Firenze,
ADUC Associazione per i diritti degli utenti e consumatori.
Il capo del Pontificio Consiglio per la Famiglia ha lanciato un nuovo
appello contro l'aborto e il divorzio, invitando a selezionare i candidati
politici in base alle loro opinioni e ai loro comportamenti, piu' in generale,
rispetto ai principi ispiratori della famiglia cattolica. Interviene il presidente
dell'Aduc, Vincenzo Donvito.
Ci fa piacere che la Chiesa cattolica apostolica romana parli senza veli,
confermando cose risapute per cui l'umanita' e l'Italia stanno gia' pagando
notevolmente. Ma se lo fa cercando di intimorire chi la pensa in modo diverso,
grazie alla forza e al condizionamento che queste sue parole hanno su larga
parte dei governanti italiani e del mondo, e' bene che sappia che non e' cosi',
perche' il confronto civile e civico non e' su questi temi. Ognuno si tenga
le sue opinioni e, almeno per quanto ci riguarda, non abbiamo intenzione di
convincere qualcuno del contrario -a differenza del Vaticano. Il
confronto e' solo ed esclusivamente sulla liberta': di religione, di cura,
di pensiero, economica, di scelta, di determinazione dei propri comportamenti
psicologici e fisici. Il resto e' roba da Inquisizione medievale, ed e' un
terreno che lasciamo volentieri a chi cerca di proporlo. Per questo: libero
ognuno di invitare a votare e scegliere chi gli pare e
piace, come liberi altri di evidenziare che e' grazie a questa politica che
ogni anno nel mondo muoiono centinaia di migliaia di donne per aborto clandestino,
o sono milioni le persone che si infettano di Hiv/Aids per seguire le poltiche
demografiche Onu condizionate dal Vaticano, ma perche' dobbiamo essere tutti
noi contribuenti a pagare per qualcosa di parte che un'altra parte ritiene
negativa? L'8 per mille e gli insegnanti di religione obbligatoriamente selezionati
dalla Curia, sono solo la punta di un iceberg del sistema di mantenimento
che lo Stato italiano ha approntato per lo Stato
del Vaticano. Crediamo che la liberta' sia importante, e per averla occorre
pagare il suo prezzo fondamentale, cioe' l'indipendenza, altrimenti si fa
solo opera di distruzione civica ed economica. Le guerre di religione sono
gia' state fatte dai nostri antenati, e in molti hanno pagato con gogna e
vita, ora e' solo diritto di vita di ognuno, nel rispetto della differenza,
creando istituzioni che lo consentano.