Embrioni nella spazzatura?
Nò salvino milioni di vite umane
Una battaglia
di civiltà
di Luca Coscioni
Fare politica,
quando ci si trova su di una sedia a rotelle è molto difficile.
Può
sembrare addirittura impossibile, se per comunicare si è anche costretti,
come nel mio caso, ad utilizzare un sintetizzatore vocale ed un computer portatile.
Tuttavia, sono convinto
che la forza delle idee, alla fine, è sempre vincente e, soprattutto, inarrestabile.
La battaglia radicale per la libertà di ricerca scientifica, alla quale sto
dando corpo e voce con Emma Bonino e Marco Pannella è per
tutto questo .
Le cellule staminali sono cellule
ancora indifferenziate, caratteristiche degli embrioni, ma presenti in quantità
limitata anche negli organi adulti. Per ragioni non ancora note, le cellule
staminali, una volta inserite, ad esempio, nel sistema nervoso, sono irresistibilmente
attratte dai punti, come le aree di lesioni o di degenerazione, aree nelle
quali c'è più bisogno di loro.
Una volta arrivate a destinazione,
tali cellule indifferenziate si trasformano in neuroni in grado di sostituire
o riparare quelli distrutti o danneggiati. Secondo il Rapporto Dulbecco, premio
Nobel per la medicina, sulle cellule staminali (il documento che
contiene le raccomandazioni dei 25 Saggi incaricati dal Ministro della Sanità
di fare chiarezza sulla materia) sono 10 milioni gli
italiani, colpiti da varie patologie, che potrebbero guarire, se curati con
terapie basate su tali cellule. In Italia, purtroppo, tale possibilità di
cura sembra essere preclusa a questi 10 milioni di concittadini
per l'ingerenza della Chiesa cattolica notoriamente contraria
all'utilizzo di cellule staminali prelevate dagli embrioni sovrannumerari.
Tali embrioni, congelati e conservati sotto azoto, sono lo scarto
dei programmi di fecondazione assistita; si tratta di embrioni destinati
a finire nella spazzatura che se venissero invece
utilizzati potrebbero salvare la vita a milioni di persone. La portata delle
nuove terapie cellulari fondate sulle cellule staminali può essere considerata
epocale, equivalente all introduzione degli antibiotici
nella storia della medicina. Mentre, 6 mesi fa, Stati Uniti e Gran
Bretagna dicevano sì alla clonazione terapeutica, oggi in
Italia stiamo ancora discutendo se sia etico o meno utilizzare degli
embrioni congelati, prossimi alla scadenza, se non già inutilizzabili. Questi
6 mesi di ritardo avranno un solo significato: centinaia di migliaia
di morti che potevano essere evitate.
E' per questo che
ho deciso di rompere, con la mia presenza fisica e con il mio sintetizzatore
vocale, la congiura del silenzio che la Casa delle Libertà
e l'Ulivo, Rutelli e Berlusconi, hanno ordito ai danni dei 10 milioni
di italiani, affetti da malattie cronico-degenerative, che potrebbero essere
curate con la clonazione terapeutica.
Questa battaglia ci consentirà
di tornare in parlamento con un gruppo di deputati e senatori radicali cocciuti
e determinati.
Certo, il traguardo è ambizioso
ed è per questo che invito i cittadini italiani a sostenere e a votare le
liste e i candidati radicali.
Si tratta di liste e di
candidati autonomi rispetto ai due poli. Io sono candidato alla Camera
dei deputati sia nel maggioritario, nel Collegio numero 7, Orvieto,
che nel proporzionale, Circoscrizione Umbria. Inoltre, sono anche capolista,
questa volta davanti a Marco Pannella, in altre due regioni, Lazio ed Emilia
Romagna. La battaglia che stiamo combattendo è tesa, fra le altre cose, a
dotare il nostro paese di una legge sulla clonazione terapeutica. Abbiamo
anche predisposto, con Emma Bonino e Cinzia Caporale, una
proposta di legge di iniziativa popolare per l'utilizzo di cellule staminali
per finalità terapeutiche. La presenza di una pattuglia radicale nel prossimo
Parlamento e' la sola garanzia, per milioni di concittadini,
che una legge sulla clonazione terapeutica venga discussa senza pregiudiziali
di ordine etico o religioso.
Concludo,
lanciando un appello.
Di non cedere alla tentazione di
votare l'Ulivo perché si è contro i fascisti. Oppure, che è poi la stessa
cosa, di votare la Casa delle Libertà perché si è contro i comunisti. Ma,
per una volta, di votare per e non contro: per la libertà di ricerca scientifica,
per la libertà di scienza, per la libertà. Insomma, di votare la Lista Emma
Bonino. lucacoscioni@galactica.it