Eva Dos Anos cameriera brasiliana
sotto le abili pressioni dei medici e impliciti ricatti di Status cede e firma
per la tortura della figlia Laethicia di 6 anni che subisce l'espianto di cuore,
fegato, pancreas, reni...
Ma non sapeva quello che firmava
di Nerina Negrello Presidente
Lega Nazionale
Contro la Predazione di organi e la Morte a Cuore battente
Non hanno avuto pietà per
una madre che aveva già perso il figlio Leonel di 5 anni, asfissiato nel rogo del ristorante di Trezzano Sul
Naviglio. Indifferenti a quel dolore i medici hanno chiesto anche gli
organi di Laethicia, 6
anni, che stava in rianimazione. I mass-media ci informano che il medico
coordinatore e lo psicologo hanno puntato sul fratello di Laethicia, un ingenuo
diciottenne a cui "hanno parlato a lungo" (!?!)
affinchè ottenesse la firma della mamma nonostante che, fra pianti a dirotto,
implorasse "ridatemi mia figlia" "voglio morire con lei". Invece neppure il
balsamo di starle vicino, al contrario Laethicia viene sequestrata per
l'espianto e mantenuta sotto ventilazione durante tutte le operazioni di
asportazione del cuore, fegato, pancreas, reni, ... Chissà se a Laethicia,
brasiliana, hanno concesso la camera iperbarica o se fin dall'inizio fu posta
sotto ventilazione solo per l'espianto degli organi?!? Se è vero che il dolore
sempre altera e destruttura la pienezza della facoltà di elaborare la realtà, si
può considerare la richiesta di questa firma di donazione atto di estorsione?
Atto di circonvenzione di incapaci? Madre e
fratello in quel momento sotto l'ansia psicologica di quello che stava accadendo
erano incapaci di capire. Ne' potevano capire perchè nessun medico "coordinatore dei trapianti" informa i familiari che l'espianto di organi avviene sempre sul malato a cuore battente e
sangue circolante, vivo, reso immobile dai farmaci paralizzanti.
Il fratello non sapeva quello che chiedeva, la
madre non sapeva quello che firmava, si è solo affidata al figlio, unico affetto
che aveva vicino.
Organi umani venduti all'asta su Internet, la rivista Happy Webb accusa governi e polizie
locali compiacenti
Non sono solo i governi del
Terzo Mondo corrotti e compiacenti. Anche l'Europa e l'Italia hanno messo
le basi del commercio di organi: - dai vivi
coscienti (familiari o estranei) dal '67 col prelievo del rene e poi dal '99 col
prelievo di una parte di fegato; - dai comatosi dal '69 con l'espianto di organi
quali cuore, polmoni, fegato, reni ecc.; - dai dichiarati in finta "morte cerebrale",
vivi che hanno perso la coscienza, dal '93.
Parlamento, governi, ministri degli interni, della sanità, questori, magistrati
che archiviano, tutti hanno contribuito alla costruzione di una ideologia di
violenza sui corpi, dentro e fuori le istituzioni nella legalità e nella
illegalità. Ciò che manca alle autorità è la comprensione del principio della
prevenzione primaria: la pubblicità ai trapianti sulle televisioni di Stato e
private esalta la bramosia dei malati e le loro illusioni, li rende disposti a
tutto anche a favorire il crimine commissionando organi. Ma
gli organi non crescono sugli alberi! E le tecniche di espianto/trapianto
non si improvvisano! Sono ancora i medici degli ospedali che poi lavorano
all'esterno?
Tutti gli ospedali con sala di rianimazione
e chirurgia praticano il commercio legale di organi.
Qualcuno (molti) guadagna, mentre l'espiantato soffre e il
trapiantato diventa cavia. Il Prof. Nanni Costa, direttore del Centro
Nazionale Trapianti ha uno stipendio di 240 milioni all'anno e un contratto di 5
anni (che vanno ad aggiungersi ad altre prebende). A noi gli organi li prendono
d'autorità gratis. Ogni espiantato mette in moto un business di oltre 2 miliardi
di lire.
Non ci fa paura il commercio di organi
clandestino.
Ci fa paura quello legale che è molto più grosso e strutturato
per esistere nel tempo. Il tutto con i soldi pubblici. Gli espiantatori
clandestini rischiano. Gli espiantatori ospedalieri non
rischiano perché autorizzati dalla legge, ma fanno la
stessa cosa.