Ci volevano i polveroni di Cofferati&loStatounitario per....
di Pier Luigi Baglioni
 
Ci voleva proprio Cofferati sulla scena politica per evidenziare l'equivoco sindacale, anomalia genetica della nostra democrazia fin dalla costituzione dello stato unitario. Il segretario della CGIL usando la modica all'art.18 (maldestramente sollevato da Berlusconi) allo scopo di porre una ipoteca sulla leadersheep della sinistra piega la tattica (lotta durissima e senza sconti al governo) in funzione della strategia (leadersheep di un Ulivo più rosso che verde) procede nella tradizione del sindacato al servizio della politica. Solo che prima gli scioperi dovevano costringere il governo alla trattativa; stavolta rifiuta la trattativa stessa per un altro obiettivo (quello appena detto). In sostanza con Cofferati è la CGIL che incalza il partito e non viceversa come sempre è avvenuto. Difatti la costante che caratterizza la politica CGIL in tutti gli anni della prima repubblica è il polverone di scioperi quando il PCI è all'opposione, il soporimento della lotta quando esso è nell'area di governo.
Paradigma il Luciano Lama formato EUR durante il 'compromesso storico', e quello contro il congelamento dei 'quattro punti della contigenza' varato dal governo Craxi. Con Cofferati la vecchia 'cinghia di trasmissione' dal partito al sindacato si rovescia. E' il sindacato che prende la supremazia e condiziona il partito nel momento più critico della sinistra italiana.
Quando Mani Pulite, pur lasciando integri sulla scena soltanto gli ex PCI, ha fallito e Berlusconi s'è instaurato solidamente al governo. Il metodo della conflittualità nella fabbrica e nella società è lo stesso, ma la lotta non è più contro i 'servi del padrone'
o 'le multinazionali della mondializzazione'. Finge combatterle insieme al 'monopolista dell'informazione' ma in realtà si contrappone a D'Alema per prenderne il posto. Annotiamo i toni incredibilmente aspri del trainer ex ministro Berlinguer ...
e lo scontro è solo agli inizi.