La lunga saga della STA e i coccodrilli bianchi della moglie di Rutelli
I parcheggi a pagamento ed altre storie romane
la "Santa" Alleanza tra Sta & Sita ma la Cassazione da' torto alla Sta
Corte dei conti: le sentenze e le condanne alla Giunta Rutelli
La Palombelli in tribunale: diffamata
E la Cassazione da' torto alla Sta
Che si chiamino Sita o che si chiamino Sta per me pari sono
La Corte dei conti Condanna i suddetti appellanti a pagare a favore del Comune di Roma
P.Q.M. LA CORTE DEI CONTI Sezione Giurisdizionale per la Regione Lazio, definitivamente pronunciando, respinta ogni contraria istanza ed eccezione, CONDANNA

I coccodrilli bianchi della moglie di Rutelli

I parcheggi a pagamento ed altre storie romane

da "Umanità Nova" n.35 del 7 novembre 1999
 
Sopravvivono alcuni miti e leggende anche nelle moderne metropoli. Si tratta di storie raccontate come avvenute "ad un amico di un mio amico". Le "leggende urbane" sarà capitato anche a voi di raccontarle o di sentirsele raccontare. La più famosa è quella dei coccodrilli bianchi che vivrebbero nelle fogne di New York. Malgrado molti studi e ricerche nessuno mai riesce a scoprire l'origine di una leggenda metropolitana, chi ne sia l'inventore o da cosa prenda spunto. Fortunatamente questo mistero sta per essere risolto, e si risolverà a Roma dove la procura della repubblica farà uno studio serio sull'origine delle leggende metropolitane. Dovete sapere che, tra i tanti danni fatti dalla giunta Rutelli, c'è quello della sosta a pagamento. I parcheggi di interi quartieri sono stati dipinti di blu ed è stato preteso il pagamento di una gabella per la sosta dell'auto. Badate che non sono stati creati nuovi posti auto, ci si è limitati a dipingere (e a far pagare) quelli che già esistevano. Inoltre non sono neanche state lasciate aree di sosta libere, magari un po' più lontane da quelle a pagamento. I residenti del quartiere hanno avuto diritto ad un permesso di sosta (uno per famiglia) per quel quartiere ed in alcune zone non è stata neanche concessa la sosta ai residenti. I parcheggi sono stati dati in appalto ad una società, la Sta, che avvalendosi di ausiliari al traffico (assunti per chiamata diretta), multa chi non paga i parcheggi.
A Roma è cominciata ad essere raccontata la storia che la Sta fosse di proprietà della moglie di Rutelli, Barbara Palombelli, della moglie di Tocci (il vicesindaco PDS) e della moglie di Maurizio Costanzo. La cosa ha tutte le caratteristiche della leggenda urbana: la trama (ricca di dettagli, anche con le quote di possesso azionario), le motivazioni della diffusione (l'esasperazione dei cittadini verso una giunta sempre più odiata) e... la totale inconsistenza, visto che la Sta pur non essendo una municipalizzata, è di proprietà, al 100% del comune di Roma. La Palombelli ha assunto un investigatore per risalire all'origine della leggenda ed ha presentato una denuncia per calunnia contro ignoti, e la procura ha assicurato che "farà indagini approfondite, interrogherà i testimoni e cercherà di risalire agli autori". Da questa vicenda si può trarre la conclusione della incapacità di interagire nel mondo della comunicazione da parte della signora Palombelli, che pure fa la giornalista (e che pare ignorare il meccanismo della smentita che conferma: "mentre commentavo al bar, leggendo il giornale, la notizia della denuncia contro ignoti una signora ha commentato Ah, era implicata pure la moglie di Costanzo, non lo sapevo, speriamo che le arrestino tutte!"). E' stata messa in giro un'altra voce, secondo cui Rutelli avrebbe lasciato la casa ai Parioli per trasferirsi in una villa faraonica all'Eur. Di quest'ultima voce però l'autore è Tommaso Luzzi, consigliere regionale di AN. Le leggende metropolitane non hanno fondamenti di verità, però ci può essere qualche eccezione che conferma la regola. O meglio, una regola che avesse solo eccezioni sarebbe confermatissima.
Francesco Fricche Redazione: fat*inrete.it  Web: uenne*ecn.org
 
