La lunga saga
della STA e i coccodrilli bianchi della moglie di Rutelli
I parcheggi a
pagamento ed altre storie romane
la "Santa" Alleanza tra Sta & Sita ma
la Cassazione da' torto alla Sta
Corte dei conti: le sentenze e le condanne
alla Giunta Rutelli
La Palombelli in tribunale:
diffamata
E la Cassazione da' torto alla
Sta
Che si chiamino Sita o che si chiamino
Sta per me pari sono
La Corte dei conti Condanna i suddetti appellanti a
pagare a favore del Comune di Roma
P.Q.M. LA CORTE
DEI CONTI Sezione Giurisdizionale per la Regione Lazio, definitivamente
pronunciando, respinta ogni contraria istanza ed eccezione,
CONDANNA
I coccodrilli bianchi della moglie di Rutelli
I parcheggi a pagamento ed altre storie romane
da "Umanità Nova" n.35 del 7 novembre 1999
Sopravvivono alcuni miti e leggende
anche nelle moderne metropoli. Si tratta di storie raccontate come avvenute "ad
un amico di un mio amico". Le "leggende urbane" sarà capitato anche a voi di
raccontarle o di sentirsele raccontare. La più famosa è quella dei coccodrilli
bianchi che vivrebbero nelle fogne di New York. Malgrado molti studi e ricerche
nessuno mai riesce a scoprire l'origine di una leggenda metropolitana, chi ne
sia l'inventore o da cosa prenda spunto. Fortunatamente questo mistero sta per
essere risolto, e si risolverà a Roma dove la procura della repubblica farà uno
studio serio sull'origine delle leggende metropolitane. Dovete sapere che, tra i
tanti danni fatti dalla giunta Rutelli, c'è quello della sosta a pagamento. I
parcheggi di interi quartieri sono stati dipinti di blu ed è stato preteso il
pagamento di una gabella per la sosta dell'auto. Badate che non sono stati
creati nuovi posti auto, ci si è limitati a dipingere (e a far pagare) quelli
che già esistevano. Inoltre non sono neanche state lasciate aree di sosta
libere, magari un po' più lontane da quelle a pagamento. I residenti del
quartiere hanno avuto diritto ad un permesso di sosta (uno per famiglia) per
quel quartiere ed in alcune zone non è stata neanche concessa la sosta ai
residenti. I parcheggi sono stati dati in appalto ad una società, la Sta, che
avvalendosi di ausiliari al traffico (assunti per chiamata diretta), multa chi
non paga i parcheggi.
A Roma è cominciata ad essere raccontata la storia che
la Sta fosse di proprietà della moglie di Rutelli, Barbara Palombelli, della
moglie di Tocci (il vicesindaco PDS) e della moglie di Maurizio Costanzo. La
cosa ha tutte le caratteristiche della leggenda urbana: la trama (ricca di
dettagli, anche con le quote di possesso azionario), le motivazioni della
diffusione (l'esasperazione dei cittadini verso una giunta sempre più odiata)
e... la totale inconsistenza, visto che la Sta pur non essendo una
municipalizzata, è di proprietà, al 100% del comune di Roma. La Palombelli ha
assunto un investigatore per risalire all'origine della leggenda ed ha
presentato una denuncia per calunnia contro ignoti, e la procura ha assicurato
che "farà indagini approfondite, interrogherà i testimoni e cercherà di risalire
agli autori". Da questa vicenda si può trarre la conclusione della incapacità di
interagire nel mondo della comunicazione da parte della signora Palombelli, che
pure fa la giornalista (e che pare ignorare il meccanismo della smentita che
conferma: "mentre commentavo al bar, leggendo il giornale, la notizia della
denuncia contro ignoti una signora ha commentato Ah, era implicata pure la
moglie di Costanzo, non lo sapevo, speriamo che le arrestino tutte!"). E' stata
messa in giro un'altra voce, secondo cui Rutelli avrebbe lasciato la casa ai
Parioli per trasferirsi in una villa faraonica all'Eur. Di quest'ultima voce
però l'autore è Tommaso Luzzi, consigliere regionale di AN. Le leggende
metropolitane non hanno fondamenti di verità, però ci può essere qualche
eccezione che conferma la regola. O meglio, una regola che avesse solo eccezioni
sarebbe confermatissima.
