Figaro qua Figaro la'...... Cofferati Sindaco di Bologna?
Faccia come Gianfranco Fini
Intervista a Giuliano Cazzola di Lucy dall'Ombra
Giuliano Cazzola, bolognese, considerato uno dei maggiori esperti di lavoro e welfare, dall'80 all'85 è stato segretario della CGIL cittadina e, per alcuni anni, ha lavorato fianco a fianco con Cofferati  
 
Caro Cazzola, lei che per anni ha collaborato strettamente con Cofferati in CGIL, come vede il Fregolismo
dei più svariati ruoli in cui via via si è proposto Cofferati al paese? Non le sembra che sia una specie di Figaro qua Figaro la'.... ed un vero Fregoli della politica?
Altro che art.18! Sergio Cofferati ricorda Massimiliano D'Asburgo. A metà dell'Ottocento le case regnati europee, per problemi di loro equilibri, decisero che dovesse avere un trono e lo mandarono, da imperatore, in Messico con un esercito francese al seguito. Là trovò Benito Juarez che gli fece vedere i sorci verdi. Mi auguro che anche Giorgio Guazzaloca sappia fare lo stesso col Cinese. La candidatura di Cofferati è un atto di colonialismo politico che la città non merita. Sergio usa, strumentalizza Bologna per un suo personale calcolo politico. E' lui che ha bisogno della città, non viceversa.
Ma secondo lei, perchè, dopo di essersi proposto in tutte le salse no global e girotondine nonchè Morettiane, come leader dello schieramento di centrosinistra, ha abdicato ad essere relegato ed ingessato ad occuparsi di Bologna da sindaco "tradendo" girotondi e no global?
Da impiegato della Pirelli si è accorto che la politica è spietata e condanna al dimenticatoio personaggi anche più preparati
e potenti di lui. Persino Epifani, con la "mossa del cavallo" del sì nel referendum è riuscito, in poco tempo, a sbaragliare i "cofferatiani" di casa Cgil. Sergio ha capito allora che non sarebbe riuscito ad arrivare al 2006 conservando quel tanto d'immagine che ancora gli resta e che si dilegua rapidamente. E intelligentemente non ha accettato di entrare a far parte della direzione di un partito che è solo il fantasma del proprio passato o di candidarsi alle suppletive di un qualche Mugello, come fece il suo amico Antonio Di Pietro. Vuole giocare in proprio. Solo chi è il primo in Gallia può diventarlo anche a Roma.
La scelta di Bologna è astuta e lungimirante. Se vince ha un ritorno di popolarità notevole presso la base diessina.
Diventerà una specie di Giovanna D'Arco, di un S. Giorgio che uccide il drago. Avrà vendicato l'onore della Quercia nella sua città simbolo. La notizia farà il giro del mondo, come accadde all'annuncio della vittoria dell'ex macellaio Guazzaloca nel 1999. Ma c'è di più.
Da quale cotè dell'irrequieto centrosinistra c'è di più?
Ha mai visto consegnare alla volpe le chiavi del pollaio? Lo hanno fatto D'Alema e Fassino col Cinese. Pensano di avergli rifilato la ditta Weber o lo Stabilimento di Termini Imerese invece gli stanno regalando l'Ifil, la finanziaria di famiglia.
Dalla poltrona di sindaco di Bologna (la carica istituzionale più prestigiosa perché prima o poi la presidenza della Regione finirà nel conto della Margherita) in poco tempo Cofferati diventerà l'azionista di riferimento del partito, della Cgil, delle strutture economiche dell'Emilia Romagna, una delle poche regioni ormai in cui queste organizzazioni hanno voti, iscritti, potere, risorse e mezzi. Insomma la cassaforte della sinistra finirà nelle sue mani. Chi fa politica a Bologna, poi, ha un "vicino di casa" come Romano Prodi, la persona che può riportare al governo la sinistra nel 2006. Nessuno meglio di Cofferati ("candidatura degnissima") potrà entrare nel ticket.
