'Parcheggi d'Oro' e
Comune di Roma, indagati per 10
miliardi
il presidente di
Atac-Metroferro Mario Di Carlo e Filippo Ciccone
Mario Di Carlo è indagato per i
soldi francesi ed accusato di avere versato 700 milioni alla società Systra.
I nomi di Di Carlo e di Filippo Ciccone, ex amministratore delegato di
Sdp, sono nell'inchiesta del procuratore aggiunto Maria
Cordova sulla Sta, società che gestisce i parcheggi a pagamento
per conto del Comune di Roma.
I due dirigenti sono stati interrogati
alcuni giorni fa, in veste di indagati, dal Nucleo di polizia tributaria della
Guardia di finanza. Al centro degli accertamenti delle Fiamme Gialle 700
milioni di lire versate dalla Sta alla Systra, il gruppo francese responsabile
delle metropolitane di Parigi, che fino al dicembre '97 deteneva il 35 per cento
delle azioni della Società di progettazione (SdP) - Sistemi di trasporti spa»
all'epoca controllata per il 65 per cento dall'azienda romana. Il difensore
di Di Carlo, Giuseppe Zupo ha
spiegato che Di Carlo, subentrato alla presidenza della Sta il primo dicembre
del '97, si sarebbe limitato a siglare, dopo aver assunto da pochissimi giorni
l'incarico direttivo, un accordo stipulato prima della sua nomina. «L'ultima
assemblea della Sta-sistemi si è svolta il 16 dicembre, quindici giorni dopo
il mio arrivo. In quel breve lasso di tempo decisi di acquistare dai francesi
la loro quota e avviare il piano di risanamento». Secondo Di Carlo è tutto chiaro
e la contestazione della Procura nasce dal fatto che gli inquirenti non
erano a conoscenza di una scrittura privata tra la Sta e i francesi che stabiliva
il prezzo di vendita delle loro quote. Quei 700 milioni di lire sarebbero stati
il prezzo da pagare per far uscire la Systra dal pacchetto azionario. Una tappa
necessaria per poter procedere a un programma di risanamento della Sta e, quindi,
della sua controllata, la SdP appunto. Di Carlo ha sostenuto davanti alle Fiamme
gialle che nel '97 bisognava avere le redini, perché se si fosse rimasti in
mano ai francesi non si sarebbe potuto avviare il rilancio di cui lui era incaricato.
Il suo interrogatorio è stato deciso dal magistrato per capire se presunti illeciti
si nasconderebbero dietro le modifiche degli assetti azionari o dietro il versamento
di denaro in un periodo di indebitamento della Sta. L'inchiesta, in corso, riguarda
più profili. Prima della magistratura penale, la società era finita, nel '99,
nel mirino di quella contabile. Ad aprile la Procura regionale della Corte
dei conti ha citato per false fatturazioni la Sta e la Crp,
la Cooperativa romana parcheggi, che fino al '98 ha curato per conto
della Sta, la riscossione delle tariffe sulle strisce blu (il processo inizierà
a dicembre). Secondo l'accusa, la Crp avrebbe gonfiato centinaia
di fatture, tra il '96 e il '98, per un danno complessivo per la
collettività di 10 miliardi e mezzo di lire. Anche il rapporto della
Guardia di finanza sulle fatture sequestrate alla Crp è all'esame della Procura.
C.Man. http://www.associttadini.org/