Francesco Fricche Redazione: fat*inrete.it Web: uenne*ecn.org
Procura,
indagati altri cinque ausiliari
Multe impossibili: si allunga la lista degli
accertatori accusati di falso ideologico
dalla cronaca di Valentina
Errante - Giovedì 2 dicembre 2004
Si allunga la lista degli ausiliari del
traffico indagati per falso ideologico. Il pm Giuseppe Corasaniti, titolare del
fascicolo sulle multe "impossibili", elevate ad automobilisti che non hanno mai
circolato a Roma o individuati dai "vigilini" contemporaneamente in 2 zone
diverse della città, ha iscritto altri 5 nomi sul registro degli indagati. Dopo
la pioggia di denunce dei cittadini, gli esposti di Sulpm e associazioni di
consumatori, dodici ausiliari erano finiti nel mirino della procura, ma le
verifiche continuano, la lista si allunga e i dipendenti di Trambus saranno
chiamati a dare spiegazioni davanti a l magistrat o con i loro legali. Un elenco
di diciassette persone destinato ad allungarsi. La linea di difesa è già chiara:
soltanto equivoci ed errori. Tutto da dimostrare.
Ma Corasaniti ha ricevuto dall'ufficio
Contravvenzioni del Campidoglio altra documentazione: multe annullate proprio
a causa di quegli errori grossolani che hanno spinto i cittadini a presentare
le denunce. Le contravvenzioni, dichiarate illegittime dall'amministrazione
in autotutela, sono addirittura il 10% di quelle elevate nel 2003. Di più: tra
gli atti arrivati sulla scrivania del pm, anche una circolare inviata dall'ufficio
comunale a Trambus, Sta e Sita, le società dei vigilini. L'amministrazione metteva
in guardia dalle sviste più grossolane e dagli equivoci più frequenti. Multe
ricevute dagli automobilisti che hanno presentato gli esposti in procura. Il
pm attende anche l'esito degli accertamenti delegati alla Guardia di finanza
per stabilire se vi siano state violazioni delle norme sulla privacy nella trasmissione
dei dati dei cittadini. La Guardia di Finanza, su delega del viceprocuratore
della Corte dei Conti Angelo Canale, ha acquisito al Comune i contratti tra
le società che coordinano gli ausiliari, Trambus, Sita e Sta, e le amministrazioni,
per stabilire se gli accordi comportino danni erariali come segnalato, in un
esposto giunto alla magistratura contabile. Sotto i riflettori le percentuali
destinate alle società di trasporto sulle multe la cui notifica sia andata a
buon fine.
la "Santa" Alleanza tra Sta & Sita ma la Cassazione da' torto alla
Sta
Corte dei conti: le 2 sentenze e le condanne pecuniarie alla Giunta
Rutelli
C'è una "Santa" Alleanza tra la Sta
& la Sita? Lo scandalo dei parcheggi d'oro di Roma non si ferma fin da
quando fu istituita la famigerata STA dal Comune di Roma, Giunta Rutelli, e
sopratutto appare come un ferreo patto di continuità. Ma i "debiti" della Giunta
Rutelli e di Rutelli, condannati a risarcire l'Erario di Roma con 10 miliardi di
lire, che fine hanno fatto? Alcuni "personaggi" menzionati qua in calce dalle 2 sentenze della
Corte dei conti, siedono in Parlamento, altri scrivono di "economia" o di
facezie su autorevoli giornali, altri sono sono stati piazzati beatamente qua e
la'. E le sanzioni?
E l'inchiesta sulla Sta di Rutelli, and
C/o, che fine hanno fatto?
-----
La Santa Alleanza tra Sta
& Sita ora come sta messa in Tribunale?
Stanno messi che sono pendenti dei procedimenti penali affidati al Procuratore
aggiunto Maria Cordova. Ma i proprietari di tutte quelle società satelliti della
STA, che sembra la prosciughino, chi sono? Attendiamo, impazienti, una risposta
dalle Autorità.
