Try it again, uncle Sam.... che formidabile cappella!
di Viviana delle Rose
 
Try it again, Uncle Sam!
Con incredibile fiuto, i supermen dell'FBI riescono a sventare un terribile attentato ingabbiando un terrorista pronto a far esplodere una bomba atomica sporca a Washington...C...o! Ke maghi, ke grandi, ke eroi... Ke bravi: hanno salvato l'America dal pericolo di deflagrazione atomica nella capitale del federalesimo statunitense, Washington.
Insomma, come non elogiare un gruppo operativo di servizi segreti così pronto e capace da sventare un simile attentato? Come non perdonare l'FBI, dopo l'evitabile massacro delle due torri, per averne evitato uno di gran lunga più grave?
Se non fosse per il fatto ke io non ci credo minimamente a questa panzana di inizio millennio sull'atomica sporca, sarei la prima a complimentarmi con gli agenti stars and stripes. Non solo non ci credo, ma mi verrebbe difficile crederci, anke se lo volessi, solo a pensare a tutte le cappelle targate FBI degli ultimi anni: da Oklahoma City alle due torri, per non citare le incursioni criminali di cui si è reso protagonista il Federal Bureau of Investigation: Ruby Ridge e Waco, solo per citare le più famigerate.
Soprattutto, questa panzana di inizio millennio è la mossa giusta al momento giusto, capace di tamponare il palese fallimento operativo di un servizio federale sempre più impegnato in loske manovre di reimpasto di cui capiamo molto poco, se non con qualke sforzo intuitivo seguito da indagini fortunate, frutto di ricerke costose e fuori dalla portata dell'uomo medio, sia per interesse ke per dedizione.
Se volessi esser annoverata tra i degni cittadini modello dell'impero di turno, quello a stelle e strisce, pronta a far tifo da stadio per Washington, pendente dalla bocca fetida dello Zio Sam come se fosse parola di Dio quella da là proveniente, potrei benissimo crederci... con un terribile pensiero eretico in sottofondo, da confessare subito al prete, anke fosse mezzanotte, come se si trattasse di tentazione diabolica massimamente pericolosa per il mio credo da cervello perfettamente lavato e immacolato: "...ki la fa, la aspetti... Hiroshima... Nagasaki... ki la fa, l'aspetti...".
"Ma cosa dici?! Non sai forse ke sganciare l'atomica fu un gesto umanitario per impedire la cosiddetta Onorata Morte dei Cento Milioni? Va figliola, va in pace, e non pensare più a cose immonde. Prega, piuttosto, lo Zio Sam, ke ti guidi lui sulla strada dell'illuminizzazione..."
Mi alzo, mi faccio il segno di Uncle Sam e mi avvio verso casa. Non so esattamente perké, ma mi sento molto a disagio con me stessa. Quella voce eretica continua a tentarmi anke dopo l'assoluzione. Anzi, i suoi attacki si fanno più precisi e mi lasciano senza armi... "Con quale umana presunzione e arroganza ci si è voluti sostituire a Dio, punendo con atroce morte ki voleva porre fine alla propria esistenza con un Onorata Morte dei Cento Milioni?...
Con quale ipocrita agire si punisce con morte ki con la morte vuole autopunirsi?"...
Non basta farmi ripetutamente il segno dello Zio Sam per cacciare via questi pensieri demoniaci. Alla fine, in preda a un tormento sempre più angoscioso, decido di prendere la pillola contro le tentazioni e prego Zio Sam ke mi dia l'incoscienza del degno cittadino modello stars and stripes.
E finalmente mi addormento, per poter continuare a vivere senza farmi skifo.
viviana.dellerose@libero.it
 
S.S.S.: Setta Segreta dello Stato "Va fuora ch'é l'ora"?
di Adalberto della Spezia

