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Sgomento Carandini. Le dimissioni
(e un commento, ''Voci dal Patavin sfuggite'')
Le lettere di Romano Prodi

Andrea Carandini, archeologo di fama mondiale, ha lasciato la presidenza del Consiglio superiore dei Beni culturali
( e un commento, "Voci dal Patavin sfuggite")

Roma, 15 Marzo 2011
Caro Carandini,
indicibile lo sgomento, il dolore, la rabbia, il senso di impotenza che provano gli italiani alla notizia delle sue dimissioni dalla Presidenza del Consiglio Superiore per i Beni Culturali. Gli italiani edotti della sua autorevolezza, della fama di esperto appassionato archeologo, di profondo conoscitore dell'architettura e dell'arte.
Tali sentimenti sono accentuati dalla consapevolezza della verità, verità non solo da lei proclamata oggi, 15 Marzo 2011, sul Corriere della Sera - ma verità che noi italiani amanti e orgogliosi delle meraviglie patrimonio della nostra Nazione - conosciamo: il suo essere, finalmente, un rappresentante delle istituzioni super partes, alla ricerca della verità storica, al rispetto per le opere d'arte.
E dotato di etica, di profondo senso della morale, non corruttibile, non corrotto, non professionalmente corporativo, finalmente. Troppe le corporazioni, a cominciare dalla lobby degli architetti (e lei architetto lo è) che agiscono con mani libere concorrendo al disastro, allo stupro architettonico dei Beni Monumentali di questo Paese. Troppi - e incontrollati - i funzionari corruttibili e corrotti che agiscono all'interno delle Istituzioni.
Funzionari cui si concedono grandi poteri, anche quando hanno dato pessima prova di se', professionisti come architetti - protetti dalle istituzioni - distruttori della dignità, della storia di troppi Monumenti, asserviti alla affermazione smodata della fama personale, alla sete di celebrità con il cancellare firme di grandi artisti, di architetti storici, di grandi scultori, di grandi urbanisti dell'antichità sostituendole con le proprie firme mediocri ma "a la page".
Funzionari cui si concede l'essere tramite e strumento di grandi cordate di imprese e costruttori, di grandi imprenditori, di partiti politici, schieramenti, uomini politici da cui si lasciano corrompere.
Le auguro, carissimo Carandini, di affermare i suoi principi etici, di vincere la sua aspra battaglia di civiltà, di continuare ad essere esempio di probità, di onestà intellettuale, di professionalità indiscussa e indiscutibile.
Infine, mi auguro, e le auguro di ottenere quei fondi indispensabili a tenere in vita il nostro grande patrimonio artistico e culturale: anche a costo, oramai "costo" irrinunciabile, di far piazza pulita degli "alti funzionari" corrotti dei quali, nei Governi di destra e di sinistra, è da troppi anni che in Italia si fa "allevamento":
Un giacimento inculturale fatto di furbetti, di pomposi funzionari, di vacui quanto ignorantissimi "esperti", di istituzioni locali le quali di fronte a inconfutabili prove della loro inadeguatezza, quando non corruzione, non trovano altro da fare che intimidire gli onesti, i rigorosi, minacciando costose azioni legali.
Azioni legali non certo pagate di tasca propria, ma pagate dallo Stato. Pagate dalla collettività, dai cittadini, da quello stesso Ministero per i Beni Culturali e Ambientali di cui lei, carissimo Andrea Carandini, lamenta i tagli dei fondi.
Sinceri auguri Carandini, Giuliana D'Olcese de Cesare
che saluta cordialmente e acclude i destinatari, la Sovraintende Sabina Ferrari in testa, e l'e-mail dell'11 Febbraio 2011

Commento del Professor Giulini
Il ritiro dimostrativo di Carandini mi addolora e preoccupa profondamente.
Ne capisco le straordinarie ragioni di fondo, ma mi spaventa che i migliori si ritirino sull'Aventino in passato occupato solo da coloro che, sgraditi al regime (quello attuale) erano stati allontanati anche se per anni ne hanno fatto parte senza gravare sulle spese di bilancio dello Stato.
Ora hanno mano più libera i personaggi pronti al compromesso e al vantaggio proprio.
Unica consolazione, caro Carandini, che lo Stato ha bilanci da accattone. Tuttavia, credimi, per coloro che restano lo Stato troverà vie traverse per premiarli.
 Patrizio Giulini
Comitato Nazionale per lo studio e la conservazione dei Giardini Storici del MiBAC (noi componenti non sappiamo se esso ancora esista o se sia stato soppresso, senza neppure un ringraziamento).