Procura, indagati altri cinque ausiliari
Multe impossibili: si allunga la lista degli accertatori accusati di falso ideologico
dalla cronaca di Valentina Errante - Giovedì 2 dicembre 2004
 
Si allunga la lista degli ausiliari del traffico indagati per falso ideologico. Il pm Giuseppe Corasaniti, titolare del fascicolo sulle multe "impossibili", elevate ad automobilisti che non hanno mai circolato a Roma o individuati dai "vigilini" contemporaneamente in 2 zone diverse della città, ha iscritto altri 5 nomi sul registro degli indagati. Dopo la pioggia di denunce dei cittadini, gli esposti di Sulpm e associazioni di consumatori, dodici ausiliari erano finiti nel mirino della procura, ma le verifiche continuano, la lista si allunga e i dipendenti di Trambus saranno chiamati a dare spiegazioni davanti a l magistrat o con i loro legali. Un elenco di diciassette persone destinato ad allungarsi. La linea di difesa è già chiara: soltanto equivoci ed errori. Tutto da dimostrare.
Ma Corasaniti ha ricevuto dall'ufficio Contravvenzioni del Campidoglio altra documentazione: multe annullate proprio a causa di quegli errori grossolani che hanno spinto i cittadini a presentare le denunce. Le contravvenzioni, dichiarate illegittime dall'amministrazione in autotutela, sono addirittura il 10% di quelle elevate nel 2003. Di più: tra gli atti arrivati sulla scrivania del pm, anche una circolare inviata dall'ufficio comunale a Trambus, Sta e Sita, le società dei vigilini. L'amministrazione metteva in guardia dalle sviste più grossolane e dagli equivoci più frequenti. Multe ricevute dagli automobilisti che hanno presentato gli esposti in procura. Il pm attende anche l'esito degli accertamenti delegati alla Guardia di finanza per stabilire se vi siano state violazioni delle norme sulla privacy nella trasmissione dei dati dei cittadini. La Guardia di Finanza, su delega del viceprocuratore della Corte dei Conti Angelo Canale, ha acquisito al Comune i contratti tra le società che coordinano gli ausiliari, Trambus, Sita e Sta, e le amministrazioni, per stabilire se gli accordi comportino danni erariali come segnalato, in un esposto giunto alla magistratura contabile. Sotto i riflettori le percentuali destinate alle società di trasporto sulle multe la cui notifica sia andata a buon fine.
la "Santa" Alleanza tra Sta & Sita ma la Cassazione da' torto alla Sta
Corte dei conti: le 2 sentenze e le condanne pecuniarie alla Giunta Rutelli
 