La STA si è vista rigettare anche il secondo ricorso in Cassazione. E' rinviata
a giudizio - STA e T. - presso la Corte dei Conti, prima udienza a Gennaio 2005.
Per quanto concerne R. non sappiamo se abbia restituito i dieci miliardi di
lire.
Ce lo dovrebbero spiegare. Gli elettori debbono decidere se comprasela o meno
questa margherita..... GB
-----
Uhh!!!!!!!!!
Ma se il margherito li avesse resi, figuriamoci se non lo si saprebbe. Chi spera,
il margherito, che li renda per lui?
Ma poi come mai solo l'ex vicesindaco di Rutelli Tocci e la STA sono stati rinviati
a giudizio?
E tutti gli altri come stanno messi? Certo è che se la Cordova indaga ha fiutato
i sorci.... Speriamo che li respinga dalle stelle alle fogne sti ladroni istituzionali
di tre cotte. I quali negano anche, ridicolmente, che sono stati condannati,
per ben 2 volte, a pagare tutto ciò che ho allegato ieri e che, inoltre, la
Cassazione ha respinto i 2 loro ricorsi. Se fosse stato chiarito tutto di certo
non ci sarebbe il Procuratore della Repubblica Maria Cordova che indaga ancora
dato che, Mary Mary, indaga da un bel po' e non si è di certo fermata di fronte
a quelli che si scaldano le terga in Parlamento dopo essersele ingrassate con
la Sta. Sta, che come l'Ama, e altre, tipo perfino le Asl di cui molti servizi
igienico-sanitari, pubblici, sono stati dati in appalto all'Ama, ma a pagamernto
del cittadino, come la derattizzazione e la disinfestazione, tutte, quindi anche
delle strade e così nessuno derattizza e disinfesta niente perchè come fanno
tutti gli abitanti di una strada o di un quartiere a mettersi d'accordo e pagare?
Robe da pazzi. In certe Asl rispondono: Da 3 anni via via ci hanno tolto molte
competenze e compiti e sinceramente stiamo qua a scaldare le sedie (e a prendere
lo stipendio loro e le nuove scatole cinesi). Perciò il gioco è: moltiplico
e raddopio.
Capito l'andazzo istituzional-burocratichese
capitolino?
Sta Asl e Ama sono diventate società fatte di infinite scatole cinesi a cui,
paiono, affidati i compiti di tenere e promuovere le clientele, anche elettorali,
e per questo se pur sommerse da critiche durissime, il Comune di Roma, e il
sindaco, lasciano che le scatole cinesi freghino un giorno sì e l'altro pure
i contribuenti. Ma di questo, come di tante cose gravissime, le cronache di
Roma dei maggiori giornali quasi non scrivono, al massimo publicano qualche
letterina, compita, di contribuenti che protestano per la monnezza che non viene
rimossa o per una fermata dell'Atac che fa ritardi. E' la maniera, secondo loro,
di tenere a bada gli elettori
e quindi non scoprire i colpevoli delle
malefatte. Infatti nelle redazioni delle cronache romane, specialmente una che
fa solo cronache rosa sull'amministrazione romana, non si muove foglio, e
lettere dei cittadini, che Veltroni non voglia. Che vergogna anche certi
quotidiani che si prestano a fregare la cittadinanza per tenere bordone
elettorale ai loro referenti politici.
