Gran Galà di Gattopardi &
Panchopardi d'Italia
Una Ovvietà che la Malafede nasconde. Il
riformismo non è un metodo, è un fine
Stralci da un editoriale de Il
Riformista
Il riformismo non è un
metodo, è un fine. Vuole
cambiare le cose, fare le riforme necessarie.
Non si identifica con quello che Pierluigi Battista su La Stampa ha definito
"il partito del disgelo". Il riformismo è più
ambizioso: è il "partito della primavera".
Però nessuna primavera arriverà senza il
disgelo. Che cos'è il disgelo?
E' un metodo, che si propone di chiedersi
sempre che cosa giova al paese, piuttosto che chiedersi a chi giova. E' la
condizione di ogni buona politica, della sinistra in primo luogo.
La quale, come ha scritto Umberto Eco, risulta
più credibile quando dimostra di non agire per partito preso, e sa anche
dar ragione all'avversario quando ha ragione. Risulta più credibile se ad ogni
no che pronuncia fa seguire qualche sì, qualche idea alternativa per affrontare
il problema in discussione. Un esempio: la Cirami non è - evidentemente - la
soluzione del problema delle garanzie della difesa nel processo. Ma il problema
c'è, e la sinistra dovrebbe essere capace di indicare qualche risposta. La sinistra non deve chiedersi se l'operazione disgelo è a suo carico, come continua a fare il giornale fondato da Antonio Gramsci e
diretto da Furio Colombo, ma se il gelo è a carico
del paese.
E' una tale ovvietà che solo la
malafede può nasconderla.
Devolution, Miseria & Splendore della sinistra italiana
Serie Gattopardi e Panchopardi
di Dino Cofrancesco
Tra gli studenti del mio
corso di Storia del pensiero politico (Facoltà di Lettere e Filosofia
dell'Università di Genova), ho bandito un duplice concorso a premi. La posta in
gioco è modesta - un classico del pensiero politico della UTET o della collana
Pensatori politici di Laterza - ma i due temi sono intriguing.
Il primo premio è assegnato allo studente che, nel
dibattito sulla devolution, abbia trovato sui quotidiani nazionali o locali
un articolo in cui si spieghi non quali nuove competenze spettino alle regioni o
quali rischi corra lo Stato nel privarsi di certi poteri
ma cosa cambi, nel modello federale
all'italiana, in termini di libertà e di diritti per l'uomo della strada.
Il secondo premio allo studente che, nei vari
cortei contro la chiusura degli stabilimenti FIAT, tra slogan, striscioni e
cartelloni caricaturali - contro il Governo e contro il "presidente
operaio" - sia riuscito a fotografarne uno con la caricatura o
semplicemente con frasi di protesta e d'insulto rivolte all'avvocato Agnelli e
alla sua famiglia (i più diretti responsabili della crisi della FIAT).
Il fatto che si tratti di una ricerca ardua
induce a tristi riflessioni. Forse la ragione per cui i giornali si preoccupano
tanto - consentendo o dissentendo - della diminuzione delle prerogative dello
Stato e quasi nulla delle ricadute che sui diritti individuali avranno le
cosiddette autonomie - dalla devolution al resto - sta nel fatto che
l'allargamento della sfera pubblica è un bene per tutti - destra e sinistra - e
il contenzioso tra i partiti verte solo sulla sua dimensione locale (regionale)
o nazionale. Insomma non si è d'accordo su chi debba invadere, tartassare,
tormentare la società civile: lo Statone nazionale o lo staterello regionale.
Per quanto riguarda l'assenza - pur tra tanti
sventoli di bandiere rosse e cascami culturali antimercato - di slogan contro il simbolo storico del
capitalismo italiano, è difficile fugare qualche grave sospetto.
Controllando la FIAT gran parte della carta stampata (almeno di quella più
importante) e intrattenendo l'Avvocato relazioni d'affari e buoni rapporti con
personaggi come Fidel Castro (invitato a cena) e
Sergio Cofferati (v. le sue espressioni di stima nei
confronti di Coffevati...), era
pensabile che le (finte) avanguardie demoproletarie
chiedessero ad alta voce ai signori di Villar Perosa di far rientrare nel
settore auto i profitti ivi conseguiti e reinvestiti poi in azioni più
remunerative? (La vendita dei cosiddetti "gioielli di famiglia").
In realtà, cosa auspicano, sotto sotto, gli
stessi eredi di Piero Gobetti (che commise tanti errori di valutazione nel
giudicare i comunisti e la rivoluzione bolscevica ma tenne sempre fermi
l'antistatalismo e l'apologia del mercato)?