"Ammonimenti" deliranti da Dr-Rg-Ven?
 Grazie Giuliana per gli aggiornamenti, quando non si hanno più argomenti, si tirano in ballo gli avvocati.
  Luisa Rossi

“Una parte del Paese sta affondando se stessa”, di Andrea Carandini
Ho scelto un atteggiamento super partes, riuscendo a preservare il Consiglio dagli scontri della politica, convinto che il patrimonio culturale ha a che vedere più con il tutto che con le parti. Ho invitato l’Amministrazione a partecipare alle riunioni del Consiglio, stabilendo con essa un dialogo, (...).
Corriere della Sera 15.03.11
http://www.manuelaghizzoni.it/?p=19968

«Lascio contro i tagli alla cultura», di ANDREA CARANDINI
Tagli alla cultura inaccettabili: lascio. Ho deciso di dimettermi per protesta dal Consiglio superiore dei beni culturali. Il Consiglio, preservato dagli scontri della politica, è diventato un luogo di dibattito istituzionale allargato. (...).
http://www.manuelaghizzoni.it/?p=19968

“Itaglia 150?, di Massimo Gramellini
Andrea Carandini, archeologo di fama mondiale, ha lasciato la presidenza del Consiglio superiore dei Beni culturali: i troppi tagli al bilancio gli impediscono di continuare a svolgere seriamente il suo mestiere. Non sappiamo a chi Carandini abbia materialmente rassegnato le dimissioni, dato che il ministro Bondi non esce di casa da mesi. (...).
La Stampa 15.03.11
http://www.manuelaghizzoni.it/?p=19968

Voci dal Patavin sfuggite
vengo a conoscenza che un rappresentante delle istituzioni locali Patavine, battendo sul tempo il suo caro amico architetto Ugo Soragni, Direttore Regionale
dei Beni Culturali del Veneto orientale, promette fuochi & fiamme, penali, per un resoconto pubblicato on line.
Ma, tale istituzione, ignora a chi promette fuochi & fiamme: ad una che, mezz'ora dopo l'elezione del Governo Prodi ha ricevuto da Prodi, e dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Arturo Parisi, una lettera di infiniti rigraziamenti "per la grande vittoria, vittoria a pari merito con Lei, carissima Giuliana".
Firmato Romano Prodi, Arturo Parisi. Quindi l'istituzione locale, che è un mio beneficiato, invece di minacciare dovrebbe dimostrare gratitudine e ringraziare chi ha concorso a portarlo alla cariche governative ricoperte durante il Governo Prodi.
Invece, minaccia sfracelli ad una che nel corso del Governo ha ricevuto ripetuti ringraziamenti "per l'appoggio e la costante attenzione manifestatimi a sostegno della mia azione di Governo". E minaccia sfracelli a una che, in veste di Coordinatrice nazionale del Movimento per le Riforme Istituzionali, era ricevuta regolarmente a Palazzo Chigi per perorare e portare a Prodi e Parisi le istanze dei Sindaci d'Italia e di quanti, con la Riforma della Commissione Bicamerale per le Riforme di D'Alema e Berlusconi, saranno Governatori di Regione. Inoltre, si inizierà a parlare di Senato delle Regioni o Senato delle Autonomie locali.
Oggi 15 Marzo 1011, le lettere in calce le ho inviate alle istituzioni abituali. Che l'istituzione locale riveda l'idea dei suoi intenzionali "sfracelli"?
Diremmo a Napoli: "core ngrato" e aggiungeremmo qualche ironico commento.
Infatti, se Prodi non avesse vinto, l'istituzione locale non sarebbe mai stato consigliere dell'ex ministro dei Beni Culturali, Rutelli, segretario della Commissione cultura nel terzo Governo Prodi e responsabile nazionale cultura del PD, e mai avrebbe potuto fatto arrivare da Arcus un milione di euro al FAI.
Morale dei fatti: Romano Prodi e Arturo Parisi, come si legge in calce, hanno dimostrato gratitudine a chi ha sostenuto il loro Governo, mentre l'istituzione locale minaccia "azioni legali".
 

 

 

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