C'è una "Santa" Alleanza tra la Sta & la Sita? Lo scandalo dei parcheggi d'oro di Roma non si ferma fin da quando fu istituita la famigerata STA dal Comune di Roma, Giunta Rutelli, e sopratutto appare come un ferreo patto di continuità. Ma i "debiti" della Giunta Rutelli e di Rutelli, condannati a risarcire l'Erario di Roma con 10 miliardi di lire, che fine hanno fatto? Alcuni "personaggi" menzionati qua in calce dalle 2 sentenze della Corte dei conti, siedono in Parlamento, altri scrivono di "economia" o di facezie su autorevoli giornali, altri sono sono stati piazzati beatamente qua e la'. E le sanzioni?
E l'inchiesta sulla Sta di Rutelli, and C/o, che fine hanno fatto?
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La Santa Alleanza tra Sta & Sita ora come sta messa in Tribunale?
Stanno messi che sono pendenti dei procedimenti penali affidati al Procuratore aggiunto Maria Cordova. Ma i proprietari di tutte quelle società satelliti della STA, che sembra la prosciughino, chi sono? Attendiamo, impazienti, una risposta dalle Autorità.
La STA si è vista rigettare anche il secondo ricorso in Cassazione. E' rinviata a giudizio - STA e T. - presso la Corte dei Conti, prima udienza a Gennaio 2005. Per quanto concerne R. non sappiamo se abbia restituito i dieci miliardi di lire.
Ce lo dovrebbero spiegare. Gli elettori debbono decidere se comprasela o meno questa margherita..... GB
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Uhh!!!!!!!!!
Ma se il margherito li avesse resi, figuriamoci se non lo si saprebbe. Chi spera, il margherito, che li renda per lui?
Ma poi come mai solo l'ex vicesindaco di Rutelli Tocci e la STA sono stati rinviati a giudizio?
E tutti gli altri come stanno messi? Certo è che se la Cordova indaga ha fiutato i sorci.... Speriamo che li respinga dalle stelle alle fogne sti ladroni istituzionali di tre cotte. I quali negano anche, ridicolmente, che sono stati condannati, per ben 2 volte, a pagare tutto ciò che ho allegato ieri e che, inoltre, la Cassazione ha respinto i 2 loro ricorsi. Se fosse stato chiarito tutto di certo non ci sarebbe il Procuratore della Repubblica Maria Cordova che indaga ancora dato che, Mary Mary, indaga da un bel po' e non si è di certo fermata di fronte a quelli che si scaldano le terga in Parlamento dopo essersele ingrassate con la Sta. Sta, che come l'Ama, e altre, tipo perfino le Asl di cui molti servizi igienico-sanitari, pubblici, sono stati dati in appalto all'Ama, ma a pagamernto del cittadino, come la derattizzazione e la disinfestazione, tutte, quindi anche delle strade e così nessuno derattizza e disinfesta niente perchè come fanno tutti gli abitanti di una strada o di un quartiere a mettersi d'accordo e pagare?
Robe da pazzi. In certe Asl rispondono: Da 3 anni via via ci hanno tolto molte competenze e compiti e sinceramente stiamo qua a scaldare le sedie (e a prendere lo stipendio loro e le nuove scatole cinesi). Perciò il gioco è: moltiplico e raddopio.

Capito l'andazzo istituzional
-burocratichese capitolino?