Che lo Stato
Irizzi la FIAT ovvero che, ancora una volta,
si socializzino le perdite e si privatizzino i
profitti.
La miseria della sinistra
italiana - a cominciare da quella sedicente
liberale - non si era mai mostrata finora in tutto il
suo sinistro splendore! Dino Cofrancesco dino@split.it
Gattopardati RAI. ddl
Gasparri: Privatizzazione? Quando mai!
di Marco
Beltrandi
La grave crisi del CDA
Rai, così come la sentenza della Corte Costituzionale
che impone la messa su satellite di Rete 4
alla fine del '03, spinge la maggioranza a
calendarizzare la riforma rai-tv Gasparri contenente
anche norme sul riassetto
azionario della Rai.
Privatizzazione? No. Non è
privatizzazione. L'articolo 19 svela che i privati non potranno avere più
dell'1%
del capitale sociale e c'è il limite al 2% del
capitale ai patti di sindacato tra privati. Non solo: l'articolo 18/5 informa
che la nomina del Presidente diventerebbe effettiva solo dopo il parere della
Commissione Parlamentare di Vigilanza con la maggioranza dei 2 terzi. Il
risultato di tutto questo? Che per lunghi anni lo Stato rimarrà azionista di
riferimento della Rai mantenendo un saldo controllo partitico sul servizio
pubblico sì che sia ancora affidato in esclusiva alla Rai. Mentre, quando lo
Stato cedesse la maggioranza, il meccanismo di public company del disegno
Gasparri prevede tanti piccoli azionisti privati, con divieto di creazione di
noccioli duri, fortunatamente, che però comporterebbe un forte potere del
management scelto dalla maggioranza dei 2 terzi della Vigilanza tramite un
processo decisionale che a causa dell'elevata soglia del consenso richiesto non
sarebbe nemmeno sottoponibile al principio della responsabilità politica
fintantochè il sistema politico continuerà ad essere multipartitico. Tutti gli eventi già accaduti: dal
passaggio delle tensioni dal Parlamento al CDA Rai alla Commissione di
Vigilanza, paralizzandone i doveri
istituzionali, dimostrano che i partiti devono uscire dalla gestione della Rai, con una vera
privatizzazione, e che va abolito il monopolio del servizio pubblico che deve
essere individuato come oggetto, missione, non come soggetto.
Il caso di Radio Radicale ben dimostra che anche un soggetto
privato può svolgere servizio pubblico su convenzione, e allora il
servizio pubblico rai-tv dovrebbe andare all'asta e assegnato al miglior
offerente sul piano economico e su quello delle garanzie funzionali e
patrimoniali, per un tempo determinato. E vanno abolite le competenze attuali
della Commissione di Vigilanza Rai, unico organismo parlamentare al mondo ad
avere funzioni applicative ed integrative delle leggi in materia.
Marco
Beltrandi, Segr. Naz. Radicali Italiani.
Muoiano Gattopardismo e Capitalismo alla Bagna
Cauda
di Renato
Tubère
Nel 1982 erano
136mila, 10 anni dopo 24mila: grazie anche all'arrendevolezza
sospetta della Trimurti sindacale, lo sfascio
occupazionale della FIAT si era compiuto già da tempo, ormai!
Oggi, avanti tutta, fino alla disfatta!
Come novelli guerrieri spartani al comando di un Leonida qualsiasi, l'azienda
torinese si avvia al tracollo economico oltre che occupazionale, fidando solo
sulla cassa integrazione a zero ore che una legge dello stato fin troppo
benevola le assegna di diritto. Poi arriveranno gli americani a pagare, e bene,
le spoglie del morituro: l'auto italiana.
Il Grande Malato,
intanto, ha ricevuto a Villa
Frescot l'ennesima umiliazione dall'odiato Berlusconi:
alcuni suggerimenti da uomo marketing sul modo di risollevare le sorti del suo
gruppo automobilistico pare lo abbiano ferito profondamente, senza però
intaccare le sue sempre floride risorse finanziarie. Noi, modesti sudditi
dell'ex impero sabaudo, facciamo il tifo perché il Grande Malato, il di lui
Grande Fratello e l'esercito degl'insaziabili azionisti della sas di famiglia,
soffrano da qui in poi le pene degl'inferi se l'auto italiana dovesse essere
colonizzata o scomparire per i loro errori sesquipedali. Urge miracolo, alias
esproprio a qualunque titolo dell'auto italiana, o meglio di quel che ne rimane,
dalle grinfie del capitalismo alla bagna cauda! RenatoTubére.
