Stato+Stato+Stato
1. Dal politicamente corretto degli ecomarxisti
al tecnicamente corretto di Franco Tatò
L'esempio inglese taciuto in Italia
 
(Dopo l'annuncio del Primo Ministro del Regno Unito Tony Blair, dato il 25 Giugno scorso, del rilancio dell'energia nucleare in Gran Bretagna, oggi 6 Settembre, l'Amministratore Delegato della BNFL, Norman Askew, intervenendo al Simposio Annuale della nuova WORLD NUCLEAR ASSOCIATION (già Uranium Institute), ha detto: "BNFL è pronta a competere nel Regno Unito per il rilancio dell'energia nucleare". Ed ha altresì aggiunto: "l'energia nucleare continuerà a giocare un ruolo significativo in Gran Bretagna nella generazione di base dell'energia elettrica. Senza il contributo del nucleare questo Paese non potrebbe avere una generazione di energia continua, sicura, diversificata e rispettosa dell'ambiente".
La decisione annunciata verrà formalizzata in un "Nuclear Summit" entro il prossimo mese.)
 
Paolo Fornaciari, Presidente del Comitato Italiano per il Rilancio del Nucleare prende atto con soddisfazione delle dichiarazioni rilasciate in audizione parlamentare dall'Amministratore delegato dell'Enel Franco Tatò, secondo cui l'elevato costo della bolletta elettrica in Italia è dovuto alle scelte scellerate sui combustibili, quali l'abbandono del nucleare e la rinunzia al carbone. Quanto affermato dal dottor Franco Tatò è la ragione stessa della costituzione del Comitato Italiano per il Rilancio del Nucleare che si propone il ritorno a tale fonte di energia dopo l'oscurantismo della talebana presenza al Governo degli ecomarxisti. Fornaciari ripete da sempre, ignorato ad hoc da una stampa nazionale omologata al politicamente corretto di sinistra, che l'Italia non potrà tornare competitiva se non farà ricorso a una energia quale il nucleare, che non emette nell'atmosfera polveri e gas serra a cui si attribuiscono le variazioni climatiche. Fornaciari ha testimoniato l'impegno di una vita spesa allo sviluppo e all'affermazione del nucleare a fini di pace nel libro Il petrolio, l'atomo e il metano.
Giorgio Prinzi, Segretario organizzativo del Comitato Italiano per il Rilancio del Nucleare, ha sempre sostenuto tesi analoghe anche in una intervista del '79: L'alternativa al nucleare è il nucleare e nel libro Le alternative al petrolio in cui dimostrava che le cosiddette fonti alternative, in cui si riponevano tante aspettative, erano delle emerite fandonie senza possibilità di sviluppo.
In quello che è stato un vero e proprio regime queste posizioni sono costate la morte civile nel campo professionale, con forme che assumono veri e propri connotati di persecuzione politica. Vergogna! com-nuc.segreteria@libero.it
 