Allora è l'ennesima giravolta per diventare comunque un leader ma facendo prima il giro delle sette chiese?
Lungo questo percorso c'è un solo ostacolo: Guazzaloca. Se i bolognesi capiranno di essere usati, di essere considerati come un taxi da prendere e abbandonare in una logica di carriera personale potrebbero preferire al cavallo di razza arabo l'onesto quadrupede da tiro indigeno che conoscono. Una cosa mi aspetto da Cofferati: che si rechi alla Certosa a chiedere scusa a Marco Biagi. Altrimenti non sarà mai legittimato a governare la città.
Faccia come Gianfranco Fini che sentì il dovere di recarsi alle Fosse Ardeatine.
  Il Cinese sindaco di Bologna?
Lettera al direttore di Libero Vittorio Feltri
I DS? Come togliersi dalle b.... il Cinese - di Giuliana D'Olcese
 Egregio Direttore Feltri,
Ho molto apprezzato l'articolo, senza peli sulla lingua, di Giuliano Cazzola pubblicato su Libero,
intervento che esprimeva tutto lo sdegno ed il dolore di un ex autorevole collaboratore della CGIL nonchè grande amico di Marco Biagi (di cui è sempre bene ricordare che era un uomo della sinistra, come D'Antona) ed insigne e significativo cittadino di Bologna, verso la candidatura di Sergio Cofferati a sindaco della città teatro dell'assassinio del giurisvalorista Biagi ad opera delle Brigate Rosse. Candidatura lanciata dal segretario dei DS Piero Fassino e che, dopo molte "riflessioni", Cofferati,
e l'Ulivo, hanno accettato. Però, pur apparendo sulle prime come l'ennesima operazione spregiudicata di una segreteria politica, anche la persona meno attenta alla politica, non può fare a meno di pensare, a mio modesto parere, che la proposta Fassiniana un qualche Machiavellico disegno lo contenesse e si è realizzato: Fassino, che uno stupido non è -almeno spero- ha confidato nell'"ingenuità" del Cinese che, se perde, uscirebbe definitivamente dalle scene politiche della tormentata sinistra (no global, girotondi, Morettiani ecc.) con grande sollievo di dalemiani, fassiniani e riformisti stufi marci di assistere, impotenti, all'autismo perenne del Cinese nell'essersi proposto, un giorno sì e l'altro pure, a ricoprire tutti i ruoli e le cariche possibili di uno schieramento piuttosto che di un partito politico. In casa DS, -era impressione generale- non se ne poteva proprio più.
I bolognesi, di destra e di sinistra, non dimenticano, però, le pesanti inaudite e violente espressioni, ed invettive, con cui per mesi l'allora segretario CGIL Cofferati investì il Libro bianco ed il suo autore Marco Biagi creando, a parere di molti autorevoli opinionisti, lo stesso clima intimidatorio che, -è sotto gli occhi di tutti-, si sta cercando con ogni mezzo di creare attorno ai leader di CISL e UIL. Come, peraltro, nessuno può dimenticare la tre giorni assembleare, promossa dall'allora segretario DS Veltroni, svoltasi al Lingotto di Torino con il titolo "I care", da dove non si udirono altro, -da Cofferati, a D'alema a Veltroni, passando dai Violante, i Mussi, i Salvi, le Melandri e compagnia cantante,- che violenti e dissennati interventi e perentori inviti arruffapopolobue a votare No, in piena campagna referendaria sulla modifica dell'Articolo 18 dello Statuto dei lavoratori promossa dal Referendum dei Radicali. -Referendum che, peraltro, Berlusconi definì "comunista"...- Tutto ciò dagli stessi individui, tranne Salvi, che hanno predicato l'astensionismo dal voto al Referendum del 15 giugno (mentre avrebbero voluto, "sed non possumus" far votare No alla modifica proposta dal Partito della Rifondazione Comunista). Ergo, non è immaginabile che i bolognesi, popolo allevato a pane e politica, non più ideologizzato e che guarda al sodo, dimentichino tutto ciò, ne' che si possa prenderli per, diciamo, i fondelli.
