Con la globalizzazione,
omologante diversità, etnie, culture, e conseguenze connesse,
si fa largo una tendenza in atto nel mondo: decentrare
il potere politico, creare sovranità molteplici. Questo è frutto
dell'epoca post-modernae post-industriale,
È quella che il grande studioso del
federalismo Elazar chiamava Rivoluzione Federalista:
credere nel federalismo,
nella suddivisione del potere in più
centri, come nuovo modo d'intendere la politica. Ora è in atto uno
scontro frontale tra
due opposte visioni della società,
tra coloro che credono nella libertà e autodeterminazione dei popoli, i
federalisti, e
coloro, gli statalisti,
che vogliono ancora l'accentramento politico rappresentato dagli Stati
nazionali, in decadenza in
tutto il mondo. Il decentramento
dei poteri, anzi il progressivo smantellamento dello Stato centralista e unitario
(lo Stato indica già in sé accentramento) ereditato dalla tradizione
napoleonica, è un processo generalizzato nelle democrazie occidentali.
Ciò vale per paesi federali, ma
anche per paesi oltremodo centralisti come la Francia, dove
è in atto un trasferimento di poteri
dal centro alle regioni (la
devoluzione in Corsica). Importante è spiegare come il concetto in
origine preveda l'unione, il patto tra parti in precedenza distinte, separate;
quello che può anche essere chiamato "E PLURIBUS UNUM", da
più soggetti
a un unico soggetto. Oggi assistiamo, a
situazioni inverse, in cui uno Stato centralista (non
fondato su valori autonomistici) adotta la federalizzazione (Belgio, Spagna, Italia),
per rinsaldare la propria unità nazionale, ma soprattutto per salvaguardare
le diversità sul territorio: ovvero "EX
UNO PLURES". Dopo il cambio di maggioranza politica con le elezioni
del 13 maggio, sembra sia cambiato anche l'orientamento verso una riforma
dello Stato in senso federale. Con la Casa delle Libertà,
gli italiani vedrebbero nascere
un nuovo Stato, grazie anche al vento della storia che spinge in questa direzione.
Si tratta di un federalismo
per devoluzione, che, sebbene alcuni credono si tratti di semplice
decentramento (alla Bassanini per intendersi) ha già prodotto frutti nel
mondo, creando veri Stati federali. In Nigeria, ha
dato il via a una vera e propria federalizzazione tra 19 stati e
un territorio di capitale federale: passando da uno stato
centralista soffocante, ad un Paese suddiviso in più sovranità distinte, proprio
come prevede la corretta definizione di federalismo, che vuole molteplici
sovranità congiunte da un patto, un accordo. In antichità era il foedus,
da cui appunto il termine federalismo.
Il federalismo è nel vento della
storia. E il buonsenso di ogni governo, al di là di qualsiasi appartenenza
ideologica, dovrebbe portare a decisioni e scelte che vanno in questa direzione. Il
cammino è difficile: centralisti e statalisti si annidano
in ogni luogo.
Ma la storia è inarrestabile. Il
federalismo trionferà e l'umanità realizzerà l'ideale supremo della democrazia:
la LIBERTÀ.