CANONE/TASSA RAI E VATICANO
MENTRE IL VATICANO SI ESPRIME PER L'IPOTESI
DI UNA SUA ABOLIZIONE, L'ADUC, CHE RACCOGLIE GIA' LE FIRME IN INTERNET
PER UNA PETIZIONE IN MATERIA, CHIEDE CHE IL SITO DEL VATICANO FACCIA UN
LINK AL SUO, E METTA TAVOLINI IN TUTTE LE PARROCCHIE PER RACCOGLIERE FIRME:
PER UNIRE LE FORZE VERSO L'OBIETTIVO
COMUNE DI DIRITTO E LIBERTA'
Dopo la Curia arcivescovile
di Verona, il Vaticano, attraverso l'autorevole voce del suo organo ufficiale
di stampa, scopre che gli italiani pagano una tassa/canone per vedere i
programmi della Rai
di Vincenzo
Donvito presidente dell'Aduc
"Lo stato del
Vaticano, anche se in forma non ufficiale, dopo i fasti del Giubileo
della Rai (ma non gli bastava quello dei giornalisti, dei lavoratori
e del mondo dello spettacolo?), per un delitto di lesa maestà (una trasmissione
Rai che ha messo in discussione l'operato della curia veronese) si fa parte,contro
ciò c tutti gli italiani sanno da sempre -l'obbligo del pagamento di una
gabella spacciata per abbonamento, slo per il fatto di possedere un apparecchio
televisivo- e invita anche ad una sorta di disobbedienza civile, astendendosi
dal pagare. Noi la vediamo in modo diverso, e non ci siamo inalberati -come
da anni stiamo facendo- per l'abolizione del canone/tassa solo perchè
Rai trasmette cose che non ci piacciono.
Anche se trasmettesse
tutti i giorni le news più veritiere del mondo senza sentenziarie sulla
"notiziabilità" (infelice allocuzione del senatore
Falomi
della commissione vigilanza Rai in Parlamento,
per giustificare le discriminazioni politiche nella Rai stessa) di questa
o quell'altra parte, i film da prima visione cinematografica, gli spettacoli
più affascinanti, i quiz più intelligenti e pieni di suspense, i documentari
più incredibili, tutte le partite del campionato di calcio di serie A,
le funzioni religiose di tutte le confessioni .... anche se trasmettesse
tutto questo, non vorremmo lo stesso pagare la tassa/canone. Ne facciamo
una questione di diritto, libertà e buon-senso, non di discriminazione
di ciò che riterremmo giusto fosse trasmesso per l'educazione e l'informazione
dei telespettatori. Non solo, ma, abolita la tassa/canone continueremmo
la battaglia per l'abolizione del servizio pubblico radiotelevisivo nella
forma di concessione ad un'emittente, distribuendo l'informazione istituzionale
(e solo quella, perchè non si capisce perchè lo Sato debba
produrre show, film e altri intrattenimenti) in tutte le tv che esistono
sul mercato. Insomma, non ne facciamo una questione di opportunità come
quelli dello Stato del Vaticano. Ma, siccome vorremmo
abolire questo canone/tassa, non ci par vero che scenda in campo cotanta
autorità come quella d'Oltretevere, e siamo disposti ad allearci
con lei, pur nei vari "distinguo e differentio". Sul nostro sito in Internet http://www.aduc.it raccoglia
mo le firme per una petizione al
Parlamento in cui chiediamo l'abolizione del canone/tassa. Non
sappiamo se siamo unici a farlo ( lieti se ci fossero migliaia di siti Internet
e iniziative in tutto il Paese), ma auspichiamo tavolini di
raccolta firme in tutte le parrocchie,
si potrebbe cominciare con il sito del Vaticano che fa un link al nostro:
alle migliaia di firme raccolte, si aggiungerebbero quelle gradite
di tutti i religiosi apostolici romani. L'unione fa la forza, e, consegnate
le firme al Parlamento, ognuno potrebbe continuare per
la sua strada, ma avremmo contribuito entrambi a migliorare il proprio percorso"