Il "figo"? Su Piazzale Loreto (vergogna eterna) neppure una
targa
di
Pierluigi de Piccoli &
Figallo
Egregio
Virusilgiornale, gentile
amico (posso osare?),
lo stile di Virus mi piace proprio per l'ironia
critica ampiamente esposta. Ora, però, il discorso che farò su
Fini è altra cosa,
Non sono un ex Missino
nostalgico e deluso, tutt'altro, non sono mai stato Missino, così come non sono
mai stato di alcun Premetto che sono orgoglioso di dichiararmi
anarchico-individualista- Nazionalista- Petroniano.
La mia delusione per il
"figo" è dettata dall'antistoricità della sua recente
dichiarazione. Non può un "leder" (in lingua
Bolognese ha un significato ben preciso) scaricare nel cesso 20 anni di storia.
Mussolini Benito da Predappio (FO) ha tutti i diritti di sedere con i grandi del
XX secolo, cosi come Stalin, Hitler, Rousvelt, De Gaule e quell'inglese di cui
non ricordo il nome.
La mia rabbia stà nel fatto che si modifica la
storia per vile "paraculismo".
In Italia siamo
pieni di: Piazza della Resistenza, via dei Partigiani, largo
Togliatti e via resistenziando. A Milano hanno
edificato un monumento al nonno di tutti gli Italioti che sembra un orinatoio, a
Bologna esiste ancora via Stalingrado, a Genova i nomi delle varie brigate
partigiane hanno riempito la toponomastica cittadina.
E su piazzale Loreto
(vergogna eterna) neppure una targa. Sulle Foibe non si deve parlare. Sui morti
del triangolo rosso si è steso un velo pietoso. Manca
alla storiografia resistenziale una piazza a Morannino e abbiamo toccato la
vetta.
Quello che "pretendevo" da Fini era la difesa delle verità, quale
esponente della destra Nazionale era un suo preciso dovere, così come è preciso
dovere onorare e giustamente valutare chi antifascista lo è sempre stato, con
coerenza ed onestà. Quando ero militare mi hanno insegnato a
rispettare il nemico, non a offrigli le terga.
Fini doveva difendere la verità, non lo ha fatto, ed io non voterò mai più per
nessuno. Tutto qui.
La storia la fanno gli storici
non i politici. I politici devono difendere la coerenza storica negli ideali che
esprime, se sputano nel piatto dove mangiano non sono più politici ma
calabraghe.
Guardiamo a Bertinotti, è anacronistico ma coerente con i suoi deliri, da sempre.
Un cordiale saluto, Pierluigi de Piccoli
Figallo. P.S. Tra i collaboratori di Virus leggo il nome della Signora Servidori (mi piace molto ciò che scrive, brava!).
La Signora è Bolognese come il sottoscritto e
sicuramente le tradurrà a modo il "Petroniano" ideale
di cui le accenno.