Sta Asl e Ama sono diventate società fatte di infinite scatole cinesi a cui, paiono, affidati i compiti di tenere e promuovere le clientele, anche elettorali, e per questo se pur sommerse da critiche durissime, il Comune di Roma, e il sindaco, lasciano che le scatole cinesi freghino un giorno sì e l'altro pure i contribuenti. Ma di questo, come di tante cose gravissime, le cronache di Roma dei maggiori giornali quasi non scrivono, al massimo publicano qualche letterina, compita, di contribuenti che protestano per la monnezza che non viene rimossa o per una fermata dell'Atac che fa ritardi. E' la maniera, secondo loro, di tenere a bada gli elettori
e quindi non scoprire i colpevoli delle malefatte. Infatti nelle redazioni delle cronache romane, specialmente una che fa solo cronache rosa sull'amministrazione romana, non si muove foglio, e lettere dei cittadini, che Veltroni non voglia. Che vergogna anche certi quotidiani che si prestano a fregare la cittadinanza per tenere bordone elettorale ai loro referenti politici.
Ho scoperto, con pazienza infinita e senza arrendermi agli sbarramenti di acciaio che tutti pongono davanti ai cittadini, cose inenarrabili su Roma. Roma muore sotto una cappa di lottizzazioni, di clientelismi e di relative corruzioni. Nel frattempo, si è conclusa, per ora, la vicenda sulla "Leggenda metropolitana" della moglie di Rutelli, la giornalista Barbara Palombelli, che era stata indicata come intestataria delle azioni della Sta assieme a Maria De Filippi, moglie di Maurizio Costanzo e alla moglie del vice sindaco Walter Tocci. gd'o
La Palombelli in tribunale: diffamata
il Messaggero Cronaca di Roma Martedì 23 Novembre 2004
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Francesco Rutelli e la moglie Barbara Palombelli hanno testimoniato come parti offese nel processo che vede Enrico Iapoce, studente universitario di 34 anni, imputato di diffamazione ai loro danni. I fatti in giudizio fanno riferimento a un articolo pubblicato sul sito internet dell'Università La Sapienza di Roma, nel quale gli studenti del "progetto Erasmus" danno notizie di servizio ai colleghi che frequentano la sede universitaria capitolina. Nel 1999, Rutelli e la Palombelli presentarono una querela contro ignoti in relazione ad un articolo che criticava l'operato dell'allora sindaco di Roma sul tema del traffico e dei parcheggi nella capitale.
In particolare, poi, nella querela alla parte dell'articolo in cui si faceva riferimento alla moglie del sindaco quale presunta "azionista della Sta", l'agenzia per la Mobilità del comune di Roma. Sostenendo che l'articolo ha portato discredito su Rutelli e sulla moglie, in quanto la "Sta - hanno ribadito ancora - è una società interamente del comune di Roma".
Pertanto Rutelli e la moglie nel 2002 presentarono una denuncia.
E LA CASSAZIONE DA' TORTO ALLA STA
di Ario Albertelli - il Giornale Cronaca di Roma - 14 novembre 2004
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La Sta sarà tenuta a presentare i prospetti aziendali alla Corte dei conti. Cosa che fino ad oggi, malgrado le richieste esplicite della magistratura contabile non ha fatto. L'ordine perentorio arriva dalla suprema Cassazione, la quale, con sentenza n° 12192 (emessa in data 2 luglio 2004) stabilisce che la magistratura contabile non solo ricopre la giurisdizione per esaminare i bilanci della municipalizzata ma anche della società Crp (Compagnia romana parcheggi Srl) che gestisce le soste a pagamento sul territorio capitolino. Sotto la lente dei giudici contabili, in prima istanza, andranno i proventi delle aree "a strisce blu" compresi nel biennio 1996/98 per i quali inoltre, era stata richiesta la condanna al risarcimento danni di 5 miliardi e 92 milioni di vecchie lire, da rifondere al Comune di Roma. Motivo per cui, la stessa società d'ingegneria - ossia la Sta - e separatamente la Crp, si costituì come ricorrente, già nel 2001, nei confronti dell'allora assessore alla Mobilità, Walter Tocci, del direttore del VII dipartimento, Silvana Sari e naturalmente, della Corte dei conti. Tanto è bastato che la magistratura contabile iniziò, attraverso la nomina di una commissione ad hoc una propria indagine, per la ricostruzione degli incartamenti amministrativi. La relazione, è stata ormai depositata e prevede la prosecuzione dell'udienza per il 24 marzo del 2005. Ma la ricostruzione dei prospetti aziendali della controllata dal Campidoglio presenterebbe ancora troppe lacune. In questa sede si andranno a stabilire le responsabilità della Sta come agente contabile del Campidoglio, e quelli della Cpr, tenuta a versare gli utili alla suddetta, con la detrazione, ovviamente, dei costi della attività svolta. In definitiva quello che risulta da chiarire è se, dal 1996 al 1998, la municipalizzata abbia versato e in che misura, le entrate dei parking, nelle casse civiche. Come si evince dalle note della sentenza della Cassazione: "La magistratura contabile dovrà sottoporre la Sta non solo al giudizio di conto ma anche al giudizio di responsabilità amministrativa".
L'attività di controllo sarebbe mirata al fine di chiarire il ruolo della municipalizzata sulla gestione finanziaria del servizio fornito dagli ausiliari del traffico capitolini e per la regolamentazione dei parchimetri per le soste. Già nel 2001 la Cassazione a sezioni riunite, con la sentenza n° 12367, del 9 ottobre, sostenne che: "Una società per azioni, a partecipazione pubblica maggioritaria, qualora possa considerarsi agente contabile, è soggetta al giudizio per resa di conto". Infatti neppure allora la Sta, procedette, alla presentazione dei prospetti di bilancio nonostante, sempre la suprema corte, abbia indicato nella magistratura contabile l'organo di controllo nelle cui mani depositare gli atti. Una mancanza che portò il procuratore regionale Salvatore Nottola, all'inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte dei Conti del Lazio ad affermare quali pregiudizievoli riflessi ci potessero essere ai danni dell'erario. "Sulla Sta c'è un giudizio in corso relativamente all'utilizzo dei fondi - ha indicato il procuratore - La Corte aveva richiesto la presentazione dei conti ricevendo in risposta un ricorso alla Cassazione che sosteneva l'illegittimità della richiesta da parte dei magistrati contabili. La Cassazione, a sezioni riunite, ha invece stabilito che quando una società privata ha un rapporto di strumentalità con il pubblico, la Corte dei Conti è competente".
Che si chiamino Sita o che si chiamino Sta pari sono
I vigili urbani indagheranno sul modus operandi degli accertatori Atac, Sita e Trambus. troppi errori:

