Riceviamo e pubblichiamo
Monoteismo il Cardinal
Giordano e i Concordati
Così il Cardinal Giordano
"dissotterra" il Concordato...
Pubblicato (finalmente!!!)
di Massimo Consoli
E' uscito il numero
64, febbraio 2001, di "Sabazio", pubblicazione saltuaria di argomento
religioso non-cristiano, con i testi integrali (e introvabili) dei due Concordati
e del Trattato tra Stato Italiano e Santa Sede del 1929 e del 1984.
Sono una quarantina di pagine (in fotocopia) che si possono avere inviando
un importo qualsiasi (diecimila lire non sarebbero male...) tramite il c/c postale
10704005 intestato a: Ompo, via Einaudi 33, 00040 Frattocchie (Roma).
Qui di seguito, l'introduzione al libretto, pubblicato con il contributo dell'ORA
(Omosessuali Romani in Azione), del Coordinamento glbt-UAAR (coordinamento gay
lesbico bisessuale transgender dell'Unione Atei e Agnostici Razionalisti), della
rivista IPAZIA.
UN POPOLO DERUBATO DAI CONCORDATI
Per anni ho cercato
di procurarmi copia dei Concordati del 1929 e del 1984, senza riuscirci.
Sembrava quasi che ci fosse
una intenzione a non renderli disponibili e questa mia impressione era avvalorata
dalla constatazione che, continuamente e insieme al Trattato, questi venivano
citati soltanto dalle autorità ecclesiastiche e dai loro alleati, e sempre in
chiave recriminatoria, minacciosa o ricattatoria. L'ultima occasione è stata
non troppo tempo fa, quando l'arcivescovo di Napoli cardinale Giordano,
incriminato di strozzinaggio, aveva accusato i magistrati che indagavano sui
suoi movimenti finanziari di aver fatto quello che i giudici fanno quotidianamente
nei confronti di ogni cittadino italiano inquisito, ma che non si può fare se
quello stesso cittadino veste una tonaca cardinalizia: aver perquisito il luogo
dove s'era consumato il presunto crimine.
Michele Giordano,
in quell'occasione, aveva tuonato contro i giudici di aver violato i suoi diritti
garantiti dal Concordato.
Di contro, nessuna (e sottolineo
nessuna) delle persone indipendenti dalla Chiesa Cattolica
alle quali chiedevo se avessero mai letto questi documenti, mi dava una risposta
affermativa. Nessuno spirito libero ne aveva una copia tra i suoi libri, tra
le sue carte. E questo mi dava da pensare, visto che sapevo come la tecnica
più astuta usata dalla Chiesa nel corso dei secoli
fosse sempre stata quella di monopolizzare la cultura e di impedire a chi non
faceva parte della sua organizzazione di
informarsi o di formarsi. Così, quando
sono riuscito ad avere i testi delle leggi che mi nteressavano, ho subito pensato
fosse mio dovere metterle a dsposizione di chiunque se ne sentisse partecipe,
insieme ad un mio commento ragionato.
Poi, procedendo nella lettura, mi sono accorto che ogni mia
spiegazione o interpretazione sarebbe stata superflua:
questi documenti si commentano da sè Basta leggerli per capire per
quale motivo non sono stati resti facilmente accessibili.
I due Concordati ed il Trattato del '29, insieme perfino alle
mappe catastali annesse, sono uno scandalo di proporzioni tali che grida vendetta
di fronte a Dio ed all'Umanità. C'e' da augurarsi che veramente
esista un giudizio divino e che sia Mussolini che Craxi stiano
arrostendo all'Inferno per il male che hanno fatto imponendoci questi documenti
vergognosi.
Dalla lettura di quanto segue
in questa pubblicazione risulta in maniera incontestabile che gli accordi stipulati
tra lo Stato Italiano e lo Stato del Vaticano
(o Santa Sede o Religione Cattolica... *), sono un contratto finanziario tra
due parti non sullo stesso piano. C'è, infatti, un primo contraente in posizione
di enorme superiorità e che prende tutto, ed un secondo contraente in posizione
di svantaggio e che cede su tutto. Qualsiasi ragioniere e qualsiasi avvocato
capirebbero che una negoziazione del genere è illecita ed è proprio per questo
motivo, sapendo che un giorno o l'altro qualcuno avrebbe contestato la truffa,
che la Santa Sede pretese un articolo che la potesse garantire
ab aeternum, il 44: «Se in avvenire sorgesse qualche difficoltà sulla interpretazione
del presente Concordato la Santa Sede e l'Italia procederanno di comune intelligenza
ad una amichevole soluzione». Questo voleva dire, come è apparso
sempre più chiaro nel passato, che l'Italia non potrà mai liberarsi
di questo giogo se non con l'approvazione del Vaticano. Cioè,
per farsi capire meglio, lo schiavo non può affrancarsi se non è il padrone
che lo dichiara libero...Ho svolto una breve indagine statistica sul Trattato
ed il Concordato del '29 che ognuno può continuare e ampliare a modo
suo e che veramente da' l'idea della frode consumata ai nostri danni.
Uno si aspetterebbe
che in documenti riguardanti la Chiesa Cattolica ci siano continui
riferimenti alla religione o a Dio. Ebbene,
qui si parla sempre e solamente di soldi e proprietà. Dio è nominato
una sola volta (una!), ricordando all'art. 20 il giuramento
che «I Vescovi, prima di prendere possesso della loro diocesi prestano
nelle mani
del Capo dello Stato»! In compenso, il verbo «riconoscere»
è usato 28 volte. 27 a favore della
Santa Sede, 1 volta a favore dell'Italia, là dove si dice che la Santa
Sede «riconosce il Regno d'Italia sotto la dinastia di Casa Savoia con Roma
capitale dello Stato italiano»!
In tutte le altre occasioni, è l'Italia che «riconosce» al
Vaticano la proprietà di terreni, immobili e diritti inconcepibili
in uno Stato sovrano. In varie circostanze l'Italia si «obbliga»
a qualche impegno che limita la sua autorità o la costringe a pagare
cifre esorbitanti, mentre la Santa Sede non prende mai «obblighi»
simili. 5 volte si parla di «espropriazioni»,
e
sempre a vantaggio della religione cattolica. 3 volte si parla
di «indennità», e sempre e solo a favore del Vaticano.
E così via. Dalla lettura dei
documenti qui pubblicati si evince una sola verità: l'Italia è un Paese
a sovranità limitata e condizionata da una potenza straniera che persegue
interessi diversi da quelli del nostro popolo, soprattutto in un momento come
questo, dove a capo del Vaticano c'è un polacco, a
dirigerne l'ideologia c'è un tedesco ed a gestirne le finanze c'è l'intera Opus
Dei spagnola.
Per questo è necessario abrogare il Concordato
e ricondurre la Chiesa Cattolica entro i limiti naturali di una confessione
religiosa.
Massimo Consoli "Archivio Massimo Consoli" diama@tin.it
* ) Nonostante i dinieghi formali,
non c'è nessuna differenza tra le varie definizioni con le quali questa si fa
conoscere!
E' sempre stato un facile trucco del monoteismo quello di presentarsi sotto
un numero esorbitante di nomi che avevano lo scopo di confondere i non iniziati,
vedi la sfilza di Figli della Luce, Figli della Verità, Figli di Zadok,
Zaddichim, Uomini di Melchizedek, Ebionim, Hassidim, Esseni,
Nazareni, Chiesa di Gerusalemme, primi Cristiani... che non sono altro
che modi diversi per indicare la stessa comunità, e diversi soprattutto
nel tempo.