Ho scoperto, con pazienza infinita e
senza arrendermi agli sbarramenti di acciaio che tutti pongono davanti ai
cittadini, cose inenarrabili su Roma. Roma muore sotto una cappa di
lottizzazioni, di clientelismi e di relative corruzioni. Nel frattempo,
si è conclusa, per ora, la vicenda sulla "Leggenda metropolitana" della
moglie di Rutelli, la giornalista Barbara Palombelli, che era stata indicata
come intestataria delle azioni della Sta assieme a Maria De Filippi, moglie di
Maurizio Costanzo e alla moglie del vice sindaco Walter Tocci. gd'o
La Palombelli in tribunale:
diffamata
il Messaggero Cronaca di Roma Martedì 23 Novembre 2004
*****
Francesco Rutelli e la moglie Barbara Palombelli hanno
testimoniato come parti offese nel processo che vede Enrico Iapoce, studente
universitario di 34 anni, imputato di diffamazione ai loro danni. I fatti in
giudizio fanno riferimento a un articolo pubblicato sul sito internet
dell'Università La Sapienza di Roma, nel quale gli studenti del "progetto
Erasmus" danno notizie di servizio ai colleghi che frequentano la sede
universitaria capitolina. Nel 1999, Rutelli e la Palombelli presentarono una
querela contro ignoti in relazione ad un articolo che criticava l'operato
dell'allora sindaco di Roma sul tema del traffico e dei parcheggi nella
capitale.
In particolare, poi, nella querela alla parte dell'articolo in cui
si faceva riferimento alla moglie del sindaco quale presunta "azionista della
Sta", l'agenzia per la Mobilità del comune di Roma. Sostenendo che l'articolo ha
portato discredito su Rutelli e sulla moglie, in quanto la "Sta - hanno ribadito
ancora - è una società interamente del comune di Roma".
Pertanto Rutelli e la moglie nel 2002
presentarono una denuncia.
E LA CASSAZIONE DA' TORTO ALLA
STA
di
Ario Albertelli - il Giornale Cronaca di Roma - 14 novembre
2004
******
La Sta sarà tenuta a presentare i
prospetti aziendali alla Corte dei conti. Cosa che fino ad oggi, malgrado le
richieste esplicite della magistratura contabile non ha fatto. L'ordine
perentorio arriva dalla suprema Cassazione, la quale, con sentenza n° 12192
(emessa in data 2 luglio 2004) stabilisce che la magistratura contabile non solo
ricopre la giurisdizione per esaminare i bilanci della municipalizzata ma anche
della società Crp (Compagnia romana parcheggi Srl) che gestisce le soste a
pagamento sul territorio capitolino. Sotto la lente dei giudici contabili, in
prima istanza, andranno i proventi delle aree "a strisce
blu" compresi nel biennio 1996/98 per i quali inoltre, era stata
richiesta la condanna al risarcimento danni di 5 miliardi e 92 milioni di
vecchie lire, da rifondere al Comune di Roma. Motivo per cui, la stessa società
d'ingegneria - ossia la Sta - e separatamente la Crp, si costituì come
ricorrente, già nel 2001, nei confronti dell'allora assessore alla Mobilità,
Walter Tocci, del direttore del VII dipartimento, Silvana Sari e naturalmente,
della Corte dei conti. Tanto è bastato che la magistratura contabile iniziò,
attraverso la nomina di una commissione ad hoc una propria indagine, per la
ricostruzione degli incartamenti amministrativi. La relazione, è stata ormai
depositata e prevede la prosecuzione dell'udienza per il 24 marzo del 2005. Ma
la ricostruzione dei prospetti aziendali della controllata dal Campidoglio
presenterebbe ancora troppe lacune. In questa sede si andranno a stabilire le
responsabilità della Sta come agente contabile del Campidoglio, e quelli della
Cpr, tenuta a versare gli utili alla suddetta, con la detrazione, ovviamente,
dei costi della attività svolta. In definitiva quello che risulta da chiarire è
se, dal 1996 al 1998, la municipalizzata abbia versato e in che misura, le
entrate dei parking, nelle casse civiche. Come si evince dalle note della
sentenza della Cassazione: "La magistratura contabile dovrà sottoporre la Sta
non solo al giudizio di conto ma anche al giudizio di responsabilità
amministrativa".
