Riceviamo e pubblichiamo
Lettera aperta a Galan:
Il concetto di "Popolo Veneto" non si tocca!
L'articolo 2 dell'attuale Statuto
della Regione Veneto, approvato nel lontano 1971, recita:
"L'autogoverno del popoVeneti d'Europalo veneto si attua in forme rispondenti
alle caratteristiche e tradizioni della sua storia. La Regione concorre alla
valorizzazione del patrimonio culurale e linguistico delle singole comunità".
Ora, rapportandoci all'epoca, ci rendiamo conto di quale straordinaria lungimiranza
ebbero i padri costituenti veneti, anticipando di un trentennio concetti quali
"autogoverno" e "popolo veneto" che solo adesso stanno diventando di dominio
comune.
In particolare il concetto di "popolo" è espresso con questa forza solo nel
nostro Statuto: non lo si trova neppure nello statuto della provincia autonoma
di Bolzano/Bozen che pure è avanzatissimo e che ha alle spalle un trattato internazionale.
E, si badi bene, il concetto di "popolo veneto" viene riconosciuto, con l'approvazione
dello statuto, anche da parte dello stato italiano: non che noi veneti avessimo
bisogno di quel riconoscimento si dirà, il concetto di popolo di apparteneva
e ci appartiene comunque, a prescindere da quello che decidono a Roma, ma è
comunque un dato da ricordare.
Ecco allora che il concetto di "popolo veneto" diventa un pilastro fondamentale
sul quale costruire la nuova carta costituzionale veneta: ed è sconcertante
che la proposta Galan, positiva per diversi aspetti anche se non sufficientemente
coraggiosa, non recepisca l'importanza di questo passaggio, stravolgendo l'articolo
due e relegando il concetto di "popolo veneto" in un insignificante articolo
cinque. Allora qui dobbiamo capirci bene: il Veneto non è un'espressione geografica
composta da sette provincie (istituzione antistorica, artificiale e artificiosa,
d'ispirazione giacobina, nata fondamentalmente per giustificare la presenza
di una figura antidemocratica come il prefetto), ma è un popolo con una propria
storia, forte di secoli di indipendenza, con una propria cultura, propria lingua,
proprie tradizioni eccetera. "Se c'è una regione d'Italia antica nella
quale sia evidente la coincidenza tra popolo, cultura e territorio,
questa è il Veneto. ....tutto coincide: il popolo dei Veneti, la cultura che
da loro prende il nome, il territorio che è sostanzialmente lo stesso ancor
oggi"
Così l'autorevolissimo Sabatino
Moscati già presidente dell'Accademia dei Lincei.
E da qui dobbiamo partire nella battaglia contro i centralisti romani
e contro le loro succursali nel Veneto.
Se non difendiamo con particolare determinazione questa specificità veneta,
che sta alla base della nostra civiltà ma anche del nostro modello economico,
rischiamo di essere equiparati a una delle tante regioni "italiane" più o meno
artificiali, senza una propria identità, senza perfino una bandiera nella quale
riconoscersi (la Lombardia è andata avanti anni per trovare un "qualcosa" da
mettere nella propria) e automaticamente perderemmo l'arma più efficace.
Reintroduca allora, caro Presidente, il concetto di "autogoverno
del popolo veneto" nell'articolo due: i Padri del nostro statuto
sono stati illuminati precursori dei tempi e questo è un patrimonio che ci appartiene
e che dobbiamo valorizzare fino in fondo. Ettore Beggiato segretario
nazionale Veneti d'Europa
bejato@hotmail.com