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"Il conflitto di padroni" & la golden share:
 
nuovo mostro Nonostante le tirate d'orecchie della Commissione Ue, la golden share è tra le principali caratteristiche della liberalizzazione e privatizzazione dell'economia italiana. Ora potrebbe  toccare all'Acquedotto pugliese una nuova perla del capitalismo italiano: "il conflitto di padroni". Il presidente della Regione Puglia Fitto fa sapere che la vendita del più grande acquedotto d'Europa, già prevista da un decreto del Governo Amato, 9 marzo 2000, dovrà essere decisa dal prossimo Governo (intuiamo perchè gli dovrebbe essere più congeniale vista l'appartenenza di entrambi allo stesso schieramento partitico), e non potrà non avere tra i suoi azionisti la Regione Puglia, le cui azioni non potranno non essere che di valore aggiunto rispetto alle altre, cioè dovranno avere un potere di
golden share. Considerato che questi paletti vengono chiesti da un presidente il cui leader nazionale, Berlusconi, dice di
rifarsi ai sistemi economici dei repubblicani Usa al Governo, che non hanno grande dimestichezza con la golden share; forse ci è sfuggito qualche passaggio. La perla di questa liberalizzazione, dato che l'acquirente quasi sicuramente sarà l'Enel, sarebbe che un'azienda controllata dallo Stato -l'Enel- acquista qualcosa su cui, nonostante il possesso della maggior parte del capitale, non può comandare perchè -la Regione Puglia- ha più poteri di lei. Ciò evoca un nuovo mostro che appassionerà storiografi e filosofi dell'economia politica: il "conflitto di padroni". Se, in economia è il federalismo, 
ne vedremo delle belle nei prossimi anni. Vincenzo Donvito presuidente dell'Aduc ass. utenti e consumatori www.aduc.it