Tre lettere ai direttori
 
Caro direttore di Virus,
ho letto con piacere lo scritto di Fausto Bertinotti, una persona squisita sul piano personale almeno quanto è perniciosa su quello politico e sociale. E' chiaro che considero l'iniziativa referendaria - per l'estensione erga omnes del dispositivo della reintegra nel posto di lavoro in caso di licenziamento ingiustificato - alla stregua di un provvedimento sfasciacarrozze.
Del resto Bertinotti non ha da porsi problemi di compatibilità o di efficienza di un sistema produttivo che vuole trasformare profondamente, nè sembra propenso a riconoscere che il modello capitalistico (parafrasiamo ciò che Winston Churchill
diceva del regime democratico) è il peggiore di tutti eccezion fatta per qualunque altro.
Mettendosi dal suo punto di vista, però, è difficile non riconoscere il filo rosso della logica nel suo ragionamento.
Stento a capire invece Sergio Cofferati.
Se fosse vero (e non lo è) che una piccola modifica dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori comporta un vulnus irreparabile al sistema dei diritti delle persone (non solo dei lavoratori), come sostiene il Cinese, non si vede come si possa dare torto a Bertinotti che quel diritto alla reintegra (e non solo al risarcimento patrimoniale che è la regola di tutti i rapporti basati su obbligazioni dei contraeneti) vuole concedere anche al garzone di bottega del macellaio sotto casa qualora sia licenziato senza giustificato motivo o giusta causa.
Le parole sono pietre. Non si possono spandere al vento espressioni come "violazione di diritti inalienabili" con la facilità e l'improntitudine di cui ha fatto uso Cofferati (riferendole a ordinari mezzi di protezione sociale) e prendersela con Bertinotti perchè quelle specifiche tutele (tanto fondamentali da non essere neppure discutibili a un tavolo negoziale) vuole estendere
a tutti. Veramente non si capisce come possa un diritto essere considerato sacrosanto nelle azinde con più di 15 dipendenti e non riconosciuto nelle imprese al di sotto di tale limite. Il fatto è che gli apprendisti stregoni (come Cofferati) sono i più pericolosi perchè scatenano forze che loro stessi sono incapaci di controllare.
Meglio i rivoluzionari come il nostro Fausto, con tanto di patente, come lo jettatore di Pirandello.
Giuliano Cazzola.
 
Pallottole e insulti no, ma proteste civili sì.
 
Caro Direttore Feltri,
pur condannando fermamente i metodi intimidatori e le espressioni insultanti (che, se mai, indeboliscono non rafforzano
una protesta sociale diretta a istituzioni, partiti, governi), la lettera contenente una pallottola calibro 357 Magnum inviata al presidente della Camera Casini, e a Lei per conoscenza con lo scopo che fosse pubblicata da Libero, se ci discostiamo
dalla zavorra minatoria e dagli insulti sparati nel mucchio ma, viceversa, riflettiamo e tentiamo di analizzarne pragmaticamente le motivazioni e le spinte di malessere sociale ed economico che hanno ispirato quella missiva, (tenendo ben presente la regione di provenienza, il Veneto), credo ci sia data un'occasione per capire, ed ovviare attraverso un'azione di governo lungimirante, incisiva ed attenta alla intera società italiana da cui risulta lampante, -guai a non prenderne atto-, essere una società in evoluzione rapidissima e agitata nel profondo da malesseri socio-economico-politici, alla ricerca non solo del benessere ma percorsa da un rinnovellato bisogno di valori morali, etici, politici, di partecipazione reale ed attiva alla cosa pubblica.
L'anonimo cittadino veneto, al di là di errori e minacce sostanziali e formali di cui gronda il suo violento  richiamo, non è che
una disperata, minacciosa protesta verso un qualcosa che lo ha profondamente deluso e ferito e, con lui, la comunità socio-economica in cui non solo egli vive, ma che vuole esprimere.
Caro Direttore, il suo importantissimo quotidiano, che a differenza della stampa consociativa e corporativa italiana, le notizie, anche se scabrose le da', e per questo lo prediligiamo, è molto attento alle realtà del territorio veneto, e fa benissimo ad esserlo mentre altri lo ignorano trattandone le questioni come gatte da pelare, quindi, meglio ignorarle.
In fondo, non mi si fraintenda, questo cittadino, e come lui ce ne sono milioni, cosa lamenta, cosa chiede, quali istanze avanza, in malo modo, certo, a quale anelito di partecipazione e di creatività politica aspira?
Ha dato il suo voto, la sua fiducia, con evidente speranza e vitalità, alla Casa delle Libertà e oggi le presenta il conto.
Nulla di male: se sottoscrivo un contratto morale, ideale e programmatico ho diritto di vederlo rispettato.
Altrimenti, in democrazia, nessuno può impedirmi le legittime proteste ne' soffocare un progetto politico quale è un movimento d'opinione e riformatore; e, il Veneto, è sempre stato ed è la regione laboratorio politico pilota italiano per eccellenza da cui si sono sprigionate e mosse infinite realtà riformatrici ed innovative, che qui non enumero per brevità, ma che tutti conosciamo benissimo.
Una società produttiva in fermento, e vitale, i cui errori di espressione vanno certamente e sapientemente corretti, non deve essere penalizzata, bensì ascoltata con attenzione, fatto tesoro ed esperienza governativa saggia e lungimirante delle proteste e dei progetti confusi ma politicamente attivi che arrivano al nostro orecchio.
Mi sento di dire a questo signore veneto, che agita malamente e molto molto ingenuamente  le sue ragioni, tramutandole in torti per la forma belluina, terroristica e indegna di un uomo maturo e civile, che crei il suo movimento politico ma, se vuole un seguito di cittadini onesti ed attivi, abbandoni il lessico da terroristi del bar dello sport e dimostri come i cittadini operosissimi e civilissimi del grande Veneto sanno fare politica sociale, economica e riformista senza ricorrere ad obsoleti e frusti proclami o a gesti da antiche Brigate Rosse.
Caro cittadino veneto, ti sfido a farlo e riporto qui la tua lettera.
Lettera firmata del Movimento per le Riforme.
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Dal quotidiano Libero.
 
Caro Direttore,
ti mando una copia per conoscenza di una lettera spedita al Presidente Casini, dove ho allegato anche una pallottola calibro 357 Magnum, sperando di scuoterlo un po' dal torpore causato dal suo attaccamento alla poltrona.
Sono sicuro, che nonostante dia fastidio allo così detta società civile, la pubblicherai sul tuo giornale, così tutti potranno conoscere le richieste e le minacce di un nuovo movimento politico.
Caro Casini, quando era al governo il centrosinistra i clandestini arrivavano con i gommoni, ora che è al governo il centrodestra arrivano con le navi. Noi siamo convinti che i vari quaqquaraqua del C.C.D.-C.D.U.-U.D.C., invitino questi disperati a venire tutti in Italia per ingrossare le casse della Caritas, che, nei centri di accoglienza, percepisce 140.000 £ al giorno per ognuno di questi disperati. Questo fiume di denaro poi tutti sanno che viene dirottato al Vaticano. Pecunia non olet. Siamo anche convinti, che questi quaqquaraqua del C.C.D.-C.D.U.-U.D.C. siano d'accordo anche con la confindustria; infatti, più immigrati arrivano, più aumentano le esportazioni e più si arricchiscono gli industriali. C'è però l'altro lato della medaglia; tutta questa offerta di lavoro serve solo a comprimere gli stipendi dei poveri. Maledetti ciarlatani, voi naturalmente siete sempre schierati dalla parte sbagliata Vergogna! Caro Casini, stai attento che ti teniamo sotto tiro. Noi da questo governo vogliamo più rigore. -Chiusura immediata delle frontiere ed uscita dal trattato di SCENGHEL- L'Italia è troppo piena; vogliamo espulsioni immediate.
Basta terroristi palestinesi, basta immigrati extracomunitari, basta democristiani inciuciari, ambigui, corrotti, ed attaccati solo alla poltrona. Siete la discarica politica dei riciclati. Basta democristiani tangentisti, mafiosi, pedofili e culattoni.
Basta mettere i bastoni tra le ruote al governo. Raccontaci invece, caro Casini, tu che sei stato il portaborse di Forlani, dove sono andati i soldi per gli acquedotti per il Sud; raccontaci chi ha gestito tutti questi sprechi! Fuori i nomi, VIGLIACCO.
In 50 anni di governi democristiani, corrotti e disonorati, avete portato il Sud ad un livello di Terzo Mondo. Vergogna!
Ora che non ci sono più i soldi che facciamo? L'Italia è piena; qui ci vuole ordine e sicurezza. Basta democristiani in ordine sparso, riprendi subito le briglie del tuo movimento, e se serve usa anche la frusta. Non sottovalutare queste proteste; il movimento di PIM FORTUYN è arrivato anche in Italia. Basta moschee, basta mussulmani, basta colf, basta puttane, basta badanti, basta lavavetri ai semafori, basta venditori abusivi di merce contraffatta. Basta zingari a 35000£ al giorno cadauno.
Le casse dello Stato sono vuote, e voi ci state togliendo il pane dalla bocca per aiutare tutto il mondo.
La sanità ha un buco spaventoso e in queste condizioni non si può più regalare niente a nessuno.
Pensate invece ai nostri anziani, ai nostri poveri, agli ammalati, ai pensionati al minimo con 500-600.000 £ al mese.
Basta lunghi tempi di attesa per una visita in ospedale. Tagliate subito tutte le spese inutili, dimostrate di non essere un partito di sadici e di masochisti, impegnatevi invece a risolvere questi problemi; i problemi della gente comune, quelli che girano senza scorta e senza auto blindate. C'è tanto lavoro da fare, qui al governo non servono sacrestani, serve gente con tre palle, e se proprio non ne avete tre almeno due. Le sinistre si stanno ricompattando, e questo governo è appeso ad un filo.
Se cade questo governo, tu, Bossi, Fini e Berlusconi non tornerete al governo per 50 anni.
C'è un proverbio che dice tutti si possono imbrogliare una volta, due volte solo i fessi, tre volte nessuno! Caro Casini, abbi cura di te e non dimenticarti di passare una copia ai tuoi compagni di merende: al maresciallo Follini e al grande filosofo Bottiglione. P.S. Ma per votare questi CICIDI-CIDIU-UDICI bisogna essere proprio di bocca buona.