VirusSanità
TV: SLA. Compensi miliardari
a conduttori strappalacrime per aumentare l'audience
SLA: Terribile
malattia a paralisi totale di
Camillo Colapinto candidato
radicale alla Camera collegio uninominale N° 30 Putignano, Gioia del Colle,
Castellana Grotte, Conversano, Polignano e Rutigliano
AUTORI: CAMILLO COLAPINTO - PASQUALE TRIA
- ANTONIO NURRA
CHI E':
avvocato, 54 anni, camillocolapinto@libero.it -colpito
dalla sla da otto anni. Si esprime
indicando con gli occhi le lettere dell'alfabeto. Per sopravvivere, non
svolgendosi in Italia alcuna ricerca su questa terribile malattia, è
emigrato all'Estero causa i farmaci non reperibili in Italia o introdotti con
anni di ritardo. Per questo va in ospedale a Marsiglia ove si è
ricoverato ben 25 volte dal 94. Ha preso con 3 anni di anticipo il farmaco
Rilutek e dal 97 il farmaco sperimentale della
SANOFI, lo SR57746A che in Italia nessuno dei 5000
ammalati di sla può ricevere. Per sopravvivere nel nostro Paese bisogna avere
disponibilità finanziarie per recarsi all'Estero, gli altri si rassegnino e
aspettino la morte. Quali le ragioni per cui in Italia non si svolge la
ricerca scientifica? La responsabilità è tutta della burocrazia del
Ministero della Sanità e della sua inqualificabile letargia.
Quando le case farmaceutiche chiedono di iniziare una sperimentazione nei
Paesi Europei ottengono le autorizzazioni, al più tardi, entro
3 mesi. In Italia la Commissione Unica per il Farmaco (CUF)
impiega al più presto un anno.Dovendo la sperimentazione essere
iniziata e terminata nei Paesi Europei nello stesso periodo di tempo, le case
farmaceutiche non potendo aspettare le incredibili lungaggini dei nostro
Ministero della Sanità, hanno pensato bene di escludere completamente il nostro
Paese omettendo di presentare la inutile domanda di autorizzazione. La dolorosa
conseguenza di questa incredibile situazione è da una parte che ì ricercatori
italiani se non vogliono restare ignoranti devono necessariamente recarsi
all'Estero, dall'altra i malati non ricevono una adeguata assistenza. In
questi anni l'avv. Colapinto non ha mai
partecipato ad una delle tante trasmissioni televisive che
fondano i loro successi approfittando della disperazione degli ammalati,
dove il dolore è sbandierato come al mercato del bestiame per strappare
le lacrime agli spettatori che fanno aumentare l'audience a esclusivo beneficio
del furbo conduttore i cui compensi miliardari sono in funzione del numero di
telespettatori. Non è questo il modo corretto di far conoscere al grande
pubblico i portatori di queste gravi patologie e le terribili problematiche
conseguenti, di tutto hanno bisogno questi malati, tranne che della pietà della
gente. La battaglia invece va svolta in chiave esclusivamente politica affinchè
il diritto alla sulute sancito dalla Costituzione Italìana, non resti una
astratta formula.
Per questo
motivo l'Avv, Colapinto e grato a Marco Pannella ed Emma Bonino
che candidandolo alle elezioni politiche gli danno la
possibilità di continuare la lotta da tempo intrapresa con più determinazione e
incisività.
E' Presidente della Sezione
Pugliese dell'AISLA, l'Associazione che si interessa dei malati di sla,
sezione da lui costituita nel 1995. Grazie alla sua iniziativa. tre anni fa è
stato Istituito il Registro Pugliese dei malati di sla, il secondo in Italia
dopo quello del Piemonte.
Cosa ha scritto:
tre libri "Cronaca di una malattia" nel 97, "1 a
vita sospesa" nel 98, "En Attendant... " nel 2000. Nei suoi libri
ha voluto dare voce agli ignorati malati di sla affinchè
fosse abbattuto il muro di indifferenza eretto sia dalle pubbliche strutture
sanitarie (solo due anni fa si è riusciti ad inserire la sla nell'elenco delle
malattie invalidanti), sia dalla gran parte dei medici, quelli capaci di fare la
diagnosi, che ritengono concluso l'impegno professionale dopo la diagnosi, tanto
il malato non ha scampo, abbandonando l'ammalato e i suoi familiari al loro
destino. I suoi libri sono
gratuiti richiesta, salvo rimborso spese postali. L'autore non vuole alcun
vantaggio economico per queste sue opere, impegno che ha svolto per spirito di
servizio in favore degli ammalati e delle loro famiglie.
