"Una ragazza di 15 anni, abitante a Roma, avrebbe ucciso
il proprio bimbo appena nato, buttandolo in un cassonetto della spazzatura.
E' colpa della ragazza, o della mamma che l'avrebbe aiutata.
Leggeremo fior di opinioni, molte di coloro che, metteno al
primo posto l'obbligo per chiunque di seguire un'ideologia di vita.
E' bene che questo confronto ci sia, perchè non fa mai male, specie
se ognuno potesse liberamente essere se stesso. Ma questo "potesse"
crediamo che continuerà ad essere tale, perchè essere se stessi non è
consentito, grazie a leggi e nome che privilegiano un'ideologia.
Una logica autoritaria del diritto che ha portato all'assassinio
del bimbo. E' la logica della possibilità di abortire solo nelle strutture
pubbliche e solo se c'è un medico che certifica l'instabilità
fisica o psichica che una donna avrebbe dal continuare la
gravidanza indesiderata. E' la logica di interruzioni di gravidanza
praticate solo con metodi (aspirazione Karman) che presuppongo l'ospedalizzazione
di chi vi ricorre, e che fa orecchie da mercante a metodi meno
traumatici, già sperimentati e in uso in diversi Paesi
europei e in Usa (la pillola RU486). E' la logica della mancanza sul mercato,
fino allo scorso novembre, della pillola del giorno dopo, e la sua vendita
-oggi- solo dietro presentazione di ricetta medica (in Francia e Gran
Bretagna, viene venduta senza ricetta anche a donne minorenni). E'
la logica che porta una ragazza dispera ta a non poter usare la pillola
del giorno dopo (quando è rimasta incinta, pur se con la ricetta,
non c'era sul mercato), e a non ricorrere all'aborto pur in presenza
di una gravidanza indesiderata, chè l'ha portata al tremendo gesto
estremo dell'assassinio. Che ognun rifletta, e soprattutto
il ministro della Sanità, che continua a mantenere
l'assurda norma della ricetta per l'acquisto della pillola del giorno
dopo, e non introduce la pillola abortiva RU486. Il ministro Veronesi,
se volesse, potrebbe intervenire su questi due aspetti, perchè
è solo questione di volontà ministeriale, in quanto non c'è da cambiare alcuna
legge. E riflettano tutti quei legislatori che in nome della loro ideologia
o della loro ragion di Stato, fanno sì che il ricorso all'interruzione
della gravidanza sia ancora difficile: il bimbo ammazzato a Roma, è
colpa anche loro. Sul nostro sito Internet continua
la raccolta di firme sulla petizione per l'introduzione della pillola
abortiva RU486.