Salotti buoni. Ciampi&Scalfaro gli Immaginifici
i Cobas del latte la Segreteria di Stato
Politici miei, laici immaginari Considerazioni
sugli incontri del Cardinale Sodano
di Giuliano
l’Apostata
Ciampi e Scalfaro hanno
perso una buona occasione per stare zitti.
Ribadire la laicità
dello Stato è opera meritoria. Ma si rischiano brutte figure. Non è
consentito neppure a loro di parlare a nuora perché suocera intenda. E’ bastato
che il Cardinale Sodano rivelasse, in due parole, come stavano
veramente le cose (le audizioni sono state sollecitate dai nostri esponenti
politici) per far capire al Capo dello Stato (ex azionista)
e al suo predecessore (baciapile non pentito) che sarebbe stato meglio lasciar
perdere e non accusare, sia pure garbatamente, la Chiesa di
intromissione negli affari dello Stato. Se Ciampi e
Scafaro volevano richiamare qualcuno ad attenersi a comportamenti più
corretti, hanno sbagliato indirizzo: dovevano rivolgersi ai
diretti interessati e non andare a cercarli nella Santa Sede.
Non è stata la Segreteria di Stato a chiedere di incontrare
i leader della maggioranza e dell’opposizione, per sottoporre loro un pacchetto
di rivendicazioni al pari dei Cobas del latte. Sodano
è stato chiaro (e non è stato smentito): Nessuna ingerenza ha
ribattuto Se i leader politici ci chiedono di venire in Vaticano,
noi cosa dobbiamo fare ?
Dobbiamo rispondere di no ?. La verità l’ha detta quel galantuomo
di Alessandro Natta, nella sua intervista al Corriere della
Sera del 22 febbraio: l’affluenza nei corridoi del Vaticano
è il segno della crisi della politica italiana, perennemente alla ricerca di
legittimazioni altrui, perché non si sente legittimata in proprio. E non è un
problema che riguarda soltanto le relazioni col Vaticano. Francesco
Rutelli sentiva il bisogno del conforto di Tony Blair
e si è precipitato a Londra. Berlusconi non
è stato da meno: anche il leader della Casa delle libertà
si è recato ad incontrare il premier laburista (nelle cui mani è la bolla del
riformismo europeo), senza dimenticare di rendere il dovuto omaggio alla Lady
di ferro, dalla quale dovrebbe prendere qualche lezione di cultura
politica. Berlusconi non si è certo risparmiato nella ricerca
di legittimazioni: dall’adesione al Ppe all’accondiscendenza verso alcune posizioni
vetero-clericali. Ma almeno gli vanno riconosciute delle giustificazioni, dal
momento che i suoi avversari tentano in ogni modo di screditarlo verso i partner
europei e di minarne l’affidabilità democratica. E che dire della Sinistra
? I suoi esponenti non si sono limitati a nozze riparatrici davanti
al parroco e ad inchinarsi al cospetto di austeri prelati. Hanno cercato
patenti in ogni direzione: dalla Nato ai poteri forti
dell’economia.
Con D’Alema a Palazzo Chigi, Bill Clinton era di casa.
Intanto, si mandavano gli aerei a bombardare Milosevic (con il quale in precedenza la Telecom
aveva combinato importanti affari), facendo bene attenzione
a non colpire Armando Cossutta in visita di solidarietà.
Si tessevano alleanze sia con le grandi famiglie del capitalismo italiano sia
con le cordate di imprenditori rampanti della Val Padana. Al
punto che ormai è diffusa una nuova razza padrona dell’era
dell’Ulivo.
E’così grande la voglia di accreditarsi
che vorrebbero persino perdonare gli eredi maschi di Casa Savoia, banditi dall’Italia
da una disposizione della Carta Costituzionale. Chi
vuole dimenticare il proprio passato è costretto a saccheggiare quello degli
altri.
La Chiesa cattolica
è una grande istituzione a dimensione e vocazione planetarie. Sotto
il Pontificato di Giovanni Paolo II, la Santa Sede
ha accentuato la globalizzazione del suo magistero spirituale.
Oggi gli equilibri interni al Sacro Collegio hanno un baricentro
lontano dall’Italia, come è ulteriormente testimoniato dalle
caratteristiche dei 44 Cardinali, nominati dal
Papa nel recente Concistoro. Si può dire,
allora, che le vicende politiche nostrane invero assai squallide e confuse
richiedano, nella gerarchia delle priorità del Vaticano, la
medesima attenzione che un grande statista dedica, di solito, alle beghe del
condominio in cui abita. Sono lontani gli anni in cui il potere ecclesiastico
era saldamente in mano a prelati di origine italiana, tra i quali si sceglieva
abitualmente il Pontefice. C’è da ritenere, allora, che anche
la rissosa politica del Belpaese sia considerata, oltre Tevere,
con il distacco dovuto a quegli affari a cui non vale la pena di dedicare molte
energie. Questa è la dura
verità dei fatti. Altrimenti, la Chiesa cattolica non avrebbe sopportato gli
affronti (così ha parlato il Papa) che i Governi
di Centro-sinistra (con la complicità di quel pezzo di ex dc
presi in ostaggio) le hanno voluto recare in diverse occasioni.