FEDERALISMO "Di POPOLO" O Di POTERE? 
editoriale

"Se Senato, e Camera in seconda istanza, si pronunceranno a favore del voto già passato in prima alla Camera, il 2001 sarà  davvero l'anno della svolta federalista". E' stato il commento dei Democratici di sinistra a viva voce di Pietro Folena. Certo, è comunque una riforma, detta ironicamente, DS federalisti compresi, "Riformetta", proprio perchè, dicono invece nella Casa delle Libertà, "è radicalmente diversa dalla riforma  proposta da noi e da Formigoni presidente della regione Lombardia".
Infatti, il Federalismo, non è una concessione dall'alto ma è una richiesta che deve salire autenticamente dal basso. La sua essenza è il trasferimento della sovranità dal centro alla periferia, dalle strutture burocratiche all'individuo, dallo Stato al cittadino. E' Il contrario esatto dell'idea di Stato che il totalitarismo del novecento ha lasciato in eredita' al terzo millen- nio... Il centrosinistra non vuole, o finge di non capire, che non è solo il centrodestra a volere questo tipo di Federalismo, ma viceversa un processo in atto, decisamente troppo lungo in quanto fortemente ostacolato, di due fenomeni diversi ma inevitabili: la fine delle ideologie e l'Unione Europea. Con questa e la caduta del Muro di Berlino c'è stato il ritorno al concetto "borghese" della politica, ad un concetto comunale e giacobino ove a contare sono le appartenenze non i partiti politici, e il bene comune è comune a tutti i campanili, al territorio.
Allora: è la consapevolezza che il Federalismo, autentico, decreterebbe la sua fine a fare si che il centrosinistra rimesti continuamente e capziosamente nel manico del Federalismo?  Devolution, sussidiarietà, autonomia, federalismo fiscale ucciderebbero  Burocrazie&Burosauri di Stato, Parastato, Enti inutili e le strutture che vivono sulle spalle del contribuente. "Questi sono i miei gioielli", il baluardo del nostro potere, sembra dire il coro delle prefiche centraliste e stataliste. Come dargli torto?