Multe sotto inchiesta di Ario Albertelli - il Giornale 14 novembre 2004
 
Decine di denunce degli automobilisti romani. Falso ideologico e abuso d'ufficio, sono i reati ipotizzati dal pm della Procura di Roma Giuseppe Corasaniti che ha aperto un'inchiesta, per ora, contro ignoti, per una serie di multe sbagliate elevate dagli ausiliari del traffico nei confronti delle quali sono state presentate decine e decine di denunce da parte di automobilisti.
Il pm vuole capire se si tratta solo di errori casuali o se, invece, vi sia stato dolo come si sostiene in alcuni esposti-denuncia, ed ha incaricato il Nucleo di polizia giudiziaria dei vigili urbani di fare luce sui singoli casi e di elaborare un dettagliato dossier sul complesso sistema degli ausiliari del traffico romani. La notizia di un'indagine arriva proprio dopo l'inchiesta del Messaggero sui nuovi ausiliari della Sita voluti dal Campidoglio: 78 accertatori che operano anche di notte, da mezzanotte all'alba, presidiando, quasi senza farsi vedere, le corsie preferenziali del Centro, facendo multe a raffica senza contestare, quasi mai, l'infrazione agli automobilisti. Un modus-operandi che è stato criticato da più parti: dall'ordinario di Diritto amministrativo dell'Università di Roma.
La Sapienza, Filippo Satta, come dal difensore civico dello stesso Comune di Roma, Ottavio Marotta (senza dimenticare sindacati, forze politiche di opposizione e Telefono Blu). A suscitare perplessità anche il fatto che la Sita (non i suoi ausiliari che vengono retribuiti con uno stipendio mensile fisso) percepisce 25 euro per ogni multa la cui notifica sia andata a buon fine.
Una clausola, quindi, che incentiva a fare repressione piuttosto che prevenzione come, invece, prescrive il codice della strada e lo stesso contratto di servizio. Alla luce di questi nuovi particolari il pm Corasaniti ha deciso di approfondire tutte quelle denunce di multe errate. E per farlo ha incaricato i vigili urbani. L'assessore alla Mobilità Di Carlo ha dichiarato: La Sita ha lo stesso contratto di Trambus quindi non capisco l'accanirsi della stampa". La Trambus, in effetti, è una società di proprietà comunale, la Sita no.
Stando ai dati dell'ufficio contravvenzioni del Comune a settembre gli ausiliari avrebbero effettuato circa 30.000 verbali che per la Sita significano 750.000 euro lordi.
 