L'europuttana ce l'ha messo in quel posto
di PL. de Piccoli &
Figallo
L'euro, questa malefica moneta
europuttana si è rivelata la "bufala" che era. A gennaio tutti, tutti i giornali strombazzavano
il grande evento. Gli euroconvinti si masturbavano dal piacere: "Finalmente
abbiamo la moneta unica, usciamo dall'oscurantismo medioevale e possiamo
competere con l'odiato dollarone!!!". Tutti felici, il nuovo Eldorado ci apriva
le porte. Nessuno degli euroimbecilli si è però accorto che l'euro ce lo hanno
imposto e messo in quel posto, nessuno ha chiesto il nostro parere. Abbiamo fatto referendum per cretinate (vedi "nucleare no
grazie" e adesso ci ritroviamo le centrali ai confini e comperiamo energia dagli
altri a carissimo prezzo) che generano solo spese che si potevano evitare.
Referendum sull'euro neppure l'ombra, tutti d'accordo sulla moneta unica,
destra, centro, sinistra oscurantista e sinistra illuminista. Questo inutile
"parlamento europeo" che perde mesi per decidere la curvatura delle banane e
anni per determinare l'origine del Parmigiano, ci ha imposto la moneta unica
facendola passare come l'unica via alla salvezza per questa disastrata Europa.
Balle!!!!!
L'euro non ha
portato alcun beneficio alle gia disastrate tasche europee e degli Italiani
in particolare. Tutto costa il doppio.
E' inutile incolpare i commercianti disonesti: I
primi "disonesti" sono coloro che ci hanno imposto
l'euro ben sapendone le conseguenze. Operai, impiegati, e quelli a
"stipendio fisso" devono tirare l'eurocinghia per arrivare a fine
mese. Parlamentari nazionali,
europarlamentari e amministratori comunali non ne risentono: loro si sono
raddoppiati gli stipendi dai primi mesi dell'anno alla faccia di chi li ha
eletti. Il governo aveva promesso severi controlli e punizioni esemplari per chi
"arrotondava" il malefico euro. Non è successo nulla. Il perché un kilo d'uva
che costava l'anno passato 1.500Lire oggi costa €2,50 (=Lit.4.840,68). "Siamo alla pari con il dollaro, questa
è una grande vittoria dell'Europa!" Ha detto "la mortadella dal volto umano".
Certo a lui del prezzo dell'uva non importa un
fico secco, l'importante è che non salga l'erbazzone.
Una richiesta ai "manifestanti permanenti effettivi" quelli che fanno
cortei e scioperi su tutto: fate un bello sciopero con tanto di corteo per
l'abolizione dell'euro. Magari un'abolizione parziale, solo per le trattative
commerciali al di sotto di una certa cifra,
ma fate qualche cosa!!! Sicuramente il Que e Vitaliano Della Sala saranno d'accordo. PL. de Piccoli & Figallo.
D'Ambrosio il "pensionato" - Cului che
condannò Sofri
di Claudio
Carpentieri
Alla sua prima uscita
pubblica da pensionato, l'ex procuratore-capo di Milano
D'Ambrosio ha bollato la legge Cirami
sul legittimo sospetto come una "mostruosità da regime fascista": per la gioia dei
convenuti, le truppe cammellate dell'armata forcaiola di "Micromega", presenti il conducator
storico, Paolo Flores d'Arcais, ed i subcomandanti
Furio Colombo e Gianni Vattimo (colui che ha sprezzantemente definito la
maggioranza di governo liberamente scelta dagli Italiani come una... "intollerabile immondizia"). Come un suo predecessore
illustre, Roberto Zaccaria, già
presidente RAI quindi, il giorno successivo, tonitruante arringatore di
folle giustizialiste al PalaVobis di Milano, lo attende un futuro di ascoltato
conferenziere al soldo della becera propaganda sinistroide: la stessa che pure
lo criticò ferocemente allorchè, da aggiunto, affrontò il primo grado
dell'interminabile vicenda-Sofri, ottenendo una condanna per l'ex leader
lottacontinuista (s'arrivò ad accusare pubblicamente i pm di "vendetta
politica": ma la delegittimazione della magistratura è prerogativa esclusiva di
questa destra rozza, corrotta
ed autoritaria al governo del Paese). All'ex procuratore bisogna
riconoscere di non aver perso tempo, espletate le formalità del pensionamento
per raggiunti limiti d'età, nel riprendere la sua vera attività: quella del militante politico uso a chiudere entrambi gli
occhi allorchè (si pensi all'indagine della Parenti sulle
tangenti Coop al PCI/PDS stroncata) le attività del suo ufficio lambiscono appena i
suoi attuali sodali di partito. Claudio Carpentieri, Roma.