Quindi, sperando nella non stupidità di Fassino, l'equazione 'fattore Cinese', come togliersi dalle ba.... il Cinese, tornerebbe, anche alla luce della candidatura del tiket Prodi-Bassolino alle politiche del 2006. Giuliana D'Olcese.
L'estate? Con le pezze al cu'
di PL.de Piccoli & Figallo
 
Difficile spiegare in poche parole quello che rappresenta l'estate 2003 per le nazioni coinvolte nell'europuttanata.
La scorsa estate abbiamo speso e villeggiato con i fondi neri degli anni precedenti, spendendo allegramente 50 € come fossero 50.000 lire, ma quest'anno la dura realtà ci arriva in testa, e nel portafogli, come una sassata.
I grandi europeisti contesteranno parola per parola quanto dico, ho già subìto insulti d'ogni genere per la mia caparbietà da cavernicolo. I palafittari come il sottoscritto non vogliono rendersi conto che l'Italia con l'europuttanata è praticamente in testa
ai Paesi con il maggior reddito. Verissimo, la Germania è alla fame, la Francia agonizza, le altre nazioni non contano nulla.
Grecia, Portogallo, Paesi Bassi, Austria, San Marino e Principato di Monaco vivono solo in funzione delle 3 grandi di cui 2 sono morte. L'Italia è l'eurosalvezza dell'Europa, di fatto la nostra inflazione è solo al 1,5%, no scusate al 2,15%, scusate ancora, è ferma al 2,5%, avevo fatto male i conti delle smentite. Ma vogliamo scherzare?
L'inflazione è al 25/28%, se tutto và bene. Abbiamo le esportazioni ferme al 02, ma le importazioni sono aumentate.
Verissimo quelle di hamburger e carne Argentina sono salite a picchi mai visti, ma i ristoranti sono vuoti e gli alberghi non godono. Nessun Italiano si ferma in hotel più di una notte. I fine settimana al mare o ai monti è solo un ricordo.
Ma le statistiche governative dicono che il turismo interno è in aumento. Sì! Quello mordi e fuggi fatto di panini portati da casa, minerale comprata all'ingrosso all'ipermercato (€ 0,13 la bottiglia da 1 litro e mezzo, che sarebbero poi Lire 251,72, se vi pare poco!). Si parte la mattina con file chilometriche, si rientra la sera con le stesse file che pare non si siano mai mosse di lì, ma tutto và a meraviglia. La mortadella dal volto umano ha detto che non siamo mai stati tanto ricchi quanto con l'€uro.
Il nostro Presidente del consiglio è l'artefice di una politica economica internazionale che nel G8 ci ha affiancato agli USA, tanto che Bush telefona ad Arcore per ordinare la carta igienica. Insomma siamo i "più meglio" peccato che nessuno va mai a chiedere il parere del "poppolo" e che che nessun ministro abbia mai fatto un indagine per sapere come fa un Italiano medio che guadagna €900,oo il mese a pagare €500,oo d'affitto + luce, gas, acqua e telefono e mangiare almeno una volta al giorno. Le statistiche governative c'informano che il "poppolo" italiano è proprietario dell'80% della case in cui vive. Basta pensare al nostro Presidente che in Sardegna ha 5 ville o al "proletario" De Benedetti che naviga su un "gommone" di 48 metri da qualche miliardo, ma si sa sono vecchie lire non €pugnette. Cari amici tutto bene, come dice il buon Prodi, siamo i primi in Europa, con l'€uro abbiamo superato il $dollaro e con la credulità nei sondaggi governativi il limite massimo di "imbecillità".
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I colpi di sole dell'Unità sul quorum.