Dal sito internet della Corte dei conti

1) \E(s \E(203s PER QUESTI MOTIVI
la Corte dei conti seconda Sezione giurisdizionale centrale
visto il d.l. 15 novembre 1993, n. 453, convertito nella legge 14 gennaio 1994, n. 19;
vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20; visto il d.l. 23 ottobre 1996, n. 543, convertito con modificazioni con la legge 20 dicembre 1996, n. 639; ogni contraria eccezione o deduzione reietta; definitivamente pronunciando,
previa riunione dei giudizi;
ACCOGLIE PARZIALMENTE
gli appelli proposti da Piero S., R. L., Giovanni B., Francesco R., Esterino M., Sandro D.F., Claudio M., Francesco C.A., Loredana D.P., Amedeo P., Domenico C., Stefania B., Linda L. e Walter T. avverso la sentenza della Sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la regione Lazio n. 1545, depositata il 25 settembre 2000, e per l'effetto, in parziale riforma della predetta sentenza, CONDANNA i suddetti appellanti a pagare a favore del Comune di Roma
 le somme seguenti:
Piero S.: lire 69.014.876, pari ad E 35.643;
 R. L.: lire 36.321.012, pari ad E 18.758;
Giovanni B.: lire 41.500.000, pari ad E 21.432;
Francesco R.: lire 47.200.000, pari ad E 24.376;
Esterino M.: lire 30.086.579, pari ad E 15.538;
Sandro D.F.: lire 6.400.000, pari ad E 3.305;
Claudio M.: lire 81.900.000, pari ad E 42.297;
Francesco C.A.: lire 17.527.952, pari ad E 9.052;
Loredana D.P.: lire 28.131.000, pari ad E 14.528;
Amedeo P.: lire 46.424.276, pari ad E 23.976;
Domenico C.: lire 60.036.752, pari ad E 31.006;
Stefania B.: lire 6.400.000, pari ad E 3.305;Linda L.: lire 55.844.400, pari ad E 28.841;
Walter T.: lire 94.159.776, pari ad E 48.629;

RESPINGE
gli appelli proposti avverso la medesima sentenza da Pietro B., Vincenzo C. C., Fiorella F. e Alberto F., i quali rimangono per l'effetto CONDANNATI a pagare al Comune di Roma le seguenti somme:
Pietro B.:  lire 3.636.363, pari ad E 1.878;
Vincenzo C. C.: lire 15.071.868, pari ad E 7.783;
Fiorella F.: lire 33.670.201, pari ad E 17.389;
Alberto F.: lire 1.111.111, pari ad E 573.
Su tali somme, rivalutate alla data del 25 settembre 2000, saranno dovuti, a partire da tale data, interessi legali fino al soddisfo. Gravano altresì sugli appellanti, in parti uguali, le spese anche del presente grado di giudizio, che ammontano, fino all'originale della presente sentenza, a Euro 7.555,68 (settemilacinquecentocinquantacinque/68).
Così deciso in Roma, nelle camere di consiglio del 6, 9, 15 e 26 marzo 2002.
ILRELATORE-ESTENSORE F.to Sergio Maria Pisana- IL PRESIDENTE F.to Nicola Soria Deposita in Segreteria il 22 aprile 2002
            IL DIRETTORE DELLA SEGRETERIA
            F.to Mario Francioni\E[s Fine modulo
--------------------------------------------
 2)
XXI. Per il principio secondo cui le spese seguono la soccombenza, le spese del presente grado di giudizio vanno poste, come quelle del primo grado, a carico degli appellanti, in parti uguali.
\E[s \E[203s P.Q.M. La Corte dei Conti, Sezione II^ giurisdizionale centrale;
Visto il d.l. 15 novembre 1993, n. 453, convertito nella legge 14 gennaio 1994, n. 19;
Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20; Visto il d.l. 23 ottobre 1996, n. 543, convertito con modificazioni con la legge 20 dicembre 1996, n. 639; ogni contraria istanza eccezione e difesa reietta; definitivamente pronunciando, previa riunione degli appelli in un unico giudizio;
DICHIARA
Rinunciato l'appello proposto dal sig. Renzo L.;
ACCOGLIE PARZIALMENTE
gli appelli proposti dai sigg. Francesco R., Fiorella F., Walter T., Linda L., Domenico C., Amedeo P., Piero S., Claudio M., Giovanni B., Pietro B., Vincenzo G.C. e Adriano C. avverso la sentenza n. 1544/00R del 26.5.-4.7.2000/25.9.2000 della Sezione giurisdizionale per il Lazio e, per l'effetto, in parziale riforma della predetta sentenza, condanna
i suddetti appellanti a pagare a favore del Comune di Roma le somme seguenti:

R.F.     L. 77.495.000 pari ad   E 40.022,00
T.W.    L. 31.627.000     "         E 16.333,00
L.        L. 24.310.000     "         E 12.555,00
C. Linda L. 31.627.000   "        E 16.333,00
P.A.    L. 31.627.000      "        E 16.333,00
B.G.    L. 31.627.000     "         E 16.333,00
S.P.    L. 31.627.000     "         E 16.333,00
F.F.    L. 39.600.000     "         E 20.451,00
M.C.   L. 31.627.000     "         E 16.333,00
B.P.   L. 36.800.000      "        E 19.005,00
G.C.V. L. 25.012.000    "         E 12.917,00
C.A.    L.   8.158.000    "        E  4.213,00
Tali somme saranno rivalutate alla data del 25 settembre 2000 e sulle stesse saranno dovuti, a partire da tale data, gli interessi legali sino al soddisfo. Gravano, altresì, sugli appellanti, in parti uguali, le spese anche del presente grado di giudizio, che fino all'originale della sentenza, ammontano, a Euro 4.642,64 (quattromilaseicentoquarantadue/64).
Così deciso in Roma, nelle camere di consiglio del 6 e 26 marzo 2002.
Il President F.to Nicola Soria
L'Estensore F.to Camillo Longoni
Depositata in Segreteria il 22 aprile 2002
Il Direttore della Segreteria F.to Mario Francioni
*****
P.Q.M. LA CORTE DEI CONTI Sezione Giurisdizionale per la Regione Lazio, definitivamente pronunciando, respinta ogni contraria istanza ed eccezione, CONDANNA
F. RUTELLI, W. TOCCI, L. LANZILLOTTA, E. MONTINO, D. CECCHINI, R. LUSETTI, S. DEL FATTORE, L. DE PETRIS, F. CARDUCCI ARTENISIO, A. PIVA, G. BORGNA, P. SANDULLI, F. FARINELLI, C. MINELLI, P. BARRERA, V. GAGLIANI CAPUTO, S. BIOLCHI, F. LORENZETTI ed A. FENU al pagamento a favore dell'Erario - beneficiario il Comune di Roma - della somma complessiva di lire 2.238.664.265 (due miliardi duecentotrentottomilioni seicentosessantaquattromila duecentosessanta cinque lire) ripartita in quote uguali come segue:
1.- F.RUTELLI e W.TOCCI per la somma di lire 67.349.441 ciascuno; 2.- F.RUTELLI e W.TOCCI per la somma di lire 53.900.000 ciascuno; 3.-F.RUTELLI e W.TOCCI per la somma di lire 10.400.000 ciascuno; 4.- F.RUTELLI ed E.MONTINO per la somma di lire 45.017.699 ciascuno; 5.- F.RUTELLI e D.CECCHINI per la somma di lire 16.769.892 ciascuno; 6.- W.TOCCI, D.CECCHINI, A.PIVA, G.BORGNA, P.SANDULLI, F.FARINELLI, C.MINELLI, L.DE PETRIS, R.LUSETTI, F.ARDUCCI ARTENISIO, S.DEL FATTORE, V.GAGLIANI CAPUTO e S.BIOLCHI per la somma di lire 9.803.769 ciascuno; 7.-F.RUTELLI e D.CECCHINI per la somma di lire 2.664.107 ciascuno; 8.- F.RUTELLI e D.CECCHINI per la somma di lire 1.733.333 ciascuno; 9.- F.RUTELLI e D.CECCHINI per la somma di lire 2.870.019 ciascuno; 10.- F.RUTELLI e D.CECCHINI per lire 82.895.582 ciascuno; 11.- F.RUTELLI e L.LANZILLOTTA per la somma di lire 31.300.000 ciascuno; 12.