EMMA BONINO: "PREPOTERE CLERICALE E FONDAMENTALISTA DELLA CHIESA CATTOLICA

Loro, gli "altri politici", in Vaticano da Giovanni Paolo II, i radicali invece ancora una volta a Campo dè Fiori, per sotto la statua di Giordano Bruno a rivendicare "l'indipendenza dello Stato". Nell'anno giubilare i radicali hanno ribadito "la loro alterità, la loro differenza" e soprattutto la "laicità dello Stato" nella giornata dedicata al Giubileo dei politici. Sotto la statua della vittima più celebre dell'inquisizione, Giordano Bruno, che hanno omaggiato con una corona d'alloro, si sono riuniti gli esponenti di spicco, storici e non, del movimento radicale: Marco Pannella, Emma Bonino il segretario attuale Olivier Dupuis, Marco Cappato, Marco Taradash. Tra la folla, circa un centinaio di persone, si sono visti anche Sandro Curzi l'esponente regionale di Prc Salvatore Bonadonna,  Giuliana Olcese del Movimento riforme. "C'è una pericolosa deriva confessionale - ha detto Emma Bonino - La chiesa invade il nostro stato e la nostra classe politica, a destra come a sinistra si genuflette: in funzione elettorale, scambiano i credenti con gli elettori". I radicali, hanno ripetuto di non essere nè con Berlusconi, nè con Rutelli, "ma con lo stato laico". Nelle due coalizioni ci sono evidenti contraddizioni. L'unica speranza per questo Paese è un gruppo di radicali laici e cocciuti che si oppongano a questo invadente clericalismo". La Pontificia accademia della vita ha dunque lanciato un altro anatema contro l’uso della pillola del giorno dopo, e contro chi lo favorisca, contro chi rifiuti di unirsi alla nuova crociata. E’ l’ora di dire che il potere e il prepotere clericale e fondamentalista della Chiesa cattolica romana contro la laicità dello Stato, la libertà della scienza e della ricerca, la libertà dei comportamenti individuali sono  andati oltre il tollerabile. Insomma, no alla legalizzazione dell’aborto, no alla pillola del giorno dopo, no a qualunque forma di contraccezione: è possibile che non si capisca che questa -lo ripeto: questa- è la strada che impone il dramma, il flagello dell’aborto clandestino? Non c’è alcun dubbio sul fatto che anche oggi, come vent’anni fa saranno proprio i cattolici a condannare questa deriva disumana e intollerante. Resta invece da capire cosa sceglieranno di fare la "politica" e i "politici" italiani: resteranno -come sono- genuflessi, pronti a subire vecchie e nuove spinte antiliberali, incapaci di riaffermare la distinzione tra norma morale e norma giuridica, tra peccato e reato, tra il "moralmente inaccettabile" per alcuni e il "giuridicamente impraticabile" per tutti?"