L'attività di controllo sarebbe mirata al fine di chiarire
il ruolo della municipalizzata sulla gestione finanziaria del servizio fornito
dagli ausiliari del traffico capitolini e per la regolamentazione dei
parchimetri per le soste. Già nel 2001 la Cassazione a sezioni riunite, con la
sentenza n° 12367, del 9 ottobre, sostenne che: "Una società per azioni, a
partecipazione pubblica maggioritaria, qualora possa considerarsi agente
contabile, è soggetta al giudizio per resa di conto". Infatti neppure allora la
Sta, procedette, alla presentazione dei prospetti di bilancio nonostante, sempre
la suprema corte, abbia indicato nella magistratura contabile l'organo di
controllo nelle cui mani depositare gli atti. Una mancanza che portò il
procuratore regionale Salvatore Nottola, all'inaugurazione dell'anno giudiziario
della Corte dei Conti del Lazio ad affermare quali pregiudizievoli riflessi ci
potessero essere ai danni dell'erario. "Sulla Sta c'è un giudizio in corso
relativamente all'utilizzo dei fondi - ha indicato il procuratore - La Corte
aveva richiesto la presentazione dei conti ricevendo in risposta un ricorso alla
Cassazione che sosteneva l'illegittimità della richiesta da parte dei magistrati
contabili. La Cassazione, a sezioni riunite, ha invece stabilito che quando una
società privata ha un rapporto di strumentalità con il pubblico, la Corte dei
Conti è competente".
Che si chiamino Sita o che si chiamino Sta pari
sono
I vigili urbani
indagheranno sul modus operandi degli accertatori Atac, Sita e Trambus. troppi
errori:
Multe sotto inchiesta di Ario Albertelli - il Giornale 14 novembre 2004
Decine di denunce degli automobilisti
romani. Falso ideologico e abuso d'ufficio, sono i reati ipotizzati dal pm della
Procura di Roma Giuseppe Corasaniti che ha aperto un'inchiesta, per ora, contro
ignoti, per una serie di multe sbagliate elevate dagli ausiliari del traffico
nei confronti delle quali sono state presentate decine e decine di denunce da
parte di automobilisti.
Il pm vuole capire se si tratta solo di errori
casuali o se, invece, vi sia stato dolo come si sostiene in alcuni
esposti-denuncia, ed ha incaricato il Nucleo di polizia giudiziaria dei vigili
urbani di fare luce sui singoli casi e di elaborare un dettagliato dossier sul
complesso sistema degli ausiliari del traffico romani. La notizia di un'indagine
arriva proprio dopo l'inchiesta del Messaggero sui nuovi ausiliari della Sita
voluti dal Campidoglio: 78 accertatori che operano anche di notte, da mezzanotte
all'alba, presidiando, quasi senza farsi vedere, le corsie preferenziali del
Centro, facendo multe a raffica senza contestare, quasi mai, l'infrazione agli
automobilisti. Un modus-operandi che è stato criticato da più parti:
dall'ordinario di Diritto amministrativo dell'Università di Roma.
La
Sapienza, Filippo Satta, come dal difensore civico dello stesso Comune di Roma,
Ottavio Marotta (senza dimenticare sindacati, forze politiche di opposizione e
Telefono Blu). A suscitare perplessità anche il fatto che la Sita (non i suoi
ausiliari che vengono retribuiti con uno stipendio mensile fisso) percepisce 25
euro per ogni multa la cui notifica sia andata a buon fine.
Una clausola,
quindi, che incentiva a fare repressione piuttosto che prevenzione come, invece,
prescrive il codice della strada e lo stesso contratto di servizio. Alla luce di
questi nuovi particolari il pm Corasaniti ha deciso di approfondire tutte quelle
denunce di multe errate. E per farlo ha incaricato i vigili urbani. L'assessore
alla Mobilità Di Carlo ha dichiarato: La Sita ha lo stesso contratto di Trambus
quindi non capisco l'accanirsi della stampa". La Trambus, in effetti, è una
società di proprietà comunale, la Sita no.
Stando ai dati dell'ufficio
contravvenzioni del Comune a settembre gli ausiliari avrebbero effettuato circa
30.000 verbali che per la Sita significano 750.000 euro lordi.
Dal sito internet della Corte dei conti
1)
\E(s \E(203s PER QUESTI MOTIVI
la Corte dei conti seconda
Sezione giurisdizionale centrale
visto il d.l. 15 novembre 1993, n.