-L.LANZILLOTTA, D.CECCHINI, A.PIVA, G. BORGNA, P.SANDULLI, F.FARINELLI, V.GAGLIANI CAPUTO e F.LORENZETTI per la somma di lire 520.625 ciascuno; 13.- F.RUTELLI e L.LANZILLOTTA per la somma di lire 11.607.666 ciascuno; 14.- F.RUTELLI e L.LANZILLOTTA per la somma di lire 11.000.000 ciascuno; 14.- F.RUTELLI e L.LANZILLOTTA per la somma di lire 4.500.000 ciascuno; 16.- F.RUTELLI e L.LANZILLOTTA per la somma di lire 26.740.824 ciascuno; 17.- F.RUTELLI e R.LUSETTI per la somma di lire 6.650.000 ciascuno; 18.- F.RUTELLI e R.LUSETTI per la somma di lire 15.558.323 ciascuno; 19.- F.RUTELLI e R.LUSETTI per la somma di lire 34.974.208 ciascuno; 20.- F.o RUTELLI, W.TOCCI, L.LANZILLOTTA, A.PIVA, G.BORGNA, P.SANDULLI, C.o MINELLI, D.CECCHINI, F.FARINELLI, V.GAGLIANI CAPUTO e P.BARRERA per la somma di lire 3.636.363 ciascuno; 21.- F.RUTELLI e S.DEL FATTORE per la somma di lire 1.450.000 ciascuno; 22.- F.RUTELLI e C.MINELLI per la somma di lire 100.119.355 ciascuno; 23.-F.RUTELLI e C.MINELLI per la somma di lire 100.119.355 ciascuno; 24.- W.TOCCI, L.LANZILLOTTA, D.CECCHINI, G.BORGNA, P.SANDULLI, F.FARINELLI, C.MINELLI, V.GAGLIANI CAPUTO e A.FENU per la somma di lire 1.111.111 ciascuno; 25.- F.RUTELLI e F.FARINELLI per la somma di lire 15.898.333 ciascuno; 26.- F.RUTELLI e F.FARINELLI per la somma di lire 2.700.000 ciascuno; 27.- F.RUTELLI e L.DE PETRIS per la somma di lire 35.047.500 ciascuno; 28.- F.RUTELLI e F.CARDUCCI ARTENISIO per la somma di lire 18.595.000 ciascuno; 29.- F.RUTELLI e F.CARDUCCI ARTENISIO per la somma di lire 9.224.880 ciascuno; 30.- F.RUTELLI e G.BORGNA per la somma di lire 66.782.030 ciascuno; 31.- F.RUTELLI ed A.PIVA per la somma di lire 56.065.080 ciascuno; 32.- F.RUTELLI e A.PIVA per la somma di lire 14.768.639 ciascuno; 33.- F.RUTELLI e P.SANDULLI per la somma di lire 53.995.080 ciascuno; 34.- F.RUTELLI e P.SANDULLI per la somma di lire 12.528.279 ciascuno; 35.- F.RUTELLI
e P.SANDULLI per la somma di lire 115.300.444 ciascuno.
Tali importi dovranno essere rivalutati fino alla data di deposito della presente sentenza e sulla somma complessiva dovranno essere corrisposti, dalla stessa data, gli interessi legali fino all'intero soddisfo.
CONDANNA altresì, i convenuti al pagamento in parti uguali delle spese di giudizio che fino alla data della presente sentenza vengono liquidate complessivamente in lire 20.299.880. Così deciso in Roma nella Camera di Consiglio del 15 maggio 2000 proseguita il 26 maggio 2000 ed il 4 luglio 2000.
IL CONSIGLIERE ESTENSORE, IL PRESIDENTE
Depositata il 25 settembre 2001.
(La sentenza d'appello ha ridotto ad un quinto le pene pecuniarie, ribadendo pero' la sussistenza del reato. Rutelli e gli altri condannati hanno annunciato ricorsi)