"A Morè', fatte na' gran pajta e azzi tua....!"
 
di Rick Casablanca
 
La sfuriata di Nanni Moretti contro i vertici dell'Ulivo suscita la medesima ilarità della gag del signore che scivola su di una buccia di banana. All'ex terribile coppia Fassino & Rutelli la giornata era già andata male: solo quattro gatti (non 5.000) avevano raccolto l'invito di manifestare a sostegno della magistratura, vilipesa e maltrattata dal perfido Berlusconi.
Poi, è arrivato Nanni Moretti, il vate dell'Ulivo cinematografico, il quale, esibendo due occhi spiritati da invasato, ha trattato a pesci in faccia i leader e i leaderini che affollavano il "palco dei supplizi". Così, l'autogol è stato clamoroso.
Il giorno successivo i più importanti quotidiani hanno aperto con le invettive di Moretti.
A pensarci bene, però, questo cineasta arrogante e fazioso ricorda molto la serpe che si rivolta al pifferaio.
Moretti è un prodotto del regime. Lo hanno gonfiato come un pallone, hanno trepidato ai vagiti di suo figlio.
Lo hanno ricoperto di premi, come se fosse un Fellini redivivo, sforzandosi di trovare belli film incomprensibili (chi ha capito "Palombella rossa" alzi la mano). Ecco perchè non ci sentiamo di condividere le tirate di Nanni Moretti. Il gruppo dirigente del Centro-sinistra non ci convince. Ma, ad onor del vero, va detto che, con registi come Moretti, ci vorranno almeno quattro generazioni per ridare smalto al cinema italiano. Anzi, consigliamo a Francesco Rutelli di chiudere la vicenda alla romana:
"A Morè', fatte na' gran pajata e azzi tua....!"