I Politici professionisti? Nocivissimi! Caro Pennisi
 
di Mauro Suttora
 
Ho letto il saggio "Bad Politicians" segnalato su Virus da Giuseppe Pennisi, e l'ho trovato così interessante che ho proposto
al Foglio di intervistarne gli autori, Francesco Caselli e Massimo Morelli.
Il no di Ferrara è stato brevissimo: "Lunardi", ha risposto.
Ha ragione. Non tira buona aria per i politici amatoriali di questi tempi, nonostante Nanni Moretti. I ministri tecnici di Berlusconi stanno dando atroce prova di sè. Lunardi, Sirchia, Stanca e Moratti verranno scaricati alla prima occasione, come prostitute sulla Comasina. Il paragone sorge spontaneo, perché in realtà sono i politici professionisti quelli più simili alle meretrici.
Essi hanno infatti sequestrato una nobile attività, la politica, riducendola a mestiere. Esattamente come fanno le mondane con l'amore, o i preti con la religione. Tutti stipendiati a tempo pieno per soddisfare, rispettivamente, il bisogno di governo, di sesso, di Dio. Con la differenza, a favore delle battone, che almeno loro sono pagate solo da chi ne usufruisce, e non dai contribuenti.
Caselli (università di Harvard) e Morelli (Princeton) dimostrano scientificamente, con formule econometriche, non solo l'inutilità ma anche la nocività della politica trasformata in professione. In tanti lo sospettavamo, lo intuivamo animalescamente.
Berlusconi ha vinto le elezioni grazie alla perfida frasetta antirutelliana "Basta con i falliti senz'arte né parte che non hanno mai lavorato". Ora abbiamo la prova matematica di quella che non è soltanto un'idiosincrasia qualunquista.
Ciascuno di noi conosce qualche ex compagno di scuola ultimo della classe che si è buttato in politica.
Improvvisamente ce li ritroviamo assessori, presidenti di province, eurodeputati (a 40 milioni al mese).
Se li trombiamo, si riciclano magicamente in coordinatori di comunità montane, amministratori di enti parco, commissari di authority. Il portaborse, attività umiliante giustamente derisa da Nanni Moretti in un film, è diventato il primo prezioso gradino
di fulgide, improbabili carriere. Esordisci baiadera di Bossi o zerbinotto di Forlani, ti ritrovi presidente della Camera.
Scienziati della politica come Pasquino (sinistra) e Teodori (destra) hanno calcolato che ormai sono 150mila in Italia i nullafacenti stipendiati per "governarci", dai consigli comunali alla Ue. Ci costano 2.300 miliardi all'anno, fra salari, gettoni, rimborsi e finanziamenti pubblici a partiti e giornali. Tutti soldi rubati: perché costoro, invece che virtuosi "aristoi", sono una nomenklatura di incompetenti.
E non sarà la faccia di un Lucio Stanca qualunque (politico per hobby, ma scarso quanto i professional) a convincerci del contrario. Mauro Suttora. ciao Giuliana O, ms.
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