Panchopardi
TV "Busi e buse"
di Giovanni Maria
Mischiati
1. Antonio Socci sul filo della spada: Excalibur è stato
trasmesso e Bossi era presente!
La "situazione" è mutata nel volgere di
un'ora e mezzo. Ciò che inquieta è la pesante intromissione del
Quirinale, che ha tentato
di
limitare il diritto all'informazione dei cittadini. Se questa maggioranza avesse
i colleoni, o se in luogo del 'caramba' Gasparri ci fosse un autentico liberale,
o magari perfino qualche 'sinistro' spinadorsaluto, sai che
putiferio..........!
Anche senza toccare l'ispiratore occulto (?)
della manovra, il solito Ciappino prono ai lai della goscia.
GMM
2. Daniele Luttazzi si è costruito un destino da
Cambronne, grazie ai suoi gusti alimentari: pur essendo umorista di
vaglia e scrittore vero, si è condannato a venire scambiato per un comichetto tv
di bassa lega. Tutto per l'odio
verso Berlusconi.
Sabina Guzzanti, brava
sulla scena, in possesso di un talentaccio non comune per far ridere e divertire
pubblici esigenti, si riduce a scherzare sulla morte altrui (a proposito, un
altro guitto geniale e cinico, Paolo Villaggio,
prenotato per il viaggio nell'Aldilà, a detta di una chiromante di strada - o di
un frate cappuccino? -, preconizza la dipartita di Saddam per il 20 ottobre '03).
Sempre a causa dell'odio verso Berlusconi,
che ha distribuito nei cinema il flop della figlia del Sen.
Rosso Malpelo, 'Bimba'.
Sarà per ripagarsi
della delusione, ma la Sabina jettatrice non ci fa
una bella figura (pessima quella della Rai, che
gliene fornisce la possibilità). E poi, Chiambretti c'è, e purtroppo
anche Aldo Busi, sempre più 'checca' tronfia e senza ironia,
una comparsa che fa rimpiangere il grande scrittore e l'anticonformista che fu.
Per dirla alla piemontese, e senza nessuna pretesa di far ridere con la
coprologia, Busi è una busa spalmata su un disco
rotto, come si è visto nella singolar tenzone con la prode Anselma Dell'Olio in Ferrara. Busi si proclama girotondino (orrore!), non percependo la sciocca vanagloria
di tale definizione: uno che gira in tondo/ per contestare il mondo,/ senza
prendersi la briga/ di esser più profondo,/ anzi, sentendosi auriga/ di una ribellione strafiga... Scusate la metrica zoppicante,
ma preferisco i versi liberi (ah, se ci fosse ancora Pipa... ! però Nat potrebbe
dedicare qualcosa a un intellettuale che si sente una sciantosa e gratifica di
'ottusi' noi centrodestristi). Giovanni Maria
Mischiati.
E' asciuto pazzo 'o Padrone! & Condoni
Tombali
di
Marina Salvadore
In questo democratico Paese
è reato "fumare tabacco", è reato fare "opinione", è reato il "gioco d'azzardo" è reato l'"accattonaggio", oltre ad un mucchio di insulse cose con sù scritto DIVIETO,
cosicché il tempo che ci occorre per leggere e metabolizzare Tutti i Divieti
Assoluti, occupa il poco tempo del nostro Pensiero, della Capacità di Giudizio,
della Coscienza,
per distrarci volutamente dai ben più Gravi e
Grandi Problemi di questa Res Publica!
Ebbene ma, se caddero il glorioso
Sacro Romano Impero, la Civiltà Egizia e la Atlantidea, per non parlare degli
imperi Russo
e Austro-ungarico, abbiamo speranza che possa
cadere pure quest'attuale stupidissima gestione della Cosa Pubblica?
Eravamo la "culla del diritto", la patria della
Civiltà, il Regno dell'artigianato, dell'Arte e dei Comuni.