453, convertito nella legge 14 gennaio 1994, n. 19;
vista la legge 14 gennaio
1994, n. 20; visto il d.l. 23 ottobre 1996, n. 543, convertito con modificazioni
con la legge 20 dicembre 1996, n. 639; ogni contraria eccezione o deduzione
reietta; definitivamente pronunciando,
previa riunione dei giudizi;
ACCOGLIE PARZIALMENTE
gli appelli proposti da Piero S.,
R. L., Giovanni B., Francesco R., Esterino M., Sandro D.F., Claudio M.,
Francesco C.A., Loredana D.P., Amedeo P., Domenico C., Stefania B., Linda L. e
Walter T. avverso la sentenza della Sezione giurisdizionale della Corte dei
conti per la regione Lazio n. 1545, depositata il 25 settembre 2000, e per
l'effetto, in parziale riforma della predetta sentenza, CONDANNA i suddetti
appellanti a pagare a favore del Comune di Roma
le somme
seguenti:
Piero S.: lire 69.014.876, pari ad E 35.643;
R. L.: lire
36.321.012, pari ad E 18.758;
Giovanni B.: lire 41.500.000, pari ad E
21.432;
Francesco R.: lire 47.200.000, pari ad E 24.376;
Esterino M.: lire
30.086.579, pari ad E 15.538;
Sandro D.F.: lire 6.400.000, pari ad E
3.305;
Claudio M.: lire 81.900.000, pari ad E 42.297;
Francesco C.A.: lire
17.527.952, pari ad E 9.052;
Loredana D.P.: lire 28.131.000, pari ad E
14.528;
Amedeo P.: lire 46.424.276, pari ad E 23.976;
Domenico C.: lire
60.036.752, pari ad E 31.006;
Stefania B.: lire 6.400.000, pari ad E
3.305;Linda L.: lire 55.844.400, pari ad E 28.841;
Walter T.: lire
94.159.776, pari ad E 48.629;
RESPINGE
gli appelli proposti avverso la medesima
sentenza da Pietro B., Vincenzo C. C., Fiorella F. e Alberto F., i quali
rimangono per l'effetto CONDANNATI a pagare al Comune di Roma le seguenti
somme:
Pietro B.: lire 3.636.363, pari ad E 1.878;
Vincenzo
C. C.: lire 15.071.868, pari ad E 7.783;
Fiorella F.: lire 33.670.201, pari
ad E 17.389;
Alberto F.: lire 1.111.111, pari ad E 573.
Su tali
somme, rivalutate alla data del 25 settembre 2000, saranno dovuti, a partire da
tale data, interessi legali fino al soddisfo. Gravano altresì sugli appellanti,
in parti uguali, le spese anche del presente grado di giudizio, che ammontano,
fino all'originale della presente sentenza, a Euro 7.555,68
(settemilacinquecentocinquantacinque/68).
Così deciso in Roma, nelle camere
di consiglio del 6, 9, 15 e 26 marzo 2002.
ILRELATORE-ESTENSORE F.to Sergio
Maria Pisana- IL PRESIDENTE F.to Nicola Soria Deposita in Segreteria il 22
aprile
2002
IL
DIRETTORE DELLA
SEGRETERIA
F.to Mario Francioni\E[s Fine
modulo
--------------------------------------------
2)
XXI. Per il principio secondo cui le spese
seguono la soccombenza, le spese del presente grado di giudizio vanno poste,
come quelle del primo grado, a carico degli appellanti, in parti uguali.
\E[s
\E[203s P.Q.M. La Corte dei Conti, Sezione II^ giurisdizionale
centrale;
Visto il d.l. 15 novembre 1993, n. 453, convertito nella legge 14
gennaio 1994, n. 19;
Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20; Visto il d.l. 23
ottobre 1996, n. 543, convertito con modificazioni con la legge 20 dicembre
1996, n. 639; ogni contraria istanza eccezione e difesa reietta; definitivamente
pronunciando, previa riunione degli appelli in un unico giudizio;
DICHIARA
Rinunciato l'appello proposto dal
sig. Renzo L.;
ACCOGLIE PARZIALMENTE
gli
appelli proposti dai sigg. Francesco R., Fiorella F., Walter T., Linda L.,
Domenico C., Amedeo P., Piero S., Claudio M., Giovanni B., Pietro B., Vincenzo
G.C. e Adriano C. avverso la sentenza n. 1544/00R del 26.5.-4.7.2000/25.9.2000
della Sezione giurisdizionale per il Lazio e, per l'effetto, in parziale riforma
della predetta sentenza, condanna
i suddetti appellanti a pagare a favore del
Comune di Roma le somme seguenti:
R.F. L. 77.495.000 pari
ad E 40.022,00
T.W. L.
