Elogio dell'ipocrisia
Facce come il Q: Ma via, signora Palombelli, siate seri
di Aldo Vincent
Se la balilla cantata da
Jannaci era foderata di pelle d'anguilla, ti accorgi che oggi tutta la struttura
delle idee e della comunicazione è foderata da queste figure che adesso sono qui
ma rappresentano l'altrove, l'altro, il non espresso.
Lei è spalmata un po'
dappertutto, come la nutella, ha una corrispondenza in un importante quotidiano,
tiene una rubrica per rispondere alle lettere su un altro, firma servizi di
colore sui settimanali, ha una rubrica radiofonica all'ora di pranzo, concede
interviste nel pre serale, e va in giro per palinsesti nel profondo della notte
perchè, udite udite, ha pure scritto un libro in cui ha raccolto le confidenze
di Benito Craxi e ci ha ricamato sopra uno scoop che il buon
Bettino non può smentire perchè seriamente
impedito.
Occorre
dire che la signora ha stile da vendere, quasi
studiasse da first lady, perchè se il popolo bue va a
far vedere
il suo libro al Costanzo Sciò
lei va da Marzullo e ci va con quell'altro narciso di Alain Elkann che ha pure
lui scritto un libro e se guardate il titolo, vi accorgerete che deve aver fatto
a coltellate con l'editore per impedire di avere il proprio nome scritto più in
piccolo del titolo del romanzo e il risultato si vede in copertina. Deve aver
ragione lei, perchè è recente l'uscita di Storace che per
combattere questo Partito Beautiful rappresentato da lei e da suo marito, ha
proposto una "corrente estetica" dentro AN,
che se prende piede devono
ammazzare La Russa per manifesta incapacità estetica.
Ma lei non se ne occupa, e va
avanti con le sue interviste epiche, un giorno Fiorello: "Cosa si prova a tornare al successo?"
un altro alla Llera Moravia:
"Per selezionare i
lavori dell'ultimo concorso hai dovuto leggere
duecento tra racconti e poesie,
è stato
faticoso?" .
E quell'altra a dire siiii', faticosissimo
e tutt'e due non immaginano
nemmeno che due giorni in Belgio a scavare carbone sarebbero pure stati peggio.
Ma tant'è, piuttosto che
andare a lavorare! Ma il meglio di sè la moglie di
Cicciobello (Piace tanto alle donne, chissà perchè ha insinuato velenoso
Berlusconi, durante l'ultima campagna elettorale) lo
dà con il femminismo di maniera.
E si scaglia, (per modo di
dire perchè non permetterebbe mai il minimo movimento alla messimpiega) contro
il burka, l'Afghanistan, le donne sofferenti animando questo neofemminismo a
buon mercato che tende a cancellare la nostra memoria per trascriverci sopra la
loro ricostruzione.
Cito solo
l'ultimo caso attorno al quale si sono mosse le menti
eccelse della nostra intellighenzia capeggiate dalla
Nostra
Signora del.....: Titolo dei giornali:
A KABUL RIAPRONO LE SCUOLE MA ALLE BAMBINE E' PROIBITO
ANDARCI IN BICI
E giù a parlare della condizione della donna in
Afghanistan.
E in
Italia? Ma ve la siete dimenticata la condizione della
donna in Italia?
Ma vi siete dimenticati che in
Italia fino a trent'anni fa si poteva uccidere una donna per gelosia
prendendo una condanna a dodici anni di reclusione che con la buona
condotta portava fuori dalle patrie galere dopo quattro?
Nessuno impediva alle donne di
andare in bicicletta questo sì (però una circolare dei Vescovi lo proibiva
ai nostri preti, andate
a leggere) però in moto
dovevano sedere all'amazzone altrimenti erano considerate puttane. Lo
ricordate?
Ma senza andare troppo
lontano, è dell'anno scorso che la Cassazione ha detto che se
la palpata del datore di lavoro è fugace e passeggera non si tratta di
molestia. Capito? Se è fugace il porco non è lui, se è
prolungata e lei ci sta allora la troia lei.
E lo stupro che non è
stupro se la donna porta i jeans?
Ed i processi per stupro dove
la vittima deve subire interrogatori umilianti per portare avanti le sue giuste
pretese di rivalsa?
Ma
via, signora
Palombelli, siate
seri. Guardate un po' da questa parte del fiume, che di la' la
riva è lontata, ma molto lontana. Aldo Vincent www.qui-italia.it/