C'era un tempo una Carboneria Massonica (occulta società segreta dal pugnale facile) che imponeva di cantare
"Fratelli d'Italia" alle tranquille sprovvedutezze preunitarie suscitando sconsiderati pruriti rivoluzionari.
Salita avventurosamente in coppa ai Colli fatali di Roma e trasformatasi in sètte di partito ben lontane dall'unire gli italiani con un Tricolore nato dall'imperialismo napoleonico, essa cova tuttora tracotanti egemonie usando non più il pugnale di una viltà occulta (per ora!) ma contradditorie leggi illiberali sfornate all'ombra di minuziosi controlli polizieschi sui cittadini.
Immersi come siamo in questo sistema fognario al limite di guardia di fragili tombini non dovremmo scuoterci di dosso questa sua nefasta presenza votando tutti a pollice riverso e intonando quella nostrana marsigliese dall'antico ritornello garibaldino "Va fuora ch'é l'ora"?
Adalberto della Spezia.
hud@freedomland.it
 
Etica di Stato: Davvero audace il ministro Sirchia
di Grazia Galli consulente scientifico dell'Aduc
 
Dopo le dentiere a chi aspetta un cibo migliore, quale sarà la nuova mossa del ministro Sirchia per chi aspetta nuove terapie?
Olio per lubrificare le carrozzelle?
Intervenendo al terzo incontro 'Ai confini del futuro', promosso dal Museo di scienze naturali di Milano dal mensile "Newton",
il ministro della Salute Sirchia ha affermato che "Abbiamo grandi speranze di riuscire a riparare i tessuti danneggiati utilizzando le cellule staminali. Ma ancora non c'è alcuna certezza scientifica, soprattutto di riuscire a modificare le staminali di un organo per riparare i tessuti di un altro", per questo, ha continuato il ministro, "è inappropriato affermare che abbiamo i mezzi per riparare i tessuti. Non abbiamo ancora cellule autoreplicanti capaci di riparare ogni tessuto danneggiato, sia un cuore, un cervello o anche una cartilagine. Per questo è inutile e sbagliato porre oggi il problema di poter utilizzare le cellule di embrioni umani, con tutto il carico di problemi etici che questo comporta".
Davvero audace il ministro, cui diamo atto di essersi aggiornato dello stato dell'arte della ricerca sulle cellule staminali, che ora gli appare più incerta di qualche mese fa quando ci imboniva con la sua fiducia nelle staminali adulte.
Ma siamo sconfortati nel vedere che da questa sua nuova consapevolezza, il ministro Sirchia non trae le ovvie conclusioni che qualunque persona di buon senso ne trarrebbe: cioè potenziare e sostenere tutte le linee di ricerca sulle staminali anche quelle embrionali ed anche mediante la cosiddetta "clonazione terapeutica".
E non possiamo non denunciare come "bizzarro" e "oscuro" il ministro che afferma essere prematuro porre oggi il problema della ricerca sugli embrioni.
Se non oggi quando?
Domani, quando la proposta di legge sulla fecondazione assistita (dove quasi di nascosto è previsto il divieto per la ricerca sugli embrioni umani) sarà diventata legge sanzionando quello che oggi è solo una opinione del ministro e non solo: l'identità giuridica e quindi l'intangibilità dell'embrione? E se ora il ministro, in un impeto di anti-consumismo comunardo, liquida chi chiede libertà di ricerca come attori del "business della clonazione", cosa farà domani?
Ci imporrà di soffrire solo di malattie rare, quelle per cui non essendoci interessi commerciali non ci sono industrie che forniscono farmaci? Invitiamo il ministro a considerare tutti gli aspetti, magari consultandosi con quella Commissione di Bioetica che la legge gli impone di nominare e che lui da sei mesi tiene nel cassetto. Si tratta di rispettare le leggi e gli impegni.
In caso contrario, se non si riesce e non si vuole farvi fronte, si possono anche far le valigie.
E' in Internet il quattordicinale dell'Aduc "Cellule staminali" sulle politiche della clonazione terapeutica.
aduc.it@aduc.it