31.627.000
" E
16.333,00
L. L.
24.310.000
" E 12.555,00
C. Linda
L. 31.627.000 " E
16.333,00
P.A. L. 31.627.000
" E
16.333,00
B.G. L. 31.627.000
" E
16.333,00
S.P. L.
31.627.000 " E
16.333,00
F.F. L.
39.600.000 "
E 20.451,00
M.C. L. 31.627.000
" E
16.333,00
B.P. L. 36.800.000
" E 19.005,00
G.C.V. L.
25.012.000 " E
12.917,00
C.A. L.
8.158.000 "
E 4.213,00
Tali somme saranno rivalutate alla
data del 25 settembre 2000 e sulle stesse saranno dovuti, a partire da tale
data, gli interessi legali sino al soddisfo. Gravano, altresì, sugli appellanti,
in parti uguali, le spese anche del presente grado di giudizio, che fino
all'originale della sentenza, ammontano, a Euro 4.642,64
(quattromilaseicentoquarantadue/64).
Così deciso in Roma, nelle camere di
consiglio del 6 e 26 marzo 2002.
Il President F.to Nicola
Soria
L'Estensore F.to Camillo Longoni
Depositata in Segreteria il 22
aprile 2002
Il Direttore della Segreteria F.to Mario Francioni
*****
P.Q.M. LA CORTE DEI CONTI Sezione
Giurisdizionale per la Regione Lazio, definitivamente pronunciando, respinta
ogni contraria istanza ed eccezione, CONDANNA
F. RUTELLI, W. TOCCI, L. LANZILLOTTA, E.
MONTINO, D. CECCHINI, R. LUSETTI, S. DEL FATTORE, L. DE PETRIS, F. CARDUCCI
ARTENISIO, A. PIVA, G. BORGNA, P. SANDULLI, F. FARINELLI, C. MINELLI, P.
BARRERA, V. GAGLIANI CAPUTO, S. BIOLCHI, F. LORENZETTI ed A. FENU al pagamento a
favore dell'Erario - beneficiario il Comune di Roma - della somma complessiva di
lire 2.238.664.265 (due miliardi duecentotrentottomilioni
seicentosessantaquattromila duecentosessanta cinque lire) ripartita in quote
uguali come segue:
1.- F.RUTELLI e W.TOCCI per la somma di lire 67.349.441
ciascuno; 2.- F.RUTELLI e W.TOCCI per la somma di lire 53.900.000 ciascuno;
3.-F.RUTELLI e W.TOCCI per la somma di lire 10.400.000 ciascuno; 4.- F.RUTELLI
ed E.MONTINO per la somma di lire 45.017.699 ciascuno; 5.- F.RUTELLI e
D.CECCHINI per la somma di lire 16.769.892 ciascuno; 6.- W.TOCCI, D.CECCHINI,
A.PIVA, G.BORGNA, P.SANDULLI, F.FARINELLI, C.MINELLI, L.DE PETRIS, R.LUSETTI,
F.ARDUCCI ARTENISIO, S.DEL FATTORE, V.GAGLIANI CAPUTO e S.BIOLCHI per la somma
di lire 9.803.769 ciascuno; 7.-F.RUTELLI e D.CECCHINI per la somma di lire
2.664.107 ciascuno; 8.- F.RUTELLI e D.CECCHINI per la somma di lire 1.733.333
ciascuno; 9.- F.RUTELLI e D.CECCHINI per la somma di lire 2.870.019 ciascuno;
10.- F.RUTELLI e D.CECCHINI per lire 82.895.582 ciascuno; 11.- F.RUTELLI e
L.LANZILLOTTA per la somma di lire 31.300.000 ciascuno; 12.-L.LANZILLOTTA,
D.CECCHINI, A.PIVA, G. BORGNA, P.SANDULLI, F.FARINELLI, V.GAGLIANI CAPUTO e