Titolo a tutta pagina dell'Unità: «Referendum, il caldo fa male al quorum». Chissà perché nel 1991, quando si votò il referendum sulla preferenza unica, gli italiani col caldo anziché andare al mare, come avevano chiesto non solo Craxi ma anche la Dc,
corsero a votare. La verità è che il caldo fa male solo alla testa di chi ha fatto quel titolo. Prendersela con il sole, e non con il quesito referendario rifiutato consapevolmente da milioni di persone, significa non voler prendere atto della sconfitta politica di un radicalismo sociale e politico che contraddice l'esigenza di riforme adeguate nel mondo del lavoro. L'avventura di Epifani e dei suoi compagni della Cgil è un capitolo su cui riflettere. E tutta la vicenda del referendum ci dice che, se non si vuole edificare un castello sulla sabbia, con Rifondazione Comunista occorre discutere con serietà i contenuti programmatici per costruire in prospettiva una maggioranza di governo. Non servono gli ammiccamenti di Veltroni, Bassolino e altri che corrono alle urne
(senza i loro elettori) per placare l'ira di Bertinotti con il quale amministrano Comune o Regione.
La chiarezza anche nel dire no è più rispettosa. Per tutti. Emanuele Macaluso EM.MA. "il Riformista".
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Referendum: la monnezza romana è di centrosinistra
Sì, da vecchia, convinta e sperimentata referendaria, durante la 2 giorni delle votazioni referendarie mi sono recata in numerosi quartieri romani nei pressi e nei dintorni dei seggi elettorali, consueta gita sociale che con alcuni amici faccio ad ogni tornata elettorale. Dai dati raccolti nella capitale della politica, comparandoli con quelli delle ultime elezioni amministrative, -i cui risultati, con la vittoria del candidato del centrosinistra, sono costati lacrime di sangue ad Alleanza Nazionale ed alla Cdl, tanto da provocare la famosa abituale stanca e frustra verifica di governo (relativi e precisi appellativi letti con divertimento, ma anche con amarezza, in un recente editoriale di Piero Ostellino, -un altro che di peli sulla lingua, grazie a dio, non ne ha-) il Referendum, più che mostrare l'affluenza alle urne dei romani in pena per l'estensione o non dell'Art.18 dello Statuto dei lavoratori alle imprese al di sotto dei 15 dipendenti, ha stabilito, inequivocabilmente, che a Roma la monnezza è di sinistra e impera sovrana.
Infatti, ante e durante la 2 giorni delle consultazioni elettorali che videro contrapposti Moffa e Gasbarra, fu tutto un fervore & un fiorire di pulizie di fino, -mai viste prima nel corso dell'amministrazione del Comune di Roma, nonchè della ineffabile società AMA a conduzione familiare del duo lescano Tabacchiera-Tudino. AMA che, solo circa un mese fa, fece quello che da anni non fa, passando sulle vie adiacenti ai seggi elettorali addirittura con potentissime pompe e scope elettriche scovando lo sporco persino negli angoli più remoti mentre, abitualmente, lo nasconde sotto al tappeto delle automobili.
Morale: Bertinotti e i cittadini-elettori-contribuenti che pagano tasse salate al Comune, se si tratta di fare eleggere presidente della Provincia il candidato del centrosinista li si manda a votare in un bagno di Chanel N° 5, quando, invece, come il 15 giugno, lavoratori e cittadini elettori non li si manda alle urne ne' per un SI ne' per un NO, si puniscono quei pochi che ci vanno accogliendoli in un inaudito mare di monnezza e di escrementi maleodoranti ed esalanti pericolosi virus e miasmi.
Le ASL Capitoline, con il caldo che fa, che fanno? Dormono? E la Polizia Municipale Amministrativa? 
Pare di sì. Così è se vi pare. Giuliana D'Olcese.
 la Madre di Tutte le Riforme
di Francesco Martin
 
L'Europa chiede a gran voce le Riforme preoccupata di non sostenere il debito presente e futuro, senza diminuire le tasse
e incrementare gli stipendi, in modo da accrescere i consumi e rimettere in moto il Circolo dell'Economia da rivedere e  
correggere in certe Nazioni del Sud-Europa che intendono il Libero Mercato in modo opposto a come dovrebbe essere.
