Senza
liberalizzazione e demopolizzazione avremo sempre prezzi alti, se ciò non
accade, la responsabilità è della UE
Il presidente della
Commissione Ue, Romano Prodi, in un'intervista
al quotidiano "La Stampa" cerca di argomentare sulle possibili responsabilità
degli aumenti dei prezzi ben al di l'a dei dati ufficiali e delle previsioni.
Guidato dal suo euro-entusiasmo Prodi ci dice solo che
è colpa dei Governi nazionali, che non avrebbero messo ben a punto gli impegni
presi su controlli e monitoraggio, mentre l'euro è tutto un successo,
specialmente per la praticità che ha fatto acquisire a chi, come lui, è sempre
in viaggio. A parte che la mobilità del nostro premier europeo non crediamo
possa essere utilizzata come esempio per la praticità e l'utilità della moneta
unica, noi che ogni giorno ascoltiamo le lamentele di chi non è fisso in
alberghi pagati dal proprio datore di lavoro, ma compra un paio di scarpe o
cerca di capire qualcosa del suo conto in banca, siamo meno entusiasti. Ad un
livello tale che non crediamo che l'Ue non abbia responsabilità in ciò che è
successo e sta succedendo. Se da un parte è vero che i Governi nazionali hanno
sottovalutato l'impatto della nuova moneta sui comportamenti, essenzialmente,
dei dettaglianti (dove dire truffaldini, è solo per essere gentili) (i prezzi
alla produzione sono infatti generalmente rimasti stabili e spesso sono calati),
dall'altra non è affatto vero che l'Ue ne esca a testa alta.
Forse un successo può essere valutato tale da chi pensa solo alla
testa di un organismo (l'acquisto di credibilità internazionale della
nuova moneta). Ma se vogliamo parlare di successo anche per il corpo (gli
amministrati), quindi per l'intero organismo, levandosi da ogni responsabilità
come fa Prodi, si rasenta l'omissione. Spieghiamo perchè. In un momento in cui
ogni tanto si alza qualcuno che dice "ridurre le tariffe e i prezzi del 10%",
paventando (perchè non capiamo altrimenti come possa essere imposta una simile
politica) ritorni di monopoli, e che in Parlamento e Governo se qualcuno si
distrae ti fanno passare prezzi unici nazionali su prodotti di libero mercato,
vuol dire che, non solo non è chiaro l'indirizzo di politica economica che il
Governo e lo Stato devono seguire, ma che chi sovrintende a questa politica non
la sta ben mettendo in pratica e ben controllando.
Cioè le politiche di
liberalizzazione e di demonopolizzazione che sono il punto di partenza della Ue,
hanno un deficit nel rapportarsi con gli Stati nazionali e gli europei tutti.
E siccome non vediamo altra possibilità, per far calare prezzi e tariffe, che mandare a casa più
monopoli possibile e aprire ogni settore economico alla concorrenza di tutti gli
operatori economici dell'Unione, se ciò non avviene, di chi è la responsabilità
se non di chi dovrebbe sovrintendere a questo processo economico? Rileviamo,
cioè, un deficit di applicazione delle politiche liberiste dell'Unione. E Romano Prodi, presidente della
Commissione, ci dice che l'Unione non c'entra
nulla?
Crediamo che fintanto continueranno gli scaricabarile e le
relative mancanze di assunzioni di responsabilità, non ci sarà osservatorio sui
prezzi, nuovi panieri Istat o Eurostat che terranno di fronte a chi (il
dettagliante finale nel nostro caso) non viene scoraggiato nel suo comportamento
dall'unico deterrente possibile: che il consumatore vada ad acquistare al
negozio accanto lo stesso prodotto ad un prezzo più basso. All'Unione spetta il
compito di favorire questa possibilità, ma i fatti ci dicono che lo sta facendo
male e con risultati scoraggianti anche per cercare di credere al fatto che
l'euro sia stato un buon affare per ognuno. Vincenzo Donvito, presidente Aduc.
aduc.it@aduc.it