Quando la "Costituzione materiale" s'impone con il silenzio.
di Franco Ragusa
In Italia, come tutti sanno
(forse..), vige una Carta costituzionale che, come ogni Carta costituzionale che
si "rispetti", dovrebbe valere più delle leggi
di grado inferiore. La regola, apparentemente scontata vista la
necessità di processi legislativi aggravati nell'ipotesi di modifiche
costituzionali, sembra aver perso definitivamente di efficacia di fronte ai
colpi del sistema maggioritario che avanza, sia che il tutto si chiami
bipolarismo o elezione diretta del capo dell'esecutivo...o in tutti e due i
modi, come pare sia stato per le elezioni del 13 maggio. Un
processo di disgregazione della legittimità della Costituzione
inesorabilmente iniziato nel '93, con il passaggio
alla nuova legge elettorale di tipo maggioritario. Da allora, con i toni
"adeguati" alle convenienze del momento, i leader delle maggiori coalizioni
hanno sempre insistito sulla necessità di adeguare la Costituzione al nuovo
regime di regole per l'appunto "imposto" dalla logica
maggioritaria. Da ultimo il perdente
Rutelli il quale, anziché prendere
atto della sconfitta elettorale a farsi da parte, è divenuto, forse per non
essere da meno di Berlusconi, il più
accanito sostenitore di sé stesso: che sia soltanto lui a
parlare per l'Ulivo, perché
gl'italiani hanno ormai scelto il sistema bipolare, con tanto di nome e cognome
del candidato Premier. Insomma, a sentire certi esperti
"costituzionalisti" (altra prerogativa dei candidati premier è
infatti quella di divenire esperti costituzionalisti per diritto divino...
potenza del voto), sembra di capire che la colpa dell'ultimo strappo alla
Costituzione sia tutta da attribuire agli elettori.
'Sono loro che hanno infatti votato i simboli
con il nome del candidato premier'.
E sono sempre loro che,
a maggioranza, hanno votato per le coalizioni maggiori. E che diamine, potevano
pure starsene
a casa anziché accettare di votare delle
schede con simboli che implicavano l'accettazione della nuova
"Costituzione materiale". E potevano pure votare facendo finta
di nulla di fronte al ricatto del voto utile tipico dei sistemi maggioritari.
Evidentemente, se hanno votato come hanno votato, è stato soltanto per libera e
consapevole scelta, e non perché trattati da sudditi da un ceto politico
irresponsabile e refrattario alle regole. E come dare credito, quindi, ad una
vecchia Carta straccia come la Costituzione, di fronte a tanto desiderio degli
elettori di aderire all'iniziativa di votare il Premier
proposta loro da
Polo e
Ulivo? No, proprio non si può, come del
resto conferma il persistente "silenzio istituzionale". www.riforme.it