Carteggio Biagi e necessità di essere sotto
tutela?
Intervista a Giuliano Cazzola di
Lucy dall'Ombra
Caro Cazzola, lei che
sin dai tempi dell'Università era grande amico ed estimatore di
Marco Biagi,
cosa pensa del
"Carteggio Biagi" uscito stranamente solo ora su la
Repubblica?
Confesso che la cosa che mi ha colpito di più
del carteggio Biagi è la disperata ed inascoltata richiesta di aiuto.
Marco
non era un vile e neppure un mitomane. Era una persona riservata, schiva. Non si
sarebbe mai esposto così fino al punto di scomodare tutte le sue amicizie in un
initerrotto grido di aiuto se non avvesse avvertito il pericolo incombente.
Il fatto che non sia stato aiutato è gravissimo. Vede, io sono sotto tutela
da Pasqua. Nel mio caso però la misura è dettata da una congettura. Si pensa che
io possa essere in pericolo come tanti che sono esposti su temi delicati e
critici. Io però non ho mai ricevuto minacce esplicite nè telefonate anonime:
Biagi sì. Qualunque altro cittadino - mettiamo il panettiere sotto casa - che
ricevesse delle minacce e facesse denuncia alla Questura, riceverebbe protezione
quanto meno farebbero delle indagini.
Con Biagi non è stato così. Qualcuno
deve rispondere. Io mi chiedo come mai De Gennaro rimane intoccabile, ancorchè
sia stato nominato dal Centro-sinistra e la Polizia sotto la sua direzione abbia
compiuto parecchi errori.
E le reazioni di Cofferati come le
giudica?
Essendo stato dirigente in C.G.I.L., lei dovrebbe
conoscere bene il personaggio, "il Cinese" .
Cofferati sbaglia a rifiutare ogni autocritica.
E' certo che le parole non uccidono, ma fanno male.
Biagi avvertiva
un'ostilità della Cgil che a suo avviso era incomprensibile. Cofferati lo aveva
"beccato" un paio di volte con
quel suo fare un po' strafottente. Ma al Cinese
non va rimproverata solo l'ostilità verso il professore bolognese (per lui avere
contro la Cgil significava anche isolamento nel suo ambiente). Cofferati dovrà
essere chiamato a rispondere dei guasti provocati alla politica della sua confederazione.
Inoltre è inaccettabile che il segretario della Cgil descriva la situazione
del paese come se fossimo sull'orlo di una svolta autoritaria, dove sono conculcati
i diritti fondamentali, massacrata la classe lavoratrice; dove sia in preparazione
un patto scellerato preparato da sindacalisti felloni e traditori, e meravigliarsi
poi se qualcuno prende di mira uno di questi obiettivi. Cofferati ha sollevato
un polverone incredibile su di una questione tutto sommata secondaria.
Non si può mettere a ferro e a fuoco un paese,
creare una situazione sindacale incandescente poi stupirsi se qualcuno spara.
Tutti hanno diritto di avere opinioni diverse, non sottoscrivere accordi. Ma
le differenze di opinioni non sono tradimenti.
Difficile non essere
d'accordo con quanto ci dice, caro
Cazzola.
Noi di Virus le facciamo molti auguri di non
sentirsi troppo infelice per il suo nuovo stato di cittadino sotto
tutela. Auguri di tutto cuore Cazzola.