Abbiamo prodotto il meglio
di noi, sempre e comunque. Leonardo da Vinci,
Caravaggio, Raffaello, Raimondo di Sangro di Sansevero, qualche nome, solo per
indicare il genio di una specie ch'è durata secoli. Abbiamo avuto, negli stati
italici pre-unitari, anche Sovrani illuminati e, filosofi e, giuristi;
soprattutto, Eroi. Dio mio, guardate come siamo ridotti. Che pena! In balìa di
uno Stato Accattone ch'è costretto a coprire gli aumenti di stipendio dei propri
parlamentari e magistrati nonché i finanziamenti a getto continuo a un certo
piemontese che parrebbe essere l'Unico Industriale di questo Paese - con la sua
fabbrichetta di automobiline, sempre e solo con Condoni fiscali, TOMBALI (mai
termine fu più "semantico", per descrivere questa rinnovata nostra "gran morìa
delle vacche"!) e con il Gioco d'Azzardo!
C'è un buco nelle Finanze? Benissimo, apriamo le Sale-Bingo! Il
Tesoro langue? Non c'è problema. Saranno quelle stupide vecchiette che sperano ancora nel futuro cui "regaliamo"
una pensione minima a restituircela in una settimana, rigiuocandosela per ben 3
volte al Lotto ed al Superenalotto, finchè non se ne andranno all'altro mondo
per la gioia dell'INPS! e, se proprio non vogliono morire "e sùbbeto", faremo
un'estrazione al giorno!!! Ohibò, mancano ancora triliardi di biliardi di
miliardi, per coprire il buco delle ultime 10 Casse Integrazione della Fiat e i
costi di viaggio, hotels e vitto degli ultimi 15 anni di delegazioni italiane
(comprensive di amici e parenti) all'estero-di-Tutto-l'Estero su questo Globo?
Non vi preoccupate, spariamo subito un altro
Gratta e Vinci, magari collegato alle elezioni
politiche future: "Gratta le faccine di c**** e scopri chi
saranno i ministri del prossimo Governo". Chi
vince, lo saprà tra 5 anni e sarà decaduto dal ritiro del premio, poichè i
ministri eletti saranno già stati sostituiti da altri o, forse, ci sarà di nuovo
la Monarchia! Alle isole Kayman è zompato per aria il vulcano con tutta l'isola?
"No problem", riavremo i nostri capitali italiani lì esportati,
mediante la Pubblica Ammenda Fiscale ed il Ravvedimento Operoso dei faccendieri,
promettendo loro penalità zero ed estrazione a sorte di una Mastercaro e di una
American Express, per realizzare "il sogno di Marina" in onda a tutte l'ore nel
Carosello - di pagarsi un bel viaggio in un altro paradiso fiscale, con il bonus
che realizzeranno mediante ogni acquisto in Italia di merce straniera, nella
corsa al consumismo sfrenato, secondo morale di quella "civilissima" altra
global-pubblicità del "Fai Girare l'Economia", Grazie! Grazie! Grazie! Grazie!,
Fesso!!!!!
Poi, basterà
agganciare alle lotterie di Viareggio, Putignano, Agnano, Miss
Italia, LSD (Lo Sa
Dio!)... pure la lotteria
di Cartasì, estraendo i primi 10 più grandi benefattori di Telethon
che - senz'altro -
avendo fatto atti di liberalità così cospicui, dimostrando una redditività che sfora il tetto del collettivo
nazionale, si aggiudicheranno la verifica della
Guardia di Finanza e l'Ambrogino d'oro del Comune di Milano.
E, se ci fosse qualche disastro
idrogeologico non prevedibile, pur se annunciato? Un
gioco da ragazzi!: ogni sabato sera,
per
tutto l'anno, la
Cuccarini estrarrà a sorte dalla guepiere i numeri delle cartelle
esattoriali di tutte le Esattorie d'Italia.
Chi sarà estratto, se in regola
con il pagamento e se non ha chiesto rateazioni della cartella estratta, si
aggiudicherà un decennale e retroattivo accertamento sintetico dei redditi,
privo di tutte le sanzioni pecuniarie, previste dal 2° e 4° "coma" profondo del
DPR 630, più un abbonamento gratuito, trimestrale, con obbligo di tacito
rinnovo, alla Rai Tivvù! Eppoi, ad ogni Pasqua, Natale e Ferragosto, un
condonino di qua... un tombale di là et voilà! IL GIOCO
E' FATTO, strilla il
croupier!
Marina Salvadore marina.di.partenos@libero.it"Mio Dio, Fà
ch'io cada preda del leone prima che Tu m'invii un coniglio per preda" - K.Gibran.