Marco Zardetto:
La nostra, la mia battaglia
contro le malattie genetiche,
la distrofia muscolare
Cari amici, mi chiamo
Marco Zardetto, sono un giovane di 28 anni che vive a Vittorio Veneto, in provincia
di Treviso. Sono laureato in fisica ed entro l'anno conto di laurearmi
in economia e commercio. Attualmente insegno come supplente in alcuni istituti
superiori della mia zona. Da parecchi anni seguo da lontano le iniziative dei
radicali, condividendone
la gran parte, non essendo
d'accordo con alcune di esse. Il mio apporto alle varie battaglie è stato quello
di un simpatizzante "distaccato", impegnato ad affrontare le alterne sorti della
vita quotidiana ed a trovare qualche spicchio di felicità. Avrei voluto fare
di più, ma non è stato facile come non è facile per me scrivere questo breve
articolo. Già, perché io non posso battere con le mie dita sulla tastiera e neanche prendere
una penna in mano e riempire un foglio bianco. Sono infatti affetto da una rara
forma di distrofia muscolare congenita e se riesco a fermare i miei pensieri
su carta o su video (come in questo caso) è solo grazie ad un programma di riconoscimento
vocale caricato sul mio computer. Sono rimasto impressionato dalla
battaglia di Luca Coscioni per la libertà della scienza e della ricerca,
per la clonazione terapeutica, per l'utilizzo degli embrioni sovrannumerari.
Ma la cosa che mi ha impressionato di più è l'assoluto silenzio se
non il rifiuto di questi temi da parte di quasi tutte le forze politiche
italiane.
Com'è
possibile che i nostri governanti e
rappresentanti non sentano il grido di dolore che si leva da tante famiglie...?
Com'è possibile
che il Vaticano neghi coscientemente la possibilità di curare o di prevenire
queste terribili patologie che una "natura matrigna" mi ha "donato", ci ha regalato,
ci e vi potrebbe ancora riservare in futuro? Qualche settimana fa ho
letto sul sito dei radicali la richiesta urgente di dare una mano per la raccolta
firme e la disponibilità a candidarsi. Ho dato la mia. Non
certo per ambizione o per arrivismo (sappiamo bene quale cifra tonda di eletti
rischia di avere la lista Bonino nel prossimo parlamento!!!)
ma per difendere anche i diritti delle migliaia di persone colpite da
malattie genetiche per le quali l'unica speranza è la ricerca biologica
e genetica e soprattutto per le generazioni future che rischiano, a causa di
questo nuovo oscurantismo scientifico, di essere abbandonate al loro
destino. E così mi trovo adesso impegnato nell'impresa "epica"
della raccolta firme a sostegno della mia candidatura e della possibilità
che la lista Bonino sia presente, con le sue battaglie laiche,
di libertà, di giustizia di umana ricerca della felicità per tutti e per ciascuno...,
anche nel mio collegio elettorale. Troppe persone, troppi partiti promettono
paradisi futuri sulla terra; io vorrei risposte ragionevoli, pragmatiche, laiche,
ai nostri inferni quotidiani. Sto raccogliendo firme, dicevo.
Sto cercando di sensibilizzare persone. Immagino che molti di voi lo abbiano
fatto in parecchie occasioni e lo stiano facendo anche ora, in questi giorni.
Sapete bene quale sia la fatica, il pessimismo, gli ostacoli che si trovano,
ma sicuramente conoscete anche quella speranza, quella lucida follia che ci
fa combattere fino in fondo, all'ultimo secondo, senza risparmio alcuno. Ho
bisogno di aiuto, di persone di buona volontà che possano dedicare parte del
loro tempo, della loro vita perché possa moltiplicarsi il tempo, la vita di
tutti quelli che lottano e soffrono a causa delle malattie genetiche.
Ma anche per moltiplicare il tempo, la vita, la libertà di coloro
ai quali la libertà, il tempo e la vita sono stati negati a causa di errori
giudiziari, di una giustizia ingiusta. In poche parole cerco l'aiuto di chiunque,
a prescindere dalla fede religiosa o politica, ritenga che sia indispensabile
riportare al centro del dibattito i veri problemi della gente, del quotidiano,
che spaziano dalla possibilità di avere un mercato del lavoro finalmente libero
dagli eccessivi vincoli che limitano le aspirazioni occupazionali di molti giovani,
alla possibilità di scegliere la morte naturale o una fine più dolce per la
propria esistenza. Concedetemi ancora poche righe per dare un abbraccio a Luca
Coscioni (anche se non lo conosco personalmente) e fargli un grosso
in bocca al lupo perché possa riuscire a vincere la nostra battaglia.
Marco Zardetto