F.LORENZETTI per la somma di lire 520.625 ciascuno; 13.- F.RUTELLI e
L.LANZILLOTTA per la somma di lire 11.607.666 ciascuno; 14.- F.RUTELLI e
L.LANZILLOTTA per la somma di lire 11.000.000 ciascuno; 14.- F.RUTELLI e
L.LANZILLOTTA per la somma di lire 4.500.000 ciascuno; 16.- F.RUTELLI e
L.LANZILLOTTA per la somma di lire 26.740.824 ciascuno; 17.- F.RUTELLI e
R.LUSETTI per la somma di lire 6.650.000 ciascuno; 18.- F.RUTELLI e R.LUSETTI
per la somma di lire 15.558.323 ciascuno; 19.- F.RUTELLI e R.LUSETTI per la
somma di lire 34.974.208 ciascuno; 20.- F.o RUTELLI, W.TOCCI, L.LANZILLOTTA,
A.PIVA, G.BORGNA, P.SANDULLI, C.o MINELLI, D.CECCHINI, F.FARINELLI, V.GAGLIANI
CAPUTO e P.BARRERA per la somma di lire 3.636.363 ciascuno; 21.- F.RUTELLI e
S.DEL FATTORE per la somma di lire 1.450.000 ciascuno; 22.- F.RUTELLI e
C.MINELLI per la somma di lire 100.119.355 ciascuno; 23.-F.RUTELLI e C.MINELLI
per la somma di lire 100.119.355 ciascuno; 24.- W.TOCCI, L.LANZILLOTTA,
D.CECCHINI, G.BORGNA, P.SANDULLI, F.FARINELLI, C.MINELLI, V.GAGLIANI CAPUTO e
A.FENU per la somma di lire 1.111.111 ciascuno; 25.- F.RUTELLI e F.FARINELLI per
la somma di lire 15.898.333 ciascuno; 26.- F.RUTELLI e F.FARINELLI per la somma
di lire 2.700.000 ciascuno; 27.- F.RUTELLI e L.DE PETRIS per la somma di lire
35.047.500 ciascuno; 28.- F.RUTELLI e F.CARDUCCI ARTENISIO per la somma di lire
18.595.000 ciascuno; 29.- F.RUTELLI e F.CARDUCCI ARTENISIO per la somma di lire
9.224.880 ciascuno; 30.- F.RUTELLI e G.BORGNA per la somma di lire 66.782.030
ciascuno; 31.- F.RUTELLI ed A.PIVA per la somma di lire 56.065.080 ciascuno;
32.- F.RUTELLI e A.PIVA per la somma di lire 14.768.639 ciascuno; 33.- F.RUTELLI
e P.SANDULLI per la somma di lire 53.995.080 ciascuno; 34.- F.RUTELLI e
P.SANDULLI per la somma di lire 12.528.279 ciascuno; 35.- F.RUTELLI
e P.SANDULLI per la somma di lire 115.300.444
ciascuno.
Tali importi dovranno essere rivalutati fino alla data di deposito
della presente sentenza e sulla somma complessiva dovranno essere corrisposti,
dalla stessa data, gli interessi legali fino all'intero soddisfo.
CONDANNA
altresì, i convenuti al pagamento in parti uguali delle spese di giudizio che
fino alla data della presente sentenza vengono liquidate complessivamente in
lire 20.299.880. Così deciso in Roma nella Camera di Consiglio del 15 maggio
2000 proseguita il 26 maggio 2000 ed il 4 luglio 2000.
IL CONSIGLIERE
ESTENSORE, IL PRESIDENTE
Depositata il 25 settembre 2001.
(La sentenza
d'appello ha ridotto ad un quinto le pene pecuniarie, ribadendo pero' la
sussistenza del reato. Rutelli e gli altri condannati hanno annunciato
ricorsi)