Qualche ispezione al
porto delle nebbie, ovvero,
il porto delle sabbie
di Roma
di Fausto Cerulli
Quando sento parlare di Procura, penso a
Ponzio Pilato che era procuratore della Giudea e si lavò le mani; alla Procura
di Roma non se le lavano, le mani: con
questo non voglio dire che se le sporcano, perchè non lo posso dire per via che
chi tocca la Procura gioca con la
corrente. Però una cosa la posso e la voglio dire. Ho conosciuto tre o quattro
sostituti procuratori a Piazzale Clodio, che erano in gamba e che non volevano
lavarsi le mani e fare come le tre scimmiette che
non vedono non sentono non parlano: e
tutti e quattro hanno avuto a che fare con le ire dei Procuratori con la p
maiuscola;
i sostituti, essendo sostituti e non
volendo diventare prostituti, venivano sostitutiti, le pratiche bollenti
tornavano nelle stanze
dei potenti; e si scopriva che quel
sostituto era viziato da incompatibilità ambientale; e non era questione di
destra o di sinistra: Ciccio Misiani, tanto per fare
un nome, era di sinistra ma senza tessere; gli è costato il posto l'essersi
messo in testa,
il temerario, che con la questione di
tangentopoli ci fosse un po' mischiata anche la Fiat; Pititto, lo conosco un po'
meno, non mi sembra un estremista di sinistra, un Agnoletto
della toga; eppure anche lui ha toccato fili scoperti, ha preso la
scossa, si è messo in testa di accomodar l'impianto e ripulir l'ambiente; detto
fatto: gli hanno rifilato in quattro e quattro otto la
incompatibilità con l'ambiente e via per altri
lidi. la Cordova, che è un osso duro
calabrese, hanno provato almeno tre o quattro volte a disambientarla: poi hanno
mollato l'osso perchè la Cordova, dietro quel suo bel
viso di nobildonna meridionale, ha una grinta smontacomplotti e
attentoaquellochemivuoifare e le mie inchieste non me le toglie manco il
Ciesseemme. Ma la Procura, che troppo spesso agisce per procura, è una macchina
feroce.
Ai tempi di Andreotti si chiamava il
porto delle nebbie, poi in tempi di cosiddetta sinistra, la nebbia lasciò il
posto alla sabbia; ora la sabbia sta diventando rabbia: e la frenesia
archiviatoria sta montando come una furia iconoclasta:
i fascicoli non dormono più: vengono uccisi.
Con il cambio
di governo, hai visto mai che qualcuno decide di fare le pulci alla Procura; e
se trova un fascicolo che dorme magari gli suona la sveglia; ma se il fascicolo
è morto, mica si chiama Lazzaro; anche se riguarda, generalmente, lazzaroni
di rango. ora non so se il ministro
Castelli se la sente di ispezionare la Procura di Roma: ogni partito ha i suoi
piccoli o grandi scheletri negli armadi delle Italiche Procure; temo molto un
baratto giudiziario; insabbia tu che insabbio io: tanto la gente da processare
non manca; i ragazzini che si fanno uno spinello, i giornalisti che non si fanno
imbavagliare, gli extracomunitari usali e gettali.
La giustizia, purtroppo,
non appartiene al poplo italiano; anche se i giudici, quando giudicano, dicono
di farlo in nome del popolo italiano: ma chi glielo dà il permesso di usare
un'espressione del genere?
Che c'entra il popolo, con le toghe? E' proprio
vero; il popolo è un' astrazione, le toghe sono concrete; non esiste il
vilipendio del popolo italiano, ma se tocchi una toga, tocca ferro. Fausto
Cerulli, avvocato.
Comunicato stampa di Associttadini: Ispezione alla Procura della Repubblica
presso il
Tribunale di Roma
Associttadini Associazione degli utenti e
dei consumatori rende noto d'aver chiesto al Ministro della Giustizia Roberto
Castelli un'ispezione presso gli uffici della Procura della Repubblica preso il
Tribunale di Roma. Motivo: il recente arresto del Prefetto di Roma Giuseppe
Romano. Ma ci sarà pure un motivo specifico?
Spariti i procedimenti che riguardano le installazioni abusive (hanno
costruito persino sulle aree sigillate dal magistrato) dei tralicci
elettromagnetici nel parco archeologico di Monte Mario, "archiviati"
irritualmente i fascicoli che riguardano il presunto golpista ed agente CIA
Giulio Negrini e quelli che riguardano il crack del gruppo finanziario Eurogest
e le presunte responsabilità in esso per omessa vigilanza della Consob e del
Ministero dell'Industria. E pensare che il responsabile del crack è stato poi
arrestato dai Carabinieri su ordine di magistrato USA. Seppelite denunce
trasmesse dalla Procura Nazionale Antimafia. E' di questi giorni la notizia
sull'allontanamento del PM Pititto, vedetta del finanziere Pacini Battaglia,
indagato per corruzione. Ricordiamo, tutti, che durante la notte carabinieri
infedeli aprivano le porte a delinquenti pregiati che rovistavano negli uffici
della Procura fino a svuotare le cassette di sicurezza della banca interna.
Rimane poi la vergognosa videocassetta della confessione estorta alla teste
chiave del caso Marta Russo.
Quando avremo un
Procuratore della Repubblica eletto dalla gente?!
Tra l'altro il
prefetto è accusato d'aver "utilizzato la propria posizione di prestigio
nell'ambito della PA e i rapporti con la magistratura esclusivamente in chiave
strumentale per il perseguimento dei propri obiettivi". Ed inquietante è la
notizia dell'intercettazione telefonica in cuo il vice del Prefetto suggerisce
di "fare come si fa in Italia" e di "mettersi sotto l'ombrello della procura".
A chi lo avrebbe suggerito e per quale oggetto del
contendere?
Trattasi d'un brano d'intercettazione telefonica, stavano
comunque parlando d'affari illeciti, come arricchirsi illegalmente vendendo
automobili sequestrate e rimanere impuniti. La Procura di Roma è da tempo nota
agli utenti, grazie alla definizione attribuitagli dagli organi di comunicazione
di massa, come "il porto delle nebbie" ovvero "il porto delle sabbie".
Gli utenti romani della
giustizia debbono riacquistare fiducia nella Procura, questo è possibile solo
con un'accurata ispezione che accerti ogni eventuale responsabilità e rimuova
ogni anomalia.
L'ispezione è anche nell'interesse di tutti quei Magistrati
che presso la Procura di Roma lavorano con efficienza e correttezza.
ASSOCITTADINI ASSOCIAZIONE DEGLI UTENTI E DEI CONSUMATORI www.associttadini.org ufficiostampa@associttadini.org