EuroEntusiasmi & Orgasmi da Rotterdam
di Vincenzo Donvito, presidente Aduc
Lo Scaricabarile di Romano Prodi per nascondere le deficienze della UE
Senza liberalizzazione e demopolizzazione avremo sempre prezzi alti, se ciò non accade, la responsabilità è della UE
 
Il presidente della Commissione Ue, Romano Prodi, in un'intervista al quotidiano "La Stampa" cerca di argomentare sulle possibili responsabilità degli aumenti dei prezzi ben al di l'a dei dati ufficiali e delle previsioni.
Guidato dal suo euro-entusiasmo Prodi ci dice solo che è colpa dei Governi nazionali, che non avrebbero messo ben a punto gli impegni presi su controlli e monitoraggio, mentre l'euro è tutto un successo, specialmente per la praticità che ha fatto acquisire a chi, come lui, è sempre in viaggio. A parte che la mobilità del nostro premier europeo non crediamo possa essere utilizzata come esempio per la praticità e l'utilità della moneta unica, noi che ogni giorno ascoltiamo le lamentele di chi non è fisso in alberghi pagati dal proprio datore di lavoro, ma compra un paio di scarpe o cerca di capire qualcosa del suo conto in banca, siamo meno entusiasti. Ad un livello tale che non crediamo che l'Ue non abbia responsabilità in ciò che è successo e sta succedendo. Se da un parte è vero che i Governi nazionali hanno sottovalutato l'impatto della nuova moneta sui comportamenti, essenzialmente, dei dettaglianti (dove dire truffaldini, è solo per essere gentili) (i prezzi alla produzione sono infatti generalmente rimasti stabili e spesso sono calati), dall'altra non è affatto vero che l'Ue ne esca a testa alta.
Forse un successo può essere valutato tale da chi pensa solo alla testa di un organismo (l'acquisto di credibilità internazionale della nuova moneta). Ma se vogliamo parlare di successo anche per il corpo (gli amministrati), quindi per l'intero organismo, levandosi da ogni responsabilità come fa Prodi, si rasenta l'omissione. Spieghiamo perchè. In un momento in cui ogni tanto si alza qualcuno che dice "ridurre le tariffe e i prezzi del 10%", paventando (perchè non capiamo altrimenti come possa essere imposta una simile politica) ritorni di monopoli, e che in Parlamento e Governo se qualcuno si distrae ti fanno passare prezzi unici nazionali su prodotti di libero mercato, vuol dire che, non solo non è chiaro l'indirizzo di politica economica che il Governo e lo Stato devono seguire, ma che chi sovrintende a questa politica non la sta ben mettendo in pratica e ben controllando.
Cioè le politiche di liberalizzazione e di demonopolizzazione che sono il punto di partenza della Ue, hanno un deficit nel rapportarsi con gli Stati nazionali e gli europei tutti.
E siccome non vediamo altra possibilità, per far calare prezzi e tariffe, che mandare a casa più monopoli possibile e aprire ogni settore economico alla concorrenza di tutti gli operatori economici dell'Unione, se ciò non avviene, di chi è la responsabilità se non di chi dovrebbe sovrintendere a questo processo economico? Rileviamo, cioè, un deficit di applicazione delle politiche liberiste dell'Unione. E Romano Prodi, presidente della Commissione, ci dice che l'Unione non c'entra nulla?
Crediamo che fintanto continueranno gli scaricabarile e le relative mancanze di assunzioni di responsabilità, non ci sarà osservatorio sui prezzi, nuovi panieri Istat o Eurostat che terranno di fronte a chi (il dettagliante finale nel nostro caso) non viene scoraggiato nel suo comportamento dall'unico deterrente possibile: che il consumatore vada ad acquistare al negozio accanto lo stesso prodotto ad un prezzo più basso. All'Unione spetta il compito di favorire questa possibilità, ma i fatti ci dicono che lo sta facendo male e con risultati scoraggianti anche per cercare di credere al fatto che l'euro sia stato un buon affare per ognuno. Vincenzo Donvito, presidente Aduc. aduc.it@aduc.it