Una riforma delle pensioni non porterebbe chissà quali risparmi innalzando l'età del vitalizio, in quanto gran parte del mondo del lavoro diverrebbe sclerotizzato e anziano, demotivato, poco flessibile, mentre l'intera struttura produttiva si autoadatta alle nuove tecnologie che richiedono cervello, riflessi pronti e mentalità adatte alla modernità e al cambiamento continuo.
La via che porti ad una riduzione dei costi, abbassando anche i contributi, è quella dei "tagli" all'assegno di chi voglia ritirarsi prima, e, per una questione di Giustizia, anche tosare le pensioni di chi ne ha usufruito in età giovane, con rendimenti elevati rispetto ai contributi versati, lasciando il sistema libero di ordinarsi da sè. Chi resta al lavoro dovrebbe percepire, a parità di età anagrafica, un assegno mensile almeno doppio rispetto a chi è pensionato. Questo si chiama Principio di Equità.
Si  parla poco della Madre di Tutte le Riforme: una drastica Riforma della Pubblica Amministrazione e riduzione al minimo della burocrazia, con snellimento degli uffici pubblici, cambiati e limitati in modo che non siano di intralcio alla Libertà d'Impresa da cui discende il Diritto ad Esistere ed Agire liberamente. La Pubblica Amministrazione deve costare pochissimo al contribuente offrendogli i servizi di interesse generale. Per quelli particolari, ognuno provveda da sè. Quindi, riforma dell'intera giungla legale che produce meno decreti inflazionari e meno processi se ci sono meno leggi, e taglio tramite patteggiamento-accordo di tutti quei giudizi intentati tra cittadini e tra cittadino e Stato per supplire alla passata mancata attività della politica sul territorio. Riforma Copernicana del Fisco, che con il proprio iperburocratismo, è il Primario Freno allo Sviluppo Industriale del Paese. Leggi poche e semplificate, autocontrollo del sistema del gettito affidato ai consumatori permettendo di scalare dall'imponibile tutte le spese effettuate: ecco compiuti quasi tutti i controlli, evitati così a monte, con gran risparmio della spesa pubblica. Eliminazione di tutti i doppioni e multipli burocratici che assorbono grandi quantità di risorse.
Un solo esercito, snello, moderno, affidabile. Una sola Polizia, civile ed a varie specializzazioni, come nelle Nazioni avanzate. Ridurre la doppia burocrazia e l'iperlegislazione nazionale e regionale, adatta solo ad aumentare il caos in un sistema che, reso ancora più caotico, potrebbe trascinarci verso il baratro dei Paesi del 3°Mondo. Da dove ricominciare? Dalle tasse sulla casa fatte di balzelli complessi che costringono a rivolgersi al commercialista: perchè non tassare le case con il sitema del bollo auto: un'unica tassa, una volta all'anno? Cosa si aspetta, a proposito di bollo e assicurazione auto, passaggi di proprietà, ecc., ad adeguare le nostre altissime tariffe a quelle delle altre Nazioni? A quando la liberalizzazione che rimetta in moto il mercato? Come in un circolo vizioso se a troppi lavoratori tolte le spese che nel Nord Italia saccheggiano gli stipendi, rimangono solo pochi euro, come si può pretendere che essi abbiano una elevata capacità di spesa e, allo stesso tempo, destinino una notevole quantità di denaro in assicurazioni varie e fondi pensione per autotutelarsi da un futuro che verrà sempre a bussare alla loro porta e a chiedere ancora sacrifici, finchè questo sistema politico-industriale-statale continuerà ad essere e funzionare nello stesso modo? Quel genere di sacrificio economico non crea certo il Benessere Generale di cui abbiamo bisogno: alimenta solo il Malessere Generale.
A che servono tutte le Polizie Italiane?
