Il Cavaliere della buona novella, nemici della patria, menagramo
e federalismo
Il Governo apra un dibattito. di Artemio Ruggeri
 
Quando nel salotto televisivo di Bruno Vespa sottoscrisse il contratto con gli italiani il Cavaliere non avrebbe mai pensato di dover pronunciare, 20 mesi dopo, la parola sacrifici. Se qualcuno gli avesse chiesto, in quel magico momento, se da presidente del Consiglio avrebbe mai imposto dei sacrifici agli italiani, Berlusconi avrebbe risposto che quelle erano cose da comunisti, eredi di Enrico Berlinguer: fu lo storico segretario del Pci, infatti, a porre l'esigenza dei sacrifici a fondamento della politica di solidarietà nazionale nella seconda metà degli anni '70. Con la Casa delle libertà al governo, invece, c'era da attendersi due volte Natale e festa tutto l'anno: bastava predisporre l'animo e la volontà all'ottimismo, avere più fiducia in se stessi e in un imprenditore prestato alla politica, destinato a fare la fortuna degli italiani nello stesso modo in cui aveva costruito la sua.
La buona novella è durata fino a poche settimane orsono.
Chi esprimeva qualche preoccupazione era trattato da menagramo (mancavano sole le corna care al presidente Giovanni Leone), veniva giudicato alla stregua di un profeta di sventure e ritenuto quasi un nemico della patria.
Poi, quando è venuto il momento di scrivere - nero su bianco - una Finanziaria da 20 miliardi di euro (che sono circa 40mila miliardi di vecchie lire) i toni sono cambiati. Persino Giulio Tremonti, in Parlamento, ha chiesto aiuto a quell'opposizione che gli aveva lasciato un buco a lungo denunciato (senza per altro provvedere a chiuderlo). Poi, come un benefico deus ex machina,
è arrivata la Ue a rinviare al 2006 la scadenza del pareggio di bilancio. Ancorché posticipati, però, i problemi non si risolveranno da soli. Tanto più che, se anche supereranno la giusta levata di scudi dei paesi virtuosi al prossimo Ecofin, le prescrizioni della Commissione non rappresentano una sorta di licenza di uccidere gli impegni al risanamento, ma saranno corredate da raccomandazioni e da scadenze precise per quanto riguarda l'abbattimento del deficit e la riduzione del debito (che è il nostro punto debole rispetto a quanto avviene negli altri paesi che - come noi - hanno dato forfait). Ecco, dunque, la necessità di accettare, dopo l'euforia del Carnevale, i giorni della Quaresima.
Anche i sacrifici, però, devono essere credibili, efficaci e soprattutto equi. A noi è sembrato che la manovra del governo in larga misura a scapito delle Regioni e delle autonomie locali presenti non solo parecchi limiti economici, ma anche molte contraddizioni di ordine politico.
Chi scrive non è certamente un patito del federalismo all'italiana: una specie di moda che ha coinvolto la classe politica, ma che interessa ben poco i cittadini.
Pare, infatti, che dopo trent'anni dalla loro istituzione le Regioni non abbiano acquisito i meriti che rivendicano e che la loro amministrazione, in generale (ovviamente vi sono delle eccezioni), non sia migliore di quella dello Stato.
Il raptus federalista ha imposto, nella zona Cesarini della passata legislatura, una revisione costituzionale pasticciata, piena di attribuzioni di poteri concorrenti e privi di una gerarchia delle fonti, che non solo sta dando luogo ad una conflittualità di principio a livello della Corte Costituzionale, ma che rischia anche di produrre una moltiplicazione della spesa, nella solita logica per cui tutto si crea (a livello regionale) e nulla si distrugge (per quanto riguarda l'amministrazione statale).
Il Governo, però, deve decidersi. E' intenzionato a rimettere in discussione, in senso neocentralista, l'impianto federalista e tenta di anticiparne i contenuti nella Finanziaria? Lo dichiari e si apra un dibattito.
Ma cosa succederà del progetto della devolution tanto caro alla Lega?
 
Subito la riforma delle pensioni
 
Proseguono le adesioni da parte di economisti ed esponenti del mondo accademico all'appello al Governo promosso dal Presidente di Radicali Italiani Benedetto Della Vedova per una immediata riforma della previdenza.
Si chiede al Governo di dare corso alla delega previdenziale e di attuare il passaggio generalizzato (pro rata) al metodo contributivo, l'abolizione delle pensioni di anzianità e l'innalzamento a 60 anni dell'età minima per il pensionamento anticipato.
Hanno aderito all'appello dei Radicali:
Benedetto Della Vedova, Presidente di Radicali Italiani deputato europeo, Giuliano Cazzola, esperto di questioni previdenziali, editorialista, Carlo Altomonte, docente di Macroeconomia Università Bocconi Milano; Michele Bagella, Professore di Economia Monetaria Università Roma "Tor Vergata"; Alberto Bisin, Dept of Economics, New York University e Igier, Università Bocconi; Renato Brunetta, economista, deputato al Parlamento Europeo (FI); Enrico Cisnetto, opinionista; Lorenzo Codogno, Head of European Economics Bank of America; Enrico Colombatto, Professore di Politica Economica Università di Torino; Raimondo Cubeddu, Professore di Filosofia politica Università di Pisa; Alessandro De Nicola, Presidente Adam Smith Society; Ernesto Felli, Professore di Economia Politica Università Roma 3; Luigi Frati, Preside Facoltà Medicina e Chirurgia Università Roma
"La Sapienza"; Giampaolo Galli, direttore centro studi Confindustria; Lella Golfo, Presidente Fondazione Marisa Bellisario; Sergio Magrini, Professore di Diritto del lavoro Università Roma "Tor Vergata"; Claudio Morana, docente di Economia Università degli Studi Piemonte Orientale; Giuseppe Pennisi, Professore di finanza pubblica Scuola Superiore Pubblica Amministrazione; Alberto Pera, opinionista, già direttore generale Antitrust; Franco Peracchi, Professore di Econometria Università Roma "Tor Vergata"; Roberto Perotti, Department of Economics, European University Institute, Firenze; Pietro Terna, Professore di Econometria Università Torino; Salvatore Zecchini, Professore di Economia Università Roma "Tor Vergata".
Per informazioni tel. 335.6034832.
Sergio Alessandrini, Professore di Economia Politica Università Modena, Francesco Maria Avato, docente di Medicina Legale
e Assicurazioni, Fabrizio Cacciafesta, professore di Matematica Finanziaria Università Roma "Tor Vergata", Fabrizio Cicchitto, Vicepresidente deputati FI, Franco Debenedetti, Economista, Senatore Ulivo, Claudio Franchini, Professore diritto pubblico Università Roma Tor Vergata, Ferdinando Meacci, Professore di Economia Politica Università Padova, Gustavo Piga, Professore di Economia Politica Università Macerata, Giovanni Portoso, Docente di Statistica Università Piemonte Orientale, Aldo Ravazzi Douvan, economista, già responsabile ufficio studi IRI, Bruno Sitzia, Professore di Econometria Università Bocconi Milano, Nicola Salerno, consulente in materia pensionistica Dipartimento Tesoro, Ornello Vitali, Professore di Statistica economica Università Roma "La Sapienza", Ernesto Volpe di Prignano, Professore di Matematica Finanziaria Università "La Sapienza". Per informazioni tel. 335.6034832.