VirusFederalismo
Grande Veneto: nel 2000? 100 mila miliardi di tributi
Liga Veneta: programma federalista. Quale futuro per il Veneto.
 
Per i giovani Veneti la prospettiva di vivere in una società migliore sono affidate anche al risultato delle elezioni politiche del 13 Maggio. E' l'obiettivo che Berlusconi  e Rutelli dicono di voler perseguire: il superamento della paralisi attuale nel gestire
il cambiamento economico, istituzionale, politico. Né Berlusconi, né Rutelli, né Bossi dicono però chiaramente chi guiderà
il cambiamento e chi lo finanzierà. La risposta è evidente: non saranno i Veneti ad avere un ruolo di leadership:
ma saranno i Veneti a finanziare, come in passato, gli investimenti pubblici e della grande industria e a farsi carico dei debiti passati. Queste le prospettive se non sarà modificato l'attuale assetto istituzionale che assegna al Veneto il ruolo di officina d Italia riservando a Palermo, Roma, Milano e Torino i posti in consiglio di amministrazione e i pacchetti di controllo. A causa di questa subordinazione politica il Veneto, pur avendo pagato nel 2000 circa 100 mila miliardi di tributi, se ne vede restituiti come spesa pubblica meno di 50.000. (Fonte: assessorato regionale al bilancio Sistema di analisi per la politica economica fiscale regionale (Saper), Università di Padova e Venezia). Ogni anno circa 50.000 miliardi vengono sottratti al Veneto; una cifra pari a 1,5 volte quanto ha investito negli anni 90, ogni anno, la Repubblica Federale di Germania per risanare i Lander della Germania Est. Di fronte a questi dati i Veneti non possono non prendere atto dell attuale situazione: il Veneto, da solo, è fra le maggiori aree economiche europee, senza finanziamenti assistenziali di altre aree, anzi, nonostante un continuo drenaggio di risorse proprie. A questo continuo logoramento finanziario si è accompagnato un condizionamento culturale volto al discredito del modello Veneto al punto da indurre negli stessi Veneti un pregiudiziale atteggiamento di autodelegittimazione. Ciò e stato possibile con la tecnica tipica dei sistemi totalitari di accusare la vittima (il Veneto) quale responsabile del danno subito ad opera dell'aggressore. Grazie a questa tecnica i giovani, privati di servizi formativi adeguati, di centri di ricerca competitivi, di una scuola utile, di centri sportivi dignitosi, sono accusati di essere interessati solo al successo economico. I piccoli imprenditori oppressi da un livello di tassazione valutato insostenibile da tutti gli organismi internazionali imparziali, sono accusati di essere antropologicamente evasori per irregolarità riconosciute inevitabili data l irrazionale normativa. Il governo italiano ammette però che altre zone d'Italia siano considerate al di fuori del regime di legalità e questo viene ritenuto un fatto inevitabile con forti rischi di eccezionale instabilità sociale cosi che enormi quantità di risorse prelevate in Veneto vengono utilizzate per mantenere la pace sociale e il consenso elettorale in altre aree. I giovani veneti costretti in un territorio privo di servizi e infrastrutture vivono come certe cavie di laboratorio che smettono di lottare data l inutilità dei loro sforzi. L'aggressione sistematica portata con sapiente misura mai oltre il limite della reazione violenta o della radicale presa di coscienza ha avuto però un effetto imprevisto e di enorme importanza: nell'opinione pubblica si è chiarita a livello diffuso la ragione dei tratti tipici della cultura veneta e cioè: il sentirsi emigrante anche in terra propria; I'aspettarsi sempre dietro al formalismo di facciata l'inganno dell'autorità; non sentirsi parte di una comminuta solidale e cercarla nelle forme più frammentarie e marginali; far conto solo su se stessi. Queste caratteristiche tipiche di una comunità che si sente aggredita, oggi rappresentano una potenziale e inaspettata forza di cambiamento in grado, se supportata da adeguati strumenti istituzionali:
di reagire agli anni di emarginazione politica, di abbandono culturale, di sfruttamento fiscale, di degrado di servizi e infrastrutture, di tortura burocratica, di ripensare uno Stato nuovo che derivi la propria legittimazione dal potere originario che ogni Comunità ha di stabilire la propria identità secondo un ordinamento che la tuteli efficacemente. Il carattere veneto, resistente come nessun altro, oggi può fermarsi, scrollarsi di dosso lacci e bardature d intralcio e dire: "Si ricomincia a modo nostro".
I movimenti autonomistici del Veneto hanno per questo deciso di unirsi e dare vita alla Lista "Liga Fronte Veneto" che propone per il Veneto il modello federale tedesco che da mezzo secolo sta dando prova di sé poco lontano dai nostri confini. E' un modello federale in cui i cittadini della Baviera e degli altri Lander si riconoscono in una comune identità storica economica, culturale con forme di regolazione sociale resistenti nel tempo e alla base dei cambiamenti istituzionali politici democratici; Un modello fondato sul principio di responsabilità e di solidarietà fra aree diverse.
(Nella Carta fondamentale è prevista la misura di quanto ogni Lander può disporre delle proprie risorse (circa 65%) e quanto va investito per politiche di sviluppo di altre aree secondo regole dirette a migliorare la qualità della vita dei consumatori e degli utenti). Riteniamo ciò irrealizzabile dalla forze politiche in campo: esse rappresentano interessi di imponenti schieramenti industriali,  finanziari, corporativi che non hanno sede nel Veneto e nel Veneto vedono solo un territorio coloniale.
Il vero federalismo mette in discussione l equilibrio raggiunto nella spartizione della finanza pubblica,
e questo rischio è sentito come mortale dai ceti che da questo saccheggio si alimentano.
Una vera proposta federalista tiene conto di questo come primo avversario mortale e in democrazia, affinché lo scontro politico non degeneri in forme distruttive fuori controllo, c'è una regola semplice: parlare chiaramente ai cittadini, porre chiaramente le questioni cruciali alla pubblica opinione. La proposta concreta della Baviera consente di analizzare gli effetti reali di un possibile riassetto dei flussi finanziari sugli equilibri territoriali e con ciò spiegare ai cittadini Veneti perché l ira
di Agazio Loiero in difesa dell Unità d'Italia in realtà sottintenda colossali interessi di rendita economica.
Per questo sono fuorvianti sia la proposta Galan di Statuto che auspica "L'avvio di una trattativa" con Roma (art. 13) sia la proposta lombarda di un "trasferimento di funzioni" che è già in corso, in quanto non toccano i veri nodi politici su cui verte lo scontro di interessi. Riteniamo un atto di onestà politica nei confronti dei veneti presentare una proposta chiara, senza tatticismi, di uno Statuto autenticamente federale.
Con questa azione chiediamo che i Veneti esprimano la propria volontà; un voto al "Fronte Veneto" è un segnale al prossimo governo per l'autonomia vera e contro i giochetti di Roma e Milano.