Alla nostra sicurezza o a litigarsi tra loro? "Necessa est" che la Guardia di Finanza sia un Corpo Militare?
di Vincenzo Donvito Associazione per i diritti di utenti e consumatori
 
Il rapporto sull'attività della Guardia di Finanza nel 2002? Una monumentale opera di dati e numeri su cui il comandante generale Zignani ha detto: "la legge del 2001 affida alla guardia di finanza compiti esclusivi in materia di polizia economico-finanziaria e sui traffici illeciti in mare; per questo chiediamo a polizia e carabinieri che per quanto riguarda questi settori si ritirino e lascino alla Gdf le proprie competenze". A parte l'insolita occasione, e l'insolito metodo di Zignani per esternare la competitività e il "pestamento di piedi" che i 3 corpi di polizia si fanno fra loro (dichiarazione fatta all'Ansa), la sua richiesta  preoccupa molto noi amministrati che dobbiamo fruire della protezione di questo Corpo. Avere la conferma di questa competitività ci lascia sgomenti. Non per il fatto in sè (chi lo ignora oramai?), ma per come è stato comunicato, quasi che, esperite le vie ufficiali e gerarchiche, ormai "alla frutta", il nostro comandante le prova tutte, compresa quella del messaggio attraverso i media .. un corpo di sicurezza dello Stato ... roba da America Latina di decine d'anni fa.
La galassia di chi vigila sulla nostra sicurezza è di circa 480 mila tutori dell'ordine, così divisi: 66 mila Guardia di Finanza, 112 mila Carabinieri, 101 mila Polizia di Stato, circa 40 mila Polizia Penitenziaria, quasi 9400 Corpo Forestale dello Stato, circa 70 mila della Polizia Municipale, un numero indefinito di Polizia Provinciale, una stima di 80 mila poliziotti privati.
Cioè 7 corpi dello Stato e dell'amministrazione, più i privati. A parte i privati, se questi ultimi sono nella situazione di competitività di cui sopra, non ci stupiamo che la fiducia degli amministrati in chi li governa sia fiacca. Per cui, auspicare alcune unificazioni e cambiamenti è doveroso, visto che di coordinarsi fra di loro non sono capaci. Ci chiediamo perchè la Guardia di Finanza debba essere un corpo militare e perchè, per far valere le ragioni del Fisco, lo si debba fare con le armi e non con la "semplice" autorevolezza dello Stato. Certo che se i compiti della Gdf sono in competizione con quelli di Polizia e Carabinieri, capiamo perchè.
Ma se i compiti della Gdf fossero ben definiti, limitati, circoscritti, a maggior ragione in assenza di un'autorità militare (sostituita da quella civile), forse tutti ne avrebbero vantaggi. Soprattutto le varie forze dell'ordine che non dovrebbero fare appelli attraverso i media per rivendicare il proprio spazio d'azione. Vincenzo Donvito, presidente Aduc. aduc.it@aduc.it
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Esce la "Guida ai diritti del contribuente"
Su iniziativa del Sistema servizi Cgil viene pubblicata in questi giorni la "Guida ai diritti del contribuente".
La guida, stampata in più di 1.000.000 di copie, segue il "Manuale di autodifesa del cittadino", pubblicato nel 2001 e
è uno strumento per diffondere consapevolezza sui diritti del contribuente che continuano ad essere calpestati, come nella recente vicenda degli "avvisi pazzi" inviati per il condono Tremonti. La guida fornisce semplici indicazioni per ottenere il rispetto dei propri diritti e il risarcimento dei danni quando questi vengono violati. La guida è in distribuzione presso le sedi territoriali della Federconsumatori, delle Camere del lavoro territoriali, del Sindacato pensionati italiani Cgil, e nelle sedi regionali della Cgil. La guida è stata pubblicata come inserto al numero di giugno di "Libertà", mensile del Sindacato pensionati italiani Cgil. Per sapere qual'è la sede più vicina telefona al numero verde 848-854388 Comma 22 Federconsumatori area della Federconsumatori nazionale dedicata ai diritti del cittadino nei rapporti con la pubblica amministrazione
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