Cosa è la SLA:
La Sclerosi
Laterale Amiotrofica (SLA) rappresenta una delle affezioni più
drammatiche non solo in neurologia, ma anche per la medicina. E' considerata una
malattia rara anche se ha tassi di incidenza di 0.9-2.4 per 100.000 anno e
di prevalenza di circa 6 casi per 100.000 con sopravvivenza media dall'esordio
di 3 anni. La SLA è una malattia ubiquitaria, prevalente nel
sesso maschile, sporadica ma con una comprovata familiarità nel 10% circa dei
casi. Per ogni paziente il rischio genetico è valutato al 6.5%. La SLA
è una affezione che colpisce il motoneurone spinale e bulbare che
regola e mantiene la funzione e il trofismo della muscolatura scheletrica.
Altrettanto colpita è la via cortico-spinale, elle rappresenta nel primate umano
il sistema preposto al fine controllo dei movimenti. Il quadro clinico
conseguente, alla degenerazione combinata e dei due sistemi è devastante, la
muscolatura scheletrica, prima in un distretto, e, successivamente., con
espressione generalizzata, va soggetta ad un processo di atrofia con conseguente
perdita di forza fino alla totale paralisi. La muscolatura respiratoria è
colpita, portando il paziente ad una desaturazione gassosa per incapacità
respiratoria fino al decesso. La tragicità della malattia è legata al tempo
medio dì sopravvivenza dalla diagnosi (tre anni), al segmento di età colpito che
corrisponde alla maturità socio-lavorativa dell'individuo (4a - 5a decade) e
all'assenza di terapia medica in grado di rallentare, il deterioramento delle
condizioni cliniche. Il compito del
medico è quello, in primis di formulare una corretta diagnosi, apparentemente
semplice, è complicata dalla necessità di eseguire accertamenti strumentali
e laboratoristici sofisticati per escludere patologie similari ed oggi
trattabili (neuropatie motorie con blocchi multipli di conduzione, etc.).Va
sottolineato che non tutti i Reparti di Neurologia sono in
grado di esprimere una diagnostica divenuta complessa per il grado di
investimento tecnico richiesto (indagini molecolari e genetiche). I criteri
clinici di El Escorial (91), revisionati nel 98,
rappresentano uno dei riferimenti utili per la diagnostica sul
territorio nazionale. Diagnosi affrettate ed imprecise, che gettano il paziente
e la famiglia nello sconforto, sono da evitare riferendo il paziente a Centri di
comprovata esperienza. Il secondo momento della assistenza medica è quello
terapeutico di fatto molto scarso. Dopo la formale approvazione del riluzolo per
la terapia della SLA sulla scorta di modesti effetti sulla sopravvivenza, la
storia della terapia in questa malattia è quella di trial clinici internazionali
con molecole sperimentali in una serie limitata di pazienti. L'Italia
ha avuto negli anni novanta accesso a qualche trial terapeutico
internazionale l'GF-I ricombinante umano a Milano, nel 94, in 22 pazienti ma
potrebbe incrementare la sua partecipazione allo scenario internazionale
offrendo una migliore immagine di affidabilità burocratico-organizzative in sede
internazionale dove ha maturato un notevole ma per altro motivato discredito. Il
compito dell'assistenza medica non si esaurisce, però, come in altre malattie,
nella prescrizione di farmaci
Al contrario, il Centro SLA
dove essere organizzato per sopperire ai diversi bisogni sia dei
paziente che dei familiari.
Il paziente affetto da SLA deve essere
assistito da un neurologo con maturata esperienza della malattia ed adeguate
conoscenze di terapia palliativa nonchè di etica medica. Il suo compito prevede
anche la prescrizione di quel farmaci in grado dí attenuare la sofferenza legata
alla malattia. Di fondamentaleentale importanza è la terapia sintomatica e
palliativa.
