Diffide RAI: A Feltri e Libero
piena condivisione e
solidarietà di Virus e Aduc
Chi paga ha pieno diritto di rendiconti
notori, pubblici e chiari
Redazione di Virus e Lucy dall'Ombra
Se la RAI ha diffidato il
quotidiano Libero, ed il suo stimatissimo direttore
Vittorio Feltri, dal continuare ad informare
cittadini
e utenti paganti la
gabella/tassa, detta "Canone RAI", sulla sua
gestione dissennata, è segno che quel vero regime che si
è instaurato nell'Azienda pubblica di Stato non
tollera ne' ammette controlli di sorta. Il che non quadra con lo status di bene
pubblico sovvenzionato dai contribuenti, tutti, con cui questa incredibile
"Famiglia-azienda" ha
totalmente sovvertito i principi
di democrazia e di pluralismo imposti
dall'essere ente pubblico, ed al pubblico, rendere conto delle sue azioni
editoriali, economiche, finanziarie e politiche.
Non vogliamo in questa sede enumerare le mille
sedicenti azioni di arbitrio e di gestione personalistica a tutti i livelli
arrogantemente perpetrati dalla RAI, dato che la
telenovela RAI è sotto gli occhi di tutti gli italiani, che la mantengono
coattivamente e lussuosamente come una amante infedele, compresi suoi comprimari
e parenti, imposta nelle case di chi vuole o non vuole ospitarla.
Ci limitiamo a dichiarare pubblicamente al quotidiano Libero ed al
suo direttore Vittorio Feltri tutta la condivisione e la solidarietà di cittadini gabellati e sfruttati per la messa
in luce della inaudita gestione nepotista, di parte, antidemocratica,
finanziaria, politica e sui favoritismi da regime che sono sotto gli occhi sia
delle massime istituzioni del nostro Paese, sia
di tutti i
cittadini italiani e stranieri che non credono ai loro occhi ed orecchie: basta
leggere la stampa estera.
Ne abbiamo viste e sentite di tutti i colori messe in onda da mamma RAI,
comprese le rassegne stampa notturne, per dirne
una recente, con ospite pressochè fisso a cui è
stata regalata, da tutti gli utenti paganti, di centrodestra e centrosinistra,
la costruzione sistematica, sera dopo sera, della manifestazione del Palavobis e
"la scesa politica in campo" del suo presidente appena dimissionato.
Un caso?
No, una
vera e propria azione programmata di "appropriazione indebita", a senso unico,
del servizio pubblico a fini politici, propagandistici e personalistici pagato dai cittadini, tutti, a maggior
glorie, carriere e collocazioni politiche future di presidenti&comprimari.
Alla valorosa
redazione di Libero e al suo direttore Feltri diciamo grazie di esistere e
avanti così!!!
La redazione di Virus e Lucy dall'Ombra editorialista
di VirusilGiornaleonline
Diffide
RAI/Quotidiano Libero
Feltri non
molli e vada oltre, la battaglia per l'abolizione del canone/tassa può fare un salto di qualità
se il suo
quotidiano decide di impegnarsi direttamente
Vincenzo Donvito presidente
dell'Aduc, Associazione
per i diritti degli utenti e consumatori, in seguito
alla diffida che la Rai
ha inviato al
quotidiano "Libero" a
continuare la sua informazione sull'uso dei soldi del
canone nella tv di Stato, ha inviato questa lettera
al direttore Vittorio Feltri.
Gentile
direttore,
prima di tutto la ringrazio dei servizi che "Libero" sta
dando a noi lettori/contribuenti in merito a questa vicenda.
Ne abbiamo bisogno, indipendentemente
dall'opinione nostra e sua su quel servizio pubblico radiotelevisivo che noi
vorremmo abolire: sapere come vengono utilizzati i soldi pubblici è sempre un
bene, che aiuta a formare la coscienza civica
di chiunque voglia contribuire alla vita del
nostro Paese.
Chi fa di tutto per porre ostacoli a questa informazione,
oltre a mostrare tutta la sua arroganza, si iscrive al grande partito di chi,
con responsabilità esecutive pubbliche, teme la trasparenza per nascondere
presumibili illeciti, oltrechè incapacità.
Per cui, l'invito a "non mollare" ci pare più che
opportuno.
Nel contempo le chiediamo di andare oltre. E' da tempo che
l'Aduc ha un sito dedicato alla questione http://www.aduc.it/rai
e fa informazione sull'assurdità giuridica ed
economica del canone/tassa, creando una mobilitazione e coinvolgendo i
navigatori grazie ad una petizione abolizionista che abbiamo rivolto al
legislatore. Non sappiamo se l'obiettivo sia dietro l'angolo o se siamo dei
banali sognatori dell'eguaglianza base di tutti di fronte alla legge e al
mercato dell'informazione, ma abbiamo la percezione e il riscontro che sia un
sogno condiviso da molti italiani, anche e soprattutto da coloro con cui ancora
non siamo riusciti ad entrare in contatto.
Che
fà? Ci dà una mano? Le offriamo di strumentalizzarci!
Questa
battaglia potrebbe fare un salto di qualità se il suo quotidiano decidesse di
impegnarsi direttamente.
A ognuno andrebbe un giovamento, ma quello
maggiore sarebbe ben oltre l'Aduc e "Libero": lì "fuori" sono in tanti ad
aspettarci e -forse- a chiedercelo.
Per ora la ringraziamo di averci letto.
Buon lavoro.