2. Informazione di Stato: dalla culla alla bara
 
di Vincenzo Donvito presidente dell'Aduc www.aduc.it/rai
 
In fase di rinnovo del cda della Rai, è bene mettere diversi puntini sulle "i". Ci sono alcune associazioni di consumatori che operano per promuovere e alimentare il servizio pubblico radiotelevisivo, definendolo centrale e a tutela e garanzia dei consumatori e per il diritto dei cittadini ad essere informati. Libero ognuno di pensare come crede e agire di conseguenza,
ma quanto fanno queste associazioni non riguarda i "consumatori" nel loro insieme, e tanto più le associazioni di consumatori sempre nel loro insieme. Il mondo associativo dei consumatori è variegato ed ampio, e in questa varietà l'Aduc non è tra coloro che promuovono il servizio pubblico radiotelevisivo. Anzi. Già da anni, sul nostro sito ce n'è uno specifico su Rai e gabella, eufemisticamente chiamata canone e/o abbonamento, e c'è una petizione per l'abolizione della gabella come primo passo verso lo smantellamento del servizio pubblico radiotelevisivo, la cui utilità non comprendiamo in una società dell'informazione e della comunicazione che vede l'incedere impetuoso di Internet e la presenza di svariati emittenti radiofoniche e televisive. Bisogna riconoscere che è il permanere di questo servizio che ha portato il nostro Paese ad un regime di duopolio Rai/Mediaset, dove quest'ultima, per non soccombere, si è adeguata alla quantità e al sistema di comunicazione Rai. C'è forse un servizio pubblico d'informazione come il nostro in un Paese come gli Usa?
No, vi sono solo specifici contributi per, quando c'è, a quella o quell'altra emittente statale (non federale) di programmi educativi. E non è che gli Usa siano gli ultimi in informazione ... In un Paese che dice di volersi dedicare alla liberalizzazione dell'economia e alla valorizzazione dell'iniziativa privata, il permanere di un sistema pubblico d'informazione è una contraddizione in termini e in fatti. Viene creato un mercato che parte drogato e continua drogato, dove il controllore (lo Stato)
è il principale attore del mercato con una società che, tra l'altro, è proprietà del suo organismo esecutivo (il Governo, dove la proprietà è stata "parcheggiata" dopo la dismissione dell'Iri che deteneva il pacchetto azionario della Rai).
Si può competere democraticamente in un mercato simile, senza cercare di mettere i piedi in testa all'avversario, o senza allearsi con esso in barba dei più piccoli? No: è la contraddizione del mercato e della sua libertà. La dismissione della Rai, inoltre, oltre a non gravare più sui conti pubblici e sulle tasche dei sudditi che pagano la tassa/canone, liberebbe una quantità di energie economiche e creative che per farsi valere sarebbero costrette a competere: una situazione che migliorerebbe l'offerta, rendendo i prodotti più competitivi per invogliare i consumatori. Non lavorare in questo senso è solo una scusa per continuare a considerare i consumatori come sudditi, bisognosi di informazione di Stato che li conduca dalla culla alla bara.
 
3. LEGA NAZIONALE CONTRO LA PREDAZIONE DI ORGANI
E LA MORTE A CUORE BATTENTE
BERGAMO Tel. 035-219255
negrello.lega@antipredazione.org  www.antipredazione.org
TRIBUNALE DI BERGAMO: LA BATTAGLIA PROCESSUALE CONTINUA
PIETRO TARANTINO CAMIONISTA NON DONATORE DA SUBITO DESTINATO ALL'ESPIANTO SENZA DIAGNOSI, PROGNOSI E CURE ALL'OSPEDALE DI BERGAMO
NEUROCHIRURGIA / RIANIMAZIONE
indagati 5 medici
 
Pietro Tarantino ha un incidente la mattina del giorno 23 marzo '89. Ricoverato al Pronto Soccorso dell'ospedale di Vaprio D'Adda viene trasferito in elicottero all'ospedale di Bergamo ove giunge alla Neurochirurgia alle 9.20 ca.
Ai familiari che giungono alle 11/11.30 il medico dice che il fratello è morto (sic) e chiede gli organi: opposizione immediata della famiglia. Dalle cartelle si rileverà che non fu né trattato, né curato: tolti perfino gli antiedemigi iniziati dal P.S. di Vaprio, cura base ed indiscussa in questi casi; tenuto pesantemente disidratato nelle 24 ore rimasto in Neurochirurgia dove fin dal primo giorno vengono chiesti esami di laboratorio urgenti "X ESPIANTO". Trasferito col timbro "DONATORE D'ORGANI"
alla Rianimazione, dove il 24 marzo, giorno precedente al cosiddetto accertamento di "coma depassè", viene eseguita una coronariografia invasiva e dannosa, finalizzata non al paziente, ma alla valutazione del cuore da trapiantare. I parenti si opposero andando in Questura ben 3 volte. Di nascosto, nel mancato rispetto della legge, il giorno 25 fu dichiarato, illegalmente, "morto cerebrale" a cuore battente ed espiantato nonostante l'opposizione. Cuore e reni furono prelevati inspiegabilmente col "nulla osta" della Procura, il pancreas senza il "nulla osta" e si scoprì dall'autopsia che il fegato e l'aorta furono prelevati clandestinamente e scomparsi. La famiglia denuncia. Il procedimento dura da 13 anni e nonostante le ordinanze del GIP, il PM non investiga per definire se si tratta di omicidio colposo o doloso e chiede l'ennesima archiviazione.
I familiari con l'ausilio della Lega Nazionale Contro la Predazione di Organie la Morte a Cuore Battente hanno presentato l'ennesima opposizione il 7.2.2002 per ottenere giustizia. Nerina Negrello Presidente Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi e la Morte a Cuore Battente BERGAMO - Tel. 035-219255 www.antipredazione.org negrello.lega@antipredazione.org