Bettino Craxi appunti per una biografia
postuma
'Mani Pulite', nel
momento della vittoria del PSI sul comunismo italiano...
di Pier Luigi Baglioni
Primo capitolo -
Premessa.
L'inchiesta 'Mani Pulite' che ha portato
alla fine del PSI, nel momento della sua vittoria
ideologica sul comunismo italiano,
è stata una operazione di
macelleria giudiziaria che ritengo abbia mandanti ed esecutori.
Non mi spiego altrimenti la
persecuzione e condanna e morte finale di Bettino Craxi.
Il
finanziamento illecito dei partiti iniziò con la Dc attraverso le aziende a PPSS
per competere col PCI ampiamente finanziato da Mosca, dalle cooperative rosse e
dal sindacato. Diviene poi 'sistema di dazione ambientale', cioè tangentocrazia,
sulle ali del 'compromesso storico' di Enrico Berlinguer, e la 'solidarietà
nazionale' in ragione di lotti equamente divisi secondo il manuale Cancelli tra
i partiti dell'arco costituzionale. Gli scandali che saltano fuori ogni tanto
-mai partiti su denuncia del PCI- sono come infortuni; non intaccano il
sistema, lasciano il tempo che trovano. Brucia solo qualche capro
espiatorio (Leone,Tanassi, Longo).
Quando dopo il
Midass Hotel, Bettino Craxi nuovo segretario al posto di De Martino,
lanciò il proposito di 'Grande Riforma', sfidando l'egemonia dei partiti chiesa,
il PCI avvertì questo come una minaccia. Che si aggravò con lo sfascio
dell'Urss, la caduto del Muro di Berlino e il
fallimento del comunismo internazionalista. Durante la segreteria 'napoletana'
di Francesco De Martino, il PSI subì una forte degenerazione identitaria, oltre
che etica (si parlava di scioglimento del partito e confluenza nel PCI. L'organizzazione venne dominata da un arcipelago
frantumato di califfi e califfati confederati al vertice per comodità e
necessità.
L'ascesa di
Bettino Craxi ridiede impulso all'orgoglio
socialista, ma sul piano interno non rigenerò la degenerazione
correntizia. Razionalizzò il sistema invece di
sgominarlo. E fu l'errore
mortale della sua vita.
Mani Pulite, quando
produsse la sua mirata offensiva di annientamento, affondò il coltello nel PSI
tagliandolo come il burro.
Mi accingo alla vita di Bettino Craxi non da
storico, classico topo di biblioteca che ricostruisce il percorso del
personaggio dai documenti cartacei. Io, invece, racconterò le cose viste,
realmente accadute, inquadrando i fatti nel loro contesto organico senza
omettere intuizioni e opinioni non per gratuita e sciocca dietrologia, ma allo
scopo di capire quanto è avvenuto nell'Italia di Bettino
Craxi.
Adolescenza e
giovinezza
Bettino Craxi nasce a Milano
il 24 febbraio 1934, segno zodiacale pesci ascendente
squalo, come amava scherzare nel momento di auge. Negli anni '30 il regime fascista si è
consolidato. Essendo io nato 2 anni prima di Craxi, conosco e ricordo bene
l'Italia in cui egli crebbe e divenne giovanotto. I maestri elementari, tutti
catturati dal regime, imbonivano la fantasia delle scolaresche con le storie di
Balilla, 'Roma caput mundi' e il Mediterraneo 'Mare nostrum'. L'Italia
autarchica appariva agli scolari il centro dell'universo guidato dal 'Duce'
infallibile condottiero che ridava alla nazione i fasti imperiali del passato.
Il fanciullo Craxi assorbe molto di tutto questo
se dopo si richiamerà spesso la sua indole 'mussolianina' e Forattini lo
effigerà in quei panni. Alla dichiarazione di guerra alla Francia Craxi ha 6
anni. Mussolini è imprigionato da Vittorio Emanuele III che fa firmare
l'armistizio con gli alleati e scappa col suo seguito a Brindisi. Mussolini
costituisce a Salò la Repubblica Sociale Italiana. Dopo
l'8 settembre iniziano 2 durissimi anni di guerra
civile tra partigiani e nazi-fascisti, guerra
che termina il 25 aprile '45, data assunta come quella della Liberazione. Inizia
la storia repubblicana. Nel '46 ci sono le elezioni per l'Assemblea Costituente
congiunte al Referendum sulla scelta istituzionale, Repubblica o Monarchia.
Come viva questi drammatici
avvenimenti il giovane Craxi oramai non lo sapremo mai. L'alba del '45 lo
trova undicenne tanto
che si può dire che la sua vita inizi passo
passo con l'Italia repubblicana. Nell'immediato dopoguerra frequenta ginnasio e
liceo classico. Si iscrive alla Università di Milano, facoltà di Lettere,
laureandosi in storia. Da studente era entrato nelle file della FGSI
e poi nel PSI. Svolge la prima attività politica
nell'UNURI, l'associazione 'unitaria' socialcomunista degli universitari anni
'40 e '50. Sono gli anni in cui Pietro Nenni inizia la marcia di sganciamento
dal comunismo internazionale nella cui area aveva trascinato il PSI al contrario
del socialismo europeo (ricevendo da Mosca il Premio Stalin per la Pace,
eclatante patente di coglione).
Dopo la grande
affermazione elettorale del '46 (il PSI aveva
sopravanzato il PCI), nelle elezioni politiche successive Nenni, col Fronte
Democratico Popolare, subisce la scissione di Giuseppe Saragat che porta il PSI
al disastro del 18 aprile '48. Nello stesso anno a Praga un colpo di stato
stalinista, con operai armati scesi in piazza guidati da Gottwald, soffoca il
governo democratico dei socialisti Bene e Masaryk. Nenni si avvede dell'immane
errore politico commesso e denuncia il 'patto di unità d'azione' stipulato
nell'esilio francese con i leninisti, scissionisti di Livorno. Il 'frontismo'
aveva giocato la pubblica opinione dei primi passi nella ritrovata libertà che
si identificava all'ideale democratico e socialista (Giacomo Matteotti
nell'immaginario collettivo era ammirato e conosciuto più di Antonio Gramsci). I
fatti di Praga del '48, la sconfitta del Fronte, precedono l'invasione
dell'Ungheria nel '56. Sarà questa la detonazione che il PSI, attraverso Nenni,
si proietta verso lo sganciamento dal PCI.
Le tappe di codesto
allontanamento marciano affrettate.
La resistenza di parte del
partito è forte date le incancrenite collusioni organizzative eredità del
periodo frontista. La contiguità dell'unitarismo nelle organizzazioni di massa,
dei quadri sindacali socialisti col PCI attraverso la CGIL, la retorica
resistenziale e antifascista... tutto viene usato per legare i 'compagni
socialisti'. Ma Nenni va avanti ed il PSI subisce ancora la scissione di Lelio
Basso e Tullio Vecchietti. Il giovane Bettino Craxi appoggia
il vecchio Nenni entrando nella sua fiducia.