
non è mai stato un discorso portato all'esterno vuoi del
Parlamento e dintorni (da dove spira la spartizione piu' che il
fresco vento federalista) vuoi dei soliti noti addetti ai lavori. Se i
cittadini italiani, tutti, fossero informati e consapevoli fino in fondo di cosa
vuole dire realmente per i loro interessi il vero Federalismo,
siamo certi che farebbero una rivoluzione (non certo alla Blak
bloc intendiamoci!) dato che il Federalismo è una civile, vera,
sana, pacata rivoluzione sociale e liberale che necessita della spinta dal
basso..
E, pur inviso a tanti italiani, se
Bossi avesse il coraggio di
lanciarlo e sponsorizzarlo, diventeremmo tutti leghisti!!
Ora, ne'
la Lega di Bossi, ne' Forza Italia di Berlusconi sono nati come ennesimi partiti
bensì come movimenti dal basso e tutt'altro che all'insegna del
consociativismo clientelare di una classe politica superata dalla seconda
repubblica che si sta faticosamente facendo avanti. Notiamo, però, con
inquietudine malcelata, che si va verso una novella pastetta alla vecchia cara
maniera della Balena Bianca - altro che bipartisan! - riveduta, corretta e
imbellettata da ritocchi di chirurgia plastica che vorrebbero essere convincenti
ma non lo sono neppure per il cittadino-elettore più sordo, alieno e
distratto dall'interesse verso la Cosa Pubblica.
Comunque, come diceva il
Grande Eduardo de Filippo,
'O' presepio nun c'
piace...'
Ergo, e per concludere:
Riinoltriamo pubblicamente la nostra istanza al Ministro
delle Riforme, che dalla posizione privilegiata in cui si trova ha
facoltà di indire conferenze stampa, fare utili 'strusci'
in Transatlantico, e comunicare con i mezzi d'informazione come
e quando gli pare, e gli chiediamo di proporre ai cittadini italiani, e di
spiegare loro con verità ed onestà di autentico federalista, se lo è ancora,
cos'è il Federalismo, come e dove deve nascere
e nutrirsi, quali diritti democratici e decisionali questi
acquisirebbero. Ma se Bossi, che ancora non ha fatto digerire alla classe
politica il Federalismo, ci parla solo di Devolution,
(considerata dai cittadini del Triveneto e del Nordest,
ma anche altrove, "un grissino al posto della
pagnotta" (pagnotta uguale a: Federalismo, autogoverno,
autonomia) consideri che la partita si annebbierà e si confusionerà
sempre di piu', che trippa, gatti federalisti che ha
perso via facendo e rivoluzione liberale e federalista, si risolveranno, piu' o
meno, come le Bicamerali o con i Federalismi votati a colpi di
maggioranza. Siamo certi che
questo non è nell'animo del Ministro Bossi. Anche se è un venticello prematuro
d'autunno che spira tra le austere volte dei grandi Palazzi.
Caro Bossi, primum: non
vivacchiare al governo. Perciò, il Ministro del Federalismo,
'veda' e provveda.
Con i nostri disincantati e
depressi ma, sinceri, auguri. Movimento per le
Riforme.