La progressiva debolezza così
caratteristica della malattia può essere trattata con inibitori
dell'acetilecolinesterasi(piridostigmína), in particolare all'esordio della
malattia e nelle forme bulbari Lefase i fascicolazioni muscolari unicamente al
crampi rappresentano spesso sintomi particolarmente fastidiosi che possono
essere trattati con chinino solfato, carbamasepina, Vitamina E, fenitoína,
magnesio o veraparnil.La spsticità che può interessare le gambe compromettendo
la marcia, gli arti superiori o la muscolatura bulbare può essere trattata con
successo utilizzando baclofen, tizanidina, memantina o tetrazeparn. I triciclici
(amitriptilina) unitamente alla clonidina e butilscopolamina risultano
particolarmente utili per ridurre l'ipersalivazione. La sindrome pseudobulbare
caratterizzata da insorgenza di riso o pianto incontrollato, deve essere
differenziata dalla depressione e trae giovamento dal trattamento con
amitriptilina fuoxetina, sertralina litio carbonato e, talvolta,
L-Dopa.Il neurologo che rappresenta di fatto il medico di
riferimento del paziente fino al decesso, deve sapere affrontare problemi
decisionali importanti quali l'esecuzione della PEG, della
ventilazione nonInvasiva ed invasiva (dopo tracheostonila.) solo dopo avere
ottenuto un consenso informato dal paziente Deve quindi avere instaurato un
rapporto continuativo e profondo cori il paziente stesso dovendo formulare
quesiti così vincolanti per la sopravvivenza,Il neurologo deve, iniziare una
gestione programmata del paziente.Al neurologo tocca la responsabilità noti
indifferente di comunicare la diagnosi di una malattia incurabile e teoricamente
mortale All'atteggiamento paternalistico tramandatoci dalle scuole mediche tende
oggi a sostituirsi un diverso approccio focalizzato sul paziente con una stia
partecipazione decisionale a fronte di una informazione più aderente alla realtà
della malattia A questo scopo sono stati elaborati dagli organi internazionali
preposti alcuni suggerimenti guida che, naturalmente devono essere adattati alla
realtà culturale di ogni singolo paese recentemente l'american Academy
of Neurology USA ha chiesto ad uno specifico comitato internazionale,
di cui l'Istituto ha l'atto parte, (11 elaborare linee guida di comportamento
per il pazìente affetto da SLA. La comunicazione della diagnosi rappresenta il primo
momento dell'approccio al paziente affetto da SLA. Nel nostro
sistema sanitario la diagnosi viene generalmente formulata durante il ricovero,
momento di approfondimento diagnostico Ciò permette di monitorare favorevolmente
la reazione emotiva del paziente e dí fornire informazioni complementari sii
richiesta modulando l'informazione alle specifiche condizioni culturali e alle
aspettative dei paziente stesso, E' quella descritta una modalità favorevole,
che premia la realtà sanitaria italiana rispetto a quella di paesi
d'Europa o d'America dove al ricovero sono preferite
prestazioni ìn regime dì Day Hospital focalìzzato a completare
gli accertamenti diagnostici strumentali. Il paziente dovrebbe essere idealmente
avviato ad un Centro SLA con un programma di visite a scadenza
mensile o bimensile.Il Centro SLA deve idealmente comprendere,
oltre al neurologo, anche un dietologo che deve valutare il fabbisogno calorico
dei paziente nonchè le modalità d'alimentazione elle può diventare difficoltosa
fino a richiedere l'intervento del chirurgo per il posizionamento di un
abboccamento esterno dello stomaco (PEG) per il nutrimento
tramite sonda (Silani e collaboratorí, 98),Fondamentalmente il monitoraggio
delle funzioni polmonari che diventano critiche per alterato funzionamento della muscolatura scheletrica della
gabbia toracica. Lo pneumologo dovrà
monitorare le condizioni respiratorie per porre indicazione ad un ventilazione
assistita che nei casi più gravi giungerà a richiedere una tracheostomia e il
collegamento al respiratore.
Tale intervento richiede l'ausilio
dell'anestesista-rianimatore che quindi, deve essere parte dell'equipe e
familiare con le problematiche della patologia.L'utilizzo di pratiche dovrebbe
essere sempre dipendente dal consenso del paziente infomato al momento opportuno
della necessità dei diversi interventi per garantire la vita. Il moderno
approccio al paziente affetto da SLA richiede quindi la
completa partecipazione del paziente alle decisioni nel rispetto delle sue
volontà. E' evidente come ciò richieda una adeguata preparazione della classe
medica ed, in particolare, del neurologo che rappresenta l'elemento cardine
della équipe perchè il medico con cui il paziente ha originariamente stabilito
il suo rapporto. il neurologo svolge, quindi, una funzione critica durante tutto
il decorso della malattia e deve valutare come informare il paziente nei tempi
utili onde evitare interventi d'emergenza che comportano un rischio aggiuntivo
Il paziente affetto da SLA che necessita e richiede la
tracheostomia deve pervenirvi perfettamente monitorato nelle funzioni polmonari
eseguendo un intervento d 3 elezione nell'ospedale prescelto- Facilmente si
comprende come lo psichiatra deve essere parte attiva di un Centro SLA
considerate le notevoli problematiche poste dalla malattia sia al
paziente che ai familiari. La figura dei fisioterapista assume particolare
rilevanza perchè il paziente affetto da SLA deve eseguire un
programma riabilitativo prolungato con sedute programmate idealmente tre volte
la settimana A coadiuvare tale intervento, particolarmente nei casi con precoce
interessamento bulbare e compromissione dell'eloquio, diventa importante la
figura del logopedista.Vale la pena, inoltre, di ricordare che la moderna
tecnologia offre oggi vari ausili per la comunicazione e una serie di utensili e
strutture per la casa elle può essere adattata alle nuove esigenze del paziente.
Di critica importanza è la
disponibilità di manualetti di informazione relativi alla malattia e l'ausilio
di associazioni di pazienti che possano coadiuvare nella gestione domiciliare e
non del paziente e fungere da conforto informativo per i famigliari Da
qualche anno il nostro Centro è coadiuvato da una Associazione di Volontariato
per i pazienti affetti da SLA che ha brillantemente
colmato il vuoto assistenziale esistente tra il Centro SLA e la
realtà sul territorio. L'organizzazione
di una équipe rappresenta la finalità di ogni struttura elle si voglia
interessare di SLA e il presupposto per una efficace terapia
palliativa che rappresenta oggi una necessità. per ridurre ogni disconforto al
pazìente in assenza di una più appropriata terapia farmacologica. Quanto fino ad ora esposto, elle vuole
rappresentare: quanto idealmente un C'entro SLA dovrebbe
offrire all'utenza così come realizzato presso l'istituto di Clinica
Neurologica dell'IRCCS Ospedale Maggiore di Milano. non può supplire al
bisogni dei malato sul territorio. Qui la vita di ogni giorno del , paziente,
affetto da SLA si fa difficile: ottenimento di ausili, assistenza
infermieristica e medica a domicilio, revisione della PER Sentimenti per la
ventilazione non-Invasiva ed invasiva computers ausili per la coni
comunicazione, avvio delle pratiche di invalidità di una malattia scarsamente
conosciuta dagli organi preposti rappresentano altrettanti punti dolenti dei
Servizio Sanitario Nazionale. Le esigenze enumerate vanno
considerate nell'ottica di una malattia che, per la veloce ed inesorabile
progressione, male si armonizza con i tempi della burocrazia ordinaria. che
generalmente risponde con ritardo alle richieste provvedendo quindi con aiuti
divenuti inutili perchè temporalmente inadeguati. La SLA è una
malattia che necessita una programmazione ad hoc con adeguate strutture di
riferimento ed una organizzazione sul territorio che possa garantire il paziente
nella compagine domestica Nel nostro Paese esistono pochi esempi di Hospice che
sono invece largamente rappresentati in Inghilterra dove sono nati. Tali
strutture sono ideali per provvedere alle necessità. del paziente con brevi e
mirati interventi medici che sono successivamente organizzati sul territorio dal
personale paramedico. Va sottolineato inoltre, che in questo Paese Assistenza
Domiciliare Integrata è critica perchè il paziente affetto da SLA
decede, generalmente, a casa.
Conclusioni: La SLA è da
sempre una malattia terrificante. Per
le sue conseguenze richiede prima un'accurata diagnosi. Essendo in gioco la vita
del paziente, ogni accertamento deve essere perseguito per escludere ogni
alternativa e potenzialmente curabile affezione. La sofisticata qualità degli
esami richiesti per formulare una corretta diagnosi di SLA pone
il problema di concentrare i pazienti in Centri superspecialistici che sono poi
gli stessi prescelti nella realtà nazionale per i tentativi terapeutici
sperimentali il paziente tramite Internet trova le informazioni necessarie per
raggiungere quei Centri che egli reputa più inseriti nella realtà internazionale
e píú attivi nel trattamento della malattia Vi è un altro aspetto meritevole di
considerazione.- la SLA progredisce così rapidamente che le necessità
assistenziali si propongono in sequenza così veloce da venir sopperite con
drammatico ritardo dalla Struttura Sanitaria Nazionale che poco ha presente le
specifiche caratteristiche di tale malattia 111 tale senso, adeguati
Centri SLA rappresentano una possibile risposta anche a questo
problema, permettendo di indirizzare il paziente agli ausili più adeguati dopo
avere fornito la possibilità di visionarli e provarli. Un importante lavoro è
richiesto al Servizio Sanitario sul territorio con l'Assistenza Domiciliare
Integrata per l'assistenza dei pazienti a domicilio che bene si può armonizzare
cori l'operato delle Associazioni di Volontariato. I pazienti con crisi respiratore, possono montare il respiratore sulla
propria carrozzella mantenendo i propri impegni della vita sociale e di
relazione. La soluzione finale
della SLA sta nell'avanzamento della ricerca. In nessun'altra
patologia neurologica i dati dì laboratorio saranno più prontamente applicati
alla realtà clinica. Questo
sottolinea la necessità di organizzare Centri di riferimento
che alla clinica accostino una attiva ricerca di base mutualmente ínterattiva
con la realtà clinica ed al servizio del paziente. Lo sforzo è di giungere a diagnosi precoci
perchè il paziente dovrà essere aggredito con un intenso programma
farmacologico individuale e con una specifica rieducazione motoria volta a
rendere l'insulto iniziale locale e reversibile In attesa di definire le cause
della SLA è almeno opportuno tentare di agire sulla diffusione
della malattia Il concetto di un intervento acuto sul paziente dovrà prevalere
sull'atteggiamento di attesa. La SLA è stata definita in
svariatissimi modi ed in tante lingue. Pregnante è la definizione del paziente
che ha anche iniziato una dura lotta in Italia per fare
conoscere la malattia, Colapinto scrive: "Credo che la
peculiarità della SLA e che rende. forse, unica questa
malattia, consiste nella capacità di uccidere la vittima due volte
ed in due diversi modi, uno lento e l'altro immediato.""La SLA
riesce a procurare una netta diversificazione tra il corpo e la niente
della vittima tra materialità dell'organismo vivente e il suo intelletto tra
carne, muscoli, nervi e facoltà intellettive. In questa frantumazione o
scissione delle unità della persona, penso possa individuarsi la particolare
drammaticità della malattia che prima uccide il corpo e poi la mente, con piena
consapevolezza della vittima. nurrapie@iol.it
" Letture
consigliate: C. Colapinto: Cronaca di una malattia - La Sclerosi
Laterale Arniotrofica direttamente raccontata dalla vittima - Anni 93, 94, 95,
96...?! Grafica Scisci Conversano (Bari) 1997 H, Mitsumoto, D. A. Chad F. P.
Pioro Ainyotrophie Lateral Sclerosis - F~ A, Davis Company Philadelphia, 1998.
V. Silani, E, J. Kasarskis, N.Yanagìsasva.-"-Niitrìtlonal management in
arnyotrophie lateral selcrosìs.- a worldwíde perspective", 1 Neurol, 98, 245
(Sup 2): S3 -SI 9. Prof. Guglielmo Scarlato Brano tratto dal libro "En
Attendant..." pag. 13 1-136.