VirusOmeopatia
Al Ministero della Sanità, alla Procura della Repubblica, di Roma, all'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e alla c.a. Organi di informazione, CNOG e FNSI (con preghiera di pubblicazione)
 
Il 31/5 e 1/6/01, l'ASAS di Roma ha ospitato il congresso sulle medicine non convenzionali - in particolare l'omeopatia - "Informarsi per Informare". Finalità: "per un'informazione di base sulla loro realtà e utilizzazione che consenta di svolgere l'esercizio del diritto di cronaca e un'azione formativa, culturalmente qualificata, della popolazione" (testuale).
Il depliant pubblicitario dell'iniziativa dice che il congresso è in collaborazione con ADN Kronos Salute e patrocinato dal Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, dalla F. N. S. I e dall'Assessorato alla Sanità Regione Lazio. 
Inoltre tra i relatori non compaiono rappresentanti della sperimentazione scientifica.
Questo testimonia l'assenza di contraddittorio (o confronto) con la medicina ufficiale. 
La parola "medicina" è affiancata ai terminii: omeopatica, olistica, antroposofica ecc., in violazione della normativa vigente. Segnaliamo alle autorità competenti e all'informazione che non ci risulta che:
1) il direttore dell'ADN Kronos sia a conoscenza di un rapporto di collaborazione con l'ASAS;
2) che il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti e la Federazione Nazionale della Stampa abbiano patrocinato l'iniziativa;
3) escludiamo che l'Assessorato alla Sanità della Regione Lazio abbia ufficialmente "sponsorizzato" il congresso, in quanto la
Legge 5/2/92 n.175 non consente di inserire nella pubblicità sanitaria la dizione "medicina omeopatica" (con conferma della Corte Costituzionale, ordinanza n.460 del 30/12/98)
4) I termini "olistico" e "antroposofico" non hanno nulla a che spartire con la medicina ufficiale e sono tipici del linguaggio del ciarlatano. Il congresso tende a voler far credere ai giornalisti, e a milioni di lettori, che le "medicine alternative" - particolarmentee l'omeopatia - abbiano un fondamento scientifico e una validazione sperimentale.
Ciò è smentito dai seguenti autorevolissimi esponenti della comunità scientifica:
RITA LEVI MONTALCINI:
"in quanto all'omeopatia, si tratta non di una cura alternativa, ma di una non-cura. Il danno di questa "terapia" è di illudere i pazienti, incoraggiandoli a una cura che non ha fondamento scientifico";
RENATO DULBECCO: "il rimborso delle medicine omeopatiche sarebbe di grande danno per coloro cui vengono somministrate: sostituirebbero medicine di provata attività con pasticci senza valore alcuno";
FERNANDO AIUTI: "per i pazienti che hanno malattie gravi e progressive che possono essere guarite, il rischio è grande"; 
SILVIO GARATTINI: "il prodotto omeopatico non ha le caratteristiche di un farmaco, non è documentabile la presenza di un principio attivo, causa le diluizioni, e, in ogni caso, non è stata valutata l'efficacia con metodologia scientifica"; 
MICHELE CARUBBA: "utilizzare questi preparati per patologie gravi, che mettono a repentaglio anche la vita del paziente, impedendo o ritardando così l'utilizzo di farmaci sicuramente efficaci, diventa un atteggiamento criminale"; 
GIANLUIGI GESSA: "l'omeopatia è acqua fresca". L'assenza sulle etichette dei prodotti omeopatici della precisa quantità molecolare delle sostanze (come è previsto anche per l'acqua minerale ecc.) può configurare il reato di frode in commercio.
Vi chiediamo di intervenire e prendere provvedimenti. Siamo disponibili al numero 3388385999.
Prof. Giovanni Panunzio, responsabile nazionale "Telefono Antiplagio" Comitato di volontariato in difesa delle vittime di ciarlatani e santoni, contro gli abusi nelle telecomunicazioni e nei confronti di minori. www.antiplagio.org