Un
consiglio giusto? Calare le braghe
"Chiedete, vi sarà dato"
di
Giuliano l'Apostata
Cui prodest? A chi
giova l'iniziativa irrituale del presidente Ciampi
che ha convocato al Quirinale il Governo e le parti sociali per esaminare lo
stato delle vertenze aperte su quanto indicato nei disegni di legge delega? La
risposta finale a questi interrogativi verrà dagli esiti degli incontri che si
concluderanno lunedì. Il Quirinale ha tenuto a far saper che il presidente non
intende rendersi protagonista di una mediazione (del resto tale attività
esorbiterebbe dai suoi poteri istituzionali).
Così, dal momento che il Governo ha risposto
picche alle "aperture" di
Cofferati, c'è da ritenere che il giro si concluda con un nulla di
fatto. Ma non sarà così. A pensarci bene l'iniziativa di Ciampi ha portato acqua
al mulino dei sindacati. Per tante ragioni.
La richiesta di incontro, formulata da
Cofferati, Pezzotta e Angeletti, è stata accolta (la risposta positiva del
presidente era stata cooncordata in anticipo?); i segretari hanno potuto
raccontare le loro menzogne ad un presidente della Repubblica che li è stati a
sentire e non li ha messi alla porta (Ciampi conosce i
problemi e sa bene cosa sarebbe necessario fare:
tutto il contrario cioè, di quanto affermano i
sindacati).
Al dunque, i leader sindacali hanno dato prova
di essere disponibili mentre il Governo ha fatto la parte del "cattivo" che volge le spalle alla concertazione e non di dà
cura di evitare le lotte sociali che saranno promosse.
Poi messo alle
strette, ha fatto marcia indietro sul punto cruciale
dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (la
disciplina dei licenziamenti individuali).
Dicono che, al di là del fair play con cui gli esponenti del Governo si
esprimono, il Cavaliere sia molto irritato per l'iniziativa di Ciampi. Infatti,
anche grazie alle consultazioni del Presidente prende forza la rappresentazione
di un Governo che non ha le idee chiare in politica estera, che litiga con i
magistrati (sopra le righe non è andato solo Borrelli), che non è in grado di
gestire le relazioni sociali al punto da rendere necessaria la supplenza del
Colle, da dove viene sempre il consiglio giusto: calare le
braghe. La situazione non è affatto delle migliori. In tale contesto, vi
sono alcune vicende che meritano di essere segnalate per l'alto tasso di
paradosso che esprimono. Questo Governo ha ereditato dal Centro-sinistra un
assetto molto logorato dei rapporti tra la Cgil da un lato e la Cisl e la Uil
dall'altro. L'unità sindacale era in frantumi. In pochi mesi il quadro è
cambiato ed ora i sindacati marciano all'unisono, ancorchè il Governo (si veda
il caso delle pensioni) abbia loro concesso assai più di quello che nessuno
Esecutivo prima aveva osato concedere. L'altra vicenda singolare riguarda Cisl e
Uil? Pezzotta ed Angeletti si sono accorti che Cofferati e
company li condurranno rapidamente alla
ripetizione di un altro luglio '60 (speriamo senza
morti per le strade)? Perchè gli reggono il sacco?
Certo, che con un Governo così vale il principio